Archivi categoria: RELIGIONE

PATTI, SABATO 22 APRILE LA PRIMA DI MONS. GIOMBANCO


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Militello Rosmarino, la festa di San Giuseppe ininterrotta dal 1607


Militello Rosmarino, il 19 Marzo tornerà la processione di San Giuseppe, il Bambino e la Madonna.

La Festa di S. Giuseppe, probabilmente, a Militello Rosmarino origina sin dalla fondazione medievale del borgo stesso, Il culto del patriarca tra l’altro era diffuso in tutta la Sicilia in pieno periodo tardo-bizantino, a ridosso della colonizzazione araba dell’isola, l’ illustre  siciliano  Giuseppe l’Innografo († 883), non a caso, compone il Canone delle lodi de alla festa del Patriarca S. Giuseppe. (PG 105, 1273-4).

Purtuttavia, nulla gli archivi attestano circa il culto di S. Giuseppe a Militello fino al 1607, anno in cui è stata realizzata l’attuale immagine lignea del Patriarca e del Bambino Gesù, ritratto quest’ultimo in piena fanciullezza.

Possiamo azzardare l’ipotesi, secondo la quale, la devozione verso S. Giuseppe sia stata portata meglio avanti nel centro nebroideo dai Monaci Domenicani da poco arrivati nel Collegio della “Piazza”, fino a spingere i nobili del luogo a commissionare ai Li Volsi di Tusa l’attuale simulacro ligneo.

Non a caso il periodo dei secoli XVI e XVII, in cui la Chiesa sembra cercare un riparo nella lotta contro l’Impero e la Riforma protestante, diventa il più fecondo per e nella devozione a S. Giuseppe, che nuovi predicatori vanno rinfocolando nei cuori dei fedeli. Ne apre la lista il valoroso domenicano Isidoro d’Isle o “Isolano”, l’appassionatissimo di S Giuseppe, che sul principio del secolo XVI scrive la sua Summa de donis S. Joseph. […]

Nella seconda metà del secolo XVIII alla Processione di S. Giuseppe venne affiancato il Simulacro della Vergine del Soccorso, e con questa aggiunta si è completato il trittico della Sacra Famiglia (Maria, Gesù e Giuseppe) che in pieno mezzogiorno, portati a spalla dai falegnami del luogo percorreva l’antico itinerario anulare. […]

 Non meno importante da notare è la collocazione che gli antichi padri hanno scelto in Chiesa Madre del Dittico ligneo di San Giuseppe e Gesù,  hanno voluto porlo nella parte sinistra del transetto, in una nicchia appositamente ricavata, e stilizzata secondo i tipici gusti di quell’epoca. Da evidenziare l’altare in marmo policromo del secolo XVII, opera coeva del simulacro, nonché la piccola tela de “La Morte del Giusto”, firmata dal Tomasi di Tortorici (XVII sec.), che impreziosisce il tutto. La tradizione orale ci tramanda che sull’altare di S. Giuseppe venivano celebrati tutti i matrimoni, il 1 Gennaio di ogni anno il piccolo simulacro veniva portato nelle case di quegli sposi che ancora non avevano ricevuto il dono della paternità. Ancora, memorie più antiche, ma non meno veritiere ci ricordano che ogni mercoledì del mese di Marzo veniva celebrata una particolare Messa all’altare di S. Giuseppe.  […]

[ Tratto da “Quattro Secoli di Storia” – a cura di G. Cicirello – V. Sanfilippo , Militello Rosmarino 19/03/2007]

Alcara, l’anello vescovile di Mons. Zambito sarà donato al Santo Eremita


L’anello di Mons. Ignazio Zambito,  Vescovo che per 28 anni ha guidato la Diocesi di Patti, resterà, a partire dai mesi prossimi,  perennemente ad Alcara Li Fusi, ospitato e fissato nella Cappella del Santo locale S. Nicolò Politi. A darne l’annuncio alla cittadina è stato il Rev. Parroco Don Guido Passalacqua, durante la Messa , uno scrosciante applauso dei fedeli ha accolto questa notizia. Mons. Zambito ha sempre nutrito una particolare venerazione per il Santo Eremita, morto ad Alcara nel 1167.

L’anello vescovile è uno dei segni più visibili dei vescovi cattolici, Segno di fedeltà del vescovo alla Chiesa, è per i credenti anche il segno della fedeltà di Dio stesso al suo popolo. Sono concessi 50 giorni di indulgenza (S. Uff., 18 apr. 1909) a chi bacia l’anello di un cardinale o di un vescovo.

08 Dicembre 2016, 200 anni fa la nascita del Regno delle Due Sicilie


Fu proprio l’8 Dicembre del 1816 la data in cui, dopo il periodo napoleonico della città, i due regni di Napoli e di Sicilia furono riuniti come Regno unito con quella che fu detta “legge fondamentale del Regno”. Ferdinando non fu più il re di Napoli e di Sicilia ma il Re del Regno delle Due Sicilie.

La celebrazione dell’8 Dicembre riporta alla memoria storica della Festa Nazionale dell’antico Regno delle Due Sicilie in cui la devozione mariana era fortissima nel clero, nel popolo e nelle istituzioni. L’Immacolata Concezione era infatti la Patrona speciale della Patria Napoletana, Terra dedicata alla Madre del Signore la cui festività era molto sentita nell’antico stato pre-unitario fondato su forti valori cattolici. Si può dire che essa era, ed è ancora oggi, uno dei perni principali sui quali ruota tutta la religiosità del popolo del Sud.
S.M. il Re Ferdinando II
Papa Pio IX, ospite a Gaeta del Re del Regno delle Due Sicilie, Ferdinando II  dal novembre 1848 all’aprile 1850, a seguito della nascita della Repubblica Romana, maturò, con la pubblicazione dell’enciclica Ubi Primum (Gaeta, 2 febbraio 1849), l’esigenza di porre fine all’atavica disputa sulle versioni macoliste ed immacoliste riguardanti la Beata Vergine Maria.
Bartolomé Esteban Murillo Immacolata Concezione, 1645–1655 Olio su tela,
Con la bolla Ineffabilis Deus (8 dicembre 1854) si sancisce come la Vergine Maria sia stata preservata immune dal peccato originale fin dal primo istante del suo concepimento.

Per l’occasione il re Ferdinando II donò allo Stato Pontificio la colonna dell’Immacolata Concezione che si trova in Piazza di Spagna, che costituisce una sorta di gemella della guglia dell’Immacolata sita in Piazza del Gesù Nuovo a Napoli, eretta da Carlo di Borbone più di un secolo prima, tra il 1747 e il 1750. La patrona del Regno delle Due Sicilie diventò in questo modo oggetto di venerazione da parte di tutti i cattolici.

L’Immacolata Concezione appare a Santa Bernadette Soubirous
Il dogma dell’Immacolata Concezione ebbe la sua conferma venuta dall’Alto quattro anni dopo a Lourdes (La Vergine si presentò a Santa Bernadette Soubirous con queste testuali parole: “Que soy era immaculada concepciou Io sono l’Immacolata Concezione”)

Militello Rosmarino, il 25 Ottobre tornerà a risplendere l’antico affresco del Compianto della Cappella del Crocifisso della Chiesa Madre


E’ stato il Parroco don Calogero Oriti alla fine della messa domenicale ad annunciare ai fedeli che il 25 ottobre p.v., ultimati i lavori di restauro, tornerà a risplendere l’antico affresco del Compianto della Cappella del Crocifisso nella Chiesa Madre di Militello Rosmarino. Per l’occasione ha annunciato il Parroco sarà presente il Vescovo di Patti Mons. Ignazio Zambito che benedirà l’opera e celebrerà la Solenne Messa Giubilare a partire dalle ore 17.00 nell’anno della misericordia. “Sarà un’occasione propizia per riconciliarsi con Dio e con i fratelli” ha poi continuato padre Calogero, “momento di incontro, riflessione e condivisione, nonché di Grazia, infatti la comunità alla vigilia riceverà la reliquia della Santa Croce. Una reliquia preziosa, trafugata nel 1992 e che dopo 25 anni tornerà ad essere oggetto di venerazione nella comunità militellese, grazie all’impegno e all’amicizia di Don Antonio Cipriano della vicina e cara comunità gemellata di Caronia”.

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Sant’Agata Militello, concerto della Lorenzo Perosi


Torna al proscenio della cultura musicale operistica la città di S. Agata Militello. Gran palcoscenico – giovedì 11 agosto alle ore 21,30 – la caratteristica scalinata della Chiesa di S. Giuseppe che alzerà il sipario su “OperainCanto” spettacolare kermesse musicale della Corale “Lorenzo Perosi” che – sotto un’armonia di luci ed effetti luminosi sulla facciata del Duomo – presenterà, con la direzione musicale del Maestro Salvatore Bonina, un vasto programma di brani d’opera di grandi compositori quali Verdi, Bellini, Gounod, Rossini, Mascagni, Donizetti, Beethoven e tanti altri.

La “Lorenzo Perosi”,  che festeggia il 21. anno dalla sua fondazione  (infatti in scaletta sono previste  ben ventuno esecuzioni)  –  in piena sintonia col programma  curato dal Comitato per i festeggiamenti in onore di S. Giuseppe sotto la guida spirituale di don Daniele Collovà  parroco della Chiesa Madre – offre in omaggio lo spettacolo quale devozione al Santo Patrono.

Il concerto si avvarrà della straordinaria partecipazione delle voci soliste di Patrizia Lionetto (soprano), di Fabio Catina (tenore) e Massimiliano Fazio (baritono).

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Alcara Li fusi, aperta la Porta Santa della Misericordia al Rogato


Una giornata giubilare alla presenza del Vescovo di Patti, Mons Ignazio Zambito, ed organizzata dalla Parrocchia Maria SS. Assunta di Alcara Li Fusi, si è svolta nel pomeriggio di oggi 09 luglio, presso l’antico monastero di Santa Maria del Rogato in Alcara.  una cerimonia, che s’inserisce pienamente nell’anno giubilare della Misericordia, indetto da Papa Francesco, come ha sottolineato mons. Ignazio Zambito, e che ha visto la partecipazione di numerosi fedeli e cittadini alcarese e dell’interland nebroideo.

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Un momento in cui ritrovare se stessi, aiutati da un panorama naturale mozzafiato, aiutati dal concerto conclusivo, organizzato dalla locale corale Vincenzo Gallo, sul grande dono della Misericordia, ed aiutati soprattutto dalle parole del Vescovo Zambito.

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" Quanto più sei grande, tanto più umiliati, così troverai grazie davanti al Signore. Se siamo umili, Dio non ci abbandonerà mai. Egli abbatte l'alterigia del superbo, ma soccorre gli umili. Egli libera l'innocente; questi sarà liberato per la purezza delle sue mani. L'infinita misericordia del Signore non tarda a venire in soccorso di chi lo invoca umilmente. E allora opera da par suo: come Dio onnipotente. Malgrado vi siano molti pericoli, benché l'anima si senta perseguitata, benché sia insidiata da ogni parte dai nemici della sua salvezza, non perirà. E ciò non è cosa d'altri tempi: avviene anche ora. "Amici di Dio, 104