GALATI MAMERTINO – Presentato il cortometraggio “Radio Aut – grido di legalità nell’era web 2.0”


IMG.1
Da sinistra: Giuseppe Truglio, Emanuele Giglia, Ivan Vadori, Vincenzo Amadore, Luciano Armeli, Francesco Natoli

Organizzato e promosso dall’associazione culturale “Il Libertino”, si è tenuto presso l’aula Consiliare del Comune di Galati Mamertino l’evento “Radio AUT – Grido di legalità nell’era Web 2.0 – Incontro col regista” imperniato sulla straordinaria figura di Peppino Impastato. L’ospite Ivan Vadori, giovane collaboratore de “Il Fatto Quotidiano”, il “Messaggero Veneto e “Affari Italiani”, folgorato (come lui stesso dice) e affascinato da Peppino e dalla sua storia, nell’aprile del 2012 ha deciso di tributargli un omaggio con la realizzazione di un documentario che mette in luce la geniale e rivoluzionaria lotta del giovane di Cinisi contro la mafia. Il progetto parte dalla propria tesi di laurea, che il regista non voleva finisse relegata in un archivio e dalle riflessioni sulle enormi potenzialità di un mezzo di comunicazione come la radio. Nel documentario del regista friulano, il “polentone dal cuore terrone” (appellativo datogli da un’amica), spiccano le testimonianze di coloro che hanno avuto la fortuna di conoscere Peppino: lo storico amico Salvo Vitale, il radioamatore Danilo Sulis (che recuperò un vecchio trasmettitore militare per dare vita a Radio Aut), il fratello Giovanni. Inoltre, danno un importante apporto altre personalità che, indirettamente, hanno avuto a che fare col giovane: il Pm Antonio Ingroia, il Procuratore Giancarlo Caselli, il Pm Franca Imbergamo, il professore Umberto Santino (fondatore del centro di documentazione antimafia), il giornalista di Repubblica Salvo Palazzolo. Il cortometraggio fa emergere quanto sia sorprendente il coraggio del giovane ragazzo di Cinisi, unico attivista antimafia nato in una famiglia mafiosa: il marito di sua zia, Cesare Manzella, era un boss di primo livello nel firmamento dell’organizzazione criminale e, dopo la sua morte, il padre, Luigi Impastato, rimane legato al nuovo numero uno di Cosa Nostra, Tano Badalamenti. Alla realizzazione del cortometraggio ha collaborato, nella funzione di co-regista, Filippo Baracchi.

Per la primavera del 2013, a 35 anni dalla morte del giovane attivista, è prevista l’uscita del documentario “La Voce d’Impastato” del regista friulano, che approfondirà la ricerca su Radio Aut, lo stretto legame di essa con la rete web 2.0, il depistaggio dell’omicidio e i collegamenti tra le attività di Peppino ed il feroce assassinio dei due carabinieri di Alcamo Marina, Carmine Apuzzo e Salvatore Falcetta, che ancora oggi non hanno avuto giustizia (la cartellina di Peppino che conteneva i documenti relativi alla sua inchiesta su questa vicenda è scomparsa in seguito al suo omicidio, di essa si è persa ogni traccia, proprio come accadde per l’agenda rossa di Paolo Borsellino). “La Voce d’Impastato” sarà “un viaggio nell’Italia attraverso le testimonianze di magistrati, parenti e giornalisti che hanno un forte legame con Peppino”. Oltre ai prestigiosi protagonisti sopracitati, saranno intervistati la giornalista del Fatto Quotidiano Antonella Mascali, il Presidente di Libera Don Ciotti, il sociologo Nando Dalla Chiesa ed il reporter Carlo Lucarelli. Il lungometraggio parteciperà ad aprile al prestigioso Festival “Le Voci dell’Inchiesta” di Pordenone, dedicato per l’edizione 2013 alla radio. La peculiarità del lavoro, però, consiste anche nella sua indipendenza, infatti, per finanziare il suo film, Ivan Vadori ha scelto di servirsi del crowdfunding, un metodo di raccolta fondi e finanziamenti attraverso sottoscrizioni pubbliche, ampiamente utilizzato in America: chiunque può sostenere l’iniziativa versando una somma di denaro (minimo 10 euro); inizialmente, sarà sufficiente “prenotare” una delle 400 quote disponibili e, una volta raggiunto il budget necessario (4.000 euro), si riceverà una mail con le istruzioni di pagamento. Coloro che partecipano all’iniziativa riceveranno una copia del film in dvd e diventeranno coproduttori (il loro nome comparirà fra i titoli di coda).

Una sala gremita ha assistito in religioso e commosso silenzio alla proiezione del cortometraggio ed agli interventi dei relatori. Luciano Armeli, autore del libro “Le vene violate”, ha messo in luce, tramite una sentita ed articolata analisi, l’ambivalente concetto della salvaguardia dell’identità del popolo siciliano, che passa anche attraverso la “mattanza dei giornalisti d’inchiesta”, operata dalla mafia e le menti raffinate che al servizio della stessa si sono votate. Francesco Natoli, intervenuto all’incontro in qualità di rappresentante del mondo studentesco universitario, ha portato i saluti di Nelli Scilabra, assessore alla Formazione del governo Crocetta e la propria esperienza nel mondo dell’antimafia. A rendere omaggio alla figura di Peppino, gli interventi di Emanuele Giglia, consigliere comunale di Sinagra e Giuseppe Truglio, anche lui appassionato di storia antimafia . Ha moderato il dibattito – in qualità di presidente dell’associazione culturale “Il Libertino”- Vincenzo Amadore (anche capogruppo dell’opposizione consiliare galatese), che ha concluso ringraziando l’ “illusre” ospite e auspicando che “iniziative di tale spessore morale e culturale continuino ad animare il nosro paese”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...