FRAZZANO’ – Storia di un uomo e della sua ombra. Convento di Fragalà (22 luglio 2013 – ore 21.30)


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Spettacolo finalista Premio Scenario 2008, vincitore PREMIO EOLO 2010 – migliore spettacolo teatro ragazzi e giovani dell’anno, vincitore PREMIO PADOVA – AMICI DI EMANUELE LUZZATI 2010 XXIX Festival Nazionale del Teatro per i Ragazzi di Padova. Con: Giuseppe Semeraro, Dario Cadei e Leone Marco Bartolo. Light Design: Otto Marco Mercante; Musiche dal vivo: Leone Marco Bartolo; Regia: Giuseppe Semeraro.
Un cartone animato in bianco e nero, un film muto con due attori in carne e ossa. Intorno a un quadrato bianco, sintesi di una casa invisibile, si danno battaglia un uomo, il suo fedele palloncino e un dispettoso uomo nero. La singolarità di questo lavoro è la sua essenzialità e l’assenza totale di un testo. Un racconto semplice e diretto sull’eterna lotta tra bene e male, morte e vita, luce e ombra, amore e odio, tutto con leggerezza e ironia. Una favola muta sulla possibilità di far incontrare questi eterni contrari. Una fiaba noir accompagnata dalle diavolerie acustiche, eseguite dal vivo, da un musicista che scolpisce lo spazio scenico con ritmo e poesia.
Dicono di noi: 
..è una creazione di grande e raffinata fattura che senza una parola costruisce un conflitto antico come il mondo. Agito come un cartone animato in bianco enero studiato nei minimi particolari che si nutre di rimandi molto diversi tra loro da Chaplin e Keaton a Wile E. Coyote al grande repertorio dei clown, giocato senza sbavature in scena da Dario Cadei e Giuseppe Semeraro e accompagnato musicalmente con grande scelta di tempi da Leone Marco Bartolo, lo spettacolo ci dona un’ ora di assoluto ed intelligente divertimento tutto risolto senza parola alcuna su un ritmo sfrenato calibratissimo che racconta ai bambini una storia antica come il mondo.” di Mario Bianchi da http://www.eolo-ragazzi.it/
“Grande divertimento al Teatro al Parco per “Storia di un uomo e della sua ombra (Mannaggia ‘a mort)”, molto bravi i protagonisti, Giuseppe Semeraro (che firma anche la regia), Dario Cadei e Leone Marco Bartolo (alla chitarra, sue le musiche originali dal vivo): presentato nell’ambito di Zona Franca, questo spettacolo di Principio Attivo Teatro moltiplica gag, situazioni clownesche, buffi inseguimenti lasciando però intravedere sfondi di complessità, svelando il personaggio in competizione, vestito di nero, dalle mani scheletriche, adunche, sotto il nero soprabito, il costume della morte…per quanto in mutande! Perfetto l’accompagnamento sonoro, che dà il ritmo allo spettacolo, crea attesa, gioca con le situazioni…” di Valeria Ottolenghi da la Gazzetta di Parma
“Uno spettacolo senza parole ma pieno di poesia. E’ la storia di un uomo e della sua ombra raccontata dai corpi di Giuseppe Semeraro e Dario Cadei con la musica che scolpisce lo spazio scenico eseguita dal vivo da Leone Marco Bartolo… La dialettica vita-morte, la tenerrezza di un uomo che coltiva l’amore e ama i fiori, l’esistenza solitaria di un altro che invece sceglie il buio (eppure dalla luce è attratto): sono tutti temi rccontati senza essere detti, evocati nell’intimo diciascuno di noi, senza però alcuna intrusione. Sono raccontata usando la magia del teatro, che da pochi oggetti e da accorti movimenti crea un intero mondo.. hanno costruito qualcosa di originale, di assolutamente nuovo. Hanno dato origine ad uno spettacolo, non ne hanno riprodotto uno già fatto, pur traendo spunto e suggestioni dalla tradizione. Hanno inventato un registro nuovo per raccontare una vecchia storia…” di  Donata Meneghelli da Libertà
“Una lotta senza esclusione di colpi, quella tra “un uomo” il protagonista, “e la sua ombra” il suo rivale, proprio come l’incessante inseguimento tra Wile E. Coyote e il Road Runner (Bip Bip), i personaggi creati da Charles Martin, in arte “Chuck” Jones, l’ animatore statunitense della Warner Bros sul finire degli anni Quaranta. L’uno è un omino mite che ricorda a tratti, sia per aspetto fisico che per alcune espressioni del viso, il Mr Bean creato dall’attore britannico Rowan Atkinson, appare in scena goffo e impacciato, sistema la sua valigiona azzurra al centro del palco, e ne tira fuori delle strisce di cartone con cui costruirà il perimetro della sua casa. Poi sistemerà il suo adorato palloncino bianco in modo tale che non voli via e di seguito la sveglia, il cuscino e la coperta ed ancora una serie d’oggetti d’uso comune che raccontano la sua semplice avventura, fatta di passeggiate, fiori, di sogni e risvegli. L’altro è unuomo in cappotto nero, con cilindro e naso a punta, che sotto l’abito mostra l’anima di ossa, dipinte su una tuta scura, con la sua risata stridula minaccia la tranquillità del protagonista, che come Mr Magoo, il simpatico vecchietto brontolone che non vede più in la del suo naso, trasforma ogni situazione pericolosa in ridicola e ilare…” di Govoni & Ameruoso da Aprileonline.info
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