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Alcara Li Fusi riparte dagli “Antichi borghi siciliani”


La proloco Akaret di Alcara Li  Fusi ha indetto anche per quest’anno il II Concorso fotografico Contest  dal tema “Antichi borghi siciliani”. Le foto in formato digitale dovranno essere inviate in forma elettronica all’indirizzo e mail antichiborghisiciliani@virgilio.it, entro il 06 Maggio 2017.

La partecipazione al concorso è totalmente gratuita. Vincerà la foto che, dopo la pubblicazione sulla pagina Facebook dedicata, riceverà più like.

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LA CHIESA DI PATTI IN CAMMINO: UN VESCOVO CHE VA, UNO  CHE  VIENE


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22 LUGLIO 1989: Monsignor Ignazio Zambito fa il suo ingresso ufficiale nella Cattedrale di Patti. E’ il nuovo Vescovo della Diocesi pattese. Eletto da Papa Giovanni Paolo II (oggi santo) il 12 maggio dell’89; ordinato il 29 luglio dal Cardinale Salvatore Pappalardo, il 22  luglio prende ufficialmente possesso canonico  della Diocesi di Patti.

Nato a Santo Stefano Quisquina, piccolo centro agricolo dell’Agrigentino, il 25 gennaio 1942, Ignazio Zambito entra, dopo le scuole elementari, nel Seminario di Agrigento, qui viene ordinato sacerdote il 3 luglio 1966. Completati gli studi teologici alla Pontificia università di Roma, ha espletato diverse mansioni nella Diocesi agrigentina, tra queste quella di segretario del Vescovo Giuseppe Petralia; quindi parroco ad Aragona (centro agricolo con diecimila anime), infine – prima di approdare alla Diocesi pattese, vicario generale del Vescovo Luigi Bommarito.  La sua missione pastorale fuori la Cattedrale di Patti – per intimo desiderio “accarezzato” dai tempi dei suoi viaggi a Roma per completare gli studi teologici – il Presule l’ha iniziata alla stazione ferroviaria di Sant’Agata Militello – ci racconta un ferroviere oggi in pensione –  con una Messa celebrata nell’ampio salone del “Ferro-hotel” messo a disposizione dalla direzione, alla presenza di numerosi ferrovieri e delle loro famiglie, nel lontano 1989. Così, all’omelia,  il novello  Vescovo: Quando il treno che mi conduceva a Roma effettuava la fermata alla stazione di Sant’Agata Militello –  svelava Monsignor Zambito ai presenti all’eccezionale avvenimento tutto ferroviario  – venivo attratto e incuriosito dal via-vai delle persone in partenza e il loro daffare; gli altoparlanti costantemente accesi con la voce, a volte rauca, del capostazione che annunciava i vari arrivi e partenze; i carrettini dei giornalai, quelli delle vendite di panini e bibite. Insomma – soggiungeva mons. Zambito – un tourbillon di fatti ed estemporanei avvenimenti che mi si fissavano, volta per volta, nella mente. Fu allora che promisi a Dio e a me stesso che alla mia prima uscita da Vescovo avrei celebrato una Messa qui alla stazione in mezzo a voi ferrovieri e il frastuono delle locomotive. Oggi – concludeva il Prelato – Nostro Signore me ne ha dato l’occasione”.

Pastore dal linguaggio profondo e schietto nel contempo, Mons. Zambito  ama stare in mezzo alla gente comune fino a confondersi con essa. Le sue omelie – spesso fatte a braccio – sono un continuo e inarrestabile intreccio di riflessioni profonde e umane arricchite da contenuti spirituali di forte impatto emotivo. Egli, data la fervida fantasia che lo distingue, fa ricorso ad una parola sempre ricca di colori e di immagini, parola che “graffiando” la volta della Chiesa, dà l’impressione, a quanti l’ascoltano, di essere uscita fuori tema dal messaggio evangelico. Ma ecco, che il fine Teologo, riporta amorevolmente l’attenzione dell’assemblea sulla vera essenza della Parola e ti lancia un “messaggio” che t’impone una profonda riflessione dal sapore di autentico “rompicapo” spirituale.

1 FEBBRAIO 2016: Monsignor  Ignazio Zambito lascia ufficialmente il governo della Diocesi di Patti per raggiunti limiti di età (ha compiuto 75 anni il 25 gennaio scorso) dopo 28 anni di attività pastorale. La notizia è stata diffusa dalla sala-stampa vaticana, a mezzogiorno del 31 gennaio. Rimbalzata la notizia in Diocesi, il Presule così scrive: “Sono grato al Papa e ai suoi collaboratori per la sveltezza con cui ha preso in considerazione la situazione della nostra Diocesi. Patti tutta dà il più caloroso benvenuto al suo nuovo  Pastore, lo attende con vivi e santi desideri, tutti incardinati nella fede, gli porge filiali auguri e fin da ora, gli assicura fedele e diligente collaborazione”. E mentre dai campanili delle chiese di Patti, festose le campane suonavano a distesa, l’interra Diocesi salutava, abbracciava e rendeva omaggio  al suo 101esimo Vescovo che lo ha avuto Pastore e sapiente Guida spirituale per ben 28 anni ed ora in partenza  per raggiunti limiti di età.

IL VESCOVO CHE VIENE: Monsignor Guglielmo Giombanco – La sua ordinazione episcopale nel pomeriggio del 20 aprile all’interno del santuario del Tindari, alla presenza alcuni vescovi di Sicilia, di tutti i sacerdoti della Diocesi e di una folta rappresentanza della Chiesa di Acireale e di Piedimonte Etneo, comune d’origine del Presule.

NINO VICARIO

Militello R., riapre il Presepe Artistico 2016 alla memoria di Calogero Restifo.


08 dicembre 016, sarà inaugurato stamattina dopo la Messa Solenne dell’Immacolata Concezione il Grande Presepe Artistico della chiesa Madre in Militello Rosmarino. Quest’anno la comunità parrocchiale dedicherà lo scenografico presepio alla memoria del Signor Calogero Restifo Pilato, scomparso lo scorso agosto, ma che per anni ne ha curato e realizzato alcune scene.

All’apertura al pubblico prenderanno parte i familiari del compianto Signor Restifo,  i rappresentanti del Circolo Anspi , l’Epap, i comitati festa, una delegazione degli impiegati enti locali. Le scenografie sono state curate dal M. Nino Restifo che insieme ad altri giovani come Ruggero Parrino,  Andrea Saccone Tirritò e Salvatore Raffaele hanno lavorato alacremente per portare a termine questa significata opera.

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Essendo attuale il dibattito sui presepi il M. Restifo ha sottolineato “Non dobbiamo presentarci pretendendo qualsiasi cosa che magari anche la nostra tradizione e la nostra cultura vedrebbe come ovvio. Le fedi religiose, in particolare la fede cristiana, costruiscono, infatti, relazioni, rispetto, dialogo e aprono ponti. Tutto ciò significa rifiutare ogni forma di strumentalizzazione polemica, perché le fedi sono sempre occasioni di incontro e di reciprocità, senza rinunciare alla propria storia, ma riscoprendone il valore più autentico. Il Natale, in questo senso” – ha aggiunto -” è un esempio straordinario, un’occasione di incontro con i musulmani, che riconoscono in Gesù un profeta e venerano Maria, ma anche con persone di altre fedi e non credenti, proprio perché il cristianesimo ha un messaggio universale e abbraccia l’umanità intera. Un modo per vivere il Natale è proprio tradurre nella vita – come testimoniano tante figure di uomini e di donne – i grandi valori del Vangelo, in cui tante religioni si ritrovano unite: pace, attenzione al Creato, solidarietà con gli ultimi.”

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Militello Rosmarino, tra  la  “Giornata  Giubilare” e  “momenti”  culturali


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Con un interessante convegno organizzato dal Comitato feste “S. Giuseppe” e “Pasqua” con la guida spirituale del parroco  don Calogero Oriti,  si è posto  fine al lungo iter burocratico e artistico, che ha portato a conclusione l’importante restauro dell’affresco del “Compianto” raffigurato nella cappella del Crocifisso della Chiesa madre di Militello. Il dipinto (secondo alcuni di autore ignoto), mentre a parere dello storico militellese Enzo Sanfilippo che lo colloca nel ‘700, è opera del maestro messinese Giovanni Tuccari. L’affresco ritrae Maria madre di Gesù, Maria di Cleopa, Maria di Magdala, l’apostolo Giovanni che piangono la morte del Cristo. Per l’occasione sarà presentato il volume “L’affresco con i dolenti ai piedi del Crocifisso” curato  da Davide Rigaglia e Virginia Buda, con un testo di Gaetano Cicirello. Il libro vuole essere una ricerca storico-artistica ed etno-antropologica della cappella del Crocifisso della Chiesa madre, corredata da documenti inediti del XVII secolo.

 I lavori di presentazione hanno avuto inizio alle 10,00 nell’aula magna della chiesa “Madonna del Soccorso” con  i saluti del sindaco Calogero Lo Re e dell’arciprete padre Oriti. Erano presenti l’assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio,  l’on. Nino Germanà, i sindaci di Alcara e  di Acquedolci Nicola Vaneria e Ciro Gallo, la responsabile per il Centro di progettazione e restauro Dott.ssa Enza Cilia, il comandante e il suo vice del locale Distaccamento forestale e una folta rappresentanza associazionistica militellese

Nel pomeriggio, dalle ore 16,45 – con grande fervore popolare – c’è stata l’apertura della “Giornata giubilare” con l’accoglienza in piazza Lodato di Sua Ecc. il Vescovo mons. Ignazio Zambito e di numerosi sacerdoti, che ha dato  l’avvio alla cerimonia legata al “Giubileo della Misericordia”; in Chiesa Madre, coadiuvato da don Oriti, ha presieduto la Messa al termine della quale, ha benedetto l’affresco del “compianto”.                                                       NINO VICARIO

Militello Rosmarino, un nuovo vino ricorderà il gemellaggio con Eymet (Francia), Grumello (BG), e Grotte (AG)


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Si è svolta a Militello Rosmarino la prima parte deI raduno dei Militellesi in Lombardia e nel nord Italia organizzato dalla Associazione culturale “Amici di Militello Rosmarino “Filippo Piscitello”, arrivato alla sua 20^ edizione. In tale occasione si è svolta la sigla del patto d’amicizia tra i comuni e le comunità gemellate di Grumello del Monte (BG) e Militello Rosmarino (ME) e delle loro rispettive gemellate Eymet (Francia – Dordogna) e Grotte (AG)”. Il patto è proposto insieme alla Federazione Lombardia dell’AICCRE (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) cui sono iscritti i comuni di Grumello del Monte e Militello Rosmarino e dalla F.A.Si. (Federazione delle Associazioni Siciliane in Lombardia) cui è iscritta la associazione organizzatrice. Scopo del patto è stato di far incontrare le rispettive città gemellate dei due comuni (Eymet gemellata con Grumello del Monte e Grotte con Militello Rosmarino) promuovendo un patto che nei fatti unisce in un unico gemellaggio i 4 comuni e le 4 comunità. All’evento presenti delegazioni guidate dai Sindaci dei 3 comuni, Nicoletta Noris (Grumello), Jerome Betaille (Eymet), Calogero Lo Re (Militello Rosmarino). La delegazione di Grotte, non presente per sopraggiunti impedimenti, ha siglato il giorno prima il patto d’amicizia. Considerato che i comuni di Grumello del Monte, Eymet e Grotte sono “Città del vino”, in particolare rosso (detto nero) e che il Comune di Militello Rosmarino è centro di produzione d’eccellenza del cosiddetto “nero dei nebrodi” (suino nero autoctono), il patto tra le 4 comunità è diventato anche occasione per un convegno patrocinato dall’Ente Parco dei Nebrodi, il Consiglio regionale della Lombardia, AICCRE Lombardia e la F.A:Si., per la valorizzazione delle tipicità agroalimentari delle 4 comunità (il vino e il suino) quale impegno per lo sviluppo e la crescita dei rispettivi territori. Infatti ogni comunità ospite è stata accompagnata da una delle aziende leader locali vinicole mentre per la comunità ospitante è stata rappresentata da uno degli sponsor della kermesse, l’azienda locale fornitrice dei suini neri anche per noti prosciuttifici nazionali: Di Stefano. Alla tavola rotonda, partecipatissima, presieduta dal Presidente provinciale dell’ordine dei dottori agrari e forestali, Felice Genovese ed introdotto dall’agronomo militellese Salvatore Riotta, ha partecipato anche il Sindaco di Alcara Li Fusi nonché agronomo Nicola Vaneria. Tra le autorità presenti alla iniziativa ha portato il saluto delle Istituzioni parlamentari il Senatore Bruno Mancuso. A corredo dell’iniziativa si sono svolte escursioni guidate nel centro storico del borgo di Militello Rosmarino e nel Parco dei Nebrodi, degustazioni gratuite ed aperte a tutti i visitatori di prodotti tipici locali e delle comunità ospiti, animazioni musicali da parte delle associazioni locali, folcloristiche “Gruppo Folk Valsemone” e “La Scocca”. Inoltre a simbolo del patto tra le 4 comunità che si uniscono in un’unica realtà, a ricordo e suffragio della recente scomparsa prematura dell’ultimo Presidente, Biagio Lo Castro, grande fautore del gemellaggio tra la comunità di origine (Militello Rosmarino) e quella di adozione (Grumello del Monte) dove ha vissuto ed è stato animatore civico per oltre 40 anni insieme al suo predecessore Filippo Piscitello, sono state piantumate presso la sua abitazione una vite proveniente da ognuna delle comunità presenti cosí da realizzare una “pergola dell’amicizia”, dai cui singoli frutti, mescolandosi, sarà ricavato nei prossimi anni, simbolicamente, il vino “dell’unità in amicizia e fraternità delle 4 comunità”. A ricordo della cerimonia è stata posata una targa ricordo. I festeggiamenti per il gemellaggio “allargato” si sono protratti sino a tarda notte con canti e balli tradizionali a cura delle associazioni locali che hanno coadiuvato gli organizzatori alla riuscita della iniziativa. Un plauso per l’impegno profuso e finalizzato alla riuscita dell’evento, a tutti i componenti dell’associazione “Amici di Militello Rosmarino Filippo Piscitello” e a Nicola Lombardo suo stretto collaboratore, che senza alcun sostegno di carattere economico dal comune ospitante l’evento, riesce a promuovere, in collaborazione con le altre associazioni locali, le eccellenze di questa meravigliosa terra.

GIUSEPPE TOMASI MORGANO

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ALCARA LI FUSI, Confuso tra i fedeli


ALCARA – Confuso tra i fedeli era la sera del 18 agosto e…

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Tutto è cominciato da una chiacchierata con il mio amico Nino , che mi racconta che tutto ebbe inizio nel lontano 1652 con Placido Merlino, alcarese, che ha lasciato un poema composto da otto canti per un totale di 318 ottave in versi dialettali, da qui come detto, ha avuto inizio la tradizione del “panegirico” in vernacolo per perpetuarsi fino ai giorni nostri e che si celebra ad Alcara – anno dopo anno – la sera del 18 agosto.

Prima di “dire” e “raccontare” della mia esperienza vissuta nella cittadina nebroidea situata alle pendici del massiccio del Crasto   la sera del 18 agosto, quando – confuso tra la folla di fedeli – ho partecipato al “Panegirico di S. Nicolò”, voglio qui di seguito, riportare una delle 318 ottave scritte dal Merlino (forse la prima) da dove ebbe inizio, come detto, il “panegirico” dedicato a S. Nicolò Politi: <<Dirò, ch’intra un disertu si rinchiusi, // pi’ fùiri lu munnu e li so’ ruini, // dirò li penitenzi rigurusi, // ch’adupirau contru li carnali spini, // e dirò di battagli spavintusi, //chi fici cu’ l’Infernu e alla fini // comu ristannu sempri vincturi, // fu fattu di l’Arcara Prutitturi>>.

Puntuale alle 21,30 ha avuto inizio il corteo. A salire quest’anno sulla macchina scoperta, munita di altoparlante e microfono, è il giovane  poeta locale  Sandro  Galati che, dopo la presentazione da parte del Presidente del Comitato per i  festeggiamenti Angelo Rolando, dà  l’abbrivio allo straordinario “momento” del tanto atteso panegirico che si snoda a soste obbligate lungo i quartieri storici della cittadina. La lirica di Sandro  Galati (libera interpretazione personale rigorosamente in vernacolo),  è di una straordinaria semplicità e senza alcuna ampollosità di maniera, capace – in alcune ottave – di infondere tra i fedeli (perché di fedeli si deve parlare) un profondo senso di commozione che, senza ritegno alcuno, traspariva dai loro volti. Una poetica, insomma, bella a sentirsi e di facile comprensione, non stancante anzi stimolante la fantasia per la successiva strofa. Gli stacchetti musicali poi, tra un’ottava e l’altra, oltre a rendere solenne il Panegirico, non interrompevano l’emozione. Inoltre il trasferimento da un quartiere all’altro, veniva indicato ai presenti dal Poeta, con puntuali rime.

Giunto davanti la “Casa di S. Nicolò” il corteo si ferma e, dopo la lettura dell’ennesima ottava, il “vate” passa a “dire” dei componenti del Comitato pro-tempore per i festeggiamenti e, chiamandoli per nome e cognome, con libera poetica  racconta  di loro pregi e difetti ma – viene sottolineato con forza – che, questi uomini (quale che sia la loro estrazione sociale) una volta investiti dell’ambita carica all’interno del benemerito sodalizio nicolino, per l’intera legislatura svolgono il loro compito con scrupolo quasi maniacale.

Ripreso il cammino il corteo concluderà il suo pellegrinaggio in Chiesa Madre e qui, il poeta, dopo aver concluso la lunga teoria delle ottave con la descrizione della morte di Nicolò Politi (poi dichiarato santo da papa Giulio II), passa ad elencare con puntigliosa puntualità, i miracoli compiuti o attribuiti al Santo taumaturgo. Quindi, le successive  cerimonie di rito, concludono il “Panegirico” cui seguono i calorosi applausi di consenso smisurato dei fedeli. Esco dalla chiesa, monto sulla macchina per  far ritorno a S. Agata Militello città dove risiedo da oltre dieci anni, nell’orecchio – costantemente – un grido, quello dei portatori del fercolo del Santo:  <<…e chiamamulu di nomu paisanu, viva, viva a Diu e Santa Nicola>>   e, questa la risposta dei fedeli,  <<Quantu è bedda ‘sta parola>>.

NINO VICARIO

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Alcara Li Fusi , fervono i preparativi per “C’ è pizza per TE”


­La Pro Loco Akaret di Alcara Li fusi (ME) or­ganizza per il 15 di lugl­io 2016 una serata pe­r gustare la pizza e ­divertirsi a ritmo di­ musica, “C’è pizza per te”.

“Nata da un ­impasto semplice  ­ a base di farina, ac­qua, sale e lievito, ­la gustosa specialità­, made in Italy, cono­sciuta e apprezzata i­n     ­    ­    ­   ­    ­ogni angolo della ter­ra, sarà la regina in­contrastata della ser­ata”, dichiara il presidente Antonella Saccone.

“L’evento – continua la Saccone – vuole unire ­le famiglie per diver­tirsi e gustare un’ot­tima pizza “alcarase”­ con i sapori tipici ­della tradizione nebr­oidea. .
­    ­    ­    ­Presso lo spiazzale a­ntistante il campo sp­ortivo si p­otranno assaporare va­rietà di pizza prepar­ate da pizzaioli espe­rti.

Le pizze saranno acco­mpagnate da fiumi di ­birra e verranno preparate s­ul luogo della festa grazie al lavoro di a­bili pizzaioli, i qua­li provvederanno alla­ preparazione e alla ­cottura delle medesim­e con l’ausilio di fo­rni.”

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