Militello Rosmarino Il PRESEPE VIVENTE: una tradizione che continua…


15094864_10207833524898018_3706428515638991041_nAL FASCINO DELLA NOTTE SANTA AMBIENTATA NELL’INCANTRVOLE SCENARIO DI UN PICCOLO BORGO “SENZA TEMPO” SI UNISCE LA DRAMMATIZZAZIONE DI ANTICHI MESTIERI “INSAPORITI” DA DEGUSTAZIONI DI PRODOTTI DELLA TRADIZIONE GASTRONOMICA NEBROIDEA.

E’ stata la sala convegni del Museo comunale di Militello Rosmarino ad aprire alla presentazione della 4. edizione del Presepe vivente dei Nebrodi 2016-2017. L’evento si svolgerà nei giorni  26 e  30 dicembre 2016, dalle 20,30 alle 23,00 e il 6 gennaio 2017, dalle 17,30 alle 20,00.  La scelta dell’orario di quest’ultima giornata è stata pensata per consentire – ai visitatori provenienti da altri centri – di far ritorno alle loro residenze in ore accettabili. Due le mattinate d’apertura riservate alle scuole dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di primo grado. Ha aperto i lavori don Calogero Oriti presidente dell’Anspi associazione che ne coordina il progetto e la sua realizzazione, quindi si è unito il saluto di compiacimento del sindaco Calogero Lo Re che si è detto ammirato per il lavoro fatto dai giovani organizzatori della manifestazione in favore di Militello. Un saluto particolare il sindaco Lo Re, lo ha riservato ai giovani che quest’anno per la prima volta si sono aggregati al Comitato del Presepe.

Ad illustrare le dinamiche del Presepe è stato Salvatore Blogna collaborato da Nino Restifo e Ignazio Restifo Pilato. Sono 150 i figuranti dislocati nei 40 siti “ricreati” in magazzini privati  del ‘500 anche se i costumi e le attività tipiche nebroidee riprodurranno ambienti di fine ‘800/inizio ‘900. La Natività trova la sua collocazione a metà del percorso presepiale, all’interno dell’arco del castello (simbolo di Militello), attorno al quale sorge il centro storico arabo-normanno. La rappresentazione che è alla sua quarta edizione, si estrinseca tra “sacro” “profano” con “pennellate” di canti e nenie natalizi eseguiti dalla “Giostra” Compagnia di musica etno-medievale. E’ l’atmosfera della metafora francescana nata a Greggio nel 1223 oggi drammatizzata a Militello Rosmarino all’interno di una  immaginaria “Betlemme dell’anno Zero” collocata sui Nebrodi occidentali, a prendere per mano il visitatore e  condurlo  alla scoperta di un mondo quasi surreale, ma vero (ciabattini, falegnami, ricamatrici, tessitrici, stagnari, barbieri ed ancora pastori, osterie, ambulanti e  punti di degustazioni). A metà  percorso, all’interno dell’arco del Castello che fu dei Gallego, soffusa di luce, la “Natività” appare agli occhi del visitatore in tutta la sua magia. Qui l’apoteosi natalizia si esprime in tutta la sua sacralità per diventare messaggio, come ha detto don Calogero Oriti, quello di “essere famiglia”.

NINO VICARIO

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