S. Antonio Abate ritorna fra le antiche strade di Militello


Ritorna dopo 23 anni la processione di Sant’Antonio Abate a Militello Rosmarino. L’ultima processione dell’antico simulacro di S. Antonio Abate risale infatti al 1990. Ma già quell’anno la manifestazione si rivelava una riscoperta- una tantum- di una processione ormai caduta nel dimenticatoio a partire dal 1960. Nel 1990, l’allora commissione di S. Biagio, con in testa il Prof. Enzo Sanfilippo e l’Arciprete Don Rosario Lo Cicero, tentarono un ripristino e un ritorno al passato che non sarà più ripetetuto per la fatiscenza della statua lignea, che processionata avrebbe potuto subire compromissioni statiche  e strutturali importanti.

Finalmente il 17 Gennaio 2013 il simulacro di S. Antonio Abate ritornerà tra le strade di Militello,e a benedire in Piazza Lodato gli animali domestici, come tradizione vuole. Il restauro conservativo dell’opera è stato curato dalla Dott.ssa Prof.ssa Castrovinci.

Un recupero storico- artistico ed etno-antropologico voluto fortemente dall’attuale Parroco Don Calogero Oriti, che già in poco meno di un decennio si trova a raggiungere l’ambizioso traguardo di aver riportato all’antico splendore tutte le opere ligne e pittoriche custodite all’interno della Chiesa Madre di Militello Rosmarino, dopo che nel 2006 ha presenziato la riapertura al culto dello stesso edificio ecclesiastico,una volta restaurato. Un sogno continua, però, a inseguire  Don Calogero: “il restauro della sua canonica e dei locali annessi”, come anche il recupero delle Mummie, e la creazione di un museo religioso.

Il Culto di Sant’Antonio Abate a Militello Rosmarino è attestato fin dal secolo XVI, quando l’ordine francescano della omonima chiesa commissionava, probabilmente, agli abili intagliatori i fratelli Li Volsi di Tusa, il simulacro ligneo. La Chiesa di S. Francesco conservò fino ai primissimi anni del XX secolo l’opera lignea, che puntualmente ogni anno era processionata, dopo una preghiera, “a diciasettina”, recitata dal 01 Gennaio al 17. La festa come la processione erano molto partecipate e sentite, in quanto aprivano, e aprono, le porte agli imminenti festeggiamenti del Santo Patrono S. Biagio.

All’alba del XX secolo, con la soppressione dei beni ecclesiastici e la relativa chiusura al culto della Chiesa di S Francesco, l’opera, come attestano memorie orali, fu portata da sole donne nella Chiesa Madre, per sottrarla ad un eventuale furto o all’incameramento da parte dello Stato.

Quel giorno di tanti anni fa, il 17 Gennaio, le numerose fucine dei fabbri a Militello restavano spente, per rispetto all’antico santo protettore del fuoco, dei fuochisti e dei pompieri

 .Programma S.Antonio Abate 2013

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