Magistratura vs animali


0000-animale-diveTre giorni in cella, e ora liberi. Dopo il reo confesso dello stupro di Capodanno, un’altra decisione della magistratura destinata a far discutere. Due romeni, accusati di favoreggiamento nell’inchiesta sullo stupro a Guidonia, sono stati scarcerati. Mugurel Goia, 22 anni, e Ionut Barbu, 30 anni, hanno ottenuto gli arresti domiciliari dal gip Cecilia Angrisani. Contro il provvedimento si era opposto il capo della Procura di Tivoli, Luigi De Ficchy, che aveva chiesto al giudice di ordinare anche nei confronti dei due il mantenimento della custodia cautelare in carcere per approfondire il loro ruolo nel tentativo di fuga degli stupratori e nel coinvolgimento della coppia di romeni in furti e rapine. Il gip avrebbe motivato la decisione con lo stato di incensurati degli immigrati e, secondo indiscrezioni, con l’osservazione che al termine del processo i due romeni difficilmente otterranno la sospensione condizionale della pena. Inutilmente la Procura di Tivoli si è battuta affinché i due restassero rinchiusi nel carcere di Rebibbia, rilevando il pericolo di reiterazione dei reati e la cura con la quale avevano organizzato il tentativo di fuga dei connazionali, che contavano di raggiungere Padova. Il capo della Procura di Tivoli ricorrerà ora al Tribunale del Riesame contro la decisione del gip.

Spero proprio che scontino una pena severissima … ma a quanto pare la giustizia italiana non va proprio bene!

Francesco Lazzara

Annunci

Sant’Agata Militello, il circolo del partito democratico organizza una manifestazione sui problemi dell’Ato


logo_pd2Domani sera, domenica 1 febbraio, alle 18 in piazza Vittorio Emanuele, il circolo del Partito Democratico di Sant’Agata Militello, si svolgerà una manifestazione pubblica sui problemi dell’Ato e si parlerà anche dei progetti e programmi elettorali in vista delle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno prossimi. Nella manifestazione sono previsti gli interventi programmati del coordinatore del circolo del PD, avvocato Paolo Starvaggi, del dott. Salvatore Blandi, presidente dell’associazione “Oliva” e componente del WWF Nebrodi, dell’ingegnere Franco Scurria, facente parte del coordinamento cittadino del PD e del consigliere provinciale Giuseppe Miano, che il partito ha messo a disposizione della città per una candidatura a sindaco alle prossime amministrative di S.Agata.

Il calcio in breve… – 31 gennaio 2009


Beckham il 9 Marzo tornerà ai Los Angeles Galaxy

david_beckhamBruce Arena, allenatore dei Los Angeles Galaxy, spazza via le voci su una possibile permanenza di Beckham al Milan. E se questo non bastasse ai più scettici, ecco anche il secondo indizio che fa la prova. Il Milan sabato consegnerà la lista dei convocati Uefa e su questa non figura Beckham. Difficile quindi che Becks resti in rossonero. In queste settimane si sono spese molte parole sul futuro del centrocampista. Conteso secondo i media inglesi e non solo da Galaxy e Milan, ogni minima occasione era buona a darlo per certo con una o con l’altra maglia. Ora però i dubbi sembrano essersi sciolti. Da una parte c’è l’allenatore della squadra di David che parla senza esitazione del 9 marzo come data del rientro del giocatore in squadra. Dall’altra il Milan che nella lista dei convocati per la Coppa Uefa non mette dentro il nome dell’inglese. Insomma due indizi che sembrano provare, ormai con quasi certezza che David lascerà Milano. Quindi i tifosi sono avvertiti : delizie come il gol rifilato al Genoa, resteranno chicche da ricordare quando si penserà ai quei troppi pochi mesi passati da Beckham a Milano.

Ivanovic andrà alla Fiorentina, ma da Giugno

Si sta per sbloccare una delle trattative più importanti di questa sessione branislav_ivanovicdel calciomercato invernale: il difensore serbo Branislav Ivanovic è virtualmente un giocatore della Fiorentina. L’affare dovrebbe però formalizzarsi a giugno, a meno di clamorosi colpi di scena dell’ultim’ora. Pantaleo Corvino avrebbe concluso anche la trattativa con il Chelsea dopo il principio di accordo totale raggiunto con il giocatore per un contratto della durata di cinque anni con un ingaggio di 1,9 milioni di euro netti all’anno. I viola verseranno nella casse dei “blues” una cifra vicina agli 8 milioni di euro più il cartellino del giovane difensore portoghese Da Costa, passato proprio in queste ore alla Sampdoria in prestito temporaneo fino al termine della stagione.

Sivakov è un nuovo giocatore del Cagliari

mikhail_sivakov1Il Cagliari, che affronterà domani nell’anticipo delle 20,30 la Juventus, ha ufficializzato l’ingaggio a titolo definitivo dal Bate Borisov del centrocampista Mikhail Sivakov. Il bielorusso, classe 1988, è stato acquistato a titolo definitivo per una cifra di poco inferiore ad un milione di euro, ha firmato un quadriennale ed indosserà la maglia numero 16.

Decapitati i vertici di Cosa Nostra barcellonese


1233321067

Nel corso dell’operazione “Pozzo“, condotta dai carabinieri del ROS e del Comando Provinciale di Messina, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia, hanno arrestato 12 persone per associazione mafiosa, estorsioni, danneggiamento, usura e molti altri reati. I Militari dell’Arma hanno impiegato due anni per chiudere il cerchio attorno ai capi della mafia di Barcellona, ricorrendo ad intercettazioni telefoniche ed ambientali. Un lavoro imponente che ha portato a galla la perfetta organizzazione della famiglia barcellonese che, come ha detto il Procuratore capo Guido Lo Forte, non ha niente da invidiare a Cosa Nostra palermitana. Il clan barcellonese si era infiltrato in moltissimi lavori pubblici eseguiti nei comuni della fascia tirrenica della provincia, impondnedo contratti di subappalto e forniture di materiali e chi non si piegava al ricatto subiva minacce ed intimidazioni.

Nell’inchiesta è stato indagato per voto di scambio anche l’ex sindaco di S.Lucia del Mela Santo Pandolfo. Secondo l’accusa alle amministrative del 2002 l’esponente locale del clan, Pietro Mazzagatti, avrebbe procurato voti al futuro sindaco in cambio dell’approvazione indebita della sanatoria di un fabbricato abusivo.

Ecco i nomi degli arrestati:

ARCIDIACONO Leonardo, nato Catania classe 1970;

BELLINVIA Antonino, nato Barcellona Pozzo di Gotto classe 1954;

CALABRESE Tindaro, nato Novara di Sicilia classe 1973;

CALDERONE Antonino, nato Barcellona Pozzo di Gotto classe 1975;

CHIOFALO Gaetano, nato Milazzo classe 1973;

D’AMICO Carmelo, nato Barcellona Pozzo di Gotto classe 1971;

FOTI Mariano, nato Barcellona Pozzo di Gotto classe 1970;

GULLO Santo, nato Falcone classe 1963;

IGNAZZITTO Francesco, nato Barcellona Pozzo di Gotto cl. 1959;

IMBESI Ottavio, nato Barcellona Pozzo di Gotto classe 1971;

MICALE Salvatore, nato Barcellona Pozzo di Gotto classe 1974;

PUGLISI Salvatore, nato Fondachelli Fantina classe 1955.

San Giovanni Bosco Sacerdote – 31 gennaio


22600aw

San Giovanni Bosco è indubbiamente il più celebre santo piemontese di tutti i tempi, nonché su scala mondiale il più famoso tra i santi dell’epoca contemporanea: la sua popolarità è infatti ormai giunta in tutti i continenti, ove si è diffusa la fiorente Famiglia Salesiana da lui fondata, portatrice del suo carisma e della sua operosità, che ad oggi è la congregazione religiosa più diffusa tra quelle di recente fondazione. Don Bosco fu l’allievo che diede maggior lustro al suo grande maestro di vita sacerdotale, nonché suo compaesano, San Giuseppe Cafasso: queste due perle di santità sbocciarono nel Convitto Ecclesiastico di San Francesco d’Assisi in Torino. Giovanni Bosco nacque presso Castelnuovo d’Asti in regione Becchi, il 16 agosto 1815, frutto del matrimonio tra Francesco e la Serva di Dio Margerita Occhiena.22600s1Cresciuto nella sua modesta famiglia, dalla santa madre fu educato alla fede ed alla pratica coerente del messaggio evangelico. A soli nove anni un sogno gli rivelò la sua futura missione volta all’educazione della gioventù. Ragazzo dinamico e concreto, fondò fra i coetanei la “società dell’allegria”, basata sulla “guerra al peccato”. Entrò poi nel seminario teologico di Chieri e ricevette l’ordinazione presbiterale nel 1841. Iniziò dunque il triennio di teologia morale pratica presso il suddetto convitto, alla scuola del teologo Luigi Guala e del santo Cafasso. Questo periodo si rivelò occasione propizia per porre solide basi alla sua futura opera educativa tra i giovani, grazie a tre provvidenziali fattori: l’incontro con un eccezionale educatore che capì le sue doti e stimolo le sue potenzialità, l’impatto con la situazione sociale torinese e la sua straordinaria genialità, volta a trovare risposte sempre nuove ai numerosi problemi sociali ed educativi sempre emergenti.

Come succede abitualmente per ogni congregazione, anche la grande opera salesiana ebbe inizi alquanto modesti: l’8 dicembre 1841, dopo l’incontro con il giovane Bartolomeo Garelli, il giovane Don Bosco iniziò a radunare ragazzi e giovani presso il Convitto di San Francesco per il catechismo. Torino era a quel tempo una città in forte espansione su vari aspetti, a causa della forte immigrazione dalle campagne piemontesi, ed il mondo giovanile era in preda a gravi problematiche: analfabetismo, disoccupazione, degrado morale e mancata assistenza religiosa. Fu infatti un grande merito donboschiano l’intuizione del disagio sociale e spirituale insito negli adolescenti, che subivano il passaggio dal mondo agricolo a quello preindustriale, in cui si rivelava solitamente inadeguata la pastorale tradizionale.
Strada facendo, Don Bosco capì con altri giovani sacerdoti che l’oratorio potesse costituire un’adeguata risposta a tale critica situazione. Il primo tentativo in tal senso fu compiuto dal vulcanico Don Giovanni Cocchi, che nel 1840 aveva aperto in zona Vanchiglia l’oratorio dell’Angelo Custode. Don Bosco intitolò invece il suo primo oratorio a San Francesco di Sales, ospite dell’Ospedaletto e del Rifugio della Serva di Dio Giulia Colbert, marchesa di Barolo, ove dal 1841 collaborò con il teologo Giovanni Battista Borel. Quattro anni dopo trasferì l’oratorio nella vicina Casa Pinardi, dalla quale si sviluppò poi la grandiosa struttura odierna di Valdocco, nome indelebilmente legato all’opera salesiana.
Spinto dal suo innato zelo pastorale, nel 1847 Don Bosco avviò l’oratorio di San Luigi presso la stazione ferroviaria di Porta Nuova. Nel frattempo il cosiddetto Risorgimento italiano, con le sue articolate vicende politiche, provocò anche un chiarimento nell’esperienza degli oratori torinesi, evidenziando due differenti linee seguite dai preti loro responsabili: quella apertamente politicizzata di cui era fautore Don Cocchi, che nel 1849 aveva tentato di coinvolgere i suoi giovani nella battaglia di Novara, e quella più religiosa invece sostenuta da Don Bosco, che prevalse quando nel 1952 l’arcivescovo mons. Luigi Fransoni lo nominò responsabile dell’Opera degli Oratori, affidando così alle sue cure anche quello dell’Angelo Custode.
La principale preoccupazione di Don Bosco, concependo l’oratorio come luogo di formazione cristiana, era infatti sostanzialmente di tipo religioso-morale, volta a salvare le anime della gioventù. Il santo sacerdote però non si accontentò mai di accogliere quei ragazzi che spontaneamente si presentavano da lui, ma si organizzò al fine di raggiungerli ed incontrarli ove vivevano.
Se la salvezza dell’anima era l’obiettivo finale, la formazione di “buoni cristiani ed onesti cittadini” era invece quello immediato, come Don Bosco soleva ripetere. In tale ottica concepì gli oratori quali luoghi di aggregazione, di ricreazione, di evangelizzazione, di catechesi e di promozione sociale, con l’istituzione di scuole professionali.
L’amorevolezza costituì il supremo principio pedagogico adottato da Don Bosco, che faceva notare come non bastasse però amare i giovani, ma occorreva che essi percepissero di essere amati. Ma della sua pedagogia un grande frutto fu il cosiddetto “metodo preventivo”, nonché l’invito alla vera felicità insito nel detto: “State allegri, ma non fate peccati”.
Don Bosco, sempre attento ai segni dei tempi, individuò nei collegi un valido strumento educativo, in particolare dopo che nel 1849 furono regolamentati da un’opportuna legislazione: fu così che nel 1863 fu aperto un piccolo seminario presso Mirabello, nella diocesi di Casale Monferrato.
Altra svolta decisiva nell’opera salesiana avvenne quando Don Bosco si sentì coinvolto dalla nuova sensibilità missionaria propugnata dal Concilio Ecumenico Vaticano I e, sostenuto dal pontefice Beato Pio IX e da vari vescovi, nel 1875 inviò i suoi primi salesiani in America Latina, capeggiati dal Cardinale Giovanni Cagliero, con il principale compito di apostolato tra gli emigrati italiani. Ben presto però i missionari estesero la loro attività dedicandosi all’evangelizzazione delle popolazioni indigene, culminata con il battesimo conferito da Padre Domenico Milanesio al Venerabile Zeffirino Namuncurà, figlio dell’ultimo grande cacico delle tribù indios araucane.
Uomo versatile e dotato di un’intelligenza eccezionale, con il suo fiuto imprenditoriale Don Bosco considerò la stampa un fondamentale strumento di divulgazione culturale, pedagogica e cristiana. Scrittore ed editore, tra le principali sue opere si annoverano la “Storia d’Italia”, “Il sistema metrico decimale” e la collana “Letture Cattoliche”. Non mancarono alcune biografie,tra le quali spicca quella del più bel frutto della sua pedagogia, il quindicenne San Domenico Savio, che aveva ben compreso la sua lezione: “Noi, qui, alla scuola di Don Bosco, facciamo consistere la santità nello stare molto allegri e nell’adempimento perfetto dei nostri doveri”. Scrisse inoltre le vite di altri due ragazzi del suo oratorio, Francesco Besucco e Michele Magone, nonché quella di un suo indimenticabile compagno di scuola, Luigi Comollo.
Pur essendo straordinariamente attivo, Don Bosco non avrebbe comunque potuto realizzare personalmente dal nulla tutta questa immane opera ed infatti sin dall’inizio godette del prezioso ausilio di numerosi sacerdoti e laici, uomini e donne. Al fine di garantire però una certa continuità e stabilità a ciò che aveva iniziato, fondò a Torino la Società di San Francesco di Sales (detti “Salesiani”), congregazione composta di sacerdoti, e nel 1872 a Mornese con Santa Maria Domenica Mazzarello le Figlie di Maria Ausiliatrice.
Personalità forte ed intraprendente, bisognosa di particolare autonomia nella sua azione a tutto campo, non lasciava affatto indifferenti coloro che gli erano per svariati motivi a contatto. Ciò costituisce inoltre una spiegazione ai ripetuti scontri che ebbe con ben due arcivescovi torinesi: Ottaviano Riccardi di Netro e soprattutto Lorenzo Gastaldi. Lo apprezzò e lo appoggiò invece costantemente e senza riserve papa Pio IX, che con la sua potente intercessione permise all’opera salesiana di espandersi non solo a livello locale, sorte invece subita da numerosissime altre minute congregazioni.
Giovanni Bosco morì in Torino il 31 gennaio 1888, giorno in cui è ricordato dal Martyrologium Romanum e la Chiesa latina ne celebra la Memoria liturgica. Alla guida della congregazione gli succedette il Beato Michele Rua, uno dei suoi primi fedeli discepoli. La sua salma fu in un primo tempo sepolta nella chiesa dell’istituto salesiano di Valsalice, per poi essere trasferita nella basilica di Maria Ausiliatrice, da lui fatta edificare. Il pontefice Pio XI, suo grande ammiratore, beatificò Don Bosco il 2 giugno 1929 e lo canonizzò il 1° aprile 1934. La città di Torino ha dedicato alla memoria del santo una strada, una scuola ed un grande ospedale.

                                                                                       FRANCESCO DE LUCA

 

 

Ato Me2: emessi 10 avvisi di garanzia


dscn57891

Il sostituto procuratore della Repubblica di Barcellona Francesco Massara ha emesso 10 avvisi di garanzia nei confronti di amministratori coinvolti nella gestione dell’Ato 2, che espleta il servizio di raccolta dei rifiuti da Brolo a Villafranca Tirrena. I responsbili dell’Ato2 sono accusati di falso in bilancio e false comunicazioni sociali. Le indagini sono state svolte dalla Guardia di Finanza della compagnia di Milazzo.