Militello Rosmarino in festa per Maria delle Grazie


MILITELLO ROSMARINO – “Recuperata” la festa di Santa Maria delle Grazie‏

Con la processione del Sacro Cuore di Gesù, accompagnato dal simulacro della Madonna col titolo de “le Grazie”, si concluderanno le  attività pastorali promosse dal Comitato festa 2015-17 nella piccola Militello Rosmarino. Una festa importante quella di Maria della Grazia, come ha sottolineato lo stesso Arciprete, rivoluta fortemente dal Club de “I giovani per Militello” che si sono posti l’obbiettivo di rivalorizzare una festa tradizionale che ormai da anni era caduta nell’abbraccio dell’oblio. Tre i componenti Salvatore Blogna, Giuseppe Cardillo e Salvatore Raffaele, Nino Restifo, Andrea Sacconte Territò e Salvatore Blogna, che sfidando le remore iniziali degli stessi cittadini, hanno offerto a tutti un’occasione di riscoperta di “certi sapori e gusti antichi che solo la memoria conservava intatti”, come ha evidenziato il coordinatore Blogna.

Cenni Storici sulla festa e sulla Chiesetta rurale di Santa Maria delle Grazie
Durante una delle visite ad limina nella Militello, l’allora Mons. Giuseppe Pullano, ammirando questa Chiesa e il panorama circostante ebbe a dire: “qui vi farò un Santuario”. L’edificio chiesastico di Santa Maria delle Grazie sorge sul nato nord dei ruderi dell’antico castello medievale, probabilmente su una preesistente edicola votiva ottocentesca dedicata sempre a Maria delle Grazie, della quale ancora si conserva un piccolo quadretto olio su tela. Intorno agli anni ’20 del secolo scorso, grazie all’iniziativa dell’intrepida Signorina Beatrice Genco, di venerata memoria, volenterose e volenterosi operai cittadini hanno costruito questa piccola chiesetta, di recente restaurata internamente. Il simulacro della Madonna de Le grazie e del Sacro Cuore di Gesù sono opere in cartapesta leccese degli anni ’30 sempre del secolo scorso.
E’ stata sempre volontà di questo team giovanile, riscoprire il Rito “di virgineddi”, 13 giovanissime donne, inginocchiate ai piedi dell’altare, una alla volta recitavano così: “Bedda Matri ri la Razia, unni vui, vegnu pi Razia, chi alli 13 scaluna acchianastuvu addinucchiuna, mi nni rati unu a me e io vi ricu n’avi marè (o santa madre delle grazie, da voi vengo per una grazia, voi che per tredici scalini, siete salita a tentoni, datemene uno a me ed io vi recito un’ave maria)
Alla fine insieme hanno intonato il Canto dialettale “Io non mi nni vai ri cca, si sta razia non mi fà”, come era costume fare fino ai primissimi anni degli anni 90, testimoniando una ininterrotta tradizione di venerazione e devozione! Dopo la processione  , con il ritorno dei Simulacri alla Chiesetta rurale a tutti i partecipanti saranno offerti “i pani di virgineddi” benedetti e preparati da due signore del luogo!
GAETANO CICIRELLO

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