Ragazzi si danno fuoco per scherzare?


Molti ragazzi studiano, altri lavorano, altri ancora si divertono a giocare alla playtation; poi esiste un ristrettissimo gruppo di giovani che trascorre i pomeriggi a farsi riprendere con il telefonino per finire su Youtube e diventare famosi. Voi mi direte: che c’è di male? Il problema non è tanto il fatto di farsi riprendere quanto in realtà quello che si riesce a fare per ottenere la celebrità. Due giovani torinesi, di 14 e 15 anni, hanno deciso, infatti, di inzupparsi a vicenda con la benzina per poi darsi fuoco con un accendino, mentre venivano ripresi da un amico. Volevano diventare “torce umane” e vantarsi poi dell’insano gesto con i compagni. Almeno adesso saranno contenti; volevano diventare famosi e adesso lo sono.

Non si sta capendo più niente in Italia: c’è chi viene incendiato per divertimento o razzismo; c’è chi si incendia perchè non riesce a pagare i debiti e chi invece si dà fuoco per divertirsi. Boo!!!! 

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San Valentino Martire – 14 Febbraio


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LA VITA

La più antica notizia di S.Valentino è in un documento ufficiale della Chiesa dei secc.V-VI dove compare il suo anniversario di morte. Ancora nel sec. VIII un altro documento ci narra alcuni particolari del martirio: la tortura e la decapitazione notturna. Altri testi del sec. VI, raccontano che S.Valentino, cittadino e vescovo di Terni dal 197, divenuto famoso per la santità della sua vita, per la carità ed umiltà, per lo zelante apostolato e per i miracoli che fece, venne invitato a Roma da un certo Cratone, oratore greco e latino, perché gli guarisse il figlio infermo da alcuni anni. Guarito il giovane, lo convertì al cristianesimo insieme alla famiglia. Imprigionato sotto l’Imperatore Aureliano fu decollato a Roma. Era il 14 febbraio 273. Il suo corpo fu trasportato a Terni al LXIII miglio della Via Flaminia. Fu tra i primi vescovi di Terni, consacrato da S.Feliciano vescovo di Foligno nel 197.

LA LEGGENDA

La festa del vescovo e martire Valentino si riallaccia agli antichi festeggiamenti di Greci, Italici e Romani che si tenevano il 15 febbraio in onore del dio Pane, Fauno e Luperco. Questi festeggiamenti erano legati alla purificazione dei campi e ai riti di fecondità. Divenuti troppo licenziosi, furono proibiti da Augusto e poi soppressi da Gelasio nel 494. La Chiesa cristianizzò quel rito pagano della fecondità anticipandolo al giorno 14 di febbraio e attribuendo al martire ternano la capacità di proteggere i fidanzati e gli innamorati indirizzati al matrimonio e ad un’unione allietata dai figli. Da questa vicenda sorsero alcune leggende. Le più interessanti sono quelle che dicono il santo martire amante delle rose, fiori profumati che regalava alle coppie di fidanzati per augurare loro un’unione felice. Oggi la festa di S.Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore. L’invito e la forza dell’amore che è racchiuso nel messaggio di S.Valentino deve essere considerato anche da altre angolazioni, oltre che dall’ormai esclusivo significato del rapporto tra uomo e donna anche quello del rapporto tra Dio e l’uomo. Nell’Amore infatti risiede la solidarietà e la pace, l’unità della famiglia e dell’intera umanità.

ECCOVI ACCONTENTATI!

 SAN VALENTINO PATRONO DEGLI INNAMORATI!

AUGURI A TUTTI I FIDANZATI!

                                                                                        FRANCESCO DE LUCA

Sant’Agata Militello, nasce il primo Circolo delle libertà


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Cari amici, sono veramente felice e lieto di comunicarvi che a Sant’Agata militello nasce il primo e unico Circolo della libertà. Questa “associazione” che abbiamo voluto creare, io insieme ai soci, entro la fine di questa primavera darà i suoi frutti. Tutto questo grazie alle sedici persone che si sono iscritte per dare vita a queso nuovo movimento giovanile Nebroideo; abbiamo, infatti, persone di Sant’agata, di Acquedolci, di Torrenova e Caronia ma contiamo di aumentare innanzitutto il numero dei partecipanti e in secondo luogo assumerle anche di altri paesi. Lavorare insieme si può! e in più avremo più peso, più valenza, a differenza di altri circoli e/o assodscn5905ciazioni, nelle scelte della pubblica amministrazione; proprio perchè apparteniamo a un’associazione NAZIONALE che fa da sostegno al più grande partito italiano, il Popolo della Libertà.
Contiamo di cambiare questo Paese, contiamo di cambiare le persone che ci hanno governato male combinando sempre e solo danni a nostre spese, contiamo di dare una svolta concreta a questa società che, oggi più che mai, ha bisogno di uomini e donne vere, oneste ma soprattutto liberali e generose tenendo lontano quel sentimento che nessuno di noi possiede e cioè: l’odio e l’egoismo. Chiunque si sente di appartenere a questa grande famiglia e volesse farne parte non ha che da richiedere i moduli di iscrizione presso la redazione del blog Santagatando. (nella foto a destra Calogero Galati).

Viva Sant’agata, Viva il nostro circolo della libertà

Con affetto, Calogero Galati

Buon San Valentino…!!!!


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Quattordici febbraio, San valentino. In tutto il mondo si celebra la festa degli innamorati, un rito che si rinnova da oltre 1.500 anni, da quando cioè nel 496 dc Papa Gelasio I decise di sostituire alla festività pagana della fertilità, i lupercalia, una ispirata al messaggio d’amore diffuso dall’opera di San Valentino. E anche quest’anno, nonostante la crisi, San Valentino muoverà un notevole giro d’affari legato ai regali: i fiori ovviamente, soprattutto le rose rosse, ma anche cioccolatini, caramelle e – per chi vuole osare di più – gioielli. Buon San Valentino a tutti….divertitevi e non spendete troppo!!!

Santi Cirillo e Metodio Patroni d’europa – 14 febdraio


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Papa Giovanni Paolo II, il 31 dicembre 1980 volle porre due santi fratelli, Cirillo e Metodio, quali patroni d’Europa insieme con San Benedetto, in quanto evangelizzatori dei popoli slavi e dunque della parte orientale del vecchio continente.
Poche notizie ci sono state però tramandate circa Cirillo e suo fratello Metodio.
Nativi di Salonicco, erano i rampolli di una nobile famiglia greca. Secondo la “Vita Cyrilli”, quest’ultimo era il più giovane di sette fratelli e già in tenera età pare avesse espresso il desiderio di dedicarsi interamente al perseguimento della sapienza. In giovane età si trasferì a Costantinopoli, ove intraprese gli studi teologici e filosofici. La curiosità tipica di Cirillo dimostrava il suo eclettismo: egli coltivò infatti nozioni di astronomia, geometria, retorica e musica, ma fu nel campo della linguistica che poté dar prova del suo genio. Oltre al greco, Cirillo parlava infatti correntemente anche il latino, l’arabo e l’ebraico. La missione più importante che venne affidata a Cirillo e Metodio, dall’imperatore di Costantinopoli, fu quella presso le popolazioni slave della Pannonia e della Moravia.
Il sovrano di Moravia, Rostislav, poi morto martire e venerato come santo, chiese all’imperatore bizantino di inviare missionari nelle sue terre, celando dietro motivazioni religiose anche il fattore politico della preoccupante presenza tedesca nel suo regno. Cirillo accettò volentieri l’invito e, giunto nella sua nuova terra di missione, incominciò a tradurre brani del Vangelo di Giovanni inventando un nuovo alfabeto, detto glagolitico (da “глаголь” che significa “parola”), oggi meglio noto come alfabeto cirillico. Probabilmente già da tempo si era cimentato nell’elaborazione di un alfabeto per la lingua slava. Non tardarono però a manifestarsi contrasti con il clero tedesco, primo evangelizzatore di quelle terre. Nel 867 Cirillo e Metodio si recarono a Roma per far ordinare sacerdoti i loro discepoli. Il pontefice riservò loro un’accoglienza positiva, ordinò prete Metodio ed approvò le loro traduzioni della Bibbia e dei testi liturgici in lingua slava. Inoltre Cirillo gli fece dono delle reliquie di San Clemente, da lui ritrovate in Crimea. Durante la permanenza nella Città Eterna, Cirillo si ammalò e morì: era il 14 febbraio 869. Venne sepolto proprio presso la basilica di San Clemente.
Metodio ritornò poi in Moravia, ma durante un successivo viaggio a Roma venne consacrato vescovo ed assegnato alla sede di Sirmiun (odierna Sremska Mitroviča). Quando in Moravia a Rostislav successe il nipote Sventopelk, favorevole alla presenza tedesca nel regno, iniziò così la persecuzione dei discepoli di Cirillo e Metodio, visti come portatori di un’eresia. Lo stesso Metodio fu detenuto per due anni in Baviera ed infine morì presso Velehrad, nel sud della Moravia, il 6 aprile 885. I suoi discepoli vennero incarcerati o venduti come schiavi a Venezia. Una parte di essi riuscì a fuggire nei Balcani e non a caso in Bulgaria si venerano come Sette Apostoli della nazione proprio Cirillo, Metodio ed i loro discepoli
Se l’immane opera dei due fratelli di Tessalonica fu cancellata in Moravia, come detto, trovò fortuna e proseguimento in terra bulgara, anche grazie al favore del sovrano San Boris Michele I, considerato “isapostolo”, che abbracciò il cristianesimo e ne fece la religione nazionale. La vastissima attività dei discepoli di Cirillo e Metodio in questo paese diede origine alla letteratura bulgara, ponendo così le basi della cultura scritta dei nuovi grandi stati russi. Il cirillico avvicinò moltissimo i bulgari e tutti i popoli slavi al mondo greco-bizantino: questo alfabeto si componeva di trentotto lettere, delle quali ben ventiquattro prese dall’alfabeto greco, mentre le altre appositamente ideate per la fonetica slava. Ciò comportò una grande facilità nel trapiantare in slavo l’enorme tradizione letteraria greca. La nuova lingua soppiantò ovunque il glagolitico e rese celebre sino ai giorni nostri il nome del suo ideatore.

                                                                                         FRANCESCO DE LUCA