Tutti gli articoli di Gaetano Cicirello

Salvatore Riotta da ieri ufficialmente sindaco di Militello Rosmarino


Una sala gremitissima di estimatori, di autorità civili, militari e religiose, ieri a mezzogiorno, ha presenziato alla cerimonia di proclamazione a sindaco della cittadina montana del prof. Salvatore Riotta Dopo la lettura delle formule di rito da parte dei presidenti della 1. e 2. sezione elettorale Simon e Sepe, il neo primo cittadino ha rivolto un sentito ringraziamento ai presenti per la gradita partecipazione, mentre un sentimento di sincera gratitudine l’ha rivolto a Militello tutta e a quanti l’hanno sostenuto e creduto nel suo progetto politico che va declinato “per il bene supremo di Militello”. Dopo aver chiamato vicino a sé i neo consiglieri, Riotta continua il suo breve saluto, con l’affermare convintamente che è suo desiderio di trasformare Militello in una “nuova Taormina” ma, sogni a parte, “per dare corpo e sostanza anche ai sogni, soggiunge, c’è bisogno della collaborazione di tutti. Da soli non si va da nessuna parte. Gli impegni che ci attendono sono tanti e assai gravosi ma, conclude, solo uniti in comunione di intenti, ce la faremo e proprio per questo rivolgo un sincero invito alla dott. Travaglia (mia leale competitor) e alla sua squadra che in Consiglio siederanno all’opposizione, di lavorare – nel rispetto dei ruoli – per il bene del Paese”.
Quindi ha preso la parola don Calogero Oriti parroco della comunità militellese, per un breve saluto d’occasione al neo sindaco e alla sua squadra, concludendolo con un sincero augurio di buon lavoro.
NINO VICARIO

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Militello ha scelto: è Salvatore Riotta il nuovo sindaco


di Nino Vicario


Militello ha scelto. A raccogliere l’eredità di Calogero Lo Re è stato designato sindaco l’agronomo Salvatore Riotta con 486 preferenze, contro l’altro competitor Teresa Travaglia Cicirello che si è fermata a quota 419 (differenza 65 voti) dopo una combattutissima campagna elettorale che ha mobilitato l’intera comunità militellese. Da domani, spente le luci della ribalta e calato il siparietto delle schermaglie paesane, la musica cambia e si fa sinfonia rossiniana segno tangibile di quel cambiamento politico-amministrativo rispetto al passato chiesto a gran voce dai cittadini. Tante, quindi, le criticità quotidiane che i nuovi inquilini di Palazzo di Città e in primis dal neo Sindaco sono chiamati ad affrontare. Per loro quindi è giunta l’ora fatidica della classica “prova del nove”. Militello “spera nel nuovo” che le indichi la strada per acquisire quella “visibilità” sociale finora negata dal suo isolamento a cominciare dai quotidiani bisogni che per risolverli occorre aggredirli alla radice.
Sì, la complessità dei problemi va aggredita proprio alla radice, e per una Militello che si affaccia alle propaggini del terzo millennio che vuole “contare” entro il panorama economico, che cerca “visibilità” nell’offerta turistico-culturale, uno solo è l’imperativo: deve scrollarsi di dosso la “muffa” della fatalità, liberarsi definitivamente dall’idea che a fare qualcosa per i suoi giovani, per il suo mondo produttivo, per i suoi anziani, per quanti hanno perso il lavoro, sia solo e soltanto il pubblico a provvedere per loro. No, amici Militellesi, occorre trovare presto una sintesi su ciò che vuole essere la Militello del futuro: un’isola a sé, oppure luogo di propulsione economica in tutte le sue declinazioni? Se la risposta è quest’ultima, allora tocca fare “squadra” tra pubblico e privato, non vi sono altre vie.
Da domani, dunque, le sane e legittime aspirazioni dei Militellesi che si identificano nell’hastag “Militello di Tutti” – ma proprio di Tutti (nessuno escluso) – possono trovare (è il nostro punto di vista), la necessaria sintesi nella persona del neo sindaco Salvatore Riotta che sicuramente – come solennemente promesso – condurrà Militello fuori dalle secche dell’anonimato in cui è vissuta in questi ultimi anni.
NINO VICARIO
(Collaboratore di Gazzetta del Sud)

Militello ad un bivio


E mentre per Militello il 10 giugno 2018 si chiude un’epoca, per i Militellesi s’impone il dovere di consegnarla alla Storia con le parole del Poeta: “Fatti non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Ad un bivio cruciale, dunque, amici Militellesi vi ha posto la Storia, i cui percorsi sono lasciati alla vostra libera scelta che non “perdona” né sentimentalismi né riconoscenza bensì scelte decise permeate di speranza e di amore per la vostra Militello.
Due i percorsi, dicevamo, che la Storia vi ha posto davanti, ambedue declinati al “bene di Militello”: MILITELLO MIGLIORE // MILITELLO DI TUTTI. Ora tocca a voi amici Militellesi la libera scelta e “confidatela” nel segreto dell’urna al vostro Destino. E mentre due seri professionisti sono in corsa per accaparrarsi il podio di regia a Palazzo di Città, fuori venti attori sono in cerca d’autore. Per tutti il titolo del film che si rifà al neorealismo cinematografico, ve lo suggeriamo noi: MILITELLO 2023. La trana è unica per ambedue gli schieramenti “…solo il bene per Militello!” che per libera scelta ne condividono il progetto del proprio regista: Teresa Travaglia Cicirello o Salvatore Riotta, ambedue i professionisti non hanno bisogno di presentazioni particolari, li conoscete già.
E se la colonna sonora che ne puntualizza e ne scandisce i vari fotogrammi politico-amministrativi dei nuovi inquilini del Municipio sarà simile ad un “crescendo rossiniano” non farà certamente torto alla musica verdiana dal sapore fortemente patriottico (non sovranista), che narra al forestiero che la città di San Biagio vuole aprirsi al futuro, di promuovere le proprie eccellenze, di dire agli altri della sua esistenza, della sua cultura, della sua vicinanza col mare e la montagna, dei suoi prodotti tipici e di nicchia quale il “vero” suino nero e la sua gastronomia. Ecco, allora le “comparse” che fanno da coreografia al film che sono in abbondanza come gli operatori economici, i “maestri” della gastronomia, gli artigiani, i “maestri” caseari, la tradizionale accoglienza, la cultura religiosa e profana, l’aria salubre e, in particolari momenti stagionali, il libero volo sopra la valle del Rosmarino dello splendido grifone.
Una la raccomandazione che la città pone – assai importante per l’immagine di Militello – ai Signori inquilini di Palazzo di Via Santa Maria, di non sottovalutare l’importanza e il ruolo della Stampa nelle sue espressioni; l’opera preziosa dell’associazionismo che va dal Gruppo folk Valdemone alla Scocca (sodalizi dichiarati dal Consiglio comunale “Patrimonio culturale militellese”), autentici Ambasciatori dell’identità militellese; il gruppo teatrale espresso dall’Anspi, l’Associazione Ippica e il Volontariato, fattive presenze, queste, che possono sicuramente – con la loro azione sociale – dare lustro e visibilità ad una città come Militello che guarda fiduciosa al terzo millennio.
NINO VICARIO
(collaboratore di Gazzetta del Sud)

Incontro con Donatella Cangemi candidata alle Amministrative con la lista “Militello migliore – Teresa Travaglia – sindaco”


Allora, signora Donatella, ci parli delle motivazioni che l’hanno spinta a scegliere di candidarsi al Consiglio Comunale con la lista “Militello migliore” a sostegno di Teresa Travaglia Cicirello.
Per libera scelta – ci confessa la vulcanica Signora – ho proposto la mia candidatura al Consiglio comunale e con altrettanta libera scelta mi sono unita alla lista “Militello migliore” capeggiata da Teresa Travaglia Cicirello che esprime una squadra di “primissimo piano, dei veri innamorati di Militello” il mio paese. Cittadina dove vivo, dove sto crescendo e voglio continuare a far crescere i miei figli. Oggi che sento di avere la forza e le energie per battermi per questo Paese non mi tiro indietro anzi passo al contrattacco affinché Militello possa avere il posto che merita nel panorama economico e culturale italiano e siciliano in particolare, cose per le quali ho dovuto combattere strenuamente da libera cittadina, mi riferisco in primo luogo alla scuola e ai relativi servizi legati al buon andamento scolastico, alla salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse, all’arredo urbano.

Quando è germogliata in Lei la simpatia politica per la docente universitaria?
Questa mia simpatia di appoggiare la dottoressa Travaglia nasce cinque anni fa, quando per la prima volta Teresa si è affacciata alla politica di Militello e l’ha fatto con profondità e con gentilezza. Da allora – come detto – per lei nutro incondizionata stima, sentimento che il tempo non ha minimamente scalfito. Lei, non è mai cambiata e non poteva cambiare perché Teresa è la stessa identica persona libera e sincera di cinque anni fa, anzi quest’anno ha dimostrato di avere anche un grande coraggio, perché ha trovato la forza e la determinazione di mantenere ferma la sua idea di pacifica unione tra cittadini, sopportando tutti gli attacchi e le cattiverie che le sono state attribuite a buon mercato dagli avversari politici atte a dileggiare quanti si riconoscono nella lista “Militello migliore” aggregazione civica che mira al superamento delle divisioni politiche e la mia presenza in questa squadra ne è l’esempio concreto. Ribadisco che la dottoressa Travaglia è persona che, per sua natura, nonostante la sua gentilezza e il suo profondo rispetto nei confronti delle persone, non si fa condizionare da niente e da nessuno. Per tutte queste ragioni – accalorandosi, soggiunge la signora Cangemi – ritengo che Teresa Travaglia sia la persona giusta per sedere sullo scranno più alto del Municipio e amministrare con sagacia e responsabilità il nostro paese, giacché il suo unico obiettivo è il miglioramento sociale ed economico di Militello comune montano che ha estremo bisogno di visibilità. Per fare tutto ciò Teresa Travaglia non ha bisogno di rivoltarsi contro qualcuno, bastano sentimenti come amore, volontà, impegno, sensibilità, attenzione ai bisogni dei giovani, dei senza lavoro, degli anziani, degli ammalati, della scuola fonte importante di vita e di libertà il tutto – è il pensiero della signora Donatella – in armonia sinergica con la squadra che la sostiene e ne sposa incondizionatamente il progetto che trova la sua piena attuazione entro il simbolo: Militello migliore.

Quindi secondo Lei per essere buoni amministratori occorre anzitutto avere rispetto delle idee altrui e prendere possibilmente il “meglio” di tali idee?
È così, la politica altri non è se non servizio per gli altri. La politica non può essere fatta con beceri attacchi personali, mettendo in dubbio la professionalità e l’onorabilità di chi ha trascorso una vita a lavorare bene e con grande dignità, raggiungendo obiettivi importanti solo grazie alle proprie capacità e non ultimi ai sacrifici dei propri genitori. La politica non si fa colpendo chi per questo nostro paese ha sempre “dato” in silenzio e con il sorriso e senza chiedere nulla in cambio. Ritengo inoltre – da qui l‘accorato appello della Cangemi – che la politica, in quanto arte nobile, non si esercita colpendo chi non è nemmeno candidato, ma che ha scelto di fare un passo indietro e dare così fiducia ad una nuova generazione che possa pilotare Militello nel terzo millennio.

Signora Cangemi a conclusione di questa lunga chiacchierata lo facciamo un appello alle parti in corsa verso la Casa di Via Santamaria?
Amici, perché di amici si tratta – è l’esortazione accorata ai competitor tutti – perché non parlare solo di cose concrete che fanno tanto bene alla nostra Militello, dove ciascuno di noi ha scelto di trascorrere la propria vita? Le “chiacchiere” sono “chiacchiere” di esse non rimarrà traccia, ma rimangono i dissapori. Per parte mia inizio a battermi da subito per ciò in cui credo, perché il disagio l’ho vissuto e lo vivo sulla mia pelle di mamma di due figli che stanno crescendo a Militello: il mio vuole essere – prosegue Donatella nel suo accorato appello – un impegno finalizzato a migliorare le condizioni di vita sociale della mia cittadina, partendo dai bisogni primari della scuola e i suoi servizi come (pullmino, mensa, aree verdi, palestra). Non si possono promettere miracoli, ma impegno sì. Lo dobbiamo convintamente promettere in primo luogo ai nostri figli altrimenti domani non potremmo guardarli in faccia senza vergognarcene per non aver fatto nulla per loro. Io lo prometto solennemente – conclude senza esitazioni Donatella – a quanti mi vorranno dare fiducia con il loro voto e il loro consenso elettorale con la lista “Militello migliore – Teresa Travaglia Cicirello – sindaco”
NINO VICARIO

Un’azione volta a far conquistare a Militello il posto che merita nel circuito culturale ed economico siciliano



E’ stata la piazzetta centrale di contrada San Piero a Militello ad accogliere la sera di venerdì scorso Teresa Travaglia Cicirello che, con il simbolo “Militello migliore” corre alla conquista di palazzo di città, e la squadra che la sostiene.
Teresa, docente universitaria, non ha bisogno di particolari presentazioni, la conoscono tutti, è una “figlia” di Militello, un cavallo di ritorno nell’agone politico militellese dopo la prima apparizione nel 2013 e, a detta dei componenti la sua squadra, mai dimenticata e sempre presente nel cuore degli amici. Teresa Travaglia Cicirello, dopo aver rintuzzato con forza alcune “dicerie dell’untore” entra subito nel vivo della sua azione politica e ne sciorina – uno dopo l’altro – i vari percorsi tra questi ha fatto emergere quello dedicato all’intercettazione di finanziamenti europei e regionali. Finanziamenti, ha detto, che consentirebbero di dare ampio respiro alle asfittiche casse economiche comunali che, a sua, volta si tradurrebbero in lavoro e prosperità per l’intero paese, un’aspirazione questa depositata nei cassetti delle speranze dei giovani militellesi. La docente universitaria, infatti, a quanti gremivano la piazzetta sanpietrina, che contraccambiava con calorosi applausi, non prometteva miracoli o imprese miracolistici, bensì assicurava il suo impegno incondizionato mirato a trasformare il loro Comune in una “Militello migliore”.
Poi è stata la volta dei vari candidati che, ad uno ad uno e con linguaggio semplicissimo, hanno spiegato alla piazza le motivazioni che li hanno spinti a condividerne il progetto di Teresa Travaglia Cicirello mirato all’esclusivo sviluppo socioeconomico di Militello e che – unitamente al loro impegno mai inquinato da mire personali – possano contribuire a portare a compimento il “progetto” disegnato dalla loro leader, affinché il paese possa avere, finalmente, il posto che merita nel circuito culturale ed economico siciliano ed oltre.
NINO VICARIO

Una scossa d’orgoglio per risolvere le annose sofferenze di Militello


LA SQUADRA DI RIOTTA


E’ stata una gremitissima Piazza Badia ad accogliere Salvatore Riotta, uno dei due candidati (l’altro è Teresa Travaglia Cicirello) che si confrontano per la conquista della poltrona più alta di Palazzo di Via Santamaria a Militello Rosmarino che, con puntigliosa cronologia, ha presentato la squadra che lo sosterrà nella competizione politico-amministrativa del prossimo 10 giugno.
Infatti, in rigoroso ordine alfabetico, invitati dal candidato sindaco, i dieci candidati hanno esposto alla cittadinanza in ascolto, le ragioni che li hanno spinti a condividere il “progetto politico” di Salvatore Riotta, su tutte emergeva con forza la voglia di contribuire a dare una “scossa d’orgoglio” al loro paese, il desiderio di “risolvere le annali sofferenze di Militello” ad esempio la carenza idrica che affligge l’intera cittadinanza e il bisogno di servizi amministrativi e pubblici di cui se ne avverte una grave carenza. Questi i loro nomi: Artino Innaria Benedetto, Blogna Lucia Antonella, Fazio Benedetta, Lo Paro Sandra, Lupica Luigi, Mileti Antonino, Miraglia Fagiano Giuseppina, Musarra Angela, Napoli Alfredo, Tomasi Antonino.
A chiudere l’incontro con la cittadinanza è stato il candidato sindaco che, in estrema sintesi rinviando i particolari nei prossimi incontri, ha illustrato il programma – pienamente condiviso dalla squadra che lo sostiene – posto a base della sua futura azione politica. Un’azione tesa a dare voce al territorio melitellese fin qui fin troppo dimenticato dal circuito economico. Un’azione, quindi, che con forza, si rivolge ai giovani non interessati alla fuga dalle proprie radici, a quanti cioè – consapevoli delle ricchezze naturali e paesaggistiche di Militello incastonata alle pendici dei Nebrodi e a pochi chilometri dal mare e dai commerci marittimi – si convincono a fare “squadra” e interagire col pubblico per appropriarsi dell’identità economica e sociale del loro paese e liberarlo dall’ isolamento in cui è relegato.
NINO VICARIO

Sant’Agata, applaudito concerto dei maestri Marcello Artino Innaria e Marco Piscitello al Castel Gallego


SANT’AGATA MILITELLO. Domenica scorsa, i maestri Marcello Artino Innaria (pianoforte) e Marco Piscitello (clarinetto), con un interessante programma di musiche da camera, colonne sonore da film e jazzistiche hanno dato vita ad un interessante pomeriggio culturale che ha “calamitato” l’attenzione del numeroso pubblico. Ad accogliere i due artisti è stato il Salone dei principi del Castel Gallego, ambiziosa “vetrina” per spettacoli di questo livello. La kermesse, presentata con professionalità dallo storico Gaetano Ciuppa e patrocinata dalla locale Pro Loco presieduta da Pippo Natoli, ha offerto il seguente cartellone: “Clarinettissimo” di John Glenesk Mortimer; “Guisganderie”, Faustin e Maurice Jeanjean; “Ave Maria”, Franz Schubert; “Clarinettomania”, Michele Mangani; “Nessun dorma”, Giacomo Puccini; “Manola”, Nunzio Ortolano; “La vita è bella”, Nicola Piovani; “Csardas”, Vittorio Monti; “Love Theme” (from Cinema Paradiso); Andrea Morricone, “Blues” da (Un americano a Parigi), George Gershwin; “Tico Tico no fubá”, Zequinha de Abreu. La standing ovation del pubblico ai due artisti e il bis della “Csardas” di Vittorio Monti, concludono l’interessante pomeriggio.
Nino Vicario