Presentazione libro Alcara. Presentata l’interessante silloge di poeti alcaresi: ‘Na vota era accussì


E’ stata l’aula consiliare ad accogliere lo stuolo di poeti alcaresi che avevano contribuito con i loro interessanti componimenti a far sì che l’Editrice B.O.S. mandasse alle stampe, con la prefazione di Nino Vicario collaboratore di Gazzetta del Sud, la silloge ‘Na vota era accussì. Presenti il sindaco Ettore Dottore e numerosi cittadini, il gruppo folk “Voci di Sicilia” dei fratelli Marino con una travolgente tarantella, ha aperto la kermesse letteraria presentata, con acute puntualizzazioni, da Flavia Marino; mentre la consulente letteraria Piera Abate ha sviluppato un eccellente excursus sulla vasta produzione libraria della Casa Editrice diretta da Nino Marino.
“E’ stato mio padre oltre 70 anni fa, contadino che valicava a piedi Portella della Gazzana per raggiungere Sant’Agata Militello dove prestava la sua opera che, trovandosi a transitare per Alcara, mi raccontava di una grande fontana con 24 “schicci” (cannelli) di acqua freschissima. Oggi a farmi rivivere quelle emozioni – dice il relatore Nino Vicario – ci ha pensato l’Editrice Bos non solo affidandomi l’oneroso incarico di scriverne la Prefazione ma addirittura di presentare questa interessante silloge”.
Il libro, inserito nella collana letteraria “Le nostre Tradizioni”, si presenta in splendida veste tipografica, 135 pagine che sprizzano “Alcaresità” da tutti i pori di eccellenti Vati che cantano e dicono dell’Antico Lavatoio e dell’importante funzione sociale svolta dal 1946, anno della sua realizzazione, fino ai tempi nostri, a mezzo della parlata vernacolare, idioma stratificato nei modi di dire e nel costume degli alcaresi custodito gelosamente all’ombra delle Rocche del Crasto millenario “totem” che caratterizza Alcara li Fusi.
Undici sono i Poeti i cui “versi liberi” pur se in libertà e che non seguono alcuna logica poetica lineare, si sviluppano e si caratterizzano a rima baciata o alternata tipica della poesia popolare. Sono versi che inalano amore per la Città di San Nicolò Politi; sono canti le cui parole “graffiano” le corde del sentimento alcarese che osano invitare le nuove generazioni alcaresi a custodire la memoria di un “passato” che vive tuttora in quel Lavatoio posto all’ombra del Castel Turio, con ben 24 cannelli dal quale nulla prescinde, della vita passata e di quella presente, della bellezza artistica della fontana Abate, degli amori visti fiorire attorno ad essa, dei sogni infranti, dei desideri sperati o mai appagati eppure sempre presenti nei versi di questi nostri poeti racchiusi in questa interessante raccolta curata dall’Editrice B.O.S. che dicono che ‘NA VOTA ERA ACCUSSI’. Non solo “era accussì” in quelle abitudini quotidiane degli Alcaresi, in esse c’è la vita espressa nel nostalgico comporsi dei versi. C’è il ricordo del passato. C’è espresso tutto il carattere dell’anima popolare della città di San Nicolò Politi.
NINO VICARIO

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