CAPO D’ORLANDO – Presentato il libro “Cercando mio padre”, un romanzo di Umberto Russo


COPERTINA DEL LIBRO DI UMBERTO RUSSO CERCANDO MIO PADRE

<<In nome del popolo italiano>> – Gennaio 2014 – Corte di Cassazione, il presidente si alza e…<<questa Corte sentenzia che Salvatore Ciminata, oltre ogni ragionevole dubbio, è figlio di Maria Ciminata e di Gaetano Paparone.>> Erano trascorsi ben 33 anni da quel lontano 1981 quando Salvatore Ciminata decise di rivolgersi alla Giustizia – per avere “giustizia” anche sua mamma, Maria Ciminata – per ottenere il riconoscimento ufficiale quale figlio biologico di Gaetano Paparone, noto imprenditore di Capo d’Orlando.

E’ stato lo stesso autore, Umberto Russo, a presentare la sua ultima (in ordine di tempo) <> letteraria <<Cercando mio padre>> (incredibile storia di Salvatore Ciminata di Capo d’Orlando)  ad un nutrito pubblico di estimatori e amici, nel salone “Cristo Re” della cittadina tirrenica. Il libro, si avvale della prefazione del dott. Michelino Pelide, direttore della Biblioteca comunale di Sant’Angelo di Brolo e della presentazione del prof. Salvatore Mangione. Coordinato dal dott. Cono Messina alla presenza dello stesso protagonista della <> Salvatore Ciminata Paparone che era accompagnato dalla mamma Maria Ciminata, il <> culturale ha goduto degli interventi del prof. Mangione che ha tratteggiato con puntuali e acuti spunti letterari il profilo umano dell’incredibile storia tutta orlandina e quello, sicuramente eccezionale, del maestro Mario Renzi che – su testo di Salvatore Ciminata Paparone che percorre in rapida successione 33 anni (tanto è durata l’attesa per vedere coronato il suo sogno) tra ansie, speranze e delusioni e… tante lacrime –  ha scritto le musiche, suonato col suo violino,  cantato e inciso su  Cd la splendida <> con la narrazione di  Cono Messina.

La storia, nata come detto dall’incomparabile “penna” di Umberto Russo, prende lo spunto dall’amore tra due giovani, Maria e Gaetano, lungo un cammino durato dodici anni e nel suo divenire s’imbattono a sorpresa in una “gravidanza” che, se salutata con gioia da Maria tanto da non nascondere il <>, da Gaetano è vissuta con drammaticità al punto da negare (e con forza) il <>. Intanto dal reparto d’ostetricia dell’ospedale Piemonte di Messina: <<E’ nato, è nato, è nato!>> si odono per ben tre volte le urla di meraviglia dell’infermiera. Nel mentre al telefono un uomo telefona a Capo d’Orlando all’hotel Bristol: <<oh Tanu! Mariuzza ebbi nu masculeddu!>>, per la famiglia Paparone la “notizia” è suonata come un’autentica <<malanascita>>. E così è stata, come detto, per ben 33 anni.  <per riscattare l’onore di mia madre. Non si buttano in pasto alle belve dodici anni di  fidanzamento e con essi anche un bambino!”>>. Così sia!

Nino Vicario

ACQUEDOLCI – Mozione consiliare sulla demolizione del Fondaco nell’antica borgata della Marina Vecchia


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Dopo l’interrogazione della nostra portavoce Valentina Zafarana depositata all’ARS anche i consiglieri comunali di minoranza vogliono vederci chiaro e presentano la mozione ad oggetto: “Interrogazione parlamentare all’ARS – On Zafarana – Fondaco nell’antica borgata della Marina Vecchia” che verrà discussa nel prossimo consiglio comunale previsto per il 18 maggio. Di certo, l’ex sindaco di Acquedolci, dott. Salvatore Oriti, conosce bene l’intera vicenda avendo a suo tempo curato da amministratore i rapporti con la locale soprintendenza di Messina.

Ci auguriamo pertanto che il consiglio con l’aggiunta di nuovi elementi possa fare piena chiarezza sulle vicende che hanno portato alla demolizione dell’antico fabbricato e ottenere impegni precisi per il pieno recupero della zona storica e del Castello Cupane (dal 2000 di proprietà comunale) lasciato nell’abbandono e ora privato anche della significativa veduta sulla costa nebroidea.

Gli attivisti del meetup

Acquedolci in MoVimento

L’attrice hollywodiana Caroline Goodall premiata al RIFF per THE ELEVATOR del regista messinese Massimo Coglitore.


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Grande successo di pubblico per la XIV edizione del RIFF – Rome Independent Film Festival (7-15 maggio 2015), che ha visto in programmazione, presso il The Space Cinema Moderno ed il Nuovo Cinema Aquila di Roma, più di 120 opere in concorso – tra lungometraggi, cortometraggi e documentari – provenienti da oltre 40 Paesi. Tra i film in concorso c’era anche The Elevator del regista messinese Massimo Coglitore. Un film inconsueto e coraggioso per il panorama italiano, prodotto dalla Lupin Film di Riccardo Neri, che sta riscuotendo un notevole successo all’estero e che uscirà nelle sale italiane ad7RVNf4i inizio 2016 distribuito da “Distribuzione Indipendente”. La pellicola ha riscosso numerosi consensi di pubblico e di critica e molti applausi in sala a fine proiezione. Attori di Hollywood del calibro di Caroline Goodall (Cliffhanger, Schindler’s List, Hook, Rivelazioni), James Parks (nel nuovo film di Quentin Tarantino) e il sempre verde Burt Young (nomination all’Oscar per il ruolo di Paulie nella sagra di Rocky) diretti da un regista messinese, qui alla sua opera prima. I RIFF Awards sono stati assegnati nel corso della serata finale alla presenza, come ospite d’onore direttamente al Festival di Cannes, di Caroline Goodall che è stata premiata come migliore attrice per la sua splendida interpretazione nel film “The Elevator”. L’attrice, intervistata, ha dichiarato di credere molto nelle opere indipendenti, così come ha dimostrato partecipando a questo film. “The Elevator” è un film che ti conquista man mano che scorrono i minuti, tenendoti incollato alla sedia per tutti i novanta minuti di durata.

NEBRODI OUTDOOR FEST 2015 – Trekking da San Marco D’Alunzio ad Alcara li Fusi


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Per scoprire cosa c’è di bello sui Nebrodi… basta mettersi in cammino. Una delle tante occasioni arriva sabato 16 maggio con la traversata da San Marco d’Alunzio ad Alcara Li Fusi Ad unire due tra i borghi più belli del Parco dei Nebrodi, ci pensa la prima giornata del Nebrodi Outdoor Fest edizione del 2015, manifestazione giunta alla 3 edizione con tanti eventi diffusi nei comuni del Parco dei Nebrodi.

La camminata organizzata dall’associazione escursionistica “Vai col Trekking” e dalla Guida AIGAE Attilio Caldarera, ideatore del Nebrodi Outdoor Fest è, aperta a tutti e ci riporta ai periodi in cui da un paese all’altro si arrivava per antiche vie… naturalmente a piedi.

Coinvolti in questa attività anche gli amministratori dei comuni interessati dai Sindaci, agli assessori, all’Ente Parco dei Nebrodi, che parteciperanno a questa escursione “inaugurando” un nuovo tracciato escursionistico che partendo dal centro storico di San Marco d’Alunzio raggiungerà passo dopo passo Alcara Li Fusi. Il percorso è ricco di panorami a 360 gradi tra questi due borghi, con scorci bellissimi sulle Rocche del Crasto sulla vallata del Rosmarino, con vista privilegiata sul mar tirreno e sulle isole Eolie. Si passeranno valichi e sentieri regno dei grifoni che si potranno ammirare davvero da molto vicino.

Particolarità ambientali e paesaggi davvero suggestivi diventano i beni da mostrare attraverso esperienze escursionistiche che oggi sono tra le più richieste dai turisti che scelgono i Nebrodi. Da sempre i comuni del comprensorio delle Rocche del Crasto come Longi, San Marco d’Alunzio, Alcara Li fusi ne hanno fatto una realtà ben attiva. Non a caso il Nebrodi Outdoor Fest da anni ha scelto questo comprensorio per creare un evento escursionistico che ha rappresentato un modello d’eccellenza per la Sicilia.

Prossimi appuntamenti oltre quello di sabato, il Trekking della Dorsale dei Nebrodi dal 30 maggio al 02 giugno ed il 14 giugno a P.lla Scafi sulla Dorsale per l’outdoor Music Day, un concerto bandistico all’aria aperta.

Info su http://www.nebrodioutdoorfest.it.

“Un gesto d’amore” a Sant’Angelo di Brolo a favore della donazione di midollo osseo


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Sabato 16 maggio, alle 18.00, al Teatro “Vittorio Emanuele” di Sant’Angelo di Brolo, si svolgerà l’iniziativa “Un gesto d’amore”, dedicata al tema della donazione del midollo osseo. L’ingresso è libero e l’evento è a cura dell’Admo – Associazione Donatori Midollo Osseo Nebrodi e dell’Avis – Associazione Volontari Italiani Sangue di Sant’Angelo. In particolare, è prevista una cerimonia di consegna della medaglia d’oro Admo a Maria Josè Menza, da poco donatrice di midollo a Sant’Angelo, in un territorio che vanta oltre 300 tipizzazioni. Interverranno il presidente dell’Avis Sicilia, Salvatore Mandarà, il presidente di Admo Sicilia, Gaetano La Barbera, e le dottoresse Zappia e Giuffrida, del Laboratorio di tipizzazione degli Ospedali Riuniti Papardo-Piemonte di Messina. L’iniziativa ha il patrocinio della Regione Siciliana, del Comune di Sant’Angelo di Brolo, dell’Associazione Siciliana Leucemia Onlus e del Cesv – Centro Servizi per il Volontariato di Messina. La donazione e il trapianto del midollo osseo sono fondamentali per combattere le leucemie, i linfomi, il mieloma e altre neoplasie del sangue.

Ufficio Stampa Cesv Messina Marco Olivieri, ufficiostampa@cesvmessina.it, http://www.comunitasolidali.org, 3292667056.

ALCARA LI FUSI – Restaurato l’affresco “Dormitio Virginis” del XIII secolo del Monastero di Santa Maria del Rogato


Alcara Li Fusi non dimenticherà facilmente questo 09 maggio, quando, dopo un intervento di restauro di quasi un anno, la “Dormitio Virginis” del XIII secolo del monastero di Santa Maria del Rogato, è tornata a risplendere. Il lavoro di restauro, curato dal Dott. Davide Rigaglia, ha impreziosito di nuove letture storiche la cultura pittorica bizantina, generando un notevole interesse nel mondo di studiosi di storia dell’arte. Durante l’intervento di recupero, sono stati scoperti e restaurati anche numerosi altri frammenti e figure pittoriche. Inediti documenti e letture del quadro illustrati in mattinata presso la Sala “Roxy bar” in località Sanna. Nel pomeriggio l’inaugurazione dell’opera nel Monastero di Rogato, con la presenza del Vescovo diocesano Mons. Zambto che non ha voluto mancare questo importante appuntamento. Gli affreschi sono stati recuperati grazie all’impegno del Comitato di Alcara Li Fusi e del Rotary Club di Sant’Agata Militello presieduto da Angelo Romano. L’affresco della “Dormitio Virginis” è stato oggetto di tesi di laurea della dottoressa di Varese Martina Cavallaro, i cui nonni erano proprio originari di Alcara.

Un esempio unico di pittura bizantina nella valle del Rosmarino. Il Monastero Basiliano di Santa Maria del Rogato sorge sul versante opposto della vallata dell’antico Fiume Ghida, di fronte l’abitato di Alcara, in un pianoro incastonato tra verdeggianti distese di ulivi secolari, fondato prima del 1105, come si evince dal testamento redatto da Gregorio, grande riorganizzatore della spiritualità monastica Basiliana nella valle di Demena in età normanna e, Abate dal 1101 al 1112, del monastero di San Filippo di Fragalà. Nel testamento del Maggio 1105, sono elencate le comunità religiose del territorio compreso fra Naso e San Fratello, tutte dipendenti dall’abbazia di Fragalà presso Frazzanò, tra le quali risulta anche quella di Santa Maria Madre di Dio detta pure del Rogato o di Alcara che, durante il corso della sua attività era molto fiorente, elemento storicamente provato dal fatto che, l’Eremita Nicolò Politi, giunto in contrada Calanna intorno al 1137, cominciò subito a frequentarlo dopo essergli stato indicato dall’amico sacerdote Lorenzo Ravì di Frazzanò, il quale, già da molti anni conosceva ed era solito frequentare questo cenobio. D’altra parte però, nel diploma del 1130 col quale re Ruggero diede una disciplina giuridica ai monasteri Basiliani compresi nella circoscrizione dell’Arcivescovo di Messina, questo monastero non compare, motivo per il quale è stato ipotizzato che venne fondato poco prima del 1137, ma dato che abbiamo la testimonianza della sua esistenza già nel 1105, è da dedurre che per uno sbaglio, non sia stato mensionato nel diploma di re Ruggero. Ricompare nelle Collettorie Pontificie del secolo XIV, dove l’Abate di questo Monastero è segnato “ ABBAS MONASTERII SANCTÆ MARIÆ DE ALTARI GRÆCORUM” e, lo studioso di cultura bizantina Mario Scaduto, ritiene che quel “ …DE ALTARI…”, per un errore fu scritto invece di “ …DE ALCARIÆ…”.(9) La piccola Chiesetta fu sempre officiata, dato che si mantenne viva la devozione popolare alla Vergine Assunta ivi raffigurata in un pregevolissimo affresco, la “ Kîmesis ”, ma anche perché si veneravano le spoglie mortali dell’Eremita Basiliano Nicolò Politi,(10) qui trasportato il 26 Agosto 1167 e rimasto per ben 336 anni, ovvero fino al 10 Maggio 1503, quando le reliquie dell’ormai acclamato Santo Paesano, furono trasportate in paese ma, nonostante ciò, l’edificio monastico, continuò ugualmente ad essere frequentato. Tra l’altro si riscontra che, nel 1633 il Monastero in quanto tale sussistesse e lo studioso Pirri, dice che ancora in quell’anno esisteva nella Diocesi di Messina “ ABBAS D. MARIÆ DE ROCCATO IN ARCARIA ”. Del sito religioso, esistono i ruderi di alcuni locali del Monastero e la piccola Chiesa d’impianto medievale però, ciò che vediamo dell’intero complesso architettonico, è frutto degli ampi rimaneggiamenti e delle integrazioni susseguitesi nel corso dei secoli. Il cinquecentesco portico per l’accoglienza dei pellegrini, evidenzia tracce di un affresco di cui difficilmente si riesce ad individuarne e leggerne la composizione figurativa e, sulla stessa parete, una piccola porticina centinata consente di accedere all’interno della piccola Chiesa, pavimentata da pregevolissime maioliche smaltate di ambito Nasitano. Sull’Altare é ospitata un’antica cassa che custodì le spoglie mortali di San Nicolò Politi e, su di essa, è posta una piccola scultura lignea ottocentesca che lo ritrae nel consueto atteggiamento orante. All’interno della lunetta ricavata nella struttura muraria dell’altare, è custodito un pregevole simulacro seicentesco in telacolla raffigurante il Santo Eremita morto, disteso su di un letto di tavole e con le braccia incrociate sul ventre che abbracciano la Croce ed il libro delle preghiere. Un dipinto su tela di ottocentesca fattura, che il 15 Agosto viene collocato sull’altare del portico addobbato con rami di alloro, raffigura l’ascesa della Beata Vergine che, tra soffici nubi viene accompagnata in Gloria da putti e dallo sguardo degli Apostoli. L’opera più importante ed interessante del Monastero, è la “ Kîmesis ”, un raro affresco ascrivibile in un arco temporale che va tra il 1230 e il 1300 e che riprende lo stile pittorico dell’arte bizantina. Il preziosissimo manufatto, che si trovava in pessimo stato di conservazione a causa di infiltrazioni, muffe, cedimenti della struttura architettonica che hanno compromesso la stabilità dell’intero edificio, presentava disastrose scrostature della pellicola pittorica, ampie lacune cromatiche e mancanze del supporto murario. La pregevolissima opera, raffigura il transito della Beata Vergine Maria e, l’ignoto artista, proveniente comunque dalla Grecia, come si è capito durante questa fase del restauro, si attiene fedelmente a precisi canoni iconografici bizantini, precisamente a quelli provenienti dall’area macedone e balcanica La Vergine, abbigliata con una veste color porpora ed avvolta da un manto scuro, ha le mani incrociate sul ventre, ed il suo corpo è rigidamente composto su di un catafalco color amaranto decorato da volute molto semplici ed essenziali. Attorno alla Vergine, figurano gli Apostoli e i Dottori della Chiesa Orientale che indossano il tipico Pallio liturgico ed in alto, due angeli sorreggono una mandorla all’interno della quale appare il Redentore che tiene tra le braccia l’anima bambina della Beata Vergine avvolta in fasce. Lo sfondo presenta edifici con finestre bifore da cui, alcuni personaggi assistono all’evento ed in alto, è riportata l’iscrizione: “ H KOIMHCIC THC U¬EPA!IAC “KO ”, che tradotta significa “ dormitio della Santissima Madre di Dio ” e ai lati del Cristo, troviamo rispettivamente, alla sua destra “ IC ”e dal lato opposto“ XC ”. Grazie al lavoro del Dott. Davide Rigaglia la pellicola sottostante e limitrofa ha dato luce ha messo in evidenza altre porzioni dell’opera, tra cui una singolare immagine di San Giovanni Battista e anche due volti riconducibili probabilmente a due monaci. Ciò conferma dunque l’ipotesi, ormai valida ed accertata che, originariamente, l’intera parete fosse affrescata e che successivamente, l’unico elemento figurativo ad essere stato lasciato visibile oppure ad essersi miracolosamente salvato da qualche disastro che ne ha compromesso le fattezze, sia la preziosa Kîmesis. Sulla porta d’ingresso principale, sormontata da una piccola apertura di forma circolare, è posta un’antica e semplice croce greca che in origine, si presentava sicuramente dipinta, ma di cui oggi, purtroppo, non si vede altro che il legno. Il 15 Agosto di ogni anno, la campana del Rogato richiama i fedeli alcaresi che si riuniscono devotamente per accostarsi alla Mensa Eucaristica in onore della Beata Vergine Assunta e per rinnovare la memoria dell’ultima visita fatta dall’Eremita Nicolò Politi al Monastero, nell’ormai lontano 15 Agosto 1167.A concludere la serata durante un tramonto mozzafiato ci ha pensato il coro di Alcara Li Fusi con incantevole concerto canoro!

GAETANO CICIRELLO

(Fonti: Sito ufficiale di San Nicolò Politi)

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SANT’AGATA MILITELLO – Gita a Siracusa e Noto a cura della Sezione A.N.F.I. (16 Maggio 2015)


Gita a Siracusa e Noto

La Sezione A.N.F.I. di Sant’Agata Militello ha il piacere di informarvi che giorno 16 Maggio 2015 è stata organizzata una gita a Siracusa e Noto, in occasione della quale si potrà visitare la XXVI Edizione dell’INFIORATA (di Noto). Per ulteriori informazioni consultate la locandina.

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