Militello Rosmarino… in cammino


La comunità di Militello Rosmarino

in… cammino verso la Giornata Giubilare

di Nino Vicario

316044_453876228022760_1646151965_nMomenti di intensa spiritualità e di intima gioia attendono la comunità militellese ad inizio della prossima settimana. Infatti, il Calendario liturgico diocesano, come previsto, assegna alla Chiesa di Militello la data del  25 ottobre 2016 per celebrare la sua  “Giornata Giubilare” data che s’inserisce nel grande “progetto” di Papa Francesco del “Giubileo straordinario della Misericordia” ed inoltre, la data del 25 ottobre è la giornata della “Dedicazione delle Chiese consacrate di tutte le Diocesi di Sicilia” e la Chiesa Madre di Militello ricade fra queste e ce lo conferma Nostro Signore  con queste parole: <<Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa, perché il mio nome vi resti per sempre>>.

Il parroco don  Calogero Oriti, prendendo lo spunto dalle parole di Gesù, nel corso di una lunga chiacchierata, afferma: “La nostra Chiesa si è sentita interpellata a vivere spiritualmente questi  eventi quale particolare momento di grazia che il Signore offre a tutte le Chiesa e, perciò stesso, anche alla nostra amata Chiesa di Militello”.

– Padre Calogero, le sue parole ci incuriosiscono, ci dica di più sul primo e sul secondo momento?

<<Il Giubileo, questo il primo momento – continua padre Calogero – altri non è se non la “grazia” che Dio ci offre per recuperarci a sé. Il Giubileo è per tutti, non soltanto per quanti si recano a Roma; Papa Francesco, è bene sottolinearlo, ha indetto questo Anno Santo Straordinario sull’influsso dello Spirito Santo per dare modo a tanta gente di redimersi giacché viviamo in tempi molto brutti. Con gioia infinita annuncio –  chiosa don Calogero – che a presiedere la Giornata Giubilare militellese, quale dono alla nostra comunità, sarà Sua Ecc. il Vescovo mons. Ignazio Zambito>>.

– Reverendo, ci approfondisca il secondo momento?

<<Il secondo momento – risponde padre Oriti – prende lo spunto dal Calendario liturgico che fissa la data del 25 ottobre quale  giornata della “Dedicazione di tutte le Chiese consacrate di Sicilia eccezion fatta per le Cattedrali e le Concattedrali”. La nostra Chiesa Madre, come si ricorderà, è rimasta chiusa dal 2000 al 2006 e lo scorso 10  giugno ha compiuto dieci anni dalla sua riapertura al culto  che coincidono, appunto, con la solennità della “Dedicazione”. Per concludere dico che la fausta ricorrenza, è come un ulteriore segno provvidenziale all’interno del cammino spirituale intrapreso dalla nostra comunità>>.

– Don Calogero, ci scusi l’invadenza, ma quest’anno non ricorre qualcosa che La riguarda?

<<Già, è vero. Quest’anno festeggio 25 anni che guido la Chiesa militellese, ma la festa non è per me parroco, la festa è per tutta la comunità che viene invitata ad identificarsi  molto di più  nell’amore di Dio  e non nel “pastore” di turno. Io sono sì il parroco, ma quanto ho fatto in questi 25 anni non è stata soltanto opera mia, è opera anzitutto dello Spirito Santo che mi ha guidato, è opera della Chiesa, è opera di Dio. Abbiamo sì realizzato un cammino – soggiunge alquanto emozionato il sacerdote – esso non è stato un progetto scritto sulla carta, è stato un cammino interiore, un percorso che non invitava a “stare dentro”, bensì ad “uscire fuori” non per fare una salutare passeggiata ma, al contrario,  per annunciare Cristo che ti vuole bene, che ti salva>>.

– Un’ultima domanda Reverendo: sul convegno legato al restauro dell’affresco  del “Compianto” cosa può dirci?

<<Il  convegno programmato per la mattinata del 25 ottobre, vengo alla sua domanda, lo considero “un felice prologo alla Giornata giubilare”. In esso sarà presentato il volume “L’affresco con i dolenti ai piedi della Croce” curato da Davide Rigaglia e Virginia Buda, con testi del nostro Gaetano Cicirello. L’opera, com’è noto, rappresenta il “Compianto”  e si trova in Chiesa Madre nella cappella del Crocifisso, ritrae Maria madre di Gesù, Maria maddalena, Maria di Cleopa, l’apostolo Giovanni che piangono la morte di Gesù. A questo convegno sono legati diversi “momenti” davvero interessanti. Va detto ancora  – riprende padre Calogero – sin da gennaio Militello si è preparata con  generose offerte nelle festività di S. Biagio, della Pasqua, della Pentecoste ecc. Nel corso di dette ricorrenze la Chiesa di Militello ha goduto  della presenza di trenta sacerdoti, e solo per quella di S. Biagio ne abbiamo avuti 18. Ad onor del vero, dico di più  – conclude don Calogero – che  la Chiesa militellese non è nuova ad iniziative di questo genere. Infatti, negli anni, si sono restaurate tantissime opere ecclesiastiche come: quadri, tele, simulacri che altrimenti sarebbero andate perdute>>.

Noi, dopo questa lunga chiacchierata, cosa pensiamo del parroco di Militello Rosmarino? Anche se la domanda la poniamo a noi stessi, la risposta ci viene difficile, ma la rendiamo ugualmente. Don Calogero Oriti è un “Sacerdote che sa fare il Sacerdote” ed  è un “Prete del nostro tempo, che lo vive e lo interpreta con zelo”. Quindi, diciamo per concludere. <<Caro don Calogero, Dio ti conosce da sempre, da sempre sei avvolto dal suo pensiero e dal Suo amore. Ti ha pensato cristiano, ti ha pensato Sacerdote, ti ha pensato pastore del Suo gregge,  ti ha avvolto nel Suo amore ancora prima che tu esistessi. Ciò che ora accade, dunque, da sempre è nel pensiero e nel cuore di Dio>>.

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