Militello Rosmarino, importante scoperta negli Archivi di Stato di Messina


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La cappella della vergine Maria sotto il titolo dei Sette dolori presso il Monastero di S.M. di Nives di Militello. Dice il Vito Amico: “Le monache Benedettine finalmente comprendonsi in un decente Monastero che formossi per opera dei Signori e dei soccorsi degli abitanti.” Costruito probabilmente nella prima metà del 1500, la prima notizia documentata la ricaviamo dai Riveli del 1584, che ci dà l’elenco delle monache e converse ivi presenti. Le ragazze che entravano nel Monastero dovevano pagare onze 6 annuali sul capitale di onze 120. Erano le famiglie più nobili e più ricche che facevano entrare le loro figlie nel convento; dal 1584 al 1866, anno della soppressione delle Corporazioni religiose, abbiamo un elenco delle famiglie che si succedettero nel reggimento del Monastero: Di Carbona, Magliolo, Giambruno, Pirrone, Grassotto, Calderone, Rizzo, Protopapa, Faraci, Bordonaro, Sito, Caroniti, Zingales, Guglielmotta.

Dagli atti notarili del Notaio Don Giuseppe Gugliemotta del 9 Maggio V indizione 1802, conservati presso l’Archivio di Stato di Messina, abbiamo avuto la notizia della nascita della cappella: “Avendo in animo Suor Donna Fortunata Rizzo, degente in questo Venerabile Monastero di Donne, sotto il titolo di Santa Maria della Neve, di erigere e fondare un altare, ossia una cappella della Vergine Maria sotto il titolo dei 7 dolori nella Chiesa di detto Venerabile Monastero, chiese alla Madre Abbadessa del tempo che si degnasse di permettere di fondare quest’altare nella Cappella di Nostro Signore Crocefisso e di effigiare la Sua Madre Dolorosa accanto alla Croce. Chiese pertanto la licenza ai suoi fratelli, il Canonico Don Gaetano Rizzo visitatore di giustizia ed al Canonico Vicario Foraneo Don Francesco Paolo Rizzo.” Essi erano figli insieme ad altri che poi continuarono la famiglia del Capitano di Giustizia Don Giacinto la cui tomba si trova nella Chiesa di San Sebastiano, e di Donna Rosalia Tomasi.

Il Canonico Don Gaetano Rizzo assegna alla Madre Abbadessa Suor Donna Concetta Calderone onze 5 e tarì 5 annuali per la celebrazione della festa della Madonna dei 7 Dolori ogni Venerdi di Passione. Abbiamo trovato anche come venivano distribuite le spese per questa celebrazione: “Tarì 20 per rotoli 2 di consumo di cera per 160 lumi nel Vespero e Messa Cantata in detto giorno. Più tarì 20 per 400 mortaretti. Più tarì 9 per 20 abitini in circa per distribuirli alli Reverendi Preti che assisteranno al Vespero. Più tarì 2 al molto Reverendo Cappellano che celebra la messa canta che dovrà applicare in onore e gloria di Iddio Nostro Signore e di Maria Addolorata per l’anima della fù Donna Rosalia Rizzo e Tomasi, madre di detto molto Reverendo assignante Rizzo. Più tarì 2 al sagristano finalmente tarì 12 al Predicatore quaresimale che farà il discorso sopra i 7 dolori di Maria S.S. Addolorata, in tutto onze 2 e tarì 5.”

Dopo la soppressione delle Corporazioni religiose del 1866 il Monastero fù adibito a scuole pubblice; successivamente fù abbattuta la parte che dava sulla strada principale e al suo posto venne edificato il Municipio. Nella seconda metà del 1900 è stata abbattuta anche l’altra parte dell’edificio per fare posto ad una piazza. Tutto è scomparso dell’antico Monastero Benedettino, e con esso anche la Cappella della Madonna dei 7 dolori alla quale i Rizzo fecero quell’amorevole donazione. Suor Donna Fortunata Rizzo, mentre era Madre Abbadessa nel 1817 commissiona ad un argentiero messinese Don Luigi Consolo, un tabernacolo chiuso in una pregiata porta in argento, recante in bassorilievo Gesù con i discepoli di Emmaus. Quando il convento cadde il tabernacolo fù salvato ed attualmente si trova presso l’altare maggiore della Chiesa del Rosario. Anche la devozione per la Madonna dei 7 Dolori non scomparve ed il culto fù trasferito presso la Chiesa Madre. L’Arciprete Giuseppe Mancari nel 1914 compila un libretto manoscritto che abbiamo avuto la fortuna di salvare dall’oblio, con le preghiere che la Congregazione dei 7 Dolori di Maria, da lui ripresa, recitava nella messa del primo venerdì di ogni mese, durante le riunioni che si svolgevano presso la Chiesa Madre.

                                                                            DOTT. FILIPPO MAROTTA RIZZO

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