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Alcara Li Fusi, porte aperte sabato e domenica


Nell’ambito delle giornate FAI del 24 e 25 marzo’p.v. Alcara li Fusi, un piccolo paese, al centro dei monti Nebrodi, , terra produttiva di agrumi, commercio, arte, artigianato, architettura e tanto altro ancora, ospiterà un innumerevole serie di eventi .
Da sabato 24 al tardo pomeriggio di domenica saranno visitabili: l’antico monastero di S. Maria del Rogato, il quale ospita all’interno un pregevole affresco della Dormitio Virginis, risalente al XII secolo; il Borgo Stella con annesso itinerario turistico e panoramico; il Santuario dell’ Eremo, ove trascorse gli ultimi anni di vita il santo eremita Nicolò Politi nel 1150; e la Chiesa delle Grazie.
A coordinare le due giornate vi saranno il gruppo volontari Anspi di Alcara Li Fusi, in accordo con il comune e con il Sul versante occidentale della Sicilia, nell’entroterra dei Monti Nebrodi in provincia di Messina, adagiato su di un colle roccioso alle pendici della dolomitica catena montuosa delle Rocche del Crasto nella vallata del torrente Rosmarino ed incastonato in uno scenario paesaggistico molto suggestivo, a 400 m.s.l.m., sorge Alcara Li Fusi.
Antichi origini, ovviamente analoghe ad altri siti dell’isola, testimoniano la storia di questo piccolo centro collinare, le cui radici sembrano intrecciarsi al periodo della distribuzione dell’antica città di Troia in Grecia da cui, secondo una leggenda, discende un certo Patrone Turio, approdato con la sua flotta sulle coste sicule ed inoltratosi nell’entroterra, dove fondò vari fortini, successivamente divenuti veri e propri centri abitati, uno dei quali fu proprio Alcara, che ebbe un rapido e florente sviluppo soprattutto durante il dominio degli Arabi in Sicilia (827/1061) e, da cui ne deriva il nome “Al Qarya”, che singnifica “Il centro urbano”.
Testimonianza delle remote origini della piccola cittadinanza, oltre ad alcuni ritrovamenti archeologici del periodo greco-romano e Bizantino, é l’antico rito pagano del “Muzzuni”, le cui memorie vanno a perdersi nella notte dei tempi ma che sembrano riconducibili alla cultura ellenica, precisamente legate al culto propiziatorio per la fertilità della terra, in onore delle divinità Demtra dea della terra, Kore dea dell’oltretomba, Afrodite dea dell’amore, Adone dio della vegetazione e dela fertilità, Dioniso dio dell’euforia.
E`infatti un rito propiziatorio alla fertilità della terra celebrato nella notte del solstizio d’estate ma poi, con l’avvento del Cristianesimo, accorpato al culto di San Giovanni Battista il 24 Giugno.
Le prime notizie certe su Alcara, si hanno però con la dominazione dei Normanni quando, il Conte Ruggero, con un diploma del 1082, concesse al Vescovo di Troina-Messina, l’abitato alcarese con tutto il territorio annesso, il quale era circoscritto in uno dei tre valli della Siclia, ovvero nella Valle di Demena.
E`proprio a partire da questo periodo che la storia del centro nebroideo comincia a concretizzarsi maggormente, anche perchè s’intreccia con la vita ascetica dell’Eremita dell’ordine Basiliano, San Nicolò Politi.
Nato intorno al 1117 ad Adrano, nella provincia di Catania, giunse nel territorio alcarese nel 1137 circa, trovando rifugio in una spelonca rocciosa del Monte Calanna dove, dopo aver trascorso un trentennio fatto di stenti e preghiere, la sua esistenza terrena si concluse il 17 agosto 1167.
Da allora è Protettore acclamatissimo di Alcara che, da ormai quasi 850 anni, gelosamente ne custodisce le venerate spoglie mortali e, grazie al Breve Pontificio di Papa Giulio II del 7 Giugno 1507, ne rinnova ufficialmente la memoria con fervorosa e viscerale devozione, celebrando le Solenni Festività in suo onore dall’1 al 3 maggio e dal 15 al 18 agosto.
Il piccolo centro nebroideo, veniva infatti identificato come Alcara Valdemone, denominazione che rimase fino al 1812, quando una legge borbonca, soppresse le vecchie circoscrizioni siciliane delle tre valli di Noto, Mazzara e Dena, inserendo cosi l’appellativo “Li Fusi” per la fiorente industria di fusi per filare lana, seta, lino ma, anche L’Abate Vito Amico nel suo Lexicon del 1760, riporta che già in quell’anno il borgo era denominato “Alcara oppidum de fisus appellatum”.
Alcara vanta dunque di una cospicua storia e tradizione culturale che, soprattutto in passato, per svariati secoli ha fatto di questo centro, uno tra i più rinomati del comprensorio che, in oltre, ha dato i natali ad illustri eruditi locali come poeti, scrittori, musicisti ed artigiani che hanno sempre onorato e portato in alto il buon nome di questo, per molti aspetti sconosciuto, centro urbano dalle antiche vestigia Fondo Ambiente Italiano.

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Militello, Lo Re elogia il gesto dei 6 esponenti della maggioranza


Militello, Lo Re elogia il gesto
dei 6 esponenti della maggioranza
Che al sindaco Calogero Lo Re i “fatti” consiliari della seduta del 14 dicembre scorso sono risultati – come primo cittadino – assai “inaspettate” è stato chiaro sin dalla prima dichiarazione a caldo: “Davvero incomprensibile il voto contrario del consigliere di maggioranza Giuseppe Amata…”. Riferendosi, poi, al comportamento dei sei dimissionari “per il bene pubblico”, si dice orgoglioso per il senso di responsabilità dimostrato: “Era quello l’unico modo per poter approvare delibere importantissime”. I “fatti” di cui sopra sono in riferimento alle dimissioni della metà dei consiglieri comunali militellesi (Maria Amata, Lucia Maria Rita Cangemi, Rosalba Conti Mammamica, Vincenzo Di Stefano presidente del consiglio, Salvatore Ferrarotto, Antonio Salvatore Oddo) dopo la mancata approvazione del bilancio 2018-2019 che condurrebbero allo scioglimento del Consiglio, il sindaco Calogero Lo Re ha espresso il suo punto di vista.
“Al fine di chiarire la verità e rassicurare la cittadinanza – premette – è necessario rendere note le motivazioni che hanno determinato le dimissioni dei sei consiglieri comunali di maggioranza. In occasione della seduta del 14 dicembre, il consigliere di maggioranza, Giuseppe Amata, senza dare preventiva comunicazione né al sindaco, né al capogruppo, né al presidente del Consiglio, incomprensibilmente, si associava al voto contrario della minoranza, paralizzando l’operatività del consesso. Per scongiurare ulteriore pregiudizio alla comunità, di comune accordo con il sindaco, i sei consiglieri di maggioranza presentavano contestuali ed irrevocabili dimissioni per far decadere l’organo consiliare ormai paralizzato e consentire al commissario ad acta di sostituirsi ad esso approvando le proposte finalizzate a dare ulteriore impulso all’attività politico-amministrativa. Il commissario regionale infatti, ieri, ha approvato tutte le proposte rimaste inevase e, pertanto, già dal 27 dicembre l’Amministrazione potrà deliberare alcune importantissime iniziative per il bene dell’intera collettività. Nella esperienza di sindaco – non mi sono mai sentito così orgoglioso e determinato, perché il gesto compiuto dal presidente e dai consiglieri di maggioranza, è figlio del grande senso di responsabilità e del profondo rispetto per la cittadinanza”.
da Gazzetta del SUD – NINO VICARIO

Militello Rosmarino, ottima riuscita per la prima del Presepe Vivente.. si replica il 30 ed il 6


Quasi duemila persone hanno scelto di trascorrere la serata di Santo Stefano a Militello Rosmarino, per visitare il Presepe Vivente, staccati 1613 biglietti, secondo le fonti.
L’iniziativa, promossa dall’Anspi San Biagio, è stata inaugurata alla presenza del Presidente dell’Anspi San Biagio, padre Calogero Oriti, del Sindaco, Calogero Lo Re, dell’ onorevole Nino Germanà, e del presidente dell’Ente Parco dei Nebrodi, Antoci.
I numerosi visitatori hanno potuto visitare quaranta siti, ricostruiti all’interno di antichi locali del centro storico, nei quali 150 figuranti hanno rappresentato scene di vita quotidiana risalenti ad un secolo fa.
Soddisfatto il vice presidente Salvatore Blogna per l alto numero di visitatori che nonostante altre manifestazioni in paesi vicini hanno scelto di visitare il presepe di Militelo Rosmarino “Un magico viaggio indietro nel tempo, tra mestieri ormai dimenticati, degustazioni di prodotti tipici nebroidei, viaggio che culmina nel punto più alto del percorso: la Natività, ricostruita all’interno dell’antico arco del castello normanno.
Ad accompagnare la visita, ci ha pensato la compagnia “I lautari”, con un mix di nenie natalizie, musica popolare siciliana, trasmessi in filodiffusione in tutto il percorso.
La manifestazione verrà ripetuta il 30 dicembre, dalle ore 20:30 alle 23, e il 6 gennaio, con apertura pomeridiana, dalle 17 alle 20:30

Militello Rosmarino, al via l’ennesima edizione del Presepe Vivente


Nel tardo pomeriggio del 7 dicembre si è svolta presso la Sala Convegni del Museo Comunale di Militello Rosmarino la conferenza stampa di presentazione del Presepe Vivente. L’evento si svolgerà il 26 e il 30 dicembre 2017, dalle 20:30 alle 23:00, e il 6 gennaio 2018, dalle 17:30 alle 20:00.
A prendere la parola sono stati gli organizzatori il vice presidente dell’Anspi, Salvatore Blogna e Giuseppe Cardillo
Nei vari interventi, è stato dato rilievo all’importanza della manifestazione, vetrina per il piccolo paese nebroideo che, negli ultimi anni, grazie allo sforzo sinergico dell’associazionismo, dei volontari e dell’amministrazione comunale, è riuscita a far rivivere antichi mestieri e tradizioni, ormai quasi dimenticati.
In particolare, Salvatore Blogna, primo organizzatore a prendere la parola, con un plauso, ha sottolineato come l’impegno volontario di “giovani leve” abbia influito positivamente sulla buona riuscita della manifestazione. Tra le novità di questa edizione, l’apertura anticipata del Presepe per i bambini delle scuole dell’hinterland e la scelta di svolgere una delle giornate, il 6 gennaio, in orario pomeridiano, per rispondere alle richieste dei visitatori provenienti da lontano.
In seguito, Giuseppe Cardillo ha evidenziato la valenza religiosa del presepe vivente, momento di unione per la comunità militellese.
Infine è stato illustrato il percorso della manifestazione che si svolgerà all’interno del centro storico, con la possibilità di visitare quaranta siti ricostruiti in locali messi a disposizione, perlopiù da privati cittadini. La cura e la ricostruzione delle scene è stata coordinata da Salvatore Raffaele e da Nino Restifo, non sottovalutando alcun dettaglio, dai costumi alle attività tipici della Militello di fine ‘800-inizio ‘900, novità di quest’anno il mestiere dell’Agrimensore.
All’interno del percorso, sarà possibile degustare prodotti tipici della cucina locale.
Per informazioni è possibile seguire la pagina Facebook: Presepe Vivente dei Nebrodi e consultare il sito internet http://www.presepeviventemilitello.it tel. 3270471415 – 3202859759 – 3493375923.

Don Rosario Lo Cicero è tornato alla Casa del Padre


Tace per sempre la voce del predicatore dei Nebrodi per antonomasia.

Padre Rosario lo cicero

Si è spento nella serata di oggi Don Rosario Lo Cicero. Tre le comunità in lutto: San Fratello, in cui ebbe i natali, Militello Rosmarino ove per 34 anni fu Vicario Parrocchiale e poi Arciprete, e Sant’Agata Militello, dove ha trascorso gli ultimi 25 anni, quale Cappellano dell’ospedale civico. Don Rosario Lo Cicero nato a San Fratello il 12 Settembre 1924 (Nome di Maria, come aveva modo di sottolineare) fu Ordinato Sacerdote il 16 ottobre 1949. Dapprima parroco a Tortorici e poi a Raccuia, infine a Militello e a Sant’Agata. Fu Insegnate di religione nella varie scuole superiori di Sant’Agata Militello e in quelle inferiori di Militello e Alcara. Da tutti conosciuto e stimato, apprezzato per l’arte oratoria, instancabile , inarrestabile e infaticabile ha svolto con zelo il suo apostolato fino agli ultimi giorni della sua vita. Mancheranno i suoi moniti dal pulpito ma siamo certi che adesso, raggiunta la meta del nostro pellegrinaggio, canterà con Maria le lodi eterne al Santo dei Santi.

I funerali saranno celebrati Sabato 29 Aprile alle ore 15.30 nella Chiesa Madre di Sant’Agata di Militello.

Mistretta, Si è spenta Pina Di Giorgio


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Mistretta . Si è spenta a Sciacca Pina Di Giorgio per anni collaboratrice infaticabile della Parrocchia Santa Lucia di Mistretta. Da insegnante ha svolto la professione tra Reitano, Motta, Mistretta, Militello Rosmarino ed Alcara. Il suo lavoro costante, discreto, poco appariscente, è stato apprezzato da tutti i colleghi e i dirigenti.

Da anni era impegnata oltre che nelle attività didattiche quotidiane , anche in quelle condotte in associazioni civili e religiose (tra tutti ricordiamo la sua presenza orante nel mondo terziario francescano ).

Ma soprattutto, il suo lavoro è stato apprezzato da centinaia di studenti, che l’hanno stimata, rispettata e amata nelle sue capacità professionali e nella sua calda sensibilità umana.

“La scuola assorbe completamente, pretende energie, costanza, fatica; bisogna ringraziare chi si lascia assorbire da questo impegno. Se ne accorgono i ragazzi, che si nutrono di esempi più che di parole; e se ne ricordano, dopo. E non lo dimenticano mai.
Questo è l’insegnante: colui o colei che segna dentro.” P.D.G.

Mancherà profondamente a tutti. il blog si unisce al dolore dei familiari, dei figli Francesco e Lorenzo.

La Banda di Alcara Li Fusi in “Note per Amatrice”, un concerto di beneficenza per le popolazioni terremotate.


Il Corpo Bandistico della Città di Alcara Li Fusi “Giuseppe Verdi”,  in collaborazione con il comune di Gioiosa Marea, organizzano per Sabato 10 Settembre alle ore 21.00 un concerto di beneficenza “Note per Amatrice”, a favore delle popolazioni terremotate del centritalia. Il corpo bandistico sarà diretto dal Maestro Michele Saccone ed il ricavato sarà devoluto alle famiglie colpite da quest’ultima calamità naturale.  L’auditorium comunale “Franco bora” della Città di Gioiosa Marea ospiterà l’evento.

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