L’inutile quesito… Referendum del 17 Aprile


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“Se la Costituzione prevede che la non partecipazione della maggioranza degli aventi diritto è causa di nullità, non andare a votare è un modo di esprimersi sull’inconsistenza dell’iniziativa referendaria”, così Giorgio Napolitano, Presidente emerito della Repubblica, ha chiosato sul prossimo referendum di domenica 17 aprile, in un’intervista concessa ieri a Repubblica. Un referendum strumentalizzato da varie parti politiche ma che da solo non può sostenerne un vero confronto. E mentre assistiamo ai tanti “separati in casa” dei partiti a fronte del Si o del No, (come pure l’intervento di Napolitano a Repubblica pare sia una chiara risposta alle parole di qualche giorno fa del presidente della Corte Costituzionale che invitava gli italiani ad non astenersi dal voto) nessuno parla della grande “bufala”, se non Matteo Renzi. Bufala perché anche quando vincesse il si, le concessioni firmate fino al 2034 non potrebbero essere revocate e quindi le trivelle continuerebbero a restare in azione; bufala perché il quesito referendario pone l’accento sulle concessioni e non sulle trivelle, bufala perché le concessione in mare oltre i 12 miglia continuerebbero a lavorare. Anche la Chiesa prendendo a prestito la bandiera della “salvaguardia dell’ambiente” e portando in spalle l’enciclica Laudato Si, invitano al voto i laici ed il clero, forse anche loro strumentalizzando il voto, per dare risposta alle unioni civili varate da questo governo (e che mi hanno trovato in disaccordo), una Chiesa però che dimentica vi lavorano migliaia di italiani e che comunque per quanto riguarda l’ambiente, le aziende non smonteranno le trivelle, che resteranno per sempre nel mare, anche se non operative.

Allora mi chiedo se non sarebbe autolesionista bloccarle dopo avere costruito gli impianti? Licenziare migliaia di italiani e rinunciare a un po’ di energia disponibile, Made in Italy, Col risultato che dovremmo acquistare energia nei paesi arabi o in Russia, a un prezzo maggiore?

In conclusione allora se ho voluto dare il titolo “ L’inutile quesito” a questo mio breve sfogo, in corso di stesura mi sono reso conto che non sarà poi del tutto inutile, servirà, infatti, e come segnale politico da dare al governo, magari da parte di opposizioni; e naturalmente non dimentichiamo i 300 milioni di €uro stanziati per sostenerne i costi, che saranno graditi dai vari Presidenti, segretari, e scrutatori dei collegi elettorali, e allora mentre io mi auguro di trascorrere una buona domenica, a voi lettori vi auguro di andare al seggio solo se siete Presidenti, segretari e scrutatori!

Gaetano Cicirello

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