MESSINA – “Videro e credettero. La bellezza e la gioia di essere cristiani” a cura dell’Associazione culturale “Don Giuseppe Riggi”


Mostra

Videro e credettero. La bellezza e la gioia di essere cristiani La mostra, promossa dall’Associazione Culturale “Don Giuseppe Riggi” in occasione dell’Anno della fede, sarà visitabile dal 10 al 16 novembre nella Basilica Cattedrale di Messina. Sabato 9 novembre alle ore 19 l’inaugurazione e la presentazione con don Liborio Di Marco e Maria Concetta Buttà.

Per iniziativa dell’Associazione Culturale “Don Giuseppe Riggi”, con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Messina‐Lipari‐Santa Lucia del Mela e di Comunione e Liberazione di Messina, domenica 10 novembre aprirà al pubblico nella Basilica Cattedrale di Messina la mostra Videro e credettero. La bellezza e la gioia di essere cristiani, prodotta da Itaca con il patrocinio del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione, che ha concesso il logo dell’Anno della fede, del Progetto Culturale della Chiesa Italiana e dell’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della CEI.

Sabato 9 novembre alle ore 19 avrà luogo l’inaugurazione e la presentazione dei contenuti della mostra con gli interventi di Don Liborio Di Marco, docente di Sacra Scrittura presso la Facoltà Teologica di Sicilia in Palermo, e Maria Concetta Buttà, coordinatrice della mostra per la Sicilia. «In un tempo nel quale Dio è diventato per molti il grande Sconosciuto e Gesù semplicemente un grande personaggio del passato» – ha detto Benedetto XVI – occorre «un rinnovato impulso, che punti a ciò che è essenziale della fede e della vita cristiana», cioè l’incontro con Cristo, vivo e presente. È questo l’intento dell’esposizione, che si colloca nell’ambito dell’Anno della fede voluto da Benedetto XVI, e portato avanti con altrettanta audacia dal grande testimone della bellezza di Cristo quale è Papa Francesco, come occasione di riscoperta di una fede ragionevole e piena di speranza.  La mostra, costituita da 32 pannelli suddivisi in cinque sezioni, propone un percorso di testi e immagini che, partendo dal contesto di un «mondo dopo Gesù senza Gesù», per usare un’espressione del poeta Péguy, intende mettere in luce il realismo e la ragionevolezza della fede come l’unica che può rispondere al cuore dell’uomo, fatto per l’infinito.

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