Sant’Agata Militello, celebrata una messa in onore della santa catanese Agata


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Questa sera presso la chiesetta del Castello Gallego di Sant’Agata Militello, l’arciprete mons. Antonino Spiccia ha celebrato una messa in onore di Sant’Agata, vergine e martire siciliana. Durante l’omelia l’arciprete ha ricordato brevemente le varie fasi del martirio della giovane santa per volontà del proconsole di Catania Quinziano e in forza dell’editto di persecuzione contro i cristiani dell’imperatore Decio. Durante la celebrazione è stata anche benedetta una nuova statua, raffigurante la santa, offerta devozionalmente da una famiglia santagatese e che, da oggi, verrà ospitata in uno degli altari laterali della chiesa. Al termine della santa messa, alla quale hanno partecipato il sindaco dott. Bruno Mancuso e il presidente del Consiglio comunale l’ing. Filippo Travaglia,  i fedeli si sono diretti processionalmente sotto il vicino arco di via Roma, sulla cui sommita è presente una statuetta che raffigura la martire, che la tradizione vuole sia stata portata nel nostro paese da alcuni pescatori catanesi in difficoltà al largo della costa. Qui l’arciprete e padre Calogero Tascone hanno impartito la solenne benedizione e dopo la lettura di una breve preghiera, si è tornati in chiesa dove i fedeli hanno avuto modo di baciare la reliquia di Sant’ Agata, donata dall’arcidiocesi di Catania alla parrocchia di Santa Lucia in occasione del gemellaggio con la comunità parrocchiale “Sacra Famiglia”.

ANDREA STURNIOLO

Ecco qualche foto:

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Sant’Agata Militello, arrestati due uomini dalla Polizia


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La polizia di Sant’Agata di Militello ha arrestato un 21enne, Moumene El Kabir, di nazionalità marocchina. Il giovane, che non aveva ottemperato ad un ordine di allontanamento emesso dalla questura di Palermo, è stato sorpreso nell’abitazione di un connazionale a Sant’Agata di Militello. Le forze dell’ordine hanno denunciato sia il proprietario dell’immobile che il marocchino che lo ospitava.

Sempre la Polizia di Sant’Agata Militello ha arrestato con l’accusa di estorsione Giuseppe Foti, conosciuto come “Joe l’americano“. L’uomo che ha precedenti penali negli Stati Uniti, ma che da diversi anni si è trasferito in Sicilia, avrebbe estorto 1000 euro ad una trentenne di Acquedolci. Foti si sarebbe recato più volte nell’abitazione della vittima chiedendole del denaro che sarebbe servito a scongiurarle conseguenze personali per aver danneggiato la vettura di un malavitoso nei mesi scorsi.

 

Sant’Agata vergine e martire – 5 febbraio


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LA VITA

Sant’Agata, il cui nome in greco, Agathè, significa buona,
nacque nei primi decenni del III secolo (235?) a Catania. In Sicilia, come in tutto l’Impero romano, si viveva il fenomeno delle persecuzioni contro i cristiani, che erano cominciate, sotto l’imperatore Nerone, per proseguire,in modo occasionale,ma via via più intenso, giustificate da una legge che vietava il culto cristiano. Nel 249 l’imperatore Decio, visto l’intensificarsi del diffondersi del cristianesimo, fu ancora più drastico; tutti i cristiani, denunciati o no, dovevano essere ricercati in ogni caso dalle autorità locali, arrestati, torturati e poi uccisi.
Secondo la ‘Passio Sanctae Agathae’, risalente alla seconda metà del V secolo, Agata apparteneva ad una ricca e nobile famiglia catanese e fu educata dal padre Rao e dala madre Apolla, secondo la loro religione, che era quella cristiana.
Cresciuta in bellezza, candore e purezza verginale, sin da piccola, sentì nel suo cuore il desiderio di appartenere totalmente a Cristo e, quando giunse all’età di 15 anni, sentì che era giunto il momento di consacrarsi a Dio. Nei primi tempi del cristianesimo le vergini consacrate, con il loro nuovissimo stile di vita, costituivano un pericolo per la società romana.
Il vescovo di Catania accolse la sua richiesta e, durante una cerimonia ufficiale chiamata ‘velatio’, le impose il ‘flammeum’, cioè il velo rosso portato dalle vergini consacrate.
Il proconsole di Catania Quinziano ebbe l’occasione di vederla e se ne incapricciò, e, in forza dell’editto di persecuzione dell’imperatore Decio, l’accusò di vilipendio della religione di Stato, accusa comune a tutti i cristiani, quindi ordinò che la catturassero e la conducessero al Palazzo Pretorio.
Il proconsole, quando la vide davanti, sentì ancora di più ardere la sua passione, ma i suoi tentativi di seduzione non andarono in porto, per la resistenza ferma della giovane Agata.
Egli allora mise in atto un programma di “rieducazione” della ragazza, affidandola ad una cortigiana di facili costumi di nome Afrodisia, affinché la rendesse più disponibile. Trascorse un mese sottoposta a tentazioni immorali di ogni genere, con festini, divertimenti osceni, banchetti; ma lei resistette indomita nel proteggere la sua verginità consacrata al suo Sposo celeste, al quale volle rimanere fedele ad ogni costo.
Sconfitta e delusa, Afrodisia riconsegnò a Quinziano Agata dicendo: “Ha la testa più dura della lava dell’Etna”. Allora furioso, il proconsole imbastì un processo contro di lei, processo al quale si presentò vestita da schiava come usavano le vergini consacrate a Dio. “Se sei libera e nobile” le obiettò il proconsole, “perché ti comporti da schiava?” e lei rispose “Perché la nobiltà suprema consiste nell’essere schiavi del Cristo”.
Il giorno successivo altro interrogatorio accompagnato da torture. Ad Agata vennero stirate le membra, lacerate poi con pettini di ferro e scottate con lamine infuocate, ma ogni tormento, invece di spezzarle la resistenza, sembrava darle nuova forza; allora Quinziano al colmo del furore le fece tagliare i seni con enormi tenaglie.
Riportata in cella sanguinante e ferita, soffriva molto per il bruciore e il dolore, ma sopportava tutto per l’amore di Dio; verso la mezzanotte, mentre era in preghiera nella cella, le apparve s. Pietro apostolo, che la risanò facendo ricrescere le mammelle amputate.
Trascorsi altri quattro giorni nel carcere, venne riportata alla presenza del proconsole, il quale, avendo visto le ferite rimarginate, domandò incredulo cosa fosse accaduto. Allora la vergine rispose: “Mi ha fatto guarire Cristo”. Ormai Agata costituiva una sconfitta bruciante per Quinziano. Intanto il suo amore si era tramutato in odio e quindi ordinò che venisse bruciata su un letto di carboni ardenti, con lamine arroventate e punte infuocate.
A questo punto, secondo la tradizione, mentre il fuoco bruciava le sue carni, il velo che lei portava non venne danneggiato dalle fiamme; per questa ragione “il velo di sant’Agata” diventò da subito una delle reliquie più preziose; esso è stato portato più volte in processione di fronte alle colate della lava dell’Etna, dato che gli si atribuì il potere di fermarla.
Mentre Agata spinta in quella fornace ardente moriva bruciata, un forte terremoto scosse la città di Catania e il Pretorio crollò parzialmente, seppellendo due consiglieri di Quinziano. La folla dei catanesi, spaventata,protestò contro l’atroce supplizio della giovane vergine; allora il proconsole fece togliere Agata dalla brace e la fece riportare agonizzante in cella, dove morì qualche ora dopo.

IL CULTO E LE RELIQUIE

Dopo un anno esatto, il 5 febbraio 252, una violenta eruzione dell’Etna minacciava Catania. Molti cristiani e cittadini, anche pagani, corsero al suo sepolcro, presero il prodigioso velo che la ricopriva e lo opposero alla lava di fuoco che si arrestò. Da allora sant’ Agata divenne non soltanto la patrona di Catania, ma la protettrice contro le eruzioni vulcaniche e poi contro gli incendi.  Nel 1040 le reliquie della santa furono trafugate dal generale bizantino Giorgio Maniace, che le trasportò a Costantinopoli; ma nel 1126 due soldati le riportarono a Catania dopo un’apparizione della stessa santa, che indicava loro la buona riuscita dell’impresa. La nave approdò la notte del 7 agosto in un posto denominato Ognina. Tutti i catanesi accorsero ad onorare la Santa.

LA FESTA A CATANIA

Le sue reliquie sono conservate nel duomo di Catania in una cassa argentea, opera di celebri artisti catanesi; vi è anche il busto argenteo della Santa, opera del 1376, che reca sul capo una corona, dono di re Riccardo Cuor di Leone.
Celebrazioni per la sua festa si fanno un po’ in tutta Italia, ma è Catania il centro del suo culto. Le feste sono due, il 5 febbraio e il 17 agosto, con caratteristiche processioni e con l’esposizione del prezioso busto della santa.
Vi sono undici Corporazioni di mestieri tradizionali, che sfilano in processione con le cosiddette ‘Candelore’, fantasiose sculture verticali in legno, con scomparti dove sono scolpiti gli episodi salienti della vita di s. Agata. Il busto argenteo è posto a sua volta sul “fercolo”, una macchina trainata, con due lunghe e robuste funi, da centinaia di giovani vestiti del caratteristico ‘sacco’.
Tante altre sono le tradizioni che accompagnano questi festeggiamenti, a cui partecipa tutto il popolo con le autorità di Catania, devotissimo alla sua Sant’ Agata.

IL CULTO NEL NOSTRO PAESE

La santa vergine e martire catanese è molto importante per il nostro paese di Sant’ Agata Militello, non soltanto perchè la nostra cittadina porta il suo nome, ma anche per la presenza di una reliquia di sant’ Agata che fu donata dall’ Arcidiocesi di Catania alla parrocchia di Santa Lucia, in occasione di un gemellaggio con la parrocchia “Sacra Famigla” di Catania. Nell’ arcoo di via Roma, poi, è presente una statua che raffigura la santa martire catanese, che la tradizione vuole sia stata portata nel nostro paese da dei pescatori catanesi.

                                                                                       FRANCESCO DE LUCA

Il calcio in breve… – 5 febbraio 2009


Possibile tris offensivo Drogba-Aguero-Acquafresca a Giugno

Quaresma ha già fatto le valigie, ma a giugno potrebbero essere anche altri didier_drogbagli attaccanti nerazzurri a cambiare ma­glia. Gli unici certi di avere un futuro ne­razzurro sono Ibrahimovic e Adriano, mentre Cruz, Balotelli, Cre­spo, Mancini, Figo e Obin­na, chi per un motivo, chi per un altro, dovranno tutti assicurarsi la permanenza a Milano. Gli indizi lasciano pensa­re che il lifting sarà profon­do e, specialmente se come già annuncia­to in via Durini Mourinho non utilizzerà più da qui al termine della stagione il 4-3­-3, i prescelti a rinforzare il pacchetto arre­trato non saranno ali come la scorsa esta­te, Quaresma, Mancini e Obinna, ma at­taccanti puri come Drogba, Aguero e Ac­quafresca.

Indiscrezioni societarie per Ronaldinho

Rumors riportano di un acceso diverbio tra il vicepresidente con il tecnico ronaldinhoAncelotti dopo il pari interno col Genoa, per i soli 16 minuti concessi al brasiliano. Roberto De Assis, fratello e agente di Dinho, si è concesso quella che pare più di una trasferta milanese. Proprio tramite il suo procuratore, Ronaldinho ha fatto intendere che non è disponibile a fare panchina più di tanto. L’accordo col Milan prevede che lo sfruttamento dei diritti d’immagine sia appannaggio del giocatore, ma in via Turati valutano anche il capitolo introiti derivanti dal rapporto con il verdeoro (vedasi Beckham). Perché possa ritrovare e ritrovarsi un posto da titolare, Ronaldinho dovrà tornare in forma.

Oltre a Diego, si pensa a Floccari e D’Agostino

Tutto si fonda su nuove strategie. In corso Galileo Ferraris la morigeratezza sergio_floccaridi questo gennaio è propedeutica ad un’estate razionale che dovrebbe tradursi nell’arrivo agognato alla Juventus di Diego dal Werder Brema. Il trequartista brasiliano, già sfiorato ai tempi della triade, è acquisto gradito anche da mister Ranieri il quale si è apertamente pronunciato a favore del suo acquisto. Ma in questa Juve che sarà, e che potrebbe permettersi lo sfizio di disgressioni da quel 4-4-2 di cui è portatrice sana, figureranno anche Floccari, D’Agostino, Quagliarella e il brasiliano Dentinho.

STEFANO PRESTI

Uomo ucciso dall’esplosione del suo cellulare


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Un uomo è stato ucciso a Guangzhou, in Cina, in seguito all’esplosione del suo telefono cellulare. La vittima, che lavorava come commesso in un negozio di elettronica, aveva appena riposto nella tasca interna della sua giacca il telefonino, dopo aver sostituito la batteria. Un’improvvisa esplosione lo ha investito e i frammenti hanno reciso una vena del collo. L’uomo è morto dissanguato in pochi istanti. Onde evitare che avvengano nuove eplosioni bisogna: uUsare sempre batterie originali; non esporre il dispositivo ad alte temperature o alla luce diretta del sole ed evitare che si surriscaldi troppo intrattendo lunghe conversazione.

Guinness: casalinga col seno più grande del mondo


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Mentre in Italia si discute su come impedire alle ragazzine minorenni di farsi operare per ingrandire il seno, negli Usa una casalinga Sheyla Hershey del Texas, è disposta a tutto pur di realizzare il suo sogno: avere il seno più grande del mondo. A 28 anni si è sottoposta all’ottavo intervento per ingrandire il suo decolleté nell’aprile dello scorso anno, ma nonostante le già stratosferiche dimensioni, pari a quasi quattro litri di silicone, voleva un seno ancora più grande. E piuttosto che rinunciare alla bizzarra aspirazione, ha lasciato il fidanzato che le ha intimato di fermarsi. Non so se ha più silicone nel seno che massa celebrale in testa? Voi che ne pensate?