MILITELLO ROSMARINO. I funerali di Biagio Lo Castro


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MILITELLO ROSMARINO. I funerali di Biagio Lo Castro in Chiesa Madre – L’omelia del parroco don Oriti – Il saluto della Città –

Ore 14,30 di sabato 31 ottobre 2015: tutt’intorno Militello si veste a lutto, lacerato dalla mestizia che ghermisce l’aria che si fa greve, irrespirabile, dal Cielo piove “argento”, sono lacrime. Da contrada Santa Maria muove un corteo funebre, è quello che accompagna il feretro di Biagio Lo Castro verso la Chiesa Madre. E’ lento, avanza stancamente, dalla piccola casa al civico 7/A (dove appeso alla parete alla sinistra di chi vi entra, campeggia solenne un dipinto su tela di S. Biagio, davanti – tra i portatori del fercolo – Lui, il “devoto” per antonomasia), fuoriescono strazianti lamenti misti a singhiozzi strozzati da irrefrenabili pianti. Il feretro, però, avanza lento, mentre Militello sembra voglia gridare ai quattro venti: Dio, fermali, non consentire che “rubino” mio Figlio, non farmi mancare il conforto della sua presenza. Signore, abbi pietà, ridammi Biagio, egli non è morto. Restituiscimelo! Il feretro, purtroppo, avanza lento, ma va… La Chiesa Madre lo accoglie, la voce dei coristi squarcia le navate e corre su su verso il Cielo per implorare il Santo Protettore affinché prenda in braccio Biagio e con lui la sua anima e li presenti al trono dell’Altissimo.

Il parroco don Calogero Oriti, davanti l’altare non sa nascondere l’emozione e all’omelia “dice”, “ricorda”, “esorta”: a ringraziare il Signore “per averci dato Biagio, lui che è vissuto nell’amore del Signore vivrà di certo sempre in mezzo a noi, perché grande è l’amore che egli ha trasferito alla sua famiglia, ai congiunti, agli amici. Preghiamo, dunque, Dio con tutto il cuore affinché lo abbia in gloria per grazia di S. Biagio e che la speranza diventi per nostro fratello Biagio certezza.

A portare a spalla la bara di Biagio lungo la salita di via Cesare Battisti sono, con in dosso il giubbino rosso, il Gruppo “S. Biagio”. Non corre il feretro, anzi muove lento verso piazza Lodato: è morto uno di loro, il “sanbrasisi” per antonomasia: Biagio Lo Castro! Qui, nel “salotto buono di Militello” – su esortazione del parroco don Calogero – per ben tre volte, scroscianti, si levano gli applausi, mentre il Cielo si unisce anch’esso al lutto e si tinge di nero striato di perle d’argento: sono lacrime, lacrime versate di quanti hanno voluto bene a Biagio. Per tutti loro ha parlato il sindaco Calogero Lo Re; per la famiglia la nipote Maria; per il Gruppo Valdemone Antonio Araca; per l’Associazione “Amici di Militello” di Grumello del Monte, il saluto l’ha porto Nicola Lombardo; per la locale Anspi, Gaetano Cicirello, ed ancora gli amici Giuseppe Cardillo, ed il Capitano Nunzio Calogero Oriti ha voluto leggere alcuni versi da lui composti per l’amico scomparso.

Biagio Lo Castro, aveva 67 anni, è morto martedì scorso nel Bergamasco dove viveva ed operava da anni, lascia la moglie Paola, i figli Nino e Rocco e il fratello Diego. Due i paesi che si dividevano gli “interessi” spirituali e umani di Biagio: Militello Rosmarino che gli ha dato i natali, che lo aveva visto muovere i primi passi e assurto poi, per decenni, a protagonista indiscusso e zelante organizzatore delle festività in onore di S. Biagio (due: febbraio e agosto); Grumello del Monte dove – giovanotto, ricco di sogni e progetti, si trasferisce – ed è in questa cittadina – assieme al compianto Filippo Piscitello, scomparso tre anni fa – che si fa promotore per la costituzione dell’associazione culturale “Amici di Militello Rosmarino”. Quando è stato chiamato alla Presidenza dell’Associazione nell’incipit del suo discorso, tra l’altro, così si è espresso: “Pur sentendo addosso tutta la mia inadeguatezza ad assolvere a questo delicato incarico, mi preme sottolineare che lo assumo col desiderio non di cominciare, ma di proseguire l’ardua ed esaltante azione che è stata di Filippo Piscitello e dei suoi collaboratori”.

Biagio, ha vissuto quest’ultimo periodo di vita con serenità – ci ha confidato qualcuno – non tradendo emozioni particolari, nel segno e nella volontà del Signore, come dire “tutto posso in Colui che mi dà forza!”. Quando mi recai in via Santa Maria a rendere omaggio alle sue spoglie, all’uscita, silenzioso, commentai: “Lo Castro aveva raccolto l’eredità di Piscitello ed ora lo raggiunge”. Non avevo finito di pronunciare questa mia riflessione che, davanti la chiesa del Brignolito, faceva la sua apparizione la signora Maria Cipitì moglie di Filippo Piscitello, a lei ho confidato la mia segreta riflessione e lei così chiosa: “Biagio aveva raccolto l’eredità di Filippo al cento per cento. Insieme hanno fatto da trait d’union tra Militellesi e Grumellesi cittadini che, godendo delle loro intelligenze e bontà d’animo, possono dirsi orgogliosi per averli conosciuti e avuti quali amici sinceri”.

NINO VICARIO

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