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MILITELLO ROSMARINO, conclusa l’edizione del Presepe Vivente con 2500 visitatori


 

Si è conclusa nel pomeriggio del giorno dell’Epifania, l’ edizione del Presepe Vivente 2017/18 nel quartiere medievale di Militello Rosmarino (ME).
Dal 26 dicembre e per le tre giornate successivo, è stato visitato da oltre 2500 persone provenienti da tante località siciliane .
Grande soddisfazione da parte degli organizzatori che già da ora iniziano a programmare per il prossimo anno, dandoci appuntamento al 26 dicembre 2018.
Un successo frutto della sinergia di quanti hanno lavorato instancabilmente per realizzarlo. Centocinquanta figuranti al giorno, tra cui anche i migranti rumeni, hanno dato vita ad una Betlemme nebroidea indimenticabile. Chi ha visitato il presepe ha potuto degustare prodotti locali a km zero ed apprezzare la bellezza della valle del Kidas, rinserita in un tessuto sociale di oltre un secolo fa.
“E’ stato un risultato entusiasmante che ci spinge a fare tanto altro per il nostro territorio – ha affermato il vice presidente dell’associazione Anspi Salvatore Blogna – il nostro personale ringraziamento va a tutti coloro che hanno creduto nel progetto sin dall’inizio, alla Regione Sicilia al Comune e soprattutto alla nostra cittàdina, che non si sono mai tirati indietro per aiutarci e sostenerci anche nei momenti delle difficoltà. Per il prossimo anno abbiamo già in mente alcune innovazioni” il Presidente Don Calogero Oriti ringrazia di cuore i figuranti volontari , che sono stati l’anima del Presepe . “Siamo riusciti a portare a termine questa ardua esperienza grazie al prezioso contributo di tutti come dimostrano le numerose e positive recensioni.”
Per SANTAGATANDO . Gaetano Cicirello

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MILITELLO ROSMARINO, sgombrate 11 abitazioni e un’attività commerciale.


La pioggia leggera ma continua, cha da ieri sera fino alle ore odierne continua a cadere, non facilita di certo le cose a Militello Rosmarino, dove stamattina è stata chiusa anche un’attività commerciale ed undici casa rimangono inagibili. Chiusa già la strada che collega la via Marconi alla Contrada Varvazza, soprastante la “novella” Villa Comunale, inaugurata circa un anno fa, in quanto il muro di contenimento adiacente mostra evidenti segni di cedimento. Sarà installato, inoltre, nelle prossime ore, un semaforo che regolarizzerà il traffico sulla statale 161 dalla Piazza Centrale al Bivio per Alcara “per non sovraccaricare una zona in cui sono in atto movimenti e cedimenti di natura idrogeologica non del tutto chiari”. e dopo che un inverno ricco di pioggia ci sta lasciando, tra una settimana dovrebbe essere primavera, almeno per il calendario, emerge il dibattito se davvero le colpe per i gravi disagi, che hanno colpito intere popolazioni, siano imputabili alla natura o alla cattiva organizzazione ed uso del territorio da parte dell’uomo?!. a tal proposito vi propongo un articolo, a mio parere interessante!

GAETANO CICIRELLO

LA NATURA È CATTIVA: PUÒ SALVARCI SOLO IL PROGRESSO” (Dr.F.Battaglia) – Ogni volta che accade un evento atmosferico tragico – o anche solo spiacevole – veniamo informati che la colpa è dell’uomo. Purtroppo (o per fortuna) chi ha questa delicata vena di terrorismo non risulta per niente convincente. Piuttosto, dà l’impressione di essere molto affezionato alla propria congettura, e l’affezione è quanto mai pericolosa nella pratica scientifica. Una cosa certa è che negli ultimi 100 anni vi è stato un aumento di mezzo grado della temperatura media globale, e un aumento del 25% nella concentrazione atmosferica di anidride carbonica, il gas antropogenico che contribuirebbe per l’83% all’effetto serra (il metano vi contribuisce per il 9%, gli ossidi di azoto per il 6%; CFC e altri gas per il restante 2%). Ma i gas serra antropogenici sono solo una minuscola frazione di quelli presenti in natura, e l’incremento senza sosta dei primi non è stato accompagnato da un incremento senza sosta delle temperature. Anzi, per 35 anni dal 1940 al 1975, proprio in pieno boom di emissioni, si registrava un raffreddamento del pianeta, come si sta registrando anche da 10 anni. Un’altra cosa è certa: se fosse vero che è l’uomo il responsabile del riscaldamento globale, allora per sperare di ridurre la temperatura media globale di mezzo grado dovremmo ridurre del 100%, e da subito, le nostre emissioni di anidride carbonica. Impossibile. Mi chiedo che attendibilità abbiano quei sedicenti scienziati climatologi che, sapendo ciò, si riuniscono periodicamente invocando riduzioni di emissioni del 20%. Uno di costoro recentemente sentenziò: «Molteplici fattori che stanno destabilizzando il sistema climatico globale potrebbero, in ogni momento, far diventare il mondo molto più caldo o persino molto più freddo». Quando si dice idee chiare e distinte. I media non sono da meno, quanto a confusione: addebitano alle attività umane le forti piogge, un giorno, e l’aumento della siccità, un altro giorno: troppo difficile per la mia semplice mente. Una cosa che mi è stata più facile da capire fu la notizia secondo cui «il volume dei ghiacciai si è già dimezzato negli ultimi 100 anni». Il volume attuale dei ghiacciai è di 30 milioni di chilometri cubi, ne consegue che altrettanto se ne sarebbe sciolto, secondo quella notizia, negli ultimi 100 anni. Un po’ di geometria della sfera ci permette di calcolare l’innalzamento del livello dei mari conseguente alla fusione di 30 milioni di chilometri cubi di ghiacci: 60 metri. Secondo quella notizia, quindi, 100 anni fa Venezia si trovava 60 metri sul livello del mare. Un’altra tipica argomentazione terroristica suona cosi: «pensate, l’ultima volta che è successo è stato 200 anni fa; quindi l’uomo di oggi, con le sue emissioni nefande, è il responsabile». E come la mettiamo col fatto che è successo anche 200 anni fa, quando le emissioni nefande erano assenti? Effettivamente di cose curiose ne sono accadute nel passato. Il 18 marzo 1925 ci fu il più violento tornado mai registrato negli Usa (percorse oltre 350 chilometri e morirono quasi 700 persone). Il 13 settembre 1921 in Libia si raggiunse la temperatura di 58 gradi. Il 24 aprile 1921 in Colorado caddero 93 centimetri di neve. Il 23 gennaio del 1916, in Montana, si registrava la temperatura di 6 gradi, e il giorno dopo la temperatura precipitò a -49 gradi. Era il 1900 quando il Texas fu colpito dal più violento uragano (venti ad oltre 160 km/h fecero 8000 vittime). E l’arco di anno più piovoso fu quello tra l’agosto 1860 e il luglio 1861, in India, con oltre 26.000 millimetri di pioggia. Evidente che le posizioni terroristiche fanno acqua da tutte le parti. Nell’ultimo secolo, 5000 alluvioni e 12.000 frane hanno mietuto in Italia 3500 vittime. Ricorderete, ad esempio, la tragedia della frana di Sarno del maggio del 1998, che fu conseguenza non dell’effetto serra, ma di una banale persistente pioggerellina: il terreno coperto da una coltre instabile di materiale vulcanico si appesantì, perse di compattezza e franò. Una pianificazione territoriale non avrebbe evitato la frana, ma avrebbe evitato il disastro. Più che aspirare a governare i capricci del clima, bisognerebbe industriarsi per adattarvisi: insomma.