Militello, eletto il presidente del Consiglio


Ieri sera il Consiglio comunale ha eletto il suo presidente. E’ Nino Mileti, in suo favore ha votato ad unanimità la maggioranza uscita dalle consultazioni del 10 maggio scorso con la lista “Militello di tutti”; alla vicepresidenza, con i voti della maggioranza, è stata chiamata Sandra Lo Paro, 27 anni; mentre la minoranza. Per ambedue le cariche, ha votato compatta Teresa Travaglia Cicirello. Presieduta da Nino Tomasi in qualità di consigliere anziano assistito dal segretario comunale dott. Spallino, la seduta ha registrato il giuramento di tutti i consiglieri e a seguire, l’assemblea ha votato favorevolmente i 7 punti previsti all’ordine del giorno. Infine ha prestato giuramento il neo sindaco Salvatore Riotta.
Prendendo la parola il primo cittadino oltre a salutare i presenti alla cerimonia, ha detto: “Anzitutto mi corre l’obbligo di congratularmi col presidente e il vicepresidente del Consiglio per l’importante ruolo assunto cui auguro buon lavoro. Quanto da noi Amministrazione, tanto dall’intero consesso comunale, il nostro elettorato e Militello tutta, da domani attendono delle risposte. Ho detto da noi – prosegue Riotta – giacché in questa domanda di aiuto che ci viene posta dal basso siamo coinvolti tutti, minoranza consiliare compresa, con la quale – è l’augurio che faccio a me stesso – possiamo intraprendere un comune cammino di fattiva collaborazione, pur dalla diversità di posizioni e visioni politiche, in favore di Militello, i cui bisogni sociali ed economici, a partire dalle fasce più deboli come anziani, malati e giovani senza lavoro, l’imprenditoria, l’acqua, le scuole, problemi che sono sotto gli occhi di tutti”.
Hanno concluso i lavori i saluti del presidente del Consiglio Nino Mileti che dopo i ringraziamenti al civico consesso per l’importante ruolo affidatogli, ha affermato: “Sarò imparziale nei tempi degli interventi consiliari, rigoroso e attento a tutte le dinamiche che il ruolo mi impone, sarò il presidente di tutti”. Per Teresa Travaglia nell’assumere il ruolo di capogruppo di minoranza afferma che sarà svolto “con lo spirito combattivo e appassionato che mi ha guidata quando ho assunto la candidatura a sindaco in campagna elettorale. Ho un gruppo compatto e con tutte le competenze possibili che avrebbe accompagnato me all’amministrazione e che ora mi sosterrà dall’esterno durante gli anni di opposizione, ruolo che non ci meritavamo, né ci aspettavamo e comunque assumiamo con grande dignità. La nostra, conclude Travaglia, sarà un’opposizione costruttiva e rigorosa, all’insegna della trasparenza e della legalità”.
NINO VICARIO

Annunci

Presentazione libro Alcara. Presentata l’interessante silloge di poeti alcaresi: ‘Na vota era accussì


E’ stata l’aula consiliare ad accogliere lo stuolo di poeti alcaresi che avevano contribuito con i loro interessanti componimenti a far sì che l’Editrice B.O.S. mandasse alle stampe, con la prefazione di Nino Vicario collaboratore di Gazzetta del Sud, la silloge ‘Na vota era accussì. Presenti il sindaco Ettore Dottore e numerosi cittadini, il gruppo folk “Voci di Sicilia” dei fratelli Marino con una travolgente tarantella, ha aperto la kermesse letteraria presentata, con acute puntualizzazioni, da Flavia Marino; mentre la consulente letteraria Piera Abate ha sviluppato un eccellente excursus sulla vasta produzione libraria della Casa Editrice diretta da Nino Marino.
“E’ stato mio padre oltre 70 anni fa, contadino che valicava a piedi Portella della Gazzana per raggiungere Sant’Agata Militello dove prestava la sua opera che, trovandosi a transitare per Alcara, mi raccontava di una grande fontana con 24 “schicci” (cannelli) di acqua freschissima. Oggi a farmi rivivere quelle emozioni – dice il relatore Nino Vicario – ci ha pensato l’Editrice Bos non solo affidandomi l’oneroso incarico di scriverne la Prefazione ma addirittura di presentare questa interessante silloge”.
Il libro, inserito nella collana letteraria “Le nostre Tradizioni”, si presenta in splendida veste tipografica, 135 pagine che sprizzano “Alcaresità” da tutti i pori di eccellenti Vati che cantano e dicono dell’Antico Lavatoio e dell’importante funzione sociale svolta dal 1946, anno della sua realizzazione, fino ai tempi nostri, a mezzo della parlata vernacolare, idioma stratificato nei modi di dire e nel costume degli alcaresi custodito gelosamente all’ombra delle Rocche del Crasto millenario “totem” che caratterizza Alcara li Fusi.
Undici sono i Poeti i cui “versi liberi” pur se in libertà e che non seguono alcuna logica poetica lineare, si sviluppano e si caratterizzano a rima baciata o alternata tipica della poesia popolare. Sono versi che inalano amore per la Città di San Nicolò Politi; sono canti le cui parole “graffiano” le corde del sentimento alcarese che osano invitare le nuove generazioni alcaresi a custodire la memoria di un “passato” che vive tuttora in quel Lavatoio posto all’ombra del Castel Turio, con ben 24 cannelli dal quale nulla prescinde, della vita passata e di quella presente, della bellezza artistica della fontana Abate, degli amori visti fiorire attorno ad essa, dei sogni infranti, dei desideri sperati o mai appagati eppure sempre presenti nei versi di questi nostri poeti racchiusi in questa interessante raccolta curata dall’Editrice B.O.S. che dicono che ‘NA VOTA ERA ACCUSSI’. Non solo “era accussì” in quelle abitudini quotidiane degli Alcaresi, in esse c’è la vita espressa nel nostalgico comporsi dei versi. C’è il ricordo del passato. C’è espresso tutto il carattere dell’anima popolare della città di San Nicolò Politi.
NINO VICARIO

MILITELLO ROSMARINO, La nuova giunta


E’ il biologo Nino Tomasi, 57 anni, il terzo assessore mancante all’esecutivo Riotta che si aggiunge ai due già designati Alfredo Napoli, agronomo, 44 anni e Giuseppina Miraglia, operatrice Caf, 45. Tutti e tre i neo assessori vantano esperienze consiliari nelle passate legislature. Quindi, nonostante la nuova Giunta sia ancora mancate di deleghe assessoriali ma che il sindaco ha assicurato che le assegnerà a breve di certo c’è, la delega della vice sindacatura a Nino Tomasi. Dunque, al via l’esecutivo Riotta? “Sì, è proprio così, a poco più di una settimana dalla proclamazione – ci dice soddisfatto il neo sindaco – con la formazione della giunta un passo importante del nuovo corso politico-amministrativo, oggi ha avuto un esito felicissimo. La scelta dei nomi che formano la mia squadra – è il suo ragionamento – si è basata principalmente sulla certezza della loro indiscussa moralità e sulla chiara e convinta condivisione del mio progetto per Militello. Un disegno che, unito alla comune volontà di lavorare in sinergia col Consiglio comunale, prevede tra l’altro, di orientare tutti i nostri sforzi affinché il paese realizzi la visibilità che merita nel panorama dell’offerta turistico-culturale e gastronomico finora negata per ignavia – conclude il primo cittadino – di quanti ci hanno preceduti a Palazzo di città ad una Militello a pochi passi dal mare e ad un tiro di schioppo dalla montagna”.
Intanto il 28 giugno alle ore 20,00 si terrà la seduta di insediamento del Consiglio comunale neo eletto presieduta dal consigliere più votato Antonino Tomasi che ha totalizzato 141 preferenze. L’assemblea vede sette consiglieri a sostegno del sindaco Riotta (Lucia Blogna, Sandra Lo Paro, Antonino Mileti, Giuseppina Miraglia, Angela Musarra, Alfredo Napoli e Antonino Tomasi); tre per la minoranza consiliare (Donatella Cangemi, Vincenzo Di Stefano e Teresa Travaglia Cicirello candidato sindaco). In quell’occasione oltre ai neo consiglieri presterà giuramento anche il sindaco Riotta, quindi si procederà ad eventuali surroghe.
NINO VICARIO

Salvatore Riotta da ieri ufficialmente sindaco di Militello Rosmarino


Una sala gremitissima di estimatori, di autorità civili, militari e religiose, ieri a mezzogiorno, ha presenziato alla cerimonia di proclamazione a sindaco della cittadina montana del prof. Salvatore Riotta Dopo la lettura delle formule di rito da parte dei presidenti della 1. e 2. sezione elettorale Simon e Sepe, il neo primo cittadino ha rivolto un sentito ringraziamento ai presenti per la gradita partecipazione, mentre un sentimento di sincera gratitudine l’ha rivolto a Militello tutta e a quanti l’hanno sostenuto e creduto nel suo progetto politico che va declinato “per il bene supremo di Militello”. Dopo aver chiamato vicino a sé i neo consiglieri, Riotta continua il suo breve saluto, con l’affermare convintamente che è suo desiderio di trasformare Militello in una “nuova Taormina” ma, sogni a parte, “per dare corpo e sostanza anche ai sogni, soggiunge, c’è bisogno della collaborazione di tutti. Da soli non si va da nessuna parte. Gli impegni che ci attendono sono tanti e assai gravosi ma, conclude, solo uniti in comunione di intenti, ce la faremo e proprio per questo rivolgo un sincero invito alla dott. Travaglia (mia leale competitor) e alla sua squadra che in Consiglio siederanno all’opposizione, di lavorare – nel rispetto dei ruoli – per il bene del Paese”.
Quindi ha preso la parola don Calogero Oriti parroco della comunità militellese, per un breve saluto d’occasione al neo sindaco e alla sua squadra, concludendolo con un sincero augurio di buon lavoro.
NINO VICARIO

Militello ha scelto: è Salvatore Riotta il nuovo sindaco


di Nino Vicario


Militello ha scelto. A raccogliere l’eredità di Calogero Lo Re è stato designato sindaco l’agronomo Salvatore Riotta con 486 preferenze, contro l’altro competitor Teresa Travaglia Cicirello che si è fermata a quota 419 (differenza 65 voti) dopo una combattutissima campagna elettorale che ha mobilitato l’intera comunità militellese. Da domani, spente le luci della ribalta e calato il siparietto delle schermaglie paesane, la musica cambia e si fa sinfonia rossiniana segno tangibile di quel cambiamento politico-amministrativo rispetto al passato chiesto a gran voce dai cittadini. Tante, quindi, le criticità quotidiane che i nuovi inquilini di Palazzo di Città e in primis dal neo Sindaco sono chiamati ad affrontare. Per loro quindi è giunta l’ora fatidica della classica “prova del nove”. Militello “spera nel nuovo” che le indichi la strada per acquisire quella “visibilità” sociale finora negata dal suo isolamento a cominciare dai quotidiani bisogni che per risolverli occorre aggredirli alla radice.
Sì, la complessità dei problemi va aggredita proprio alla radice, e per una Militello che si affaccia alle propaggini del terzo millennio che vuole “contare” entro il panorama economico, che cerca “visibilità” nell’offerta turistico-culturale, uno solo è l’imperativo: deve scrollarsi di dosso la “muffa” della fatalità, liberarsi definitivamente dall’idea che a fare qualcosa per i suoi giovani, per il suo mondo produttivo, per i suoi anziani, per quanti hanno perso il lavoro, sia solo e soltanto il pubblico a provvedere per loro. No, amici Militellesi, occorre trovare presto una sintesi su ciò che vuole essere la Militello del futuro: un’isola a sé, oppure luogo di propulsione economica in tutte le sue declinazioni? Se la risposta è quest’ultima, allora tocca fare “squadra” tra pubblico e privato, non vi sono altre vie.
Da domani, dunque, le sane e legittime aspirazioni dei Militellesi che si identificano nell’hastag “Militello di Tutti” – ma proprio di Tutti (nessuno escluso) – possono trovare (è il nostro punto di vista), la necessaria sintesi nella persona del neo sindaco Salvatore Riotta che sicuramente – come solennemente promesso – condurrà Militello fuori dalle secche dell’anonimato in cui è vissuta in questi ultimi anni.
NINO VICARIO
(Collaboratore di Gazzetta del Sud)

Militello ad un bivio


E mentre per Militello il 10 giugno 2018 si chiude un’epoca, per i Militellesi s’impone il dovere di consegnarla alla Storia con le parole del Poeta: “Fatti non fummo a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”. Ad un bivio cruciale, dunque, amici Militellesi vi ha posto la Storia, i cui percorsi sono lasciati alla vostra libera scelta che non “perdona” né sentimentalismi né riconoscenza bensì scelte decise permeate di speranza e di amore per la vostra Militello.
Due i percorsi, dicevamo, che la Storia vi ha posto davanti, ambedue declinati al “bene di Militello”: MILITELLO MIGLIORE // MILITELLO DI TUTTI. Ora tocca a voi amici Militellesi la libera scelta e “confidatela” nel segreto dell’urna al vostro Destino. E mentre due seri professionisti sono in corsa per accaparrarsi il podio di regia a Palazzo di Città, fuori venti attori sono in cerca d’autore. Per tutti il titolo del film che si rifà al neorealismo cinematografico, ve lo suggeriamo noi: MILITELLO 2023. La trana è unica per ambedue gli schieramenti “…solo il bene per Militello!” che per libera scelta ne condividono il progetto del proprio regista: Teresa Travaglia Cicirello o Salvatore Riotta, ambedue i professionisti non hanno bisogno di presentazioni particolari, li conoscete già.
E se la colonna sonora che ne puntualizza e ne scandisce i vari fotogrammi politico-amministrativi dei nuovi inquilini del Municipio sarà simile ad un “crescendo rossiniano” non farà certamente torto alla musica verdiana dal sapore fortemente patriottico (non sovranista), che narra al forestiero che la città di San Biagio vuole aprirsi al futuro, di promuovere le proprie eccellenze, di dire agli altri della sua esistenza, della sua cultura, della sua vicinanza col mare e la montagna, dei suoi prodotti tipici e di nicchia quale il “vero” suino nero e la sua gastronomia. Ecco, allora le “comparse” che fanno da coreografia al film che sono in abbondanza come gli operatori economici, i “maestri” della gastronomia, gli artigiani, i “maestri” caseari, la tradizionale accoglienza, la cultura religiosa e profana, l’aria salubre e, in particolari momenti stagionali, il libero volo sopra la valle del Rosmarino dello splendido grifone.
Una la raccomandazione che la città pone – assai importante per l’immagine di Militello – ai Signori inquilini di Palazzo di Via Santa Maria, di non sottovalutare l’importanza e il ruolo della Stampa nelle sue espressioni; l’opera preziosa dell’associazionismo che va dal Gruppo folk Valdemone alla Scocca (sodalizi dichiarati dal Consiglio comunale “Patrimonio culturale militellese”), autentici Ambasciatori dell’identità militellese; il gruppo teatrale espresso dall’Anspi, l’Associazione Ippica e il Volontariato, fattive presenze, queste, che possono sicuramente – con la loro azione sociale – dare lustro e visibilità ad una città come Militello che guarda fiduciosa al terzo millennio.
NINO VICARIO
(collaboratore di Gazzetta del Sud)

Incontro con Donatella Cangemi candidata alle Amministrative con la lista “Militello migliore – Teresa Travaglia – sindaco”


Allora, signora Donatella, ci parli delle motivazioni che l’hanno spinta a scegliere di candidarsi al Consiglio Comunale con la lista “Militello migliore” a sostegno di Teresa Travaglia Cicirello.
Per libera scelta – ci confessa la vulcanica Signora – ho proposto la mia candidatura al Consiglio comunale e con altrettanta libera scelta mi sono unita alla lista “Militello migliore” capeggiata da Teresa Travaglia Cicirello che esprime una squadra di “primissimo piano, dei veri innamorati di Militello” il mio paese. Cittadina dove vivo, dove sto crescendo e voglio continuare a far crescere i miei figli. Oggi che sento di avere la forza e le energie per battermi per questo Paese non mi tiro indietro anzi passo al contrattacco affinché Militello possa avere il posto che merita nel panorama economico e culturale italiano e siciliano in particolare, cose per le quali ho dovuto combattere strenuamente da libera cittadina, mi riferisco in primo luogo alla scuola e ai relativi servizi legati al buon andamento scolastico, alla salvaguardia dell’ambiente e delle sue risorse, all’arredo urbano.

Quando è germogliata in Lei la simpatia politica per la docente universitaria?
Questa mia simpatia di appoggiare la dottoressa Travaglia nasce cinque anni fa, quando per la prima volta Teresa si è affacciata alla politica di Militello e l’ha fatto con profondità e con gentilezza. Da allora – come detto – per lei nutro incondizionata stima, sentimento che il tempo non ha minimamente scalfito. Lei, non è mai cambiata e non poteva cambiare perché Teresa è la stessa identica persona libera e sincera di cinque anni fa, anzi quest’anno ha dimostrato di avere anche un grande coraggio, perché ha trovato la forza e la determinazione di mantenere ferma la sua idea di pacifica unione tra cittadini, sopportando tutti gli attacchi e le cattiverie che le sono state attribuite a buon mercato dagli avversari politici atte a dileggiare quanti si riconoscono nella lista “Militello migliore” aggregazione civica che mira al superamento delle divisioni politiche e la mia presenza in questa squadra ne è l’esempio concreto. Ribadisco che la dottoressa Travaglia è persona che, per sua natura, nonostante la sua gentilezza e il suo profondo rispetto nei confronti delle persone, non si fa condizionare da niente e da nessuno. Per tutte queste ragioni – accalorandosi, soggiunge la signora Cangemi – ritengo che Teresa Travaglia sia la persona giusta per sedere sullo scranno più alto del Municipio e amministrare con sagacia e responsabilità il nostro paese, giacché il suo unico obiettivo è il miglioramento sociale ed economico di Militello comune montano che ha estremo bisogno di visibilità. Per fare tutto ciò Teresa Travaglia non ha bisogno di rivoltarsi contro qualcuno, bastano sentimenti come amore, volontà, impegno, sensibilità, attenzione ai bisogni dei giovani, dei senza lavoro, degli anziani, degli ammalati, della scuola fonte importante di vita e di libertà il tutto – è il pensiero della signora Donatella – in armonia sinergica con la squadra che la sostiene e ne sposa incondizionatamente il progetto che trova la sua piena attuazione entro il simbolo: Militello migliore.

Quindi secondo Lei per essere buoni amministratori occorre anzitutto avere rispetto delle idee altrui e prendere possibilmente il “meglio” di tali idee?
È così, la politica altri non è se non servizio per gli altri. La politica non può essere fatta con beceri attacchi personali, mettendo in dubbio la professionalità e l’onorabilità di chi ha trascorso una vita a lavorare bene e con grande dignità, raggiungendo obiettivi importanti solo grazie alle proprie capacità e non ultimi ai sacrifici dei propri genitori. La politica non si fa colpendo chi per questo nostro paese ha sempre “dato” in silenzio e con il sorriso e senza chiedere nulla in cambio. Ritengo inoltre – da qui l‘accorato appello della Cangemi – che la politica, in quanto arte nobile, non si esercita colpendo chi non è nemmeno candidato, ma che ha scelto di fare un passo indietro e dare così fiducia ad una nuova generazione che possa pilotare Militello nel terzo millennio.

Signora Cangemi a conclusione di questa lunga chiacchierata lo facciamo un appello alle parti in corsa verso la Casa di Via Santamaria?
Amici, perché di amici si tratta – è l’esortazione accorata ai competitor tutti – perché non parlare solo di cose concrete che fanno tanto bene alla nostra Militello, dove ciascuno di noi ha scelto di trascorrere la propria vita? Le “chiacchiere” sono “chiacchiere” di esse non rimarrà traccia, ma rimangono i dissapori. Per parte mia inizio a battermi da subito per ciò in cui credo, perché il disagio l’ho vissuto e lo vivo sulla mia pelle di mamma di due figli che stanno crescendo a Militello: il mio vuole essere – prosegue Donatella nel suo accorato appello – un impegno finalizzato a migliorare le condizioni di vita sociale della mia cittadina, partendo dai bisogni primari della scuola e i suoi servizi come (pullmino, mensa, aree verdi, palestra). Non si possono promettere miracoli, ma impegno sì. Lo dobbiamo convintamente promettere in primo luogo ai nostri figli altrimenti domani non potremmo guardarli in faccia senza vergognarcene per non aver fatto nulla per loro. Io lo prometto solennemente – conclude senza esitazioni Donatella – a quanti mi vorranno dare fiducia con il loro voto e il loro consenso elettorale con la lista “Militello migliore – Teresa Travaglia Cicirello – sindaco”
NINO VICARIO