MILITELLO ROSMARINO – A proposito dell’allarmata lettera-denuncia del dott. Biagio Travaglia riguardante i danni provocati dalle cave d’inerti sul “Rosmarino”


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A proposito dell’allarmata lettera-denuncia del dott. Biagio Travaglia  riguardante i danni provocati dalle cave d’inerti  sul “Rosmarino”

Per onore di verità e quindi per “dare a Cesare quello che è di Cesare”, mi  preme ricordare a sostegno di quanto –  e a ragione – denunzia il dott. Biagio Travaglia nella sua lettera postata da “santagatando” il 15 giugno scorso, che già nel lontano 22 settembre 2005 “Gazzetta del Sud” pubblicava un articolo a firma del sottoscritto dal titolo: “Valle del Rosmarino – Si studia il recupero” che di seguito riportiamo integralmente. Il “Cesare” in questione è il signor Tanino Castrovinci all’epoca assessore al Comune di Militello Rosmarino.

MILITELLO ROSMARINO – Figlio dell’insensibilità altrui e della poca lungimiranza di altri, il “dramma” della Valle del Rosmarino è cresciuto, incontrollato. Infatti, sono ora quarant’anni che le ruspe di tre imprese “sventrano” impietose la Valle per estrarvi inerti. Ad accorgersi da lontano dello scempio – e non solo di quello del Nebroideo – è stata l’Unione Europea   che, introducendo di recente delle apposite leggi, ha inteso tutelare tutti quei siti – come la Valle del Rosmarino e le Rocche del Crasto che fanno parte,  appunto, del Parco dei Nebrodi – laddove stanziano particolari specie di uccelli. E’ stata la Lipu di Catania a dare notizia delle leggi in questione al Comune di Militello che ha prontamente risposto con l’assessore Tanino Castrovinci che della problematica-cava ne risente tutto il peso, sia come politico che come militellese. Così nei giorni scorsi – nei locali del Parco dei Nebrodi a S. Agata Militello ospiti del commissario dell’Ente – si sono trovati a discutere dello scottante argomento i vertici dell’Ente minerario di Catania, i rappresentanti della Lipu Rannisi, di Legambiente nebroidea Granata e Masetta per la sezione di Sant’Agata, del Comune di Militello, Castrovinci; assenti giustificati i rappresentanti di Italia nostra, Amici della terra e dei comuni di Torrenova, Alcara Li Fusi, S. Marco d’Alunzio, S. Agata Militello.

Il commissario dell’Ente Parco, dopo aver ascoltato le “ragioni”, si è detto disponibile ad accogliere tutte le proposte “senza ingenerare illusioni”. Il problema esiste ed è sotto gli occhi di tutti; le cave, non v’è dubbio, sono dei volani economici e bisogna prenderne atto; ma ciò non impedisce di “pensarle” diversamente avviando un’opera di recupero del territorio per un nuovo modello di sviluppo basato sulla tutela e sul rispetto dell’ambiente, da tutti auspicato.

La giornata si è chiusa con il formale impegno dei presenti di ritrovarsi, sempre nei locali del Parco il 28 settembre, e in quella sede – Comuni della Valle, Enti preposti alla salvaguardia dell’ambiente e con la presenza indispensabile degli imprenditori (diretti interessati a mettere in atto la riconversione dell’attività estrattiva) – profondere ogni sforzo per individuare percorsi e strategie condivisi per il recupero della Valle.  Fin qui “Gazzetta del Sud”.

NINO VICARIO

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