Militello Rosmarino, la festa di San Giuseppe ininterrotta dal 1607


Militello Rosmarino, il 19 Marzo tornerà la processione di San Giuseppe, il Bambino e la Madonna.

La Festa di S. Giuseppe, probabilmente, a Militello Rosmarino origina sin dalla fondazione medievale del borgo stesso, Il culto del patriarca tra l’altro era diffuso in tutta la Sicilia in pieno periodo tardo-bizantino, a ridosso della colonizzazione araba dell’isola, l’ illustre  siciliano  Giuseppe l’Innografo († 883), non a caso, compone il Canone delle lodi de alla festa del Patriarca S. Giuseppe. (PG 105, 1273-4).

Purtuttavia, nulla gli archivi attestano circa il culto di S. Giuseppe a Militello fino al 1607, anno in cui è stata realizzata l’attuale immagine lignea del Patriarca e del Bambino Gesù, ritratto quest’ultimo in piena fanciullezza.

Possiamo azzardare l’ipotesi, secondo la quale, la devozione verso S. Giuseppe sia stata portata meglio avanti nel centro nebroideo dai Monaci Domenicani da poco arrivati nel Collegio della “Piazza”, fino a spingere i nobili del luogo a commissionare ai Li Volsi di Tusa l’attuale simulacro ligneo.

Non a caso il periodo dei secoli XVI e XVII, in cui la Chiesa sembra cercare un riparo nella lotta contro l’Impero e la Riforma protestante, diventa il più fecondo per e nella devozione a S. Giuseppe, che nuovi predicatori vanno rinfocolando nei cuori dei fedeli. Ne apre la lista il valoroso domenicano Isidoro d’Isle o “Isolano”, l’appassionatissimo di S Giuseppe, che sul principio del secolo XVI scrive la sua Summa de donis S. Joseph. […]

Nella seconda metà del secolo XVIII alla Processione di S. Giuseppe venne affiancato il Simulacro della Vergine del Soccorso, e con questa aggiunta si è completato il trittico della Sacra Famiglia (Maria, Gesù e Giuseppe) che in pieno mezzogiorno, portati a spalla dai falegnami del luogo percorreva l’antico itinerario anulare. […]

 Non meno importante da notare è la collocazione che gli antichi padri hanno scelto in Chiesa Madre del Dittico ligneo di San Giuseppe e Gesù,  hanno voluto porlo nella parte sinistra del transetto, in una nicchia appositamente ricavata, e stilizzata secondo i tipici gusti di quell’epoca. Da evidenziare l’altare in marmo policromo del secolo XVII, opera coeva del simulacro, nonché la piccola tela de “La Morte del Giusto”, firmata dal Tomasi di Tortorici (XVII sec.), che impreziosisce il tutto. La tradizione orale ci tramanda che sull’altare di S. Giuseppe venivano celebrati tutti i matrimoni, il 1 Gennaio di ogni anno il piccolo simulacro veniva portato nelle case di quegli sposi che ancora non avevano ricevuto il dono della paternità. Ancora, memorie più antiche, ma non meno veritiere ci ricordano che ogni mercoledì del mese di Marzo veniva celebrata una particolare Messa all’altare di S. Giuseppe.  […]

[ Tratto da “Quattro Secoli di Storia” – a cura di G. Cicirello – V. Sanfilippo , Militello Rosmarino 19/03/2007]

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