Archivi categoria: MUSICA, ARTE E SPETTACOLO

Alcara Li Fusi, Fabrizio Passalacqua ha presentato il suo nuovo volume “Lu Niculau Eremita”


Alcara Li Fusi – 22 Ottobre 2017 –

E’ stata presenta nel tardo pomeriggio di oggi, la terza edizione storica con ristampa anastatica, “Lu Niculau Eremita” di Placido Merlino, a cura del Prof. Fabrizio Passalacqua, Pungitopo editore.

Gremita la Chiesa di S. Elia che ha ospitato l’evento, nel piazzale cappuccini.

L’opera ripropone intanto  la ristampa anastatica , seconda edizione del poema, del 1725 a cura del poeta alcarese Pier Domenico Jacopino Nonnato. Placido Merlino può essere considerato il primo poeta alcarese, poeta di umili origini,”rudis pastor” , che in siciliano, precisamente in ottave, ha poetato la vita del Santo Eremita Politi nel 1652. Il libro del Passalacqua , non solo offre una semplice ristampa anastatica, ma amplia lo sguardo sulla tradizione culturale e antropologica sul santo eremita nel secolo XVII e XVIII. Non mancano a questo proposito citazioni di fonti finora inedite. Non manca, inoltre,  lo sguardo al presente, l’autore difatti vede nelle “Canzuna di S. Nicola”, che si declamano ancora oggi per le vie di Alcara, il 18 Agosto di ogni anno, come l’attuale e fruttuosa eredità di Placido Merlino.  

All’autore Passalacqua il merito di aver riportato alla luce il più antico testo poetico conosciuto sulla vita e le opere del Santo Patrono di Alcara Li Fusi, con competente rigore filologico, con un’attenta analisi di svariate fonti archivistiche, nonché il preciso e puntuale lavoro di commento che accompagna nella lettura il lettore “sprovveduto” della nostra epoca. .

A Fabrizio Passalacqua  l’augurio di stupirci ancora con le sue scoperte, portando  avanti la sua insaziabile fame di conoscenza storica alla luce della verità.  Complimenti anche per la competenza, la bravura, la pazienza per i testi che finora ha curato e rispolverato.

22711215_1517751218305437_414761644_nFoto di Doris Cavallaro


Alla fine della presentazione del libro, nella stessa Chiesa è stato svelato un antico crocifisso ligneo, di gusto spagnoleggiante, recentemente restaurato dal Dott. Nicola Bompiedi.

22552310_356313918124163_788837210538815902_n					Foto don Stefano Brancatelli
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Alcara Li Fusi, sarà presentato il 01 Agosto l’ultimo libro di Fabrizio Passalacqua.


ALCARA LI FUSI – Sarà presentato il 01 Agosto alle ore 18.00 presso il Salone San Giovanni l’ultimo libro di Fabrizio Passalacqua: “La Festa del Muzzuni ad Alcara Li Fusi – Analisi e progetti”. Il testo si pone l’obbiettivo d’indagare su l’antica festa pagana del Muzzuni, presente in tutto il territorio siciliano oltre 2000 anni fa, e che per una ragione o per un’altra è riuscita a sopravvivere oggi solo nella cittadina di Alcara.

il Dott. Fabrizio Passalacqua, storico, propone uno studio inedito e perspicace che rinquadra il Muzzuni come espressione peculiare della storia e della cultura della sua comunità d’origine.

Prenderanno parte ai lavori il Sindaco Ettore Dottore, il Dott. Nicola Vaneria (sindaco uscente) , il dott. Mario Bolognari (Direttore del Dipartimento di civiltà antiche e moderne dell’università di Messina) e il Dott. Mario Sarica (Esperto di musica popolare) , presente anche per la casa editrice Pungitopo il dott. Lucio Falcone.

Militello Rosmarino, presto una nuova “finestra d’arte”


Militello.  Una finestra d’arte che si affaccia sul Rosmarino e la sua vallata.

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Viene da lontano Rosalia Sanfilippo reduce dall’Harrow Arts Centre di Londra dove ha esposto – con successo di pubblico e di critica —   alcune sue opere che “parlano” molto della Sicilia e dei Nebrodi in particolare. Prima di rientrare a Roma dove vive e opera, ha pensato bene di far visita alla sua Militello e per annunciare il suo arrivo ha aperto “una finestra d’arte” che si affaccia su piazza Lodato,  sul fiume Rosmarino e sulla vallata circostante dove il colore dei fiori si confonde con l’armonia del paesaggio solcato dal volo ininterrotto dei grifoni. “Spiritualità nell’Arte” ha voluta chiamare la “vernissage”. “E chi, soggiunge, se non la spiritualità e l’arte possono avvicinarci a Dio?”. Infatti l’Artista, nel suo percorso di vita, già di buon’ora, al mattino,  è  “prigioniera” di tavolozza e pennelli davanti alla “Finestra” ma non sa decidersi dove volgere lo sguardo e si confessa:  “…mi piace vedere sorgere un nuovo giorno mentre aspetto l’aurora”. Sì, questa è Rosalia Sanfilippo che “esprime in tutta la sua  esistenza in forme varie e felici una personalità creativa a compimento di una sensibilità straordinaria e della verità di interessi e di valori profondi”.

L’artista, incontrerà in piazza Lodato (il salotto buono di Militello) autorità istituzionali, militari,  religiose e amici sabato 11 giugno alle ore 18,00.

Da “Gazzetta del Sud” NINO VICARIO

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SAN MARCO D’ALUNZIO – Ancora un successo di “Primavera Aluntina”: il riuscito “Primo Raduno di Musica Corale Polifonica”.


Corale Polifonica E. Di Fatta di Cefalù

E’ stato un pomeriggio trasudante emozioni, quello svoltosi domenica scorsa nel quadro del “1. Raduno di Musica corale polifonica – Città di S. Marco d’Alunzio”, spettacolo idealmente realizzato entro il “Kilometro della cultura” un circuito tutto aluntino, e che si è rivelato uno degli appuntamenti più interessanti previsto nel programma culturale della “Primavera Aluntina 2016”. La kermesse, che ha visto la partecipazione di sodalizi come: il Coro “C. Monteverdi” di Mistretta, la Corale polifonica “E. Di Fatta” di Cefalù, il Coro polifonico “Ouverture” di Barcellona, il Coro “M. Joppolo” di Tortorici che è stata ospitata nell’artistica chiesa del Ss. Salvatore (Badia grande), si è sviluppata sulle note di grandi compositori quali Verdi, Rossini, Battiato, Palestrina, Molfino e tanti altri. A presentare il concerto – dopo i saluti istituzionali di Donatella Castrovinci – sono i bravissimi Enzo Gerace ed Antonio Fabio, anima e ideatori dell’iniziativa; due personaggi “prestati” allo spettacolo, o meglio, due “innamorati” della musica votati alla sua custodia per tramandarla poi, quale valore e patrimonio culturale, alle future generazioni. “Questo primo contatto – è il pensiero di Donatella Castrovinci dell’Ufficio comunicazione del Comune – nasce con lo scopo di promuovere la diffusione della cultura musicale in città e nei comuni limitrofi, di diffondere il piacere dell’ascolto della musica e, in particolare, far conoscere il canto a più voci. Le presenze di oggi, qui, alla Ss. Salvatore di amatori ed appassionati del bel canto – soggiunge Donatella – a mio avviso vanno lette quale messaggio d’incoraggiamento a S. Marco d’Alunzio, di continuare nel tempo l’esperienza e l’intuizione di Primavera Aluntina”.

NINO VICARIO

SAN MARCO D’ALUNZIO – Apre IDEA, il nuovo Museo della Scienza e della Tecnologia (30 aprile 2016)


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SAN MARCO D’ALUNZIO – Sarà inaugurato sabato 30 aprile 2016 alle ore 16.30, IDEA, il Museo della Scienza e della Tecnologia, con l’esposizione della prima mostra stabile interattiva dedicata alla cultura scientifica della Magna Grecia e dell’Impero Romano. Il progetto è uno dei risultati del Piano locale di Sviluppo Economico, legato alla cultura, SanMarco 2020 (SM2020), che mira alla riorganizzazione di tutte le strutture presenti a San Marco d’Alunzio per sostenere la crescita e lo sviluppo economico del territorio dei Nebrodi, e ha come obiettivo di fare di San Marco d’Alunzio la Città della Cultura in Sicilia.

L’allestimento del museo è stato curato dal Prof. Salvatore D’Arrigo, docente di Matematica e Fisica presso il liceo scientifico S. Quasimodo di Messina e dalla D.ssa Antonella De Domenico, che hanno realizzato nel 2014 a San Marco d’Alunzio, anche la prima mostra itinerante sulla scienza e la tecnologia intitolata Eureka: omaggio ad Archimede di Siracusa, anteprima dell’esposizione permanente del futuro Museo della Scienza e della Tecnologia, contando in un solo mese la presenza di migliaia di visitatori da tutta la Sicilia.

IDEA è un science center allestito nel rinascimentale Palazzo Crimaldi. 300 mq ospitano più di 30 exhibit interattivi in legno e circa 100 modelli geometrici realizzati con la tecnica dell’origami, grazie ai quali la matematica e la fisica diventano un gioco, una forte carica emozionale, avvicinando tutti, dai 3 ai 99 anni, alla conoscenza di Platone, Archimede, Pitagora e delle loro scoperte che sono alla base di tutta la scienza contemporanea. Il museo si propone come un laboratorio informale e si caratterizza per il suo approccio interattivo, volto a far cogliere il legame fra le cause e gli effetti di fenomeni che interessano quasi tutta la nostra realtà quotidiana. Una serie di pannelli didattici assiste il visitatore durante l’interazione con gli exhibit nelle fasi fondamentali del COSA FARE, COSA NOTARE e COSA ACCADE. Durante il percorso vengono coinvolti tutti i sensi per stimolare il pensiero creativo e attivo. La regola del Museo IDEA è VIETATO NON TOCCARE!

ALCARA LI FUSI – L’VIII Memorial “Nicola Marino” e la “Poesia” a tema unico: “Fidanzamento e matrimonio dei nostri nonni” – Cultura e usanze


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Ancora un’altra interessante occasione ed eccomi ad Alcara: mi attendeva il Memorial  “Nicola Marino” che la famiglia da ben otto anni organizza  nella ridente cittadina montana per ricordare la figura dello scomparso musicista e compositore di livello tecnico non comune. Il “Premio” – che guarda annualmente agli amanti della musica – viene assegnato a coloro, per meriti culturali e artistici, si distinguono nel tempo. Questi i premiati 2015: Pinuccia Bombara (speaker radiofonica), Tony Morgan (attore  regista) e Vittorio Ocera (cantante folk). Inserita in questo contesto un’altra “chicca” arricchisce il momento culturale che solo una mente in… cammino qual è quella di Nino Marino (alcarese “senza fissa dimora”: lo lascio in un posto, me lo ritrovo in un altro) poteva “partorire” un siffatto tema poetico che,  a prim’acchito, sa’ di naftalina: “Fidanzamento e matrimonio dei nostri nonni”.

Va detto subito che il concorso di “Poesia” a tema unico, ha visto una lusinghiera partecipazione di “fini cantori” di tradizioni religiose e profane locali e non solo. Infatti i dodici “vati”: Matteo Bompiedi, Sebastiano Calcò, Rosario Cusmà, Leandro Dottore, Nicolina La Spina, Pippo Leonardo, Graziella Lovano, Salvatore Maenza, Nicola Santoro, Roberto Santoro, Mariangela Tranchita, Carlo Vitale – a seconda del proprio “sentire” –  districandosi tra esilaranti ottave o struggenti sestine, sottolineate dagli applausi dell’attento pubblico che gremiva la sala della “Società Agricola” del centro montano, hanno fatto affacciare alla finestra  di un “mondo che non c’era più” la famiglia patriarcale con le proprie usanze e superstizioni, gli stridenti rituali sacri e profani, rigide regole e precisi cerimoniali – unanimemente osservati – nell’approccio prima (il fidanzamento) e nella realizzazione dopo (il matrimonio) per la  “costruzione” di una nuova famiglia. Così, dentro un immaginario specchio posto in essere dai dodici poeti in gara presentati con grazia e professionalità da Flavia Marino e Piera Abbate, l’attento pubblico ha sentito l’eco della serenata che il giovane faceva all’amata per chiederle il tanto atteso “Si” (questo gesto lo facevano i più audaci); hanno visto “la comare” investita dell’onore di recare alla famiglia designata la richiesta di fidanzamento; l’ansia che regnava nelle due famiglie nella giornata fissata per contrarre e sancire il rituale patto matrimoniale tra i due promessi sposi. E sì, erano le famiglie che gestivano gli “affari” e le “convenienze” prima del matrimonio, il parere dei giovani non contava. Non si parlava d’amore tra i due: questo sarebbe, poi, arrivato; lo scambio dei doni in occasione del fidanzamento, la cena per festeggiare l’avvenimento con la la presenza dei parenti; l’abito della sposa e dello sposo e loro ornamenti (rigido il cerimoniale); la “stima” o (quantità) del corredo portato in dote dalla sposa alla vigilia del matrimonio e rituale del caratteristico trasferimento nella nuova casa; il pranzo di nozze regolato da un preciso cerimoniale che, giocoforza, doveva essere osservato (come il dono e l’accettazione della sposa) del “boccone della comare. Insomma, tutto era “regola”. A quanti, poi, che non intendevano sottostare a quel  protocollo  ma che volevano vedere in prima persona “se funzionava” (oggi tanto in voga tra i giovani) ma che avevano già  “preso visione”, non restava altro che mettere in pratica la classica “fuitina” e il conseguente (subito) matrimonio “riparatore” celebrato in chiesa  alle prime luci dell’alba e senza invitati.

Il mio viaggio ad Alcara finisce qui, ma prima di lasciare la città di S. Nicola Politi mi sovviene una riflessione: “Tutto già visto, o tanto ancora da rivedere dentro il caleidoscopio degli usi e costumi della civiltà agro-pastorale nebroidea?”. Le mie, forse, sono state solo suggestioni!

NINO VICARIO