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MILITELLO ROSMARINO. MONS. IGNAZIO ZAMBITO UN VESCOVO IN… CAMMINO



Mons. Ignazio Zambito, nel suo giro di visite alle parrocchie ricadenti nella Diocesi di Patti che lo hanno visto per 28 anni “pastore” attento, guida spirituale e umana, ha incontrato, tra le altre, la comunità militellese Ad accogliere il Vescovo in una gremitissima Chiesa Madre di fedeli e di autorità civili e militari, allietata dai canti della Corale parrocchiale, è stato il parroco don Calogero Oriti che così si è espresso nel suo indirizzo di saluto al Presule:
“Eccellenza reverendissima, oggi in questa Chiesa, un bel momento di festa riunisce tutta la comunità di Militello per porgerle un affettuoso saluto. Non è senza emozione e commozione che provo ad esprimere e condensare in pochi minuti i sentimenti di profonda gratitudine, di indelebile riconoscenza per il suo servizio di Pastore nella Diocesi di Patti. Il primo ringraziamento va innanzitutto al provvidente disegno di Dio che ci ha fatto dono di un Pastore che con amorevolezza, semplicità ed autorevolezza, ha guidato la nostra Diocesi nel cammino verso Cristo speranza dell’Umanità.
Grazie a nome mio personale per avermi voluto in questa comunità 25 anni or sono. A Lei Eccellenza devo molto! I consigli, gli innumerevoli incontri personali e pubblici, sono stati sempre un mettere a dimora un seme che sono certo non tarderà a portare i suoi frutti. In questa comunità abbiamo avuto modo di sperimentare per circa 30 volte, con la Sua presenza, la vicinanza alla gente, il rapporto confidenziale ed affettuoso nei confronti di tutti, la Sua memoria visiva nel riconoscere ognuno. La ringrazio di questa amicizia che fa eco alle parole di Gesù: <>.

La ringrazio perché in questi anni ha esortato noi presbiteri e anche i laici alla corresponsabilità nel servizio ecclesiale. La ringrazio perché ci ha spronati a vivere oltre l’ovvio, oltre le immagini ed interpretare in modo creativo le nuove esigenze ed emergenze della società guardando al futuro con la solida speranza ancorata a Cristo.
Auguri, Eccellenza! Auguri per la Sua salute, che sia sempre rigogliosa; La porteremo sempre nel cuore; La ricorderemo nelle nostre preghiere e che il seme seminato possa germogliare e portare frutti di santità. Siamo certi che anche le sue preghiere ci sosterranno e ci guideranno ad un legame più forte in Cristo”. Grazie, Padre Vescovo Ignazio per avere scritto una bella pagina di storia nella nostra Diocesi”.
All’omelia, così ha concluso il Vescovo: “…è proprio bisogno del mio cuore ringraziare, salutare e augurare ogni bene a voi tutti di questa comunità. La vostra fede, la vostra amicizia e il vostro affetto mi hanno accolto, sostenuto e colmato il cuore negli innumerevoli incontri che hanno riempito il cammino che, per quasi 28 anni, abbiamo percorso insieme. Vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
NINO VICARIO

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Militello Rosmarino, la festa di San Giuseppe ininterrotta dal 1607


Militello Rosmarino, il 19 Marzo tornerà la processione di San Giuseppe, il Bambino e la Madonna.

La Festa di S. Giuseppe, probabilmente, a Militello Rosmarino origina sin dalla fondazione medievale del borgo stesso, Il culto del patriarca tra l’altro era diffuso in tutta la Sicilia in pieno periodo tardo-bizantino, a ridosso della colonizzazione araba dell’isola, l’ illustre  siciliano  Giuseppe l’Innografo († 883), non a caso, compone il Canone delle lodi de alla festa del Patriarca S. Giuseppe. (PG 105, 1273-4).

Purtuttavia, nulla gli archivi attestano circa il culto di S. Giuseppe a Militello fino al 1607, anno in cui è stata realizzata l’attuale immagine lignea del Patriarca e del Bambino Gesù, ritratto quest’ultimo in piena fanciullezza.

Possiamo azzardare l’ipotesi, secondo la quale, la devozione verso S. Giuseppe sia stata portata meglio avanti nel centro nebroideo dai Monaci Domenicani da poco arrivati nel Collegio della “Piazza”, fino a spingere i nobili del luogo a commissionare ai Li Volsi di Tusa l’attuale simulacro ligneo.

Non a caso il periodo dei secoli XVI e XVII, in cui la Chiesa sembra cercare un riparo nella lotta contro l’Impero e la Riforma protestante, diventa il più fecondo per e nella devozione a S. Giuseppe, che nuovi predicatori vanno rinfocolando nei cuori dei fedeli. Ne apre la lista il valoroso domenicano Isidoro d’Isle o “Isolano”, l’appassionatissimo di S Giuseppe, che sul principio del secolo XVI scrive la sua Summa de donis S. Joseph. […]

Nella seconda metà del secolo XVIII alla Processione di S. Giuseppe venne affiancato il Simulacro della Vergine del Soccorso, e con questa aggiunta si è completato il trittico della Sacra Famiglia (Maria, Gesù e Giuseppe) che in pieno mezzogiorno, portati a spalla dai falegnami del luogo percorreva l’antico itinerario anulare. […]

 Non meno importante da notare è la collocazione che gli antichi padri hanno scelto in Chiesa Madre del Dittico ligneo di San Giuseppe e Gesù,  hanno voluto porlo nella parte sinistra del transetto, in una nicchia appositamente ricavata, e stilizzata secondo i tipici gusti di quell’epoca. Da evidenziare l’altare in marmo policromo del secolo XVII, opera coeva del simulacro, nonché la piccola tela de “La Morte del Giusto”, firmata dal Tomasi di Tortorici (XVII sec.), che impreziosisce il tutto. La tradizione orale ci tramanda che sull’altare di S. Giuseppe venivano celebrati tutti i matrimoni, il 1 Gennaio di ogni anno il piccolo simulacro veniva portato nelle case di quegli sposi che ancora non avevano ricevuto il dono della paternità. Ancora, memorie più antiche, ma non meno veritiere ci ricordano che ogni mercoledì del mese di Marzo veniva celebrata una particolare Messa all’altare di S. Giuseppe.  […]

[ Tratto da “Quattro Secoli di Storia” – a cura di G. Cicirello – V. Sanfilippo , Militello Rosmarino 19/03/2007]

Militello Rosmarino, La Vita in diretta di Rai 1 presente alla serata del 30.


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Alla seconda replica dell’attuale edizione del Presepe Vivente,  giorno 30 dicembre, saranno presenti alcuni giornalisti della Rai, corrispondenti del noto programma televisivo “La vita in diretta”. Le riprese dovrebbero cominciare a partire dalle ore 17.00 .  Tutta la cittadina è in fermento in queste ore, per la possibilità di rilancio che la presenza televisiva potrebbe determinare per il piccolo borgo medievale.

Grande successo per la prima serata del presepe vivente, oltre un migliaio di visitatori hanno partecipato alla rievocazione della Natività. Il presepe vivente è stato allestito tra i vicoli e i cortili del quartiere arabo normanno dove fu edificato l’antico castello. Un luogo ideale per raccontare la storia della nascita di Cristo, ma anche un modo per ricostruire la vita quotidiana di un tempo scandita dal lavoro e dal ritmo di antichi mestieri: il fabbro che forgia il ferro, il falegname che pialla le travi di legno, lo scalpellino che lavora la pietra, le lavandaie che stendono i panni, il maniscalco che ferra i cavalli e il pastore con il gregge . I visitatori hanno infatti potuto degustare anche prodotti e piatti tipici come i maccheroni, il macco di fave, la minestra,
Nell’iniziativa sono stati coinvolti in modo corale gran parte degli abitanti e dei giovani del paese; La rappresentazione religiosa sarà ripetuta  il 6 gennaio dalle 17:00 alle 20.30.

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Militello Rosmarino… in cammino


La comunità di Militello Rosmarino

in… cammino verso la Giornata Giubilare

di Nino Vicario

316044_453876228022760_1646151965_nMomenti di intensa spiritualità e di intima gioia attendono la comunità militellese ad inizio della prossima settimana. Infatti, il Calendario liturgico diocesano, come previsto, assegna alla Chiesa di Militello la data del  25 ottobre 2016 per celebrare la sua  “Giornata Giubilare” data che s’inserisce nel grande “progetto” di Papa Francesco del “Giubileo straordinario della Misericordia” ed inoltre, la data del 25 ottobre è la giornata della “Dedicazione delle Chiese consacrate di tutte le Diocesi di Sicilia” e la Chiesa Madre di Militello ricade fra queste e ce lo conferma Nostro Signore  con queste parole: <<Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa, perché il mio nome vi resti per sempre>>.

Il parroco don  Calogero Oriti, prendendo lo spunto dalle parole di Gesù, nel corso di una lunga chiacchierata, afferma: “La nostra Chiesa si è sentita interpellata a vivere spiritualmente questi  eventi quale particolare momento di grazia che il Signore offre a tutte le Chiesa e, perciò stesso, anche alla nostra amata Chiesa di Militello”.

– Padre Calogero, le sue parole ci incuriosiscono, ci dica di più sul primo e sul secondo momento?

<<Il Giubileo, questo il primo momento – continua padre Calogero – altri non è se non la “grazia” che Dio ci offre per recuperarci a sé. Il Giubileo è per tutti, non soltanto per quanti si recano a Roma; Papa Francesco, è bene sottolinearlo, ha indetto questo Anno Santo Straordinario sull’influsso dello Spirito Santo per dare modo a tanta gente di redimersi giacché viviamo in tempi molto brutti. Con gioia infinita annuncio –  chiosa don Calogero – che a presiedere la Giornata Giubilare militellese, quale dono alla nostra comunità, sarà Sua Ecc. il Vescovo mons. Ignazio Zambito>>.

– Reverendo, ci approfondisca il secondo momento?

<<Il secondo momento – risponde padre Oriti – prende lo spunto dal Calendario liturgico che fissa la data del 25 ottobre quale  giornata della “Dedicazione di tutte le Chiese consacrate di Sicilia eccezion fatta per le Cattedrali e le Concattedrali”. La nostra Chiesa Madre, come si ricorderà, è rimasta chiusa dal 2000 al 2006 e lo scorso 10  giugno ha compiuto dieci anni dalla sua riapertura al culto  che coincidono, appunto, con la solennità della “Dedicazione”. Per concludere dico che la fausta ricorrenza, è come un ulteriore segno provvidenziale all’interno del cammino spirituale intrapreso dalla nostra comunità>>.

– Don Calogero, ci scusi l’invadenza, ma quest’anno non ricorre qualcosa che La riguarda?

<<Già, è vero. Quest’anno festeggio 25 anni che guido la Chiesa militellese, ma la festa non è per me parroco, la festa è per tutta la comunità che viene invitata ad identificarsi  molto di più  nell’amore di Dio  e non nel “pastore” di turno. Io sono sì il parroco, ma quanto ho fatto in questi 25 anni non è stata soltanto opera mia, è opera anzitutto dello Spirito Santo che mi ha guidato, è opera della Chiesa, è opera di Dio. Abbiamo sì realizzato un cammino – soggiunge alquanto emozionato il sacerdote – esso non è stato un progetto scritto sulla carta, è stato un cammino interiore, un percorso che non invitava a “stare dentro”, bensì ad “uscire fuori” non per fare una salutare passeggiata ma, al contrario,  per annunciare Cristo che ti vuole bene, che ti salva>>.

– Un’ultima domanda Reverendo: sul convegno legato al restauro dell’affresco  del “Compianto” cosa può dirci?

<<Il  convegno programmato per la mattinata del 25 ottobre, vengo alla sua domanda, lo considero “un felice prologo alla Giornata giubilare”. In esso sarà presentato il volume “L’affresco con i dolenti ai piedi della Croce” curato da Davide Rigaglia e Virginia Buda, con testi del nostro Gaetano Cicirello. L’opera, com’è noto, rappresenta il “Compianto”  e si trova in Chiesa Madre nella cappella del Crocifisso, ritrae Maria madre di Gesù, Maria maddalena, Maria di Cleopa, l’apostolo Giovanni che piangono la morte di Gesù. A questo convegno sono legati diversi “momenti” davvero interessanti. Va detto ancora  – riprende padre Calogero – sin da gennaio Militello si è preparata con  generose offerte nelle festività di S. Biagio, della Pasqua, della Pentecoste ecc. Nel corso di dette ricorrenze la Chiesa di Militello ha goduto  della presenza di trenta sacerdoti, e solo per quella di S. Biagio ne abbiamo avuti 18. Ad onor del vero, dico di più  – conclude don Calogero – che  la Chiesa militellese non è nuova ad iniziative di questo genere. Infatti, negli anni, si sono restaurate tantissime opere ecclesiastiche come: quadri, tele, simulacri che altrimenti sarebbero andate perdute>>.

Noi, dopo questa lunga chiacchierata, cosa pensiamo del parroco di Militello Rosmarino? Anche se la domanda la poniamo a noi stessi, la risposta ci viene difficile, ma la rendiamo ugualmente. Don Calogero Oriti è un “Sacerdote che sa fare il Sacerdote” ed  è un “Prete del nostro tempo, che lo vive e lo interpreta con zelo”. Quindi, diciamo per concludere. <<Caro don Calogero, Dio ti conosce da sempre, da sempre sei avvolto dal suo pensiero e dal Suo amore. Ti ha pensato cristiano, ti ha pensato Sacerdote, ti ha pensato pastore del Suo gregge,  ti ha avvolto nel Suo amore ancora prima che tu esistessi. Ciò che ora accade, dunque, da sempre è nel pensiero e nel cuore di Dio>>.

Militello Rosmarino, il 25 Ottobre sarà presentato il libro ” L’affresco con i dolenti ai piedi della Croce”


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Militello R., Il 25 Ottobre p.v. sarà presentato  il volume “L’affresco con i dolenti ai piedi della Croce” curato da Davide Rigaglia e Virginia Buda, con testi di Gaetano Cicirello, edito dalla casa Di Nicolò Edizioni in Messina, presso l’Aula Magna della Chiesa del Soccorso.

I lavori di presentazione inizieranno alle ore 10.00  alla presenza dell’Onorevole Regionale ai BB CC di Sicilia On. Avv. Carlo Vermiglio, del Senatore della Repubblica Italiana  Dott. Bruno Mancuso, del deputato regionale on. Germanà, della Responsabile per il centro di progettazione e restauro Dott.ssa Enza Cilià, del Sindaco di Militello Rosmarino Avv. Calogero Lo Re e del Parroco Don Calogero Salvatore Oriti.

Il lavoro  vuole essere una ricerca storico-artistica ed etno-antropologica  della Cappella del Crocifisso della Chiesa Madre, correlata da documenti inediti del XVII secolo,  e con delle curiosità come l’elenco dei predicatori quaresimalisti che si sono alternati dal 1793 in Militello, nonché dall’analisi critica e dalla trascrizione di un canto popolare tipico esclusivamente della Settima Santa di Militello Rosmarino come “L’Arma dannata”, lavoro frutto di un decennio di studi, ricerche ed interviste.

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Gaetano Cicirello

 

 

Militello Rosmarino, il 25 Ottobre tornerà a risplendere l’antico affresco del Compianto della Cappella del Crocifisso della Chiesa Madre


E’ stato il Parroco don Calogero Oriti alla fine della messa domenicale ad annunciare ai fedeli che il 25 ottobre p.v., ultimati i lavori di restauro, tornerà a risplendere l’antico affresco del Compianto della Cappella del Crocifisso nella Chiesa Madre di Militello Rosmarino. Per l’occasione ha annunciato il Parroco sarà presente il Vescovo di Patti Mons. Ignazio Zambito che benedirà l’opera e celebrerà la Solenne Messa Giubilare a partire dalle ore 17.00 nell’anno della misericordia. “Sarà un’occasione propizia per riconciliarsi con Dio e con i fratelli” ha poi continuato padre Calogero, “momento di incontro, riflessione e condivisione, nonché di Grazia, infatti la comunità alla vigilia riceverà la reliquia della Santa Croce. Una reliquia preziosa, trafugata nel 1992 e che dopo 25 anni tornerà ad essere oggetto di venerazione nella comunità militellese, grazie all’impegno e all’amicizia di Don Antonio Cipriano della vicina e cara comunità gemellata di Caronia”.

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Militello Rosmarino, un nuovo vino ricorderà il gemellaggio con Eymet (Francia), Grumello (BG), e Grotte (AG)


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Si è svolta a Militello Rosmarino la prima parte deI raduno dei Militellesi in Lombardia e nel nord Italia organizzato dalla Associazione culturale “Amici di Militello Rosmarino “Filippo Piscitello”, arrivato alla sua 20^ edizione. In tale occasione si è svolta la sigla del patto d’amicizia tra i comuni e le comunità gemellate di Grumello del Monte (BG) e Militello Rosmarino (ME) e delle loro rispettive gemellate Eymet (Francia – Dordogna) e Grotte (AG)”. Il patto è proposto insieme alla Federazione Lombardia dell’AICCRE (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) cui sono iscritti i comuni di Grumello del Monte e Militello Rosmarino e dalla F.A.Si. (Federazione delle Associazioni Siciliane in Lombardia) cui è iscritta la associazione organizzatrice. Scopo del patto è stato di far incontrare le rispettive città gemellate dei due comuni (Eymet gemellata con Grumello del Monte e Grotte con Militello Rosmarino) promuovendo un patto che nei fatti unisce in un unico gemellaggio i 4 comuni e le 4 comunità. All’evento presenti delegazioni guidate dai Sindaci dei 3 comuni, Nicoletta Noris (Grumello), Jerome Betaille (Eymet), Calogero Lo Re (Militello Rosmarino). La delegazione di Grotte, non presente per sopraggiunti impedimenti, ha siglato il giorno prima il patto d’amicizia. Considerato che i comuni di Grumello del Monte, Eymet e Grotte sono “Città del vino”, in particolare rosso (detto nero) e che il Comune di Militello Rosmarino è centro di produzione d’eccellenza del cosiddetto “nero dei nebrodi” (suino nero autoctono), il patto tra le 4 comunità è diventato anche occasione per un convegno patrocinato dall’Ente Parco dei Nebrodi, il Consiglio regionale della Lombardia, AICCRE Lombardia e la F.A:Si., per la valorizzazione delle tipicità agroalimentari delle 4 comunità (il vino e il suino) quale impegno per lo sviluppo e la crescita dei rispettivi territori. Infatti ogni comunità ospite è stata accompagnata da una delle aziende leader locali vinicole mentre per la comunità ospitante è stata rappresentata da uno degli sponsor della kermesse, l’azienda locale fornitrice dei suini neri anche per noti prosciuttifici nazionali: Di Stefano. Alla tavola rotonda, partecipatissima, presieduta dal Presidente provinciale dell’ordine dei dottori agrari e forestali, Felice Genovese ed introdotto dall’agronomo militellese Salvatore Riotta, ha partecipato anche il Sindaco di Alcara Li Fusi nonché agronomo Nicola Vaneria. Tra le autorità presenti alla iniziativa ha portato il saluto delle Istituzioni parlamentari il Senatore Bruno Mancuso. A corredo dell’iniziativa si sono svolte escursioni guidate nel centro storico del borgo di Militello Rosmarino e nel Parco dei Nebrodi, degustazioni gratuite ed aperte a tutti i visitatori di prodotti tipici locali e delle comunità ospiti, animazioni musicali da parte delle associazioni locali, folcloristiche “Gruppo Folk Valsemone” e “La Scocca”. Inoltre a simbolo del patto tra le 4 comunità che si uniscono in un’unica realtà, a ricordo e suffragio della recente scomparsa prematura dell’ultimo Presidente, Biagio Lo Castro, grande fautore del gemellaggio tra la comunità di origine (Militello Rosmarino) e quella di adozione (Grumello del Monte) dove ha vissuto ed è stato animatore civico per oltre 40 anni insieme al suo predecessore Filippo Piscitello, sono state piantumate presso la sua abitazione una vite proveniente da ognuna delle comunità presenti cosí da realizzare una “pergola dell’amicizia”, dai cui singoli frutti, mescolandosi, sarà ricavato nei prossimi anni, simbolicamente, il vino “dell’unità in amicizia e fraternità delle 4 comunità”. A ricordo della cerimonia è stata posata una targa ricordo. I festeggiamenti per il gemellaggio “allargato” si sono protratti sino a tarda notte con canti e balli tradizionali a cura delle associazioni locali che hanno coadiuvato gli organizzatori alla riuscita della iniziativa. Un plauso per l’impegno profuso e finalizzato alla riuscita dell’evento, a tutti i componenti dell’associazione “Amici di Militello Rosmarino Filippo Piscitello” e a Nicola Lombardo suo stretto collaboratore, che senza alcun sostegno di carattere economico dal comune ospitante l’evento, riesce a promuovere, in collaborazione con le altre associazioni locali, le eccellenze di questa meravigliosa terra.

GIUSEPPE TOMASI MORGANO

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