SANT’AGATA MILITELLO – La chiamavamo…villa nuova!


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E anche quest’anno, sta arrivando l’estate, e con essa la voglia di uscire e di ritrovarsi sul lungomare, meta preferita, nel nostro paese, di ragazzi e adulti. Ma che delusione, che indignazione! Se lo sguardo vaga, le straordinarie “bellezze” del lungomare santagatese appaiono evidenti:

* Panchine stile naif, perfettamente rotte con ferri sporgenti a regola d’arte…così da poter ferire chi si siede magari la sera mentre ci si sta rilassando!

* Erba alta, al punto giusto da poter ospitare topi a decine…animali molto simpatici che possono diventare compagni di giochi dei bambini, abituali frequentatori.

* Cestini della spazzatura in stile orientale…posizionati naturalmente a terra con viti e pezzi di ferro arrugginiti!

* Pali di ferro che, arrugginiti come i cestini, possono essere scambiati per fusti di alberi o pezzi di legno…gli esperti lo chiamano “trompe l’oeil”!

* Illuminazione assente…utile per i famosi appuntamenti al buio!

* Ringhiere lasciate sulla zona pedonale…per abituare le persone all’attività fisica (salto ad ostacoli).

Scherzi a parte, ci si chiede come sia possibile tollerare una simile situazione! Non ci sono spiegazioni perché basterebbe un po’ di attenzione per quei piccoli lavori di manutenzione che garantirebbero una minima sicurezza.

Costerebbe veramente poco, togliere (almeno) le ringhiere arrugginite e i cestini che possono solo arrecare danno e non più servizio alle persone!

Costerebbe poco potare gli alberi che in alcuni punti fanno invidia alla foresta amazzonica! La colpa non è di nessuno in particolare, ma di tutti! In primo luogo, ovviamente, di chi amministra, ma anche di chi non è in grado di preservare e di tutelare la “cosa pubblica” come se fosse propria.

Non ci si può lamentare che il paese è morto, quando non si fa niente, nel proprio piccolo, per cambiare le cose.

Il lungomare di Sant’Agata, che poteva essere il fiore all’occhiello anche in campo turistico, è, invece, lo specchio di un paese ormai lasciato solo al suo destino.

La chiamavamo villa nuova, ma…no uora! 

Indignato speciale, A. L R.

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Un pensiero su “SANT’AGATA MILITELLO – La chiamavamo…villa nuova!”

  1. Seguendo l’ironia dell’articolo di stampa mi permetto di aggiungere:
    “Opere d’arte, collocate a suo tempo dal Sindaco Fabio, ormai rimosse o ridotte ad un ammasso ferruginoso. Superstite una in marmo.”

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