Militello Rosmarino, paese in lutto per la tragica scomparsa di Biagio Pace


La piccola comunità di Militello Rosmarino è in lutto per la tragica fine di Biagio Pace, 24 anni, morto ieri sera in un incidente avvenuto a Sora, in provincia di Frosinone. Il giovane, che da qualche mese svolgeva l’attività di infermiere a Tor Vergata (Roma), è rimasto vittima di un incidente stradale che si è verificato ieri poco prima delle 20 in via Ugo Foscolo. Per cause che sono al vaglio degli agenti della polizia stradale intervenuti sul posto due vetture, una classe A grigia e una Kia Picanto rossa sulla quale si trovava l’infermiere, si sono scontrate. Inutile l’immediato trasporto in ambulanza in ospedale, per  gli altri tre feriti che hanno riportato lesioni meno gravi sono stati trasportati presso il Pronto Soccorso dell’ospedale Santissima Trinità di Sora.
Ecco il RICORDO di un amico sulla piattaforma sociale Facebook : " 
 Ciao Pacio.
Sai la vita a volte è strana e ti spiazza quando succedono queste cose soprattutto quando sono vicine a noi, ho saputo stamattina dell'accaduto e sinceramente volevo non credere a ciò che ti è successo, mi è difficile rendermi conto che una persona come te adesso sia in un posto diverso, probabilmente migliore, ma non qui con noi. Noi che scherzavo e sappiamo quanto sia importante il sorriso per te, quanto fossi solare e fiero di questa vita, tu che non lasciavi trasparire un briciolo di tristezza che mettevi allegria in tutto, nelle partite infinite su Lol, nelle serate in discoteca, nella vita e in tutto quello che facevi.
E la cosa ancora più triste è che tu non fossi a casa, eri via per studiare, per crearti un futuro, perché la tua amata Sicilia non poteva aiutarti in questo, ma la vita è questa, chiamiamolo destino o beffarda sorte sta di fatto che siamo inermi di fronte a tutto ciò. 
Ti mando un saluto da qui, e sappi che io insieme a tutte quelle persone che ti conoscono e ti vogliono bene ti riserveremo un posto nel nostro cuore perché questo è il minimo che tu possa meritare. 
Ti voglio bene. Ciao Pace"!

NINO VICARIO per la Gazzetta del Sud
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Pippo Zingales, menestrello a “spasso” per i Nebrodi



Non conosce limiti la vena artistica di Giuseppe (Pippo per gli amici) Zingales, un fine cantautore “partorito” dal ventre rosso delle Rocche del Crasto, che oggi torna quasi in sordina, a stupirci con una raccolta di dieci brani melodico-popolari inseriti in un mosaico dal significativo titolo “Dal cuore” le cui tessere esprimono “stati d’animo di vita vissuta, d’impegno socio-politico e culturale”.
Zingales, è bene sottolinearlo, con la sua musica esce definitivamente dal cliché del cantautore pensoso e impegnato come nel brano “Libertà” per tornare a pizzicare la sua chitarra sulle note malinconiche di “Tango della lontananza” oppure su quelle struggenti della “Favola del bosco”. Il menestrello nebroideo, che già a buon diritto aveva messo il suo ticket nel world music pop, oggi si riaffaccia a questo mondo con un’interessante rilettura della raccolta già edita nell’83. In essa c’è spazio anche per un omaggio al Natale del quale l’Autore propone una rivisitazione di “Diu ranni Redenturi”.
Le canzoni di Giuseppe Zingales sono piccoli tasselli di un grande puzzle che racchiude una poetica precisa, personale e riconoscibile. La sua è una musica la cui struttura affonda le proprie radici nella tradizione siciliana, ma ad essere siciliana è anche la sua interiore capacità melodica, con accenti ritmici che appoggiano il testo in maniera unica su cui arriva una voce morbida a dare calore al colore, come in “Sicilia mia”: “Sicilia bedda e adurata / tu si cchiù bedda di ‘na fata”.
Il Cantautore longese, trapiantato a Galati Mamertino per ragioni professionali, che oltre ad avere inclinazioni artistiche per il teatro, è un amante dello scrivere. Il suo, è un verso leggero ma non disimpegnato; musica sapiente che definiremmo in agro-dolce come i profumi della sua terra calettato su un “pentagramma” raffinato e umile al contempo, che ha un bel sentire come nella “cartolina” fotocopiata dai Nebrodi dedicata alla sua “Longi”, paese che gli ha dato i natali nel 1951 dove – tra un’andata e un ritorno da Palermo città dove si è laureato in medicina e chirurgia nel 1979 – Pippo bohémien per vocazione nei luoghi della sua infanzia, trova il tempo di ritrovarsi al chiaro di luna sotto un balcone per portare – com’è tuttora usanza a Longi e dintorni – ad una ragazza “ ‘A sirinata”, struggente melodia capace di “toccare” in profondità le emozioni umane. Insomma, l’album di Giuseppe Zingales altri non è, se non un caleidoscopio musicale che va da Libertà, La favola del bosco, La maledetta, Un pianoforte nella notte, Tango della lontananza per concludersi con le rimembranze giovanili di “Amici”, insomma coriandoli “Dal cuore”, che si avvalgono della preziosa collaborazione del prof. Leone Lazzara e del maestro Pippo Faranda per gli arrangiamenti.
NINO VICARIO

Militello, attende con fervore la ricorrenza liturgica del Patrono e Protettore S. Biagio


Con grande fervore, venerdì 2 febbraio alle ore 17,00, prendono l’abbrivio i festeggiamenti in onore di S. Biagio patrono del centro montano con le “Lodi” e i Vespri in Chiesa madre presieduti da don Calogero Oriti; segue alle 18,15 la tradizionale “sciara ri cannizzoli e ‘a Rama”; alle 19,15 nella “Casa di S. Biagio” benedizione del pane e a seguire lo storico “Sunettu”, tradizionale momento popolare di fraternità.
Sabato 3 febbraio, festa liturgica di S. Biagio, il grande giorno apre alle 8,30 con la Messa e la benedizione della gola. Infatti il Taumaturgo armeno viene venerato quale protettore della gola avendo salvato un bambino da sicura morte dopo aver inghiottito una lisca. Alle 12,30 – come da secoli si perpetua nel centro montano – tra il tripudio generale allietato dal suono della banda municipale “G. Verdi” di Alcara – i festeggiamenti avranno il loro culmine con la riproposizione della caratteristica corsa del Santo lungo la salita di via C. Battisti per concludersi in piazza Lodato con la “presentazione” dei bambini al Santo Patrono. Alle 19,00 in Chiesa madre, Ringraziamento e bacio delle Reliquie.
Vivere, quindi, a Militello Rosmarino i festeggiamenti in onore del patrono S. Biagio è come essere catapultati dentro una realtà sconosciuta. Infatti la cittadina nebroidea, a differenza del resto dell’anno, si trasforma e dà un’immagine di sé diversa dal vissuto quotidiano. Anche le voci si trasformano e si mescolano tra loro. Sono in molti quelli che, vivendo lontano, tornano al paese natio per rendere omaggio oppure onorare “voti” (come i Sanbrasisi) al Santo Patrono.
Da “Gazzetta del Sud” – NINO VICARIO

Militello, si arricchisce il programma dei festeggiamenti in vista della ricorrenza del Patrono San Biagio


E’ l’associazione culturale “la Scocca” a darci notizia che, in occasione della ricorrenza liturgica in onore del Patrono San Biagio del prossimo 3 febbraio 2018, ha deliberato di contribuire all’arricchimento del programma dei festeggiamenti con un concerto per Clarinetto e Pianoforte, da tenersi in Chiesa Madre, alle ore 17,00 con Marco Piscitello (clarinetto) e Marcello Artino Innaria (pianoforte), soci del sodalizio culturale militellese. Sarà il parroco don Calogero Oriti, prima della Messa vespertina a presentare ai fedeli convenuti in Chiesa i due artisti che daranno vita all’interessante kermesse musicale.
Questo il programma che si articolerà in una prima e seconda parte, a presentarlo sarà Valentina Carcione: “Clarinettissimo” di J. Glenesk Mortimer; “Ave Maria”, F. Schubert; “Guisganderie”, F. e M. Jeanjean; “Aria”, J. S. Bach; “Nessun dorma”, G. Puccini; “Tico Tico no fubà”, Z. De Abreu; “Ave Maria”, Bach – Gounoud; “Love Theme from Cinema Paradiso”, E. Morricone; “Czardas”, V. Monti.