LETTERA APERTA del giovane Antonio Araca alla comunità di Militello Rosmarino


Avv. Calogero Lo Re (uscente) militello

Carissimi concittadini, scrivo questo breve pensiero umilmente e senza alcuna arroganza. Vi confesso che non volevo prendere parola in questo giorno in cui il nuovo sindaco festeggia il trionfo elettorale, ma in quanto cittadino di questo paese credo sia un atto doveroso nei confronti di chi come me, qui vive. Per essere parte attiva di una comunità non occorre ricoprire, obbligatoriamente, qualche carica istituzionale. Si può fare parte di essa mettendo a disposizione le proprie capacità, le proprie idee. Non mi rivolgo prima alla maggioranza e dopo alla minoranza degli eletti al Consiglio Comunale, ma contemporaneamente agli uni ed agli altri. Se facessimo un bilancio delle situazioni in cui versano i comuni siciliani, ed anche il nostro, dovremmo ammettere che non ne verrebbe fuori un bilancio confortante. La colpa non può e non deve essere addebitata solo ed esclusivamente all’operato delle Amministrazioni Comunali. Tutti insieme dobbiamo operare affinché nel necessario e civile raffronto fra le ideologie politiche, che rappresentano l’espressione di una vera democrazia, possa realizzarsi una collaborazione tra tutte le forze sociali, in maniera concorde, nel rispetto della persona, cosicché tutte le idee, indipendentemente dalla loro provenienza possano essere utilizzate per lo sviluppo socio- economico e culturale di questa terra.

Da questa competizione elettorale non devono uscire fuori né vincitori né vinti, ma solo persone che con il loro impegno, muniti della sola volontà, possano in tutti i modi far progredire questo lembo di Sicilia. Il popolo di Militello ha deciso, il popolo di Militello esercitando il sacro santo diritto di voto ha voluto riconfermare la fiducia all’Avv. Calogero Lo Re e non occorre sforzarsi per cercare di individuare motivazioni più o meno fantasiose che hanno originato tale scelta, perché il popolo è sovrano, il popolo è allo stesso tempo giudice ed artefice del proprio destino, come scrisse Seneca: sacra è la voce del popolo. Solo chi ha veramente a cuore Militello sarà in grado di mettere da parte il risultato elettorale, dimostrando che il paese non si ama soltanto nel breve periodo della campagna elettorale. Per questo motivo, invito tutti coloro i quali in questa campagna elettorale hanno dichiarato il loro sentimento per questo paese a non indietreggiare dalla scena politica, a non rassegnarsi davanti ad una semplice sconfitta elettorale, in maniera tale che chi ha confidato in Voi, chi ha riposto in Voi la propria fiducia non possa sentirsi abbandonato. Le idee vanno fatte valere e vanno difese a prescindere dal riconoscimento popolare. Indipendentemente dal fatto di occupare una poltrona nella casa Comunale, tutti e dico tutti, dobbiamo adoperarci in maniera tale che le idee possano tradursi in operante realtà.

Che questo risultato serva da monito. Nei vari comizi è stato detto che bisogna piantare alberi giovani. Ed è vero, ma non bisogna gettar semi ed abbandonarli al proprio destino pretendendo di raccoglierne i frutti allo scoccare dei cinque anni. Bisogna operare giorno dopo giorno cosicché quelle piante producano realmente dei frutti. A coloro che hanno ottenuto maggiori consensi spetterà il duro compito di ben amministrare, nell’interesse dell’intera collettività, mettendo da parte quello sterile antagonismo da campagna elettorale attivandosi per scuotere questo paese dall’immobilismo, assumendosi le responsabilità davanti a tutti gli elettori. Certo, è facile puntare sul cavallo vincente, è troppo semplice ottenere grandi consensi grazie alla popolarità di chi capeggia la lista, ed è altrettanto facile saltare sul carro dei vincitori. È più difficile, invece, rimanere seduti sullo stesso carro senza nulla pretendere, con la volontà di collaborare non per ottenere agognati riconoscimenti, o per collocarsi tra le “autorità” durante i festeggiamenti del Nostro protettore. Il ruolo che andrete a ricoprire è un altro: avete l’obbligo morale e giuridico di operare nell’interesse dell’intero paese e della collettività.

Auguro a Te, caro Calogero di fedelmente adempiere al compito che la gente di Militello ti ha voluto rinnovare, consapevole dell’importante riconoscimento che ti è stato attribuito. Voglio imitarti, non nel tono della voce, e prendo come esempio la Divina Commedia, augurandoti di non trovarti mai nel nono cerchio dell’Inferno, nella Caina dantesca. Soprattutto per il bene di questa popolazione. Concittadine e concittadini, amici tutti di Militello, dopo questo breve intervento, motivato unicamente dall’amore che come voi mi lega a questa terra, mi avvio alla conclusione ricordando a chiunque che per poter criticare occorre possedere una chiara intuizione, un’amorevole capacità ed un’assoluta tolleranza. Per chi come me è costretto a vivere fuori, anche per brevi periodi, Militello Rosmarino rappresenta il luogo dell’incanto, il luogo degli affetti e, se vogliamo, il motivo di qualche dolce nostalgia. Alla comunità di Militello Rosmarino è rivolto il mio augurio più grande. Cresciamo insieme, concittadini, e, sempre insieme, adoperiamoci perché il Nostro paese sia migliore.

Antonio Araca

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