MILITELLO ROSMARINO – I festeggiamenti per la ricorrenza liturgica del Patrono San Biagio


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Domenica pomeriggio, 2 febbraio,  come è  tradizione nel piccolo centro montano, hanno inizio le solenni cerimonie legate alla festa liturgica del patrono San Biagio. Infatti alle 15,00, il simulacro del Santo, dalla cappella votiva, viene traslato sull’altare maggiore della Chiesa Madre, seguiranno le Lodi al Taumaturgo e la Messa; mentre alle 18,15 girerà per le vie del paese “la Rama”  (alberello d’alloro alla cui sommità viene appeso un antico quadro argenteo raffigurante il Santo di Sebaste nell’atto di salvare un bambino da sicura morte per aver ingoiato una lisca di pesce) cui fa da spettacolo coreografico  una caratteristica luminaria di infiorescenze (cannizzoli); seguirà, com’è usanza a Militello alle 19,30,processione di S. Biagio -  ag. 2013 la cerimonia di “benedizione del pane” (le pagnottelle devozionali legate  alla festa del  Patrono) nella casa di S. Biagio, quindi  con larga partecipazione popolare, avrà luogo, come tradizione vuole, il caratteristico “Sunettu” (serata danzante comunitaria). 

Lunedì, alle 11,30, Messa solenne in Chiesa madre concelebrata dal parroco don Calogero Oriti con panegirico di padre Antonino Nuzzo, anima la sacra liturgia il coro parrocchiale. Alle 12,30, nel tripudio generale e allietata dalle musiche della banda “Rossini” di Frazzanò,  l’attesa processione del Santo portato a spalla dai sanbrasisi (riconoscibili dalle loro casacche rosse) per le vie del paese; alle 19,00 Messa di ringraziamento e bacio delle reliquie di S. Biagio.

Le festività del  Patrono San Biagio  – va ricordato – a Militello  prendono l’abbrivio con l’ormai secolare “Ottava” che, con solennità e grande partecipazione popolare, anche quest’anno, com’è consuetudine da secoli,  si è celebrata in località Cottonaro (uno dei punti più alti del paese) con i tradizionali “botti di mortaretti”  (un tempo valevano come annunzio ai paesi del circondario nebroideo dell’apertura dei festeggiamenti biagini). Il corteo che si diparte dalla “Casa di S. Biagio) – cui partecipano oltre ad autorità civili, militari e religiose  viene allietato anche da musiche bandistiche – giunto sulla sommità del colle, partecipa alle orazioni del “momento” religioso guidate dal parroco e, dopo la benedizione del pane (legato come detto alla devozione al Santo patrono), dà luogo ad un momento di fraternità gestito dal Comitato di S. Biagio (Andrea Saccone, Antonino Lupica, Biagio Amata, Calogero Artino Martinello, Luigi Lupica, Pippo Raffaele, Vincenzo Femminella, Vincenzo Virzì, Biagio Piscitello,  Simone Di Garbo, Giuseppe Giammò, Pietro Genovese, Salvatore Raffaele, Giseppe Cardillo, Giuseppe Urso, Rosario Barbagiovanni, Vincenzo Minciullo, Massimo Mileti, Giuseppe Vinci). La ricorrenza dell’Ottava biagina, non viene vissuta a Militello soltanto in località “Cottonaro” ma anche nei piani bassi (nelle foto) di alcune abitazioni  del paese  e presso la locale Scuola dell’Infanzia nel borgo S. Piero.

NINO   VICARIO

 

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