Militello R., riapre il Presepe Artistico 2016 alla memoria di Calogero Restifo.


08 dicembre 016, sarà inaugurato stamattina dopo la Messa Solenne dell’Immacolata Concezione il Grande Presepe Artistico della chiesa Madre in Militello Rosmarino. Quest’anno la comunità parrocchiale dedicherà lo scenografico presepio alla memoria del Signor Calogero Restifo Pilato, scomparso lo scorso agosto, ma che per anni ne ha curato e realizzato alcune scene.

All’apertura al pubblico prenderanno parte i familiari del compianto Signor Restifo,  i rappresentanti del Circolo Anspi , l’Epap, i comitati festa, una delegazione degli impiegati enti locali. Le scenografie sono state curate dal M. Nino Restifo che insieme ad altri giovani come Ruggero Parrino, Simone di Garbo, Andrea Saccone Tirritò e Salvatore Raffaele hanno lavorato alacremente per portare a termine questa significata opera.

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Essendo attuale il dibattito sui presepi il M. Restifo ha sottolineato “Non dobbiamo presentarci pretendendo qualsiasi cosa che magari anche la nostra tradizione e la nostra cultura vedrebbe come ovvio. Le fedi religiose, in particolare la fede cristiana, costruiscono, infatti, relazioni, rispetto, dialogo e aprono ponti. Tutto ciò significa rifiutare ogni forma di strumentalizzazione polemica, perché le fedi sono sempre occasioni di incontro e di reciprocità, senza rinunciare alla propria storia, ma riscoprendone il valore più autentico. Il Natale, in questo senso” – ha aggiunto -” è un esempio straordinario, un’occasione di incontro con i musulmani, che riconoscono in Gesù un profeta e venerano Maria, ma anche con persone di altre fedi e non credenti, proprio perché il cristianesimo ha un messaggio universale e abbraccia l’umanità intera. Un modo per vivere il Natale è proprio tradurre nella vita – come testimoniano tante figure di uomini e di donne – i grandi valori del Vangelo, in cui tante religioni si ritrovano unite: pace, attenzione al Creato, solidarietà con gli ultimi.”

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Militello Rosmarino, il principe del NO


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E’ Militello Rosmarino, un paese della provincia di Messina in Sicilia, insieme ad altri due comuni siciliani Capizzi e Santa Maria di Licodia, dove in No al quesito ultimo referendario ha raggiunto e  quasi sfiorato l’80 % di preferenze, la  più alta percentuale in Italia. I paesi siciliani si ergono così a baluardo della inviolabilità della Costituzione e soprattutto del sistema bicamerale perfetto. Abbiamo per questo voluto intervistare alcuni anziani per capire le ragioni del no. Quasi tutti hanno difeso il Sistema parlamentare che si fonda sull’esistenza di due camere, poste in posizione di assoluta parità ( perfetto), cosicché, pur costituendo soggettivamente organi reciprocamente distinti ed autonomi, possono dar luogo a manifestazioni di volontà imputabili allo Stato soltanto se consentano entrambe sullo stesso testo di deliberazione. una prerogativa garante di democrazia quest’ultima per i reduci dell’antifascismo e testimoni della Liberazione. Altri hanno scelto di votare No al quesito referendario come provocazione e manifestazione di dissenso verso questo governo, guidato da Matteo Renzi, che a detta di un anziano: ” La sospensione della democrazia in Italia si trova alla fine del 2011, a opera del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha sostituito il governo Berlusconi, eletto dal popolo con quello di Mario Monti mai eletto da nessuno, sino a Renzi, anche lui non eletto a livello nazionale,  ed ha coinciso con il crollo della nostra economia. “

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LONGI. LA PERICOLOSA CADUTA MASSI SULLA PROVINCIALE 157


 

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Sono trascorsi oltre due mesi da quando dalla roccia di Pizzo Stifani, nel territorio di Longi, grossi massi si sono staccati invadendo prima il tratto di strada, ostruendolo, della sottostante provinciale 157, rotolando poi, con enorme fragore, nella vicina vallata lasciandosi alle spalle rovine e gravi danni in modo serio da non consentire la libera circolazione automobilistica. Ora per dare forza al grido d’allarme dei longesi rivolto all’indirizzo delle autorità competenti per i disagi legati al loro involontario isolamento, citiamo alcune date di eventi franosi che hanno interessato largamente la zona:  anni 1960, ‘70, ’80, ’82  2012 e in ordine di tempo  corrente anno. Fra i conseguenti disagi sopportati dai cittadini di Longi e da quanti provengono dalla zona tirrenica,  dovuti alla lunga interruzione del transito automobilistico nella predetta località, ne citiamo uno per tutti, quello legato al loro bisogno di raggiungere i paesi della costa:  possono farlo solamente via Galati Mamertino con aggravio, naturalmente, di costi e dispendio di tempo. Non è mancato in passato – lo diciamo non certo per fare dell’allarmismo gratuito – chi impavidamente (per urgenze di famiglia?) ha spostato le transenne che ne vietavano il transito e si è avventurato sull’infido percorso rischiando di venire  travolto dai massi che rotolano lungo il costone per abbattersi sullo stradale per poi rovinare nel greto del fiume “Fitalia” travolgendo alberi e piantagioni. Solo la fortuna o il destino hanno evitato la tragedia. Se in passato si è dovuto attendere l’intervento pubblico con i suoi lunghi tempi burocratici, per rendere agibile l’arteria interrotta, oggi è giunta l’ora – prima che ci scappi il morto – di intervenire radicalmente per eliminare le cause dei periodici smottamenti. Ogni soluzione tampone non giova a nessuno, è solo spreco di risorse.

Da “Gazzetta del Sud” – NINO VICARIO

LONGI.  MOSTRA  ANTROPOLOGICA  NEI  SALONI  DEL  CASTELLO  DUCALE


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<<Sogni di cartone>> è il titolo di una mostra antropologica che la neolaureata in architettura  Maria Teresa Brancatelli ha allestito a Longi suo paese natio, nei locali del Castello ducale  di proprietà della Banca di Credito Cooperativo della Valle del Fitalia. La kermesse affronta con minuziosa puntualità e scrupoloso rigore storico, il dramma dell’emigrazione italiana nel corso degli anni che vanno dalla fine dell’ ‘800 a metà del ‘900. In particolar modo Teresa Brancatelli ha voluto incentrare il suo lavoro sul rapporto epistolare degli emigranti con la madrepatria, analizzando lo scambio di foto che venivano fatte tra chi partiva alla ricerca di una nuova vita, e quanti  restavano in attesa di notizie dei propri familiari.  In particolare una parte della “vetrina espositiva” la Brancatelli la dedica ai dati storici, con grafici, analisi territoriale, immagini storiche dei giornali; nell’altra  analizza la vita di due persone Antonio Galati, emigrato negli Stati Uniti; Giuseppe Valenti in Argentina, giovani  di Longi che hanno fatto da battistrada all’emigrazione longese negli anni Venti verso le Americhe, dei quali ne ha ricostruito – con scrupolosa cronologia – il loro arrivo, l’approccio con quella società più evoluta e industrializzata, i primi lavori, le innumerevoli difficoltà incontrate anche a causa della non conoscenza della lingua, infine la loro realizzazione e affermazione sociale. Il tutto intervallato da oggetti che ricordano la partenza o che rimandano al ricordo degli emigranti, quindi: valigie di cartone, passaporti, modellini di navi e sculture create per l’occasione. Una sezione è stata riservata anche alla videoproiezione di foto che non verranno stampate. Non solo foto quindi, bensì un percorso sensoriale: tattile per chi  vuole toccare con mano oggetti antichi; uditivo perché il tutto è accompagnato da canti degli emigranti, in particolare quelli della navigazione.

La mostra è rivolta a quanti hanno voglia di tuffarsi in un passato che gli appartiene: la storia dei propri antenati che hanno fatto dell’Italia un vanto in tutto il mondo. In definitiva, Maria Teresa Brancatelli, come per incanto, prende per mano i visitatori e li introduce negli ampi saloni dell’antico maniero alla scoperta di immagini, parole e testimonianze uniche, ricche di cultura e di storia, la nostra storia.

MILITELLO ROSMARINO, IL PRESEPE VIVENTE CI SARA’


Militello Rosmarino. Anche quest’anno avrà luogo l’ennesima edizione del Presepe Vivente dei Nebrodi nello splendido borgo tardo medievale di Militello Rosmarino. A darne conferma, dopo ripetuti incontri e consulti con il Sindaco Calogero Lo Re, con la giunta e con l’equipe Anspi, è statoil Parroco Don Calogero Oriti, al termine dei Vespri del 10 Novembre. Il Parroco, nonché presidente del Circolo Anspi San Biagio, ha sottolineato infatti che ” è necessario promuovere  le nostre eccellenze, continuando sulla falsa riga degli eventi di successo degli scorsi anni. Oltre alla oramai consolidata attività di promozione turistica del territorio, e alla ripresentazione di mestieri artigiani andati perduti, saranno affiancate delle visite guidate al borgo durante tutto il mese di Dicembre e Gennaio in una serie di eventi da programmare.”

Confermata la prima serata del 26 Dicembre, durante la quale a tagliare il nastro della XVII Edizione del Presepe Vivente dovrebbero essere presenti alte cariche della Regione e dello Stato e secondo un’indiscrezione, non confermata ancora, vi sarà ospite il governatore della Regione Sicilia On. Rosario Crocetta.  In questo modo anche quest’anno, attraverso questa manifestazione,  sarà possibile vedere impegnati numerosi cittadini impegnati per il bene del paese e dei suoi abitanti, con l’augurio che questo evento possa essere da stimolo a che sempre più persone si adoperino per il bene della comunità.

Non mancherà, dopo i successi ottenuti negli anni scorsi, l’ulteriore serata del 30 Dicembre e quella pomeridiana del 06 Gennaio. All’interno del percorso vi saranno numerosi stand e punti di degustazione di prodotti tipici nebroidei, nonché antiche pietanze preparate dalle massaie e tipiche del paese. Il Presepe Vivente sarà il momento centrale del Natale 2016 che punterà, come sempre, alla promozione del territorio attraverso le sue particolarità .

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Militello Rosmarino, tra  la  “Giornata  Giubilare” e  “momenti”  culturali


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Con un interessante convegno organizzato dal Comitato feste “S. Giuseppe” e “Pasqua” con la guida spirituale del parroco  don Calogero Oriti,  si è posto  fine al lungo iter burocratico e artistico, che ha portato a conclusione l’importante restauro dell’affresco del “Compianto” raffigurato nella cappella del Crocifisso della Chiesa madre di Militello. Il dipinto (secondo alcuni di autore ignoto), mentre a parere dello storico militellese Enzo Sanfilippo che lo colloca nel ‘700, è opera del maestro messinese Giovanni Tuccari. L’affresco ritrae Maria madre di Gesù, Maria di Cleopa, Maria di Magdala, l’apostolo Giovanni che piangono la morte del Cristo. Per l’occasione sarà presentato il volume “L’affresco con i dolenti ai piedi del Crocifisso” curato  da Davide Rigaglia e Virginia Buda, con un testo di Gaetano Cicirello. Il libro vuole essere una ricerca storico-artistica ed etno-antropologica della cappella del Crocifisso della Chiesa madre, corredata da documenti inediti del XVII secolo.

 I lavori di presentazione hanno avuto inizio alle 10,00 nell’aula magna della chiesa “Madonna del Soccorso” con  i saluti del sindaco Calogero Lo Re e dell’arciprete padre Oriti. Erano presenti l’assessore regionale ai Beni culturali Carlo Vermiglio,  l’on. Nino Germanà, i sindaci di Alcara e  di Acquedolci Nicola Vaneria e Ciro Gallo, la responsabile per il Centro di progettazione e restauro Dott.ssa Enza Cilia, il comandante e il suo vice del locale Distaccamento forestale e una folta rappresentanza associazionistica militellese

Nel pomeriggio, dalle ore 16,45 – con grande fervore popolare – c’è stata l’apertura della “Giornata giubilare” con l’accoglienza in piazza Lodato di Sua Ecc. il Vescovo mons. Ignazio Zambito e di numerosi sacerdoti, che ha dato  l’avvio alla cerimonia legata al “Giubileo della Misericordia”; in Chiesa Madre, coadiuvato da don Oriti, ha presieduto la Messa al termine della quale, ha benedetto l’affresco del “compianto”.                                                       NINO VICARIO

Militello Rosmarino… in cammino


La comunità di Militello Rosmarino

in… cammino verso la Giornata Giubilare

di Nino Vicario

316044_453876228022760_1646151965_nMomenti di intensa spiritualità e di intima gioia attendono la comunità militellese ad inizio della prossima settimana. Infatti, il Calendario liturgico diocesano, come previsto, assegna alla Chiesa di Militello la data del  25 ottobre 2016 per celebrare la sua  “Giornata Giubilare” data che s’inserisce nel grande “progetto” di Papa Francesco del “Giubileo straordinario della Misericordia” ed inoltre, la data del 25 ottobre è la giornata della “Dedicazione delle Chiese consacrate di tutte le Diocesi di Sicilia” e la Chiesa Madre di Militello ricade fra queste e ce lo conferma Nostro Signore  con queste parole: <<Io mi sono scelto e ho consacrato questa casa, perché il mio nome vi resti per sempre>>.

Il parroco don  Calogero Oriti, prendendo lo spunto dalle parole di Gesù, nel corso di una lunga chiacchierata, afferma: “La nostra Chiesa si è sentita interpellata a vivere spiritualmente questi  eventi quale particolare momento di grazia che il Signore offre a tutte le Chiesa e, perciò stesso, anche alla nostra amata Chiesa di Militello”.

– Padre Calogero, le sue parole ci incuriosiscono, ci dica di più sul primo e sul secondo momento?

<<Il Giubileo, questo il primo momento – continua padre Calogero – altri non è se non la “grazia” che Dio ci offre per recuperarci a sé. Il Giubileo è per tutti, non soltanto per quanti si recano a Roma; Papa Francesco, è bene sottolinearlo, ha indetto questo Anno Santo Straordinario sull’influsso dello Spirito Santo per dare modo a tanta gente di redimersi giacché viviamo in tempi molto brutti. Con gioia infinita annuncio –  chiosa don Calogero – che a presiedere la Giornata Giubilare militellese, quale dono alla nostra comunità, sarà Sua Ecc. il Vescovo mons. Ignazio Zambito>>.

– Reverendo, ci approfondisca il secondo momento?

<<Il secondo momento – risponde padre Oriti – prende lo spunto dal Calendario liturgico che fissa la data del 25 ottobre quale  giornata della “Dedicazione di tutte le Chiese consacrate di Sicilia eccezion fatta per le Cattedrali e le Concattedrali”. La nostra Chiesa Madre, come si ricorderà, è rimasta chiusa dal 2000 al 2006 e lo scorso 10  giugno ha compiuto dieci anni dalla sua riapertura al culto  che coincidono, appunto, con la solennità della “Dedicazione”. Per concludere dico che la fausta ricorrenza, è come un ulteriore segno provvidenziale all’interno del cammino spirituale intrapreso dalla nostra comunità>>.

– Don Calogero, ci scusi l’invadenza, ma quest’anno non ricorre qualcosa che La riguarda?

<<Già, è vero. Quest’anno festeggio 25 anni che guido la Chiesa militellese, ma la festa non è per me parroco, la festa è per tutta la comunità che viene invitata ad identificarsi  molto di più  nell’amore di Dio  e non nel “pastore” di turno. Io sono sì il parroco, ma quanto ho fatto in questi 25 anni non è stata soltanto opera mia, è opera anzitutto dello Spirito Santo che mi ha guidato, è opera della Chiesa, è opera di Dio. Abbiamo sì realizzato un cammino – soggiunge alquanto emozionato il sacerdote – esso non è stato un progetto scritto sulla carta, è stato un cammino interiore, un percorso che non invitava a “stare dentro”, bensì ad “uscire fuori” non per fare una salutare passeggiata ma, al contrario,  per annunciare Cristo che ti vuole bene, che ti salva>>.

– Un’ultima domanda Reverendo: sul convegno legato al restauro dell’affresco  del “Compianto” cosa può dirci?

<<Il  convegno programmato per la mattinata del 25 ottobre, vengo alla sua domanda, lo considero “un felice prologo alla Giornata giubilare”. In esso sarà presentato il volume “L’affresco con i dolenti ai piedi della Croce” curato da Davide Rigaglia e Virginia Buda, con testi del nostro Gaetano Cicirello. L’opera, com’è noto, rappresenta il “Compianto”  e si trova in Chiesa Madre nella cappella del Crocifisso, ritrae Maria madre di Gesù, Maria maddalena, Maria di Cleopa, l’apostolo Giovanni che piangono la morte di Gesù. A questo convegno sono legati diversi “momenti” davvero interessanti. Va detto ancora  – riprende padre Calogero – sin da gennaio Militello si è preparata con  generose offerte nelle festività di S. Biagio, della Pasqua, della Pentecoste ecc. Nel corso di dette ricorrenze la Chiesa di Militello ha goduto  della presenza di trenta sacerdoti, e solo per quella di S. Biagio ne abbiamo avuti 18. Ad onor del vero, dico di più  – conclude don Calogero – che  la Chiesa militellese non è nuova ad iniziative di questo genere. Infatti, negli anni, si sono restaurate tantissime opere ecclesiastiche come: quadri, tele, simulacri che altrimenti sarebbero andate perdute>>.

Noi, dopo questa lunga chiacchierata, cosa pensiamo del parroco di Militello Rosmarino? Anche se la domanda la poniamo a noi stessi, la risposta ci viene difficile, ma la rendiamo ugualmente. Don Calogero Oriti è un “Sacerdote che sa fare il Sacerdote” ed  è un “Prete del nostro tempo, che lo vive e lo interpreta con zelo”. Quindi, diciamo per concludere. <<Caro don Calogero, Dio ti conosce da sempre, da sempre sei avvolto dal suo pensiero e dal Suo amore. Ti ha pensato cristiano, ti ha pensato Sacerdote, ti ha pensato pastore del Suo gregge,  ti ha avvolto nel Suo amore ancora prima che tu esistessi. Ciò che ora accade, dunque, da sempre è nel pensiero e nel cuore di Dio>>.

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