La Banda di Alcara Li Fusi in “Note per Amatrice”, un concerto di beneficenza per le popolazioni terremotate.


Il Corpo Bandistico della Città di Alcara Li Fusi “Giuseppe Verdi”,  in collaborazione con il comune di Gioiosa Marea, organizzano per Sabato 10 Settembre alle ore 21.00 un concerto di beneficenza “Note per Amatrice”, a favore delle popolazioni terremotate del centritalia. Il corpo bandistico sarà diretto dal Maestro Michele Saccone ed il ricavato sarà devoluto alle famiglie colpite da quest’ultima calamità naturale.  L’auditorium comunale “Franco bora” della Città di Gioiosa Marea ospiterà l’evento.

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Chi ha creato il dolore?


Chi ha creato il dolore?

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Quale nefasta influenza si aggira intorno a questo vecchio, decrepito mondo? La gran moltitudine della gente perché non può condurre una vita normale? Quale malvagità soprannaturale impone il suo dominio al destino dei popoli disseminati su tutto il globo terrestre? Non c’è angolo dei continenti che non conosca il suo dolore. Tsunami, terremoti, conflitti, tempeste violentissime, ere glaciali, fame, pestilenze, povertà, genocidi, distruzioni di vario genere non sono stati risparmiati – e non lo sono tuttora – nei millenni di esistenza di questo pianeta. Alcuni di questi eventi luttuosi e devastanti trascendono dalla volontà umana, ma altri, tanti, sono inferti dalla malvagità e dall’egoismo umano da “Qualcuno” inoculati nella mente di siffatti portatori del male. Non voglio, né posso convincermi che quel “Qualcuno” esista per ordinare lutti, pathos e pianti.

Se altri mondi gravitano nell’ignota galassia di questo immenso universo, mi chiedo se anche ivi è di casa il dolore. Oppure esso è un convitato permanente su questo pianeta donatoci dal lontanissimo Big bang per la cui presenza potenti e miserabili, poveri e ricchi, padroni e vittime di conflitti   sono impotenti? Un mondo nato dalla conflagrazione primordiale di minuscole particelle non può che generare dolore nei suoi variegati aspetti. Ed ecco gli esodi biblici di interi popoli, omicidi bellici di innocenti creature, sismi devastanti, povertà, per citarne solo alcune forme. Anche il parto, da cui nasce, tra spasmi ed urla della partoriente, una nuova vita, è una “ creatura” che discende da quella lontanissima esplosione.

Ritengo che altra cosa sarebbe stata se la “partenogenesi” dell’universo fosse avvenuta dalla riproduzione di quella piccolissima particella iniziale in maniera indolore e pacata. Un mondo creato – per usare un eufemismo – e lasciato alla casualità della natura presente nella struttura terrestre, nell’atmosfera e nella mente umana.

(*) GAETANO ZINGALES

E’ nato a Longi, piccolo comune della provincia di Messina, ha vinto il primo premio della sesta edizione del concorso di poesia “Bonsignore-Basile” con la poesia “Vorrei”, coppa del Presidente della Regione siciliana, 2011. E’ autore di numerosi romanzi, ha pubblicato articoli e relazioni varie su diverse tematiche.

S. Agata Militello. Una sera al Castello Gallego e …


Quella sera al Castello Gallego

E’ andato in scena nei giorni scorsi a Sant’Agata Militello, alla presenza di un folto pubblico, lo spettacolo: “Castello Gallego in Arte e Letteratura”, kermesse di letture di brani dedicati al Castello Gallego e ad altri antichi manieri. Il “momento” culturale è stato preceduto dall’inaugurazione, alla presenza del sindaco Carmelo Sottile e dell’assessore alla cultura Melinda Recupero, di una mostra degli artisti Nicola Chiaromonte, Angelo Recupero, Clotilde Alizzi, Betty Scaglione, Cristina Digiovanna, Noemi Bevacqua, Alba La Mantia dedicata, appunto, al Castello Gallego. E’ stata una serata, come dicevamo fuori le righe della normalità, dove le Arti quali massima espressione della capacità umana, rappresentano i sentimenti nelle varie forme tangibili quali la musica, la recitazione, la pittura, la scultura, il canto e il ballo che, fusi in un unico contesto qual è il Castello Gallego e contenuti in un’unica corale manifestazione artistica, hanno dato vita ad una serata che definiremmo “magica”. Tutto questo è stato possibile per volontà di ciascuno degli organizzatori e dei partecipanti a mettere in scena uno spettacolo completo, dove tutto è complementare all’altro, umanamente e artisticamente.

Al termine del reading è iniziato ciò che non t’aspetti. Una festa cui nessuno dei presenti è sfuggito al suo fascino, alla sua allegria. A fare da “ruffiano” ci ha pensato il feeling creatosi tra una performance e l’altra, fra attori e musicisti che, tra un bacio ed un abbraccio, hanno cominciato a cantare, suonare e ballare coinvolgendo il pubblico che è rimasto a gioire con loro per la semplice gioia di esse lì, tutti insieme e dare libero sfogo alle emozioni che una sera d’agosto della calda estate santagatese, il Castello Gallego ha saputo trasmettere loro.

Alla fine del secondo round la serata ha avuto il suo naturale prosieguo davanti a qualche bicchiere di “bianco” e un frugale spuntino. Poi, via al vero spettacolo. Una gara di canti popolari tra i commensali dove hanno duellato la bravissima Peppa Modotti e la “Compagnia delle Serenate” con Nino Vicario, Totò Franchina, Franco Russo e Francesco Guerrera. I bravissimi attori Emiliano Lazzara, Rossano Artino, Cinzia Albanova, Alessia Spatoliatore vera mattatrice, Giorgio D’Amato dell’Associazione “Apertura a strappo” e, quale “chicca” dell’organizzazione della manifestazione, l’infaticabile e inossidabile attrice, pittrice, regista Clotile Alizzi.                                                        ALBA LA MANTIA – NINO VICARIO

Militello Rosmarino, un nuovo vino ricorderà il gemellaggio con Eymet (Francia), Grumello (BG), e Grotte (AG)


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Si è svolta a Militello Rosmarino la prima parte deI raduno dei Militellesi in Lombardia e nel nord Italia organizzato dalla Associazione culturale “Amici di Militello Rosmarino “Filippo Piscitello”, arrivato alla sua 20^ edizione. In tale occasione si è svolta la sigla del patto d’amicizia tra i comuni e le comunità gemellate di Grumello del Monte (BG) e Militello Rosmarino (ME) e delle loro rispettive gemellate Eymet (Francia – Dordogna) e Grotte (AG)”. Il patto è proposto insieme alla Federazione Lombardia dell’AICCRE (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) cui sono iscritti i comuni di Grumello del Monte e Militello Rosmarino e dalla F.A.Si. (Federazione delle Associazioni Siciliane in Lombardia) cui è iscritta la associazione organizzatrice. Scopo del patto è stato di far incontrare le rispettive città gemellate dei due comuni (Eymet gemellata con Grumello del Monte e Grotte con Militello Rosmarino) promuovendo un patto che nei fatti unisce in un unico gemellaggio i 4 comuni e le 4 comunità. All’evento presenti delegazioni guidate dai Sindaci dei 3 comuni, Nicoletta Noris (Grumello), Jerome Betaille (Eymet), Calogero Lo Re (Militello Rosmarino). La delegazione di Grotte, non presente per sopraggiunti impedimenti, ha siglato il giorno prima il patto d’amicizia. Considerato che i comuni di Grumello del Monte, Eymet e Grotte sono “Città del vino”, in particolare rosso (detto nero) e che il Comune di Militello Rosmarino è centro di produzione d’eccellenza del cosiddetto “nero dei nebrodi” (suino nero autoctono), il patto tra le 4 comunità è diventato anche occasione per un convegno patrocinato dall’Ente Parco dei Nebrodi, il Consiglio regionale della Lombardia, AICCRE Lombardia e la F.A:Si., per la valorizzazione delle tipicità agroalimentari delle 4 comunità (il vino e il suino) quale impegno per lo sviluppo e la crescita dei rispettivi territori. Infatti ogni comunità ospite è stata accompagnata da una delle aziende leader locali vinicole mentre per la comunità ospitante è stata rappresentata da uno degli sponsor della kermesse, l’azienda locale fornitrice dei suini neri anche per noti prosciuttifici nazionali: Di Stefano. Alla tavola rotonda, partecipatissima, presieduta dal Presidente provinciale dell’ordine dei dottori agrari e forestali, Felice Genovese ed introdotto dall’agronomo militellese Salvatore Riotta, ha partecipato anche il Sindaco di Alcara Li Fusi nonché agronomo Nicola Vaneria. Tra le autorità presenti alla iniziativa ha portato il saluto delle Istituzioni parlamentari il Senatore Bruno Mancuso. A corredo dell’iniziativa si sono svolte escursioni guidate nel centro storico del borgo di Militello Rosmarino e nel Parco dei Nebrodi, degustazioni gratuite ed aperte a tutti i visitatori di prodotti tipici locali e delle comunità ospiti, animazioni musicali da parte delle associazioni locali, folcloristiche “Gruppo Folk Valsemone” e “La Scocca”. Inoltre a simbolo del patto tra le 4 comunità che si uniscono in un’unica realtà, a ricordo e suffragio della recente scomparsa prematura dell’ultimo Presidente, Biagio Lo Castro, grande fautore del gemellaggio tra la comunità di origine (Militello Rosmarino) e quella di adozione (Grumello del Monte) dove ha vissuto ed è stato animatore civico per oltre 40 anni insieme al suo predecessore Filippo Piscitello, sono state piantumate presso la sua abitazione una vite proveniente da ognuna delle comunità presenti cosí da realizzare una “pergola dell’amicizia”, dai cui singoli frutti, mescolandosi, sarà ricavato nei prossimi anni, simbolicamente, il vino “dell’unità in amicizia e fraternità delle 4 comunità”. A ricordo della cerimonia è stata posata una targa ricordo. I festeggiamenti per il gemellaggio “allargato” si sono protratti sino a tarda notte con canti e balli tradizionali a cura delle associazioni locali che hanno coadiuvato gli organizzatori alla riuscita della iniziativa. Un plauso per l’impegno profuso e finalizzato alla riuscita dell’evento, a tutti i componenti dell’associazione “Amici di Militello Rosmarino Filippo Piscitello” e a Nicola Lombardo suo stretto collaboratore, che senza alcun sostegno di carattere economico dal comune ospitante l’evento, riesce a promuovere, in collaborazione con le altre associazioni locali, le eccellenze di questa meravigliosa terra.

GIUSEPPE TOMASI MORGANO

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Alcara Li Fusi, pubblicata l’opera postuma di Mons. Gaetano de Maria


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E’ stato presentato presso la ritrovata chiesa di Santa Elia, l’ultimo lavoro letterario e di ricerca storica di Mons . Gaetano De Maria, Storia illustrata di Alcara e del Circondario . Il libro è stato edito postumo dalla tipografia Open di Messina, composto di quasi cento pagine può essere considerato il testamento di Don Gaetano, il compendio delle sue lunghe ed accurate ricerche. un ‘opera, come lui stesso scrive destinata ai posteri, alle giovani generazioni,  alle amministrazioni locali perché governino con saggezza e custodiscano le perle artistico-storiche del territorio. infine, l’ultimo ammonimento: “si auspica che le nuove generazioni amino leggere l’archivio di pietra, l’alta catena di  queste aspre e variegate rocce.  Patti, 16 ottobre 2014”.

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ALCARA LI FUSI, Confuso tra i fedeli


ALCARA – Confuso tra i fedeli era la sera del 18 agosto e…

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Tutto è cominciato da una chiacchierata con il mio amico Nino , che mi racconta che tutto ebbe inizio nel lontano 1652 con Placido Merlino, alcarese, che ha lasciato un poema composto da otto canti per un totale di 318 ottave in versi dialettali, da qui come detto, ha avuto inizio la tradizione del “panegirico” in vernacolo per perpetuarsi fino ai giorni nostri e che si celebra ad Alcara – anno dopo anno – la sera del 18 agosto.

Prima di “dire” e “raccontare” della mia esperienza vissuta nella cittadina nebroidea situata alle pendici del massiccio del Crasto   la sera del 18 agosto, quando – confuso tra la folla di fedeli – ho partecipato al “Panegirico di S. Nicolò”, voglio qui di seguito, riportare una delle 318 ottave scritte dal Merlino (forse la prima) da dove ebbe inizio, come detto, il “panegirico” dedicato a S. Nicolò Politi: <<Dirò, ch’intra un disertu si rinchiusi, // pi’ fùiri lu munnu e li so’ ruini, // dirò li penitenzi rigurusi, // ch’adupirau contru li carnali spini, // e dirò di battagli spavintusi, //chi fici cu’ l’Infernu e alla fini // comu ristannu sempri vincturi, // fu fattu di l’Arcara Prutitturi>>.

Puntuale alle 21,30 ha avuto inizio il corteo. A salire quest’anno sulla macchina scoperta, munita di altoparlante e microfono, è il giovane  poeta locale  Sandro  Galati che, dopo la presentazione da parte del Presidente del Comitato per i  festeggiamenti Angelo Rolando, dà  l’abbrivio allo straordinario “momento” del tanto atteso panegirico che si snoda a soste obbligate lungo i quartieri storici della cittadina. La lirica di Sandro  Galati (libera interpretazione personale rigorosamente in vernacolo),  è di una straordinaria semplicità e senza alcuna ampollosità di maniera, capace – in alcune ottave – di infondere tra i fedeli (perché di fedeli si deve parlare) un profondo senso di commozione che, senza ritegno alcuno, traspariva dai loro volti. Una poetica, insomma, bella a sentirsi e di facile comprensione, non stancante anzi stimolante la fantasia per la successiva strofa. Gli stacchetti musicali poi, tra un’ottava e l’altra, oltre a rendere solenne il Panegirico, non interrompevano l’emozione. Inoltre il trasferimento da un quartiere all’altro, veniva indicato ai presenti dal Poeta, con puntuali rime.

Giunto davanti la “Casa di S. Nicolò” il corteo si ferma e, dopo la lettura dell’ennesima ottava, il “vate” passa a “dire” dei componenti del Comitato pro-tempore per i festeggiamenti e, chiamandoli per nome e cognome, con libera poetica  racconta  di loro pregi e difetti ma – viene sottolineato con forza – che, questi uomini (quale che sia la loro estrazione sociale) una volta investiti dell’ambita carica all’interno del benemerito sodalizio nicolino, per l’intera legislatura svolgono il loro compito con scrupolo quasi maniacale.

Ripreso il cammino il corteo concluderà il suo pellegrinaggio in Chiesa Madre e qui, il poeta, dopo aver concluso la lunga teoria delle ottave con la descrizione della morte di Nicolò Politi (poi dichiarato santo da papa Giulio II), passa ad elencare con puntigliosa puntualità, i miracoli compiuti o attribuiti al Santo taumaturgo. Quindi, le successive  cerimonie di rito, concludono il “Panegirico” cui seguono i calorosi applausi di consenso smisurato dei fedeli. Esco dalla chiesa, monto sulla macchina per  far ritorno a S. Agata Militello città dove risiedo da oltre dieci anni, nell’orecchio – costantemente – un grido, quello dei portatori del fercolo del Santo:  <<…e chiamamulu di nomu paisanu, viva, viva a Diu e Santa Nicola>>   e, questa la risposta dei fedeli,  <<Quantu è bedda ‘sta parola>>.

NINO VICARIO

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MILITELLO ROSMARINO, La giornata del Patto d’amicizia


MILITELLO La giornata del patto d’amicizia

MILITELLO ROSMARINO

Nino Vicario

Sarà l’Ente Parco dei Nebrodi a fare da “padrino” alla 20^ edizione del “Raduno dei Militellesi di Lombardia e del Nord Italia”, un ruolo aggregante nell’evento lo assumono Militello Rosmarino e Grumello del Monte (Bg). La manifestazione, già in calendario per i giorni 20 e 21 agosto, prenderà l’abbrivio alle 9,30 nella sala consiliare di Militello con i saluti delle autorità nazionali e regionali di Lombardia e Sicilia, quindi la sottoscrizione e la  firma del “Patto d’amicizia” in memoria di Biagio Lo Castro, tra i comuni e le comunità gemellate di Grumello del Monte e Militello Rosmarino e delle rispettive gemellate: Eymet (Francia) e Grotte (Ag) fondendoli in un unico soggetto aggregativo. Il patto è proposto dalla Federazione Lombardia dell’Aiccre (Associazione italiana per il consiglio dei comuni e delle regioni d’Europa) cui sono iscritte Grumello del Monte e Militello Rosmarino e dalla Fasi (Federazione delle associazioni siciliane in Lombardia).  A dare forza e valore all’evento è l’azione del Parco dei Nebrodi organizzando una tavola rotonda cui hanno dato il loro patrocinio il Consiglio regionale della Lombardia, l’Aiccre e la Fasi. L’incontro è mirato alla valorizzazione delle tipicità  agroalimentari delle quattro comunità: Grumello, Eymet e Grotte (città del vino nero) e Militello quale centro di produzione d’eccellenza del suino nero autoctono. Infatti ogni comunità ospite sarà accompagnata da una propria azienda vinicola, mentre per quella ospitante sarà presente la locale azienda fornitrice dei suini neri anche per noti prosciuttifici nazionali. A corredo dell’iniziativa sono previste escursioni nel centro storico del borgo di Militello Rosmarino e nel Parco dei Nebrodi, degustazioni gratuite di tipicità locali e delle comunità  ospiti  aperte a tutti i visitatori; non mancheranno i momenti culturali e le animazioni musicali folkloristiche curate dal gruppo “Valdemone” e dalla “Scocca). Inoltre, a simbolo della “Giornata del patto” – quale ricordo di Biagio Lo Castro (di recente scomparso) e Filippo Piscitello (suo predecessore), grandi fautori del gemellaggio tra Militello e Grumello del Monte dove hanno vissuto  per oltre quarant’anni –  saranno messe a dimora presso l’abitazione avita di Biagio Lo Castro,  quattro viti provenienti  ognuna dalle comunità gemellate, in modo tale da realizzare la “pergola dell’amicizia” dai cui frutti, nei prossimi anni, mescolandosi, sarà ricavato simbolicamente, il vino “dell’unità e dell’amicizia” fra le quattro comunità.

Da “Gazzetta del Sud” NINO VICARIO

Delegazione Militellesi di Grumello

 

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