SANT’AGATA MILITELLO – Peregrinazione dell’urna di don Bosco (17 novembre 2013)


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Domenica 17 novembre al Palauxilium dell’Istituto “Zito” delle Figlie di Maria Ausiliatrice, l’emozione aleggiava sovrana: era ritornato don Giovanni Bosco e nelle cinque ore che si è fermato a S. Agata Militello ha “animato” Piazza Duomo e l’ha fatto con la giovialità che gli era propria, cioè da Sacerdote, Padre e Maestro della gioventù che alle soglie del bicentenario della sua nascita (16 agosto 1815) continua ad essere il “Don Bosco che ride”. E se “passando” da S. Agata Militello nel lontano 1915 ha lasciato in dono alla cittadinanza le Figlie di Maria Ausiliatrice oggi è tornado alle propaggini dei monti Nebrodi sottoforma di “reliquie” custodite all’interno di una luminosa urna ed esposte alla venerazione delle migliaia di fedeli che assiepavano la struttura polivalente.

Pur storditi per l’allegra e corale accoglienza riservata alle “venerate spoglie” dal numeroso stuolo di bambini che esultanti inneggiavano: “Don Bosco, si sente, si vede ed è qui presente”, abbiamo provato a “raccogliere” le emozioni di alcuni tra i presenti alla sacra liturgia presieduta dal vescovo mons. Ignazio Zambito e concelebrata oltre che dal numeroso clero diocesano, dai tre parroci santagatesi: don Daniele Collovà (Chiesa Madre), don Gaetano Franchina (S. Lucia), don Enzo Vitanza (Sacro Cuore). “Per noi coristi – ci dice il maestro Salvatore Bonina, direttore assieme alla maestra Patrizia Lionetto della Corale “Lorenzo Perosi” – la memoria di Don Bosco rappresenta una delle celebrazioni fisse da animare annualmente, tanto che la data del 31 gennaio è stata inserita nel regolamento della nostra Associazione all’articolo riguardante le liturgie che il Coro si impegna ad animare nel corso dell’anno liturgico. Oggi l’aver guidato i canti – soggiunge non senza un velo di emozione – durante la S. Messa, rimarrà per tutti noi del Coro il momento più alto della nostra riconoscenza al Santo dei giovani, che ci rilancia e ci immerge sempre più nella fede in quello stesso Cristo Signore che ha infiammato il cuore di Don Bosco. Vogliamo infine – conclude il maestro Bonina – manifestare la nostra gratitudine a Dio Padre che, ancora una volta, ci ha permesso di poter mettere a disposizione di tutti coloro che hanno partecipato a questo storico evento, il servizio del canto e dell’unità che Egli stesso ci continua a donare gratuitamente”.

Giornata all’insegna di Don Bosco – ci dice Mimma Blandi (dott.ssa in economia e commercio) oggi presente in reliquia a S. Agata Militello. Tra i momenti che più d’ogni altro mi ha emozionato, è stato quello dell’accoglienza che i bambini in coro sottolineavano con esultanza: “Don Bosco, si sente, si vede ed è qui presente”. Questa bellissima e convinta acclamazione – sottolinea Mimma – penso che non la dovremmo mai dimenticare, infatti la presenza del Santo va ricercata nei volti dei tanti giovani che, pur prostrati dalle difficoltà della vita, non rinunciano alla ricerca di un posto di lavoro che consenta loro di vivere una vita più dignitosa e decorosa. Nel corso della Messa – continua la giovane professionista – il Vescovo all’omelia, menzionando i genitori che non ci sono più seguito poi da un attimo di silenzio, mi ha fatto commuovere al punto tale che mi è sembrato che tutti i nostri cari dall’alto dei cieli assieme a don Bosco fossero scesi al Palauxilium per unirsi alla nostra gioia”.

Continuando nella nostra ricerca incontriamo Nella Triscari, docente di scuola media, che senza alcuna esitazione afferma: “Oggi, l’emozione provata davanti l’urna di S. Giovanni Bosco, mi ha ulteriormente dato la certezza di quanto Dio ci ami dandoci Santi come Lui”. Ancora un docente di scuola media, Pippo Giuffrida, che traccia un profilo di Don Bosco e della sua azione, specificatamente in S. Agata Militello: “E’ stata una giornata importante per la nostra comunità quella del passaggio dell’urna delle reliquie di Don Bosco. Una presenza forte – Pippo sottolinea “forte” – che è riuscita a risvegliare in noi i suoi insegnamenti che hanno animato e continuano ad animare la nostra esistenza, per la presenza in passato dei Padri Salesiani che tanto bene hanno operato (dal 1935 in poi) e delle Figlie di Maria Ausiliatrice (1915) che ancora oggi operano secondo il carisma di S. Giovanni Bosco il santo che è stato educatore ricco di idee e di iniziative, catechista appassionato, scrittore eccellente di testi sacri, padre misericordioso soprattutto verso la gioventù povera del suo tempo, per la quale ha realizzato i progetti più ambiziosi. Egli, infatti – soggiunge il docente – non diede passo, non pronunciò parola, non escogitò sistemi educativi, non mise mano ad imprese che non avessero come mira se non di fare dei giovani ottimi cristiani e cittadini responsabili. Ecco il messaggio di Don Bosco – così conclude il docente la dotta rappresentazione di un Santo di cui la cittadina tirrenica porta ancora i segni tangibili del suo passaggio – affidato alle istituzioni da lui fondate, che ancora oggi operano non solo in Italia, ma quasi nel mondo intero”.

PHOTO GALLERY a cura di Andrea Sturniolo

 

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