MILITELLO ROSMARINO – Il sindaco uscente Calogero Lo Re conferma la sua ricandidatura, a contendergli lo scranno di palazzo di città è il dott. Giuseppe Pirrone


dott. Giuseppe Pirrone

Diciamo subito che l’imminente sfida politica – secondo fonti attendibili – si presenta nel centro montano tanto interessante, quanto dura e combattuta tra due “cavalli di razza” pieni di entusiasmo, soprattutto sulla credibilità e concretezza dei loro programmi dai quali ne discenderà la vittoria dell’una coalizione: “Nuova Militello” che sostiene la candidatura dell’outsider dott. Giuseppe Pirrone (medico); oppure dell’altra “Uniti per Militello” la lista che perora il ritorno a palazzo di città del sindaco uscente.

Venerdì scorso, infatti, è stata la volta dell’avv. Lo Re che, tra gli applausi dei  numerosi presenti, nella sede del comitato elettorale diCalogero Lo Re piazza Lodato ha esordito dicendo “…pur godendo della posizione di sindaco uscente, e volendo riproporre la mia candidatura a sedere sul più alto scranno cittadino ho ritenuto doveroso, per onestà intellettuale, sottopormi al vostro insindacabile giudizio nell’imminente scadenza elettorale del 9 e 10 giugno e presentarvi con orgoglio il simbolo dell’aggregazione  “Uniti per Militello” che mi sosterrà nell’impresa”.

Calogero Lo Re,  cosciente  di quanto lo attenderà politicamente nei giorni a venire, si dice pronto ad accettare  la sfida – già lanciata in precedenza dalla coalizione a guida Pirrone – con la consapevolezza che lo induce  ad affermare: “Molto è stato fatto… tanto rimane da fare” che non vuole significare un vuoto slogan elettorale, ma la riflessione  di chi, quale primo cittadino,  ha a cuore le sorti della comunità che ha amministrato già per due mandati (1998-2003 il primo) e quindi, senza perifrasi vola alto, e rivolgendosi soprattutto ai giovani presenti,  parla loro non di fumosi progetti bensì di concrete idee realizzabili con il sostegno dell’ente Comune che ne detterebbe le linee-guida. “Come non pensare, sostiene, data la felice posizione geografica (otto chilometri dal mare e a pochissimi altri dalla montagna), ad una Militello dal centro storico trasformato in città albergo?; oppure  quale  volano turistico-promozionale sarebbe l’apertura alla fruizione pubblica della cripta della Matrice che custodisce le 41 mummie?”. A questo proposito, v’è da dire, che il confronto con la Curia è aperto. “Questi, conclude Lo Re, per citarne alcuni, i progetti finalizzati a convincervi a non abbandonare Militello diventando imprenditori di voi stessi. Perché non provarci?”.

da “Gazzetta del Sud” – Nino Vicario

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