Incontro con Donatella Cangemi candidata alle Amministrative con la lista “Militello migliore – Teresa Travaglia – sindaco”


Allora, signora Donatella, ci parli delle motivazioni che l’hanno spinta a scegliere di candidarsi al Consiglio Comunale con la lista “Militello migliore” a sostegno di Teresa Travaglia Cicirello.
Per libera scelta – ci confessa la vulcanica Signora – ho proposto la mia candidatura al Consiglio comunale e con altrettanta libera scelta mi sono unita alla lista “Militello migliore” capeggiata da Teresa Travaglia Cicirello che esprime una squadra di “primissimo piano, dei veri innamorati di Militello” il mio paese. Cittadina dove vivo, dove sto crescendo e voglio continuare a far crescere i miei figli. Oggi che sento di avere la forza e le energie per battermi per questo Paese non mi tiro indietro anzi passo al contrattacco affinché Militello possa avere il posto che merita nel panorama economico e culturale italiano e siciliano in particolare, cose per le quali ho dovuto combattere strenuamente da libera cittadina, mi riferisco in primo luogo alla scuola e ai relativi servizi legati al buon andamento scolastico, alla salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse, all’arredo urbano.

Quando è germogliata in Lei la simpatia politica per la docente universitaria?
Questa mia simpatia di appoggiare la dottoressa Travaglia nasce cinque anni fa, quando per la prima volta Teresa si è affacciata alla politica di Militello e l’ha fatto con profondità e con gentilezza. Da allora – come detto – per lei nutro incondizionata stima, sentimento che il tempo non ha minimamente scalfito. Lei, non è mai cambiata e non poteva cambiare perché Teresa è la stessa identica persona libera e sincera di cinque anni fa, anzi quest’anno ha dimostrato di avere anche un grande coraggio, perché ha trovato la forza e la determinazione di mantenere ferma la sua idea di pacifica unione tra cittadini, sopportando tutti gli attacchi e le cattiverie che le sono state attribuite a buon mercato dagli avversari politici atte a dileggiare quanti si riconoscono nella lista “Militello migliore” aggregazione civica che mira al superamento delle divisioni politiche e la mia presenza in questa squadra ne è l’esempio concreto. Ribadisco che la dottoressa Travaglia è persona che, per sua natura, nonostante la sua gentilezza e il suo profondo rispetto nei confronti delle persone, non si fa condizionare da niente e da nessuno. Per tutte queste ragioni – accalorandosi, soggiunge la signora Cangemi – ritengo che Teresa Travaglia sia la persona giusta per sedere sullo scranno più alto del Municipio e amministrare con sagacia e responsabilità il nostro paese, giacché il suo unico obiettivo è il miglioramento sociale ed economico di Militello comune montano che ha estremo bisogno di visibilità. Per fare tutto ciò Teresa Travaglia non ha bisogno di rivoltarsi contro qualcuno, bastano sentimenti come amore, volontà, impegno, sensibilità, attenzione ai bisogni dei giovani, dei senza lavoro, degli anziani, degli ammalati, della scuola fonte importante di vita e di libertà il tutto – è il pensiero della signora Donatella – in armonia sinergica con la squadra che la sostiene e ne sposa incondizionatamente il progetto che trova la sua piena attuazione entro il simbolo: Militello migliore.

Quindi secondo Lei per essere buoni amministratori occorre anzitutto avere rispetto delle idee altrui e prendere possibilmente il “meglio” di tali idee?
È così, la politica altri non è se non servizio per gli altri. La politica non può essere fatta con beceri attacchi personali, mettendo in dubbio la professionalità e l’onorabilità di chi ha trascorso una vita a lavorare bene e con grande dignità, raggiungendo obiettivi importanti solo grazie alle proprie capacità e non ultimi ai sacrifici dei propri genitori. La politica non si fa colpendo chi per questo nostro paese ha sempre “dato” in silenzio e con il sorriso e senza chiedere nulla in cambio. Ritengo inoltre – da qui l‘accorato appello della Cangemi – che la politica, in quanto arte nobile, non si esercita colpendo chi non è nemmeno candidato, ma che ha scelto di fare un passo indietro e dare così fiducia ad una nuova generazione che possa pilotare Militello nel terzo millennio.

Signora Cangemi a conclusione di questa lunga chiacchierata lo facciamo un appello alle parti in corsa verso la Casa di Via Santamaria?
Amici, perché di amici si tratta – è l’esortazione accorata ai competitor tutti – perché non parlare solo di cose concrete che fanno tanto bene alla nostra Militello, dove ciascuno di noi ha scelto di trascorrere la propria vita? Le “chiacchiere” sono “chiacchiere” di esse non rimarrà traccia, ma rimangono i dissapori. Per parte mia inizio a battermi da subito per ciò in cui credo, perché il disagio l’ho vissuto e lo vivo sulla mia pelle di mamma di due figli che stanno crescendo a Militello: il mio vuole essere – prosegue Donatella nel suo accorato appello – un impegno finalizzato a migliorare le condizioni di vita sociale della mia cittadina, partendo dai bisogni primari della scuola e i suoi servizi come (pullmino, mensa, aree verdi, palestra). Non si possono promettere miracoli, ma impegno sì. Lo dobbiamo convintamente promettere in primo luogo ai nostri figli altrimenti domani non potremmo guardarli in faccia senza vergognarcene per non aver fatto nulla per loro. Io lo prometto solennemente – conclude senza esitazioni Donatella – a quanti mi vorranno dare fiducia con il loro voto e il loro consenso elettorale con la lista “Militello migliore – Teresa Travaglia Cicirello – sindaco”
NINO VICARIO

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Un’azione volta a far conquistare a Militello il posto che merita nel circuito culturale ed economico siciliano



E’ stata la piazzetta centrale di contrada San Piero a Militello ad accogliere la sera di venerdì scorso Teresa Travaglia Cicirello che, con il simbolo “Militello migliore” corre alla conquista di palazzo di città, e la squadra che la sostiene.
Teresa, docente universitaria, non ha bisogno di particolari presentazioni, la conoscono tutti, è una “figlia” di Militello, un cavallo di ritorno nell’agone politico militellese dopo la prima apparizione nel 2013 e, a detta dei componenti la sua squadra, mai dimenticata e sempre presente nel cuore degli amici. Teresa Travaglia Cicirello, dopo aver rintuzzato con forza alcune “dicerie dell’untore” entra subito nel vivo della sua azione politica e ne sciorina – uno dopo l’altro – i vari percorsi tra questi ha fatto emergere quello dedicato all’intercettazione di finanziamenti europei e regionali. Finanziamenti, ha detto, che consentirebbero di dare ampio respiro alle asfittiche casse economiche comunali che, a sua, volta si tradurrebbero in lavoro e prosperità per l’intero paese, un’aspirazione questa depositata nei cassetti delle speranze dei giovani militellesi. La docente universitaria, infatti, a quanti gremivano la piazzetta sanpietrina, che contraccambiava con calorosi applausi, non prometteva miracoli o imprese miracolistici, bensì assicurava il suo impegno incondizionato mirato a trasformare il loro Comune in una “Militello migliore”.
Poi è stata la volta dei vari candidati che, ad uno ad uno e con linguaggio semplicissimo, hanno spiegato alla piazza le motivazioni che li hanno spinti a condividerne il progetto di Teresa Travaglia Cicirello mirato all’esclusivo sviluppo socioeconomico di Militello e che – unitamente al loro impegno mai inquinato da mire personali – possano contribuire a portare a compimento il “progetto” disegnato dalla loro leader, affinché il paese possa avere, finalmente, il posto che merita nel circuito culturale ed economico siciliano ed oltre.
NINO VICARIO

Una scossa d’orgoglio per risolvere le annose sofferenze di Militello


LA SQUADRA DI RIOTTA


E’ stata una gremitissima Piazza Badia ad accogliere Salvatore Riotta, uno dei due candidati (l’altro è Teresa Travaglia Cicirello) che si confrontano per la conquista della poltrona più alta di Palazzo di Via Santamaria a Militello Rosmarino che, con puntigliosa cronologia, ha presentato la squadra che lo sosterrà nella competizione politico-amministrativa del prossimo 10 giugno.
Infatti, in rigoroso ordine alfabetico, invitati dal candidato sindaco, i dieci candidati hanno esposto alla cittadinanza in ascolto, le ragioni che li hanno spinti a condividere il “progetto politico” di Salvatore Riotta, su tutte emergeva con forza la voglia di contribuire a dare una “scossa d’orgoglio” al loro paese, il desiderio di “risolvere le annali sofferenze di Militello” ad esempio la carenza idrica che affligge l’intera cittadinanza e il bisogno di servizi amministrativi e pubblici di cui se ne avverte una grave carenza. Questi i loro nomi: Artino Innaria Benedetto, Blogna Lucia Antonella, Fazio Benedetta, Lo Paro Sandra, Lupica Luigi, Mileti Antonino, Miraglia Fagiano Giuseppina, Musarra Angela, Napoli Alfredo, Tomasi Antonino.
A chiudere l’incontro con la cittadinanza è stato il candidato sindaco che, in estrema sintesi rinviando i particolari nei prossimi incontri, ha illustrato il programma – pienamente condiviso dalla squadra che lo sostiene – posto a base della sua futura azione politica. Un’azione tesa a dare voce al territorio melitellese fin qui fin troppo dimenticato dal circuito economico. Un’azione, quindi, che con forza, si rivolge ai giovani non interessati alla fuga dalle proprie radici, a quanti cioè – consapevoli delle ricchezze naturali e paesaggistiche di Militello incastonata alle pendici dei Nebrodi e a pochi chilometri dal mare e dai commerci marittimi – si convincono a fare “squadra” e interagire col pubblico per appropriarsi dell’identità economica e sociale del loro paese e liberarlo dall’ isolamento in cui è relegato.
NINO VICARIO

Sant’Agata, applaudito concerto dei maestri Marcello Artino Innaria e Marco Piscitello al Castel Gallego


SANT’AGATA MILITELLO. Domenica scorsa, i maestri Marcello Artino Innaria (pianoforte) e Marco Piscitello (clarinetto), con un interessante programma di musiche da camera, colonne sonore da film e jazzistiche hanno dato vita ad un interessante pomeriggio culturale che ha “calamitato” l’attenzione del numeroso pubblico. Ad accogliere i due artisti è stato il Salone dei principi del Castel Gallego, ambiziosa “vetrina” per spettacoli di questo livello. La kermesse, presentata con professionalità dallo storico Gaetano Ciuppa e patrocinata dalla locale Pro Loco presieduta da Pippo Natoli, ha offerto il seguente cartellone: “Clarinettissimo” di John Glenesk Mortimer; “Guisganderie”, Faustin e Maurice Jeanjean; “Ave Maria”, Franz Schubert; “Clarinettomania”, Michele Mangani; “Nessun dorma”, Giacomo Puccini; “Manola”, Nunzio Ortolano; “La vita è bella”, Nicola Piovani; “Csardas”, Vittorio Monti; “Love Theme” (from Cinema Paradiso); Andrea Morricone, “Blues” da (Un americano a Parigi), George Gershwin; “Tico Tico no fubá”, Zequinha de Abreu. La standing ovation del pubblico ai due artisti e il bis della “Csardas” di Vittorio Monti, concludono l’interessante pomeriggio.
Nino Vicario

MILITELLO, a chi andrà l’eredità politico-amministrativa di Calogero Lo Re?


Se n’è fatto un gran vociare circa i nomi dei “papabili” al Consiglio comunale di Militello Rosmarino. Ora abbiamo i loro volti: infatti sono in venti (10 donne e 10 uomini) a correre per accaparrarsi gli 11 scranni (7 per la maggioranza e 4 per la minoranza) a palazzo di città.
A rappresentarli sono due outsiders: Teresa Travaglia Cicirello con la lista “Militello Migliore”: Assessori designati: BLOGNA Salvatore e RICCO GALLUZZO Pietro. Candidati consiglieri: BLOGNA Salvatore, BLOGNA Vincenzo Davide, CANGEMI Donatella, CARCIONE Valentina, CONI MAMMAMICA Rosalba, DI STEFANO Vincenzo, FEMMINELLA Maria Pia, ITALIANO Annalisa, LO CASTRO Giuseppe, PISCITELLO Biagio. “Sono tornata a Militello e, stimolata da molti amici – ci dice la docente universitaria – mi sono convinta a rimettermi in gioco ancora una volta per il mio paese. Sono altresì fiduciosa nella forza di volontà che anima la squadra che mi sostiene e, insieme, abbiamo individuato in 6 punti il palinsesto che guiderà l’azione politica di MILITELLO MIGLIORE: 1) Esso è un cammino generazionale; 2) Perché vogliamo servire; 3) Perché vogliamo rispettare i valori dei nostri avi; 4) Perché abbiamo bisogno di rispettare il bene pubblico; 5) Senza fazioni; 6) Non esistono fazioni per una Militello migliore”.
Per Salvatore Riotta, che mira al “recupero e valorizzazione” delle “eccellenze” proprie di Militello con lo sguardo rivolto ai giovani, a sostenerlo c’è “una squadra – dice il Professore – che crede nella bontà del progetto e ne condivide le linee guida. Al nostro interno, soggiunge, è scomparsa la parola “Io” ed è prevalsa convintamente la parola “Noi” perché “MILITELLO E’ DI TUTTI” e, insieme, lavoreremo e daremo il meglio di noi per l’esclusivo bene della nostra cittadina da troppo tempo “estraniata” dalle dinamiche sociali ed economiche”. Assessori designati: NAPOLI Alfredo e MIRAGLIA FAGIANO Giuseppina. Candidati consiglieri: ARTINO INNARIA Benedetto, BLOGNA Lucia Antonella, FAZIO Benedetta, LO PARO Sandra, LUPICA Luigi, MILETI Antonino, MIRAGLIA FAGIANO Giuseppina, MUSARRA Angela, NAPOLI Alfredo, TOMASI Antonino.
NINO VICARIO

MILITELLO ROSMARINO saluta il felice ritorno di Teresa Travaglia Cicirello che si candida a sindaco della città


La presenza di Teresa Travaglia Cicirello non è nuova nelle competizioni politico-amministrative della cittadina montana. Infatti, la dott.ssa Travaglia Cicirello nel lontano 2013 figurava nella lista di Pippo Perrone quale assessore nominato conseguendo un lusinghiero consenso. Oggi la docente universitaria ritorna a Militello, suo paese natale, per mettersi in gioco in prima persona col simbolo “Militello Migliore – Teresa Travaglia sindaco” e lo annuncia nel corso di una partecipata conferenza stampa della quale pubblichiamo il discorso integrale.
La mia è una candidatura che vede la luce dopo un percorso sofferto ma determinato e anche coraggioso. Mi sono intestata una battaglia di unificazione e pacificazione trasversale del tessuto sociale prima ancora che di quello politico, una battaglia che forse ha fatto paura e per la quale ho anche accettato di pagare direttamente un prezzo alto e ingiusto ma credo che la difesa di un valore meritevole di tutela debba anche costare il sacrificio di un singolo per il bene di tutti. Militello – sottolinea Teresa con forza – ha attraversato un’epoca lunghissima di lotta tra fazioni contrapposte che ne ha logorato la resistenza e ne ha sprecato le energie, energie che potevano essere impiegate nella promozione del territorio e nel miglioramento delle condizioni di vita. La nostra cittadina merita una dimensione migliore, una qualità più alta nel confronto politico e dei rapporti sociali. Meritiamo – continua ancora la docente nella sua disamina politica – una battaglia sui programmi e non sulle persone. Condurre battaglie sulle persone serve solo ad impoverire il confronto ed esasperare gli animi, distrarre le intelligenze e costringerle alla creazione di un nemico. Non possiamo – è il ragionamento – più permetterci il lusso di combattere nemici Non possiamo più permetterci di incentrare la politica su logiche divisive: la lotta politica serve, ma sui programmi e non sulle persone. Il nemico non c’è più; l’unico nemico oggi sarebbe la disunione e la perpetuazione ancora una volta di logiche di divisioni.
A Militello siamo rimasti in pochi – dice con forza Teresa Travaglia Cicirello – e dobbiamo scegliere se demolirci l’un l’altro in nome di una supremazia sterile o se metterci insieme a lavorare. Una larghissima parte della popolazione è ormai anziana e in questa contrapposizione personale mai sopita ha trascorso l’esistenza. Restano però delle aree preziose che con coraggio hanno deciso di non arrendersi all’idea che il paese sta morendo. Questi giovani devono essere aiutati ed educati a costruire nella serenità e nella trasversalità. Per cui la prima esigenza è quella di consolidare la base senza fratture. Su una base solida poi si può parlare di progetti. Da qui la decisione
di scendere in campo, per non deludere né me stessa né l’affetto, la passione e l’appoggio di tanti validissimi amici con i quali affrontare e risolvere – nei limiti delle nostre capacità – i problemi della Comunità.
La mia idea – soggiunge la docente universitaria – è lontana anni luce dalla esigenza di una continuazione. La mia idea è quella di un cambiamento concreto, ma l’unico vero segreto del cambiamento è concentrare tutte le nostre energie non nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo e costruirlo insieme. Solo con impegno e spirito di servizio potremo finalmente avere una MILITELLO MIGLIORE.
Terminato il discorso introduttivo, la neo candidata sintetizza le linee guida della sua azione politica:
A) Dialogo aperto e costante con tutti cittadini con i vari livelli istituzionali; B) cura e attenzione per il cittadino e per il territorio; C) recupero e valorizzazione delle risorse storiche, artistiche, geografiche, agricole, artigianali del paese. L’obiettivo è unico ma deve fondarsi su più capisaldi.
1) Sicurezza: verifica, aggiornamento e diffusione del piano di protezione civile per conoscere e contrastare i rischi che potrebbe correre il territorio. 2) Efficienza: garantire una ordinaria amministrazione funzionante (di pulizia del paese, decoro urbano, approvvigionamento idrico, viabilità). 3) Trasparenza e Imparzialità dell’Amministrazione. Ciascuno sarà uguale davanti all’attività amministrativa quale che sia la sua collocazione politica e sociale, senza privilegi e senza discriminazioni. 4) Recupero e promozione del territorio e delle sue attività tipiche. Militello ha ricevuto in dono dalla Storia una posizione preziosa, strategica al tempo della sua fondazione e strategica oggi, sebbene per ragioni diverse. E’ la porta del Parco dei Nebrodi ed è a soli otto chilometri dalla costa, da un tratto di costa che tra poco sarà un’eccezionale strumento d’impulso per lo sviluppo grazie al completamento del porto di Sant’Agata Militello. Abbiamo un centro storico meraviglioso, antichissimo e affacciato sulle Isole Eolie (una combinazione quasi miracolosa tra natura e storia). Un centro storico che da qualche anno è stato portato ai suoi degni livelli di fama e di lustro dall’organizzazione del Presepe Vivente che sapientemente raccoglie ed impegna un’intera comunità (che, appunto, quando sta insieme dimostra di saper arrivare a livelli di eccellenza senza paragoni imparagonabili). Il paese deve essere educato a sfruttare le risorse e a creare economia e non piegarsi solo a logiche assistenzialistiche passive. Solo così potremo diventare una MILITELLO MIGLIORE.

MILITELLO. In una lunga intervista Salvatore Riotta candidato a sindaco espone le linee guida della sua azione politica


Professore cosa l’ha spinta a mettersi in gioco?
La molla che mi ha spinto a scendere in campo è stato il rispetto verso i miei genitori che si sono sacrificati una vita e che adesso non ci sono più che mi hanno lasciato una casa che io devo onorare perché si sono sacrificati per darmi un futuro e anche alla mia famiglia. Un altro aspetto che mi ha convinto a scendere in campo è il rispetto verso i miei figli che un domani non dovranno dirmi “cosa hai fatto tu per non lasciar morire questo paese?”. E’ sotto gli occhi di tutti purtroppo – si accalora Riotta – lo sfascio in cui versa il mio paese dove vivo, dove sono nato, dove sono cresciuto che giornalmente affronto la quotidianità dei problemi che lo assillano.
Quali gli obiettivi che si prefigge se i cittadini le daranno fiducia?
Sono molto semplici: piuttosto che immaginare cattedrali nel deserto, costruire strutture compatibili con la natura che ci circonda e, stante la mia professione di agronomo, penso che basti semplicemente valorizzare quello che noi abbiamo sul territorio, come il paesaggio, le bellezze artistiche, l’ambiente e un’agricoltura che non può essere intesa come agricoltura intensiva giacché la nostra è un’agricoltura che può darci prodotti di nicchia di alta qualità. Andare a valorizzare questi pochi aspetti che tutti ci invidiano – continua Riotta – penso sia un obiettivo arduo da raggiungere ma per farlo non bastano cinque anni di amministrazione. Con questo cosa chiedo a quanti mi hanno sostenuto e supportato, ai militellesi di buona volontà? in futuro di fare “squadra” perché se non si ha alle spalle dei collaboratori validi che lavorano alacremente e con perizia, non si va a parare da nessuna parte. A tutti chiedo la collaborazione fattiva volta a non far morire questo martoriato paese che da cinquant’anni vive un declino costante nel tempo. Basti pensare a quest’ultimi anni che sono stati tra i più deleteri tanto da portarlo via via allo sconquasso. Io mi affido – è la speranza di Riotta – al buonsenso delle persone, alla fiducia che vorranno accordarmi e in questo contesto mi spenderò fino all’ultima goccia di sangue per il mio paese perché lo amo, lo vivo giornalmente e vederlo in agonia mi piange il cuore.
Prof. Riotta verso quali settori è orientata la sua azione politica?
La felice posizione geografica di Militello, a cavallo tra il mare e il Parco dei Nebrodi, mi induce a orientare la mia azione politica in direzione dell’agricoltura che è basata su quelle che sono le risorse naturali che ci vengono offerte dal territorio, mi riferisco – è il ragionamento del prof. Riotta – alla produzione di olio di alta qualità; penso alle erbe e agli aromi commestibili come il rosmarino, prodotti assai apprezzati e commerciati dai principi Gallego che hanno soggiornato nella vicina Sant’Agata in epoca normanna. Per non dire poi – sottolinea ancora il neo candidato a sindaco – della zootecnia e suoi derivati, all’allevamento allo stato semibrado del suino nero autoctono e alla produzione e lavorazione delle sue carni i cui derivati, se sufficientemente sostenuti dall’azione pubblica sui mercati nazionali, Militello ne trarrebbe vantaggi economici con forti ricadute sulla manodopera locale.
Come pensa di raggiungere questi obiettivi?
Bella domanda. Per raggiungere questi obiettivi anzitutto bisogna organizzare il settore zootecnico che, essendo soggetto a ferree norme igienico-sanitarie dettate dalla Comunità europea, occorre creare tutte quelle infrastrutture idonee alla trasformazione del latte e suoi derivati e alla lavorazione delle carni per la produzione di insaccati specifici del suino nero atte a valorizzare e rilanciare l’identità territoriale. In tutto ciò ci soccorre la posizione geografica di Militello – è il ragionamento del professore agronomo – a dieci minuti dal mare, così come in breve tempo si può raggiungere la montagna, autentica macchia mediterranea da tutti invidiata.
Ma nell’immediato cosa pensa di fare per Militello?
Intanto è necessario far conoscere il paese e per farlo penso di affidarmi alle nostre tradizioni come, ad esempio, il Presepe Vivente, sostenendolo a mezzo un valido battage pubblicitario che spinga il visitatore a ritornare e solo dopo aver fatto conoscere il territorio – e su questo punto Riotta si sofferma con forza – occorre creare tutta una serie di infrastrutture – e qui entrano a pieno diritto le sinergie pubblico-privato – che vanno dalla creazione di B&B, piccoli locali per la ristorazione quale richiamo per il forestiero, altrimenti il tutto si rivelerebbe un boomerang e il turismo si rivelerebbe del tipo “mordi e fuggi”. E’ imperativo – soggiunge Riotta – per gli operatori locali la pratica della teoria che se il turista viene a Militello deve trovare le condizioni per vivere la realtà del paese e gustare le eccellenze che esso offre risorse che fanno della nostra cittadina un’oasi di accoglienza che lo inducano a farvi ritorno, perché quando un forestiero viene a Militello deve sentirsi “uno di noi”. E allora mi domando, chiosa Riotta, perché non sfruttare questo senso di ospitalità ai fini del rilancio del paese?
Allora, professore, la sua è la riconferma al richiamo precedente “pubblico-privato”?
Proprio così. Il pubblico senza il privato non va da nessuna parte, di contro il privato senza il pubblico non ha futuro. Queste sono strategie che vanno studiate a tavolino a breve termine perché il tempo è scaduto e, se si considera la grave crisi economica che ha investito tutte le amministrazioni comunali, è impensabile vincere alcuna battaglia senza fare squadra tra pubblico e privato. In altre parole tutti si è chiamati al senso di responsabilità civica senza il quale ogni e qualsiasi progetto è destinato a fallire.
Lei pensa che i giovani di Militello possano condividere questo suo progetto? A questo proposito dico che io sono un educatore e insegno all’Istituto tecnico-agrario di Caronia e insegno materie agronomiche, economia d’estimo, gestione del territorio e dell’ambiente, genio rurale. Sono a contatto tutti i giorni con i giovani, ai miei studenti suggerisco di non pensare di creare cattedrali nel deserto ma di valorizzare le eccellenze che offre il territorio. Questo chiedo ai miei giovani studenti se essi credono in queste nostre potenzialità e se le intendono sfruttare “per non fuggire dalle proprie radici”. Io vivo la realtà tutti i giorni e da qualche tempo ho avuto modo di poter apprezzare ancora di più quelle che sono le potenzialità dei nostri giovani sotto i diversi profili professionali da quello che ha la capacità di trasformare le carni del suino nero, a quello che possiede idee innovative sui derivati del latte, a chi pensa a strutture artistiche in favore delle bellezze paesaggistiche del nostro territorio. Insomma, ho potuto appurare che nei giovani c’è una voglia di fare. Voglia di fare però, se non opportunamente guidata, rischiamo di ritrovarcela come una triste incompiuta. E, a questo proposito, mi permetto di dire, che nei miei diciotto anni d’insegnamento a Capo d’Orlando ho avuto modo di poter girare con i ragazzi l’Europa e quando mi imbattevo in piccole realtà come Militello valorizzate al massimo, mi rodevo dentro e mi domandavo: perché qui è tutto facile e nel mio paese è impossibile? Con questo cosa voglio dire – conclude il prof. Riotta la lunga chiacchierata – che noi dobbiamo andare a tirare fuori quello che c’è di buono nei giovani perché noi siamo il “passato” e loro il “futuro” con la speranza che un giorno possano dire che qualcuno – avendo saputo leggere nel destino di Militello – ha operato in maniera tale da lasciare un’impronta positiva del suo impegno sociale.
NINO VICARIO

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