SANT’AGATA MILITELLO – Presentazione del libro “Coscienza di una ventenne” di Serena Machì


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Si è svolta giorno 19 Dicembre 2015, presso la Sala dei Principi del Castello Gallego di Sant’Agata Militello, a partire dalle ore 18.00, la presentazione del libro dal titolo “Coscienza di una ventenne della giovane scrittrice santagatese Serena Machì. L’evento organizzato dall’Associazione Agorà, in collaborazione con il Comune di Sant’Agata Militello e la Pro Loco Agatirno, ha visto la partecipazione del Vice Sindaco Nino Testa,34 dell’Assessore alla Cultura Maria Carmela Trovato, del direttore responsabile della casa editrice Kimerik Gianfranco Natale, del Presidente dell’Associazione Agorà Chiara Sturniolo e del segretario della Pro Loco Agatirno Andrea Sturniolo.

Dopo i saluti istituzionali, è intervenuta la giovane autrice che con l’aiuto diVanessa Amadore, relatrice del libro, ha avuto modo di raccontarsi e raccontare la sua prima avventura come scrittrice. L’evento, che ha visto la partecipazione di numerosissime persone, è stato moderato da Dorotea Attanasio, segretario dell’Associazione Agorà. Nel corso dell’evento sono stati letti alcuni brani dai giovani Silvano LucaChiara Sirna e Chiara Lazzara. Al termine della presentazione, la giovane scrittrice ha avuto modo di firmare le copie del suo libro ed intrattenersi con i presenti.

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SERENA MACHI’ nasce a Sant’Agata Militello e attualmente presta servizio civile presso l’Ente AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla), per il quale svolge da circa tre anni volontariato. Ha compiuto gli studi di scuola superiore nel proprio paese presso il liceo classico – linguistico “L. Sciascia” e il percorso universitario a Messina, laureandosi in tradizione classica nel luglio 2015. Nutre una grande passione per la scrittura e in virtù di questo spera di pubblicare altri romanzi e magari, un giorno, di lavorare all’interno di una casa editrice.

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SINOSSI DEL LIBRO Il libro scritto è un romanzo, le cui vicende non coinvolgono molti personaggi. La protagonista è una giovane ragazza, Elena, figlia unica, alla quale sembra non mancare nulla. In realtà, quando perde i suoi più grandi amici, Paolo e Daniele, considerati due fratelli mancati, qualcosa nel profondo cambia. Dopo il lutto la maturità, il fatidico ultimo anno. Vicino a lei c’è Cristina, amica di sempre. La vita presto si trasforma, e poi una notte ci fu un sogno: credeva di aver trovato l’amore. Messaggini romantici, appuntamenti, regali, emozioni, tutto effimero.Locandina libro Serena Strano era così vicino, così tremendamente vero! Elena voleva un ragazzo diverso dagli altri, ma non perfetto. E arriva l’università, si trasferisce a Bologna e inizia il suo nuovo corso di studi. Giorni di attesa quelli dopo una telefonata inaspettata: la mamma di Daniele. Elena torna a casa, come sempre, una volta al mese e corre subito lì. Di nuovo un grande dolore ma stavolta “violento, impetuoso, inarrestabile”: Daniele l’aveva amata. Entrambi credevano, senza che l’altro lo sapesse, d’aver capito cosa volevano. Poi trova la traccia di un’altra ragazza, presenza voluta forse con l’intento di dimenticare quell’infatuazione che potevano giudicare sbagliata. Era una qualunque Giulia che voleva iniziare a conoscere e per un po’, egoisticamente, Elena si è sentita sollevata. Improvvisamente all’università conosce Massimo, assistente del prof. di Neuroscienze cognitive e sociali. È nato tutto per caso, per poco: sguardi, dialoghi, entusiasmo per la disciplina. Con Massimo esce dalla campana di vetro. Conosce i suoi: il signor Giovanni e Riccardo. E fu quel giorno che giunse all’orecchio la storia della morte della madre di Massimo. Una storia che non le era nuova … era tutto come il suo famoso sogno! E fu il periodo di terribili mal di testa e scombussolamenti fisici. Un’estate bella quella, passata tra Sicilia (la sua terra) e Bologna: giorni sereni, nuovi e indimenticabili. Poi la notizia: il tumore al cervello. Ma c’era la laurea, doveva posticipare le cure di un mese e mezzo circa, ed era irremovibile. Entra in quella sala operatoria col pensiero che fosse finita. Preferiva così per ricavarne, se fosse andata come tutti si auguravano, solo del bene.

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