MILITELLO ROSMARINO – …e per tre sere i Nebrodi militellesi si sono trasformati nella Betlemme dell’anno zero


DSC_0141

Con l’arrivo a cavallo dei Re Magi alla grotta della Natività situata sotto l’arco del Castello arabo-normanno che caratterizza la città di S. Biagio, si è conclusa la “tre sere” del Presepe vivente di Militello Rosmarino ambientato nel centro storico ai piedi del mastio che fu di proprietà fino al 1811 anche dei Gallego (nobili di origini spagnole). La rappresentazione presepiale costituita da oltre trentacinque siti, pur mantenendo l’aspetto meramente folkloristico e il suo valore di testimonianza di fede cristiana e teologica, si è rivelata un’occasione per La Natività (Presepe Vivente 2013  a Militello Rosmarino)vivere l’avvenimento del Natale con semplicità genuina mista a fraternità e ad apertura verso coloro che sono venuti da fuori a viverla (2.000 stando ai biglietti d’ingresso staccati) e, possibilmente “incantarsi”, al cospetto di una rappresentazione del mistero della Natività concentrata in un ambiente tipico nebroideo di altri tempi.

Per tre sere, dunque, i Nebrodi militellesi si sono trasformati nella Betlemme dell’anno zero. La straordinaria  metamorfosi è stata possibile grazie all’intelligenza fattiva della locale ANSPI che, con la guida spirituale del parroco don Calogero Oriti e il patrocinio dell’Amministrazione comunale, ha coinvolto nella realizzazione del “Presepe vivente 2013” l’intera Militello e le associazioni operanti nella cittadina. E se la logistica è stata impeccabile in ogni settore, grazie anche ad una “guida” molto opportunamente redatta e distribuita all’ingresso del perimetro presepiale; altrettanto intelligente è stata la dislocazione delle varie rappresentazioni che, rifacendosi alle civiltà pastorale, contadina e artigianale pervase ininterrottamente da musiche e nenie natalizie, accoglievano il visitatore, e “prendendolo per mano” lo immergevano nell’atmosfera natalizia all’interno di un borgo medievale in cui il tempo si era fermato aiutandolo poi, a riscoprire le antiche tradizioni artigianali e osservare con attenzione la manualità delle arti lavorative dell’epoca; stupirsi e meravigliarsi allo stesso tempo nell’ammirare con calma le cose più semplici e, giunto davanti alla grotta, emozionarsi  al cospetto del mistero della nascita di Gesù e, nel segreto della mente, ripercorrerne le misteriose vicende già immaginate a Greggio da Francesco d’Assisi nel 1223. Quindi l’apoteosi e la visione della Stella cometa che, immaginandola solcare il cielo di una straordinaria Palestina nebroidea, indicare ai Magi, giunti a Militello dal lontano Oriente, la strada per trovare e adorare il Bambino che, con accanto Giuseppe e Maria, veniva riscaldato da un bue e un asinello.

NINO VICARIO

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...