Benedetto XVI, “l’umile servitore”


Il recente 27 Aprile Sua Santità Papa Francesco, accogliendo la richiesta della Chiesa Universale ha voluto inscrivere nell’albo dei santi due grandi pionieri e pontefici del XX secolo Papa Giovanni XXIII, al secolo Angelo Roncalli, e Giovanni Paolo II al secolo Karol Wojtyla.

  Canonizzazione Giovanni Paolo II Giovanni XXIII 11

Non ha potuto mancare l’appuntamento il Papa Emerito Benedetto XVI, un altro grande del XX secolo, primo pontefice del XXI. Primo pontefice che dopo otto anni di servizio alla chiesa universale ha fatto uso della ormai desueta possibilità della “rununtia” al soglio petrino. Joseph Ratzinger, dicevamo, non poteva mancare; è stato lui a presiedere i funerali di Papa Karol; lui a dare il via nel maggio del 2005 al processo di beatificazione, conclusosi il 01 Maggio 2011, festa della Divina Misericordia. Quasi un provvido disegno della volontà di Dio quello di vedere il proprio predecessore: “Santo”. Oggettivamente, Ratzinger, rispecchiava La presenza silenziosa ed orante dell’anziano Simeone, ma al tempo stesso la sua presenza ha rafforzato l’idea che i due pontefici sia un unicum; «L’unità della Chiesa, nel tempo e nello spazio, è collegata all’unità della fede: « Un solo corpo e un solo spirito […] una sola fede » (Ef 4, 4-5).Oggi può sembrare realizzabile un’unione degli uomini in un impegno comune, nel volersi bene, nel condividere una stessa sorte, in una meta comune. Ma ci risulta molto difficile concepire un’unità nella stessa verità. Ci sembra che un’unione del genere si opponga alla libertà del pensiero e all’autonomia del soggetto. L’esperienza dell’amore ci dice invece che proprio nell’amore è possibile avere una visione comune, che in esso impariamo a vedere la realtà con gli occhi dell’altro, e che ciò non ci impoverisce, ma arricchisce il nostro sguardo. L’amore vero, a misura dell’amore divino, esige la verità e nello sguardo comune della verità, che è Gesù Cristo, diventa saldo e profondo. Questa è anche la gioia della fede, l’unità di visione in un solo corpo e in un solo spirito. In questo senso san Leone Magno poteva affermare: « Se la fede non è una, non è fede». (lettera Enciclica “Lumen Fidei”, 47 )
Ratzinger, spesso sottovalutato, quasi “un pontefice incompreso” per riprendere l‘epiteto dato a Paolo VI, era stato il Papa che avrebbe voluto conciliare molti aspetti tra la modernità dilagante del nostro tempo ed i valori sobri della tradizione della Chiesa. Il Papa contrario alle pseudo-libertà : « Le varie forme odierne di dissoluzione del matrimonio, come le unioni libere e il “matrimonio di prova”, fino allo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso, sono invece espressioni di una libertà anarchica, che si fa passare a torto per vera liberazione dell’uomo. Una tale pseudo-libertà si fonda su una banalizzazione del corpo, che inevitabilmente include la banalizzazione dell’uomo. Proprio da qui diventa del tutto chiaro quanto sia contrario all’amore umano, alla vocazione profonda dell’uomo e della donna, chiudere sistematicamente la propria unione al dono della vita, e ancora più sopprimere o manomettere la vita che nasce. » ( Messaggio per la celebrazione della XLV Giornata Mondiale della Pace).

e02

E Prima di andare l’8 Febbraio 2013 Benedetto XVI ha lasciato un messaggio forte ai seminaristi: “sappiamo che nostro è il futuro e l’albero della Chiesa non è un albero morente, ma l’albero che cresce sempre di nuovo. Quindi, abbiamo motivo di non lasciarci impressionare – come ha detto Papa Giovanni – dai profeti di sventura, che dicono: la Chiesa, bene, è un albero venuto dal grano di senape, cresciuto in due millenni, adesso ha il tempo dietro di sé, adesso è il tempo in cui muore”. No. La Chiesa si rinnova sempre, rinasce sempre. Il futuro è nostro. Naturalmente, c’è un falso ottimismo e un falso pessimismo. Un falso pessimismo che dice: il tempo del cristianesimo è finito. No: comincia di nuovo! Il falso ottimismo era quello dopo il Concilio, quando i conventi chiudevano, i seminari chiudevano, e dicevano: ma … niente, va tutto bene … No! Non va tutto bene. Ci sono anche cadute gravi, pericolose, e dobbiamo riconoscere con sano realismo che così non va, non va dove si fanno cose sbagliate. Ma anche essere sicuri, allo stesso tempo, che se qua e là la Chiesa muore a causa dei peccati degli uomini, a causa della loro non credenza, nello stesso tempo, nasce di nuovo. Il futuro è realmente di Dio: questa è la grande certezza della nostra vita, il grande, vero ottimismo che sappiamo. La Chiesa è l’albero di Dio che vive in eterno e porta in sé l’eternità e la vera eredità: la vita eterna” (“LECTIO DIVINA” DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI )
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...