Patti, il Fermi a TindariTeatroGiovani ’14


Patti, 10 Maggio 2014 le classi del triennio e del biennio del liceo scientifico E. Fermi di Sant’Agata di Militello hanno preso parte alla manifestazione Tindari Teatro Giovani, che vede raggiungere il traguardo della XIII edizione. Gli alunni, coordinati dai docenti referenti del progetto P.O.N. “Teatro è Amore” hanno portato in scena il musicol “I Promessi Sposi” dal testo di D.M. Damano e G. Cicirello.

Una rappresentazione ricca di patos che ha voluto puntare i riflettori sul dramma interiore di Don Abbondio, sull’amore contrastato di Renzo e Lucia, sulla drammatica vita di Gertrude, LA MONACA DI Monza con il suo amore incontrollato per Egidio, passando per l’innominato, e la sua conversione, toccando l’animo di Don Rodrigo quando dovrà affrontare l tradimento del Griso, fedele ma non troppo.

Rappresentare un romanzo, come quello dei Promessi Sposi, scritto più di 150 anni fa, pone però in evidenza come l’indole dell’uomo non cambia, molte volte siamo noi stessi l’origine dei nostri mali, ma la massima cautela non basta comunque a tenerci lontani da loro. In ogni caso è solo grazie alla fiducia in Dio che possono essere rese più sopportabili le loro pene e si può anche ottenere un insegnamento da guai passati “Dio non turba la gioia dei suoi figli, se non prepararne una più grande!”.

Infine il messaggio conclusivo e di formazione che Manzoni affida all’ultimo capitolo dell’opera come la conclusione di una lunga riflessione di Renzo e Lucia, ormai sposi e genitori di numerosi figli, sui tormentati avvenimenti che hanno vissuto negli ultimi anni.

Il giovane sostiene di aver imparato a “non mettermi nei tumulti.. a non predicare in piazza.. a non alzare troppo il gomito.. ed attribuisce quindi a queste sue azioni la causa delle brutte esperienze vissute; la giovane ribatte dal canto che ..io non sono andata a cercare i guai: son loro che sono venuti a cercar me. Quando non voleste dire.. ..che il mio sproposito sia stato quello di volervi bene, e di promettermi a voi., sostenendo quindi di non aver avuto colpe. La loro conclusione comune è: i guai vengono bensì spesso, perché ci si è dato cagione; ma che la condotta più cauta e più innocente non basta a tenerli lontani; e che quando vengono, o per colpa o senza colpa, la fiducia in Dio li raddolcisce, e li rende utili per una vita migliore..

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