Militello Rosmarino, un nuovo vino ricorderà il gemellaggio con Eymet (Francia), Grumello (BG), e Grotte (AG)


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Si è svolta a Militello Rosmarino la prima parte deI raduno dei Militellesi in Lombardia e nel nord Italia organizzato dalla Associazione culturale “Amici di Militello Rosmarino “Filippo Piscitello”, arrivato alla sua 20^ edizione. In tale occasione si è svolta la sigla del patto d’amicizia tra i comuni e le comunità gemellate di Grumello del Monte (BG) e Militello Rosmarino (ME) e delle loro rispettive gemellate Eymet (Francia – Dordogna) e Grotte (AG)”. Il patto è proposto insieme alla Federazione Lombardia dell’AICCRE (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d’Europa) cui sono iscritti i comuni di Grumello del Monte e Militello Rosmarino e dalla F.A.Si. (Federazione delle Associazioni Siciliane in Lombardia) cui è iscritta la associazione organizzatrice. Scopo del patto è stato di far incontrare le rispettive città gemellate dei due comuni (Eymet gemellata con Grumello del Monte e Grotte con Militello Rosmarino) promuovendo un patto che nei fatti unisce in un unico gemellaggio i 4 comuni e le 4 comunità. All’evento presenti delegazioni guidate dai Sindaci dei 3 comuni, Nicoletta Noris (Grumello), Jerome Betaille (Eymet), Calogero Lo Re (Militello Rosmarino). La delegazione di Grotte, non presente per sopraggiunti impedimenti, ha siglato il giorno prima il patto d’amicizia. Considerato che i comuni di Grumello del Monte, Eymet e Grotte sono “Città del vino”, in particolare rosso (detto nero) e che il Comune di Militello Rosmarino è centro di produzione d’eccellenza del cosiddetto “nero dei nebrodi” (suino nero autoctono), il patto tra le 4 comunità è diventato anche occasione per un convegno patrocinato dall’Ente Parco dei Nebrodi, il Consiglio regionale della Lombardia, AICCRE Lombardia e la F.A:Si., per la valorizzazione delle tipicità agroalimentari delle 4 comunità (il vino e il suino) quale impegno per lo sviluppo e la crescita dei rispettivi territori. Infatti ogni comunità ospite è stata accompagnata da una delle aziende leader locali vinicole mentre per la comunità ospitante è stata rappresentata da uno degli sponsor della kermesse, l’azienda locale fornitrice dei suini neri anche per noti prosciuttifici nazionali: Di Stefano. Alla tavola rotonda, partecipatissima, presieduta dal Presidente provinciale dell’ordine dei dottori agrari e forestali, Felice Genovese ed introdotto dall’agronomo militellese Salvatore Riotta, ha partecipato anche il Sindaco di Alcara Li Fusi nonché agronomo Nicola Vaneria. Tra le autorità presenti alla iniziativa ha portato il saluto delle Istituzioni parlamentari il Senatore Bruno Mancuso. A corredo dell’iniziativa si sono svolte escursioni guidate nel centro storico del borgo di Militello Rosmarino e nel Parco dei Nebrodi, degustazioni gratuite ed aperte a tutti i visitatori di prodotti tipici locali e delle comunità ospiti, animazioni musicali da parte delle associazioni locali, folcloristiche “Gruppo Folk Valsemone” e “La Scocca”. Inoltre a simbolo del patto tra le 4 comunità che si uniscono in un’unica realtà, a ricordo e suffragio della recente scomparsa prematura dell’ultimo Presidente, Biagio Lo Castro, grande fautore del gemellaggio tra la comunità di origine (Militello Rosmarino) e quella di adozione (Grumello del Monte) dove ha vissuto ed è stato animatore civico per oltre 40 anni insieme al suo predecessore Filippo Piscitello, sono state piantumate presso la sua abitazione una vite proveniente da ognuna delle comunità presenti cosí da realizzare una “pergola dell’amicizia”, dai cui singoli frutti, mescolandosi, sarà ricavato nei prossimi anni, simbolicamente, il vino “dell’unità in amicizia e fraternità delle 4 comunità”. A ricordo della cerimonia è stata posata una targa ricordo. I festeggiamenti per il gemellaggio “allargato” si sono protratti sino a tarda notte con canti e balli tradizionali a cura delle associazioni locali che hanno coadiuvato gli organizzatori alla riuscita della iniziativa. Un plauso per l’impegno profuso e finalizzato alla riuscita dell’evento, a tutti i componenti dell’associazione “Amici di Militello Rosmarino Filippo Piscitello” e a Nicola Lombardo suo stretto collaboratore, che senza alcun sostegno di carattere economico dal comune ospitante l’evento, riesce a promuovere, in collaborazione con le altre associazioni locali, le eccellenze di questa meravigliosa terra.

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Alcara Li Fusi, pubblicata l’opera postuma di Mons. Gaetano de Maria


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E’ stato presentato presso la ritrovata chiesa di Santa Elia, l’ultimo lavoro letterario e di ricerca storica di Mons . Gaetano De Maria, Storia illustrata di Alcara e del Circondario . Il libro è stato edito postumo dalla tipografia Open di Messina, composto di quasi cento pagine può essere considerato il testamento di Don Gaetano, il compendio delle sue lunghe ed accurate ricerche. un ‘opera, come lui stesso scrive destinata ai posteri, alle giovani generazioni,  alle amministrazioni locali perché governino con saggezza e custodiscano le perle artistico-storiche del territorio. infine, l’ultimo ammonimento: “si auspica che le nuove generazioni amino leggere l’archivio di pietra, l’alta catena di  queste aspre e variegate rocce.  Patti, 16 ottobre 2014”.

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ALCARA LI FUSI, Confuso tra i fedeli


ALCARA – Confuso tra i fedeli era la sera del 18 agosto e…

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Tutto è cominciato da una chiacchierata con il mio amico Nino , che mi racconta che tutto ebbe inizio nel lontano 1652 con Placido Merlino, alcarese, che ha lasciato un poema composto da otto canti per un totale di 318 ottave in versi dialettali, da qui come detto, ha avuto inizio la tradizione del “panegirico” in vernacolo per perpetuarsi fino ai giorni nostri e che si celebra ad Alcara – anno dopo anno – la sera del 18 agosto.

Prima di “dire” e “raccontare” della mia esperienza vissuta nella cittadina nebroidea situata alle pendici del massiccio del Crasto   la sera del 18 agosto, quando – confuso tra la folla di fedeli – ho partecipato al “Panegirico di S. Nicolò”, voglio qui di seguito, riportare una delle 318 ottave scritte dal Merlino (forse la prima) da dove ebbe inizio, come detto, il “panegirico” dedicato a S. Nicolò Politi: <<Dirò, ch’intra un disertu si rinchiusi, // pi’ fùiri lu munnu e li so’ ruini, // dirò li penitenzi rigurusi, // ch’adupirau contru li carnali spini, // e dirò di battagli spavintusi, //chi fici cu’ l’Infernu e alla fini // comu ristannu sempri vincturi, // fu fattu di l’Arcara Prutitturi>>.

Puntuale alle 21,30 ha avuto inizio il corteo. A salire quest’anno sulla macchina scoperta, munita di altoparlante e microfono, è il giovane  poeta locale  Sandro  Galati che, dopo la presentazione da parte del Presidente del Comitato per i  festeggiamenti Angelo Rolando, dà  l’abbrivio allo straordinario “momento” del tanto atteso panegirico che si snoda a soste obbligate lungo i quartieri storici della cittadina. La lirica di Sandro  Galati (libera interpretazione personale rigorosamente in vernacolo),  è di una straordinaria semplicità e senza alcuna ampollosità di maniera, capace – in alcune ottave – di infondere tra i fedeli (perché di fedeli si deve parlare) un profondo senso di commozione che, senza ritegno alcuno, traspariva dai loro volti. Una poetica, insomma, bella a sentirsi e di facile comprensione, non stancante anzi stimolante la fantasia per la successiva strofa. Gli stacchetti musicali poi, tra un’ottava e l’altra, oltre a rendere solenne il Panegirico, non interrompevano l’emozione. Inoltre il trasferimento da un quartiere all’altro, veniva indicato ai presenti dal Poeta, con puntuali rime.

Giunto davanti la “Casa di S. Nicolò” il corteo si ferma e, dopo la lettura dell’ennesima ottava, il “vate” passa a “dire” dei componenti del Comitato pro-tempore per i festeggiamenti e, chiamandoli per nome e cognome, con libera poetica  racconta  di loro pregi e difetti ma – viene sottolineato con forza – che, questi uomini (quale che sia la loro estrazione sociale) una volta investiti dell’ambita carica all’interno del benemerito sodalizio nicolino, per l’intera legislatura svolgono il loro compito con scrupolo quasi maniacale.

Ripreso il cammino il corteo concluderà il suo pellegrinaggio in Chiesa Madre e qui, il poeta, dopo aver concluso la lunga teoria delle ottave con la descrizione della morte di Nicolò Politi (poi dichiarato santo da papa Giulio II), passa ad elencare con puntigliosa puntualità, i miracoli compiuti o attribuiti al Santo taumaturgo. Quindi, le successive  cerimonie di rito, concludono il “Panegirico” cui seguono i calorosi applausi di consenso smisurato dei fedeli. Esco dalla chiesa, monto sulla macchina per  far ritorno a S. Agata Militello città dove risiedo da oltre dieci anni, nell’orecchio – costantemente – un grido, quello dei portatori del fercolo del Santo:  <<…e chiamamulu di nomu paisanu, viva, viva a Diu e Santa Nicola>>   e, questa la risposta dei fedeli,  <<Quantu è bedda ‘sta parola>>.

NINO VICARIO

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MILITELLO ROSMARINO, La giornata del Patto d’amicizia


MILITELLO La giornata del patto d’amicizia

MILITELLO ROSMARINO

Nino Vicario

Sarà l’Ente Parco dei Nebrodi a fare da “padrino” alla 20^ edizione del “Raduno dei Militellesi di Lombardia e del Nord Italia”, un ruolo aggregante nell’evento lo assumono Militello Rosmarino e Grumello del Monte (Bg). La manifestazione, già in calendario per i giorni 20 e 21 agosto, prenderà l’abbrivio alle 9,30 nella sala consiliare di Militello con i saluti delle autorità nazionali e regionali di Lombardia e Sicilia, quindi la sottoscrizione e la  firma del “Patto d’amicizia” in memoria di Biagio Lo Castro, tra i comuni e le comunità gemellate di Grumello del Monte e Militello Rosmarino e delle rispettive gemellate: Eymet (Francia) e Grotte (Ag) fondendoli in un unico soggetto aggregativo. Il patto è proposto dalla Federazione Lombardia dell’Aiccre (Associazione italiana per il consiglio dei comuni e delle regioni d’Europa) cui sono iscritte Grumello del Monte e Militello Rosmarino e dalla Fasi (Federazione delle associazioni siciliane in Lombardia).  A dare forza e valore all’evento è l’azione del Parco dei Nebrodi organizzando una tavola rotonda cui hanno dato il loro patrocinio il Consiglio regionale della Lombardia, l’Aiccre e la Fasi. L’incontro è mirato alla valorizzazione delle tipicità  agroalimentari delle quattro comunità: Grumello, Eymet e Grotte (città del vino nero) e Militello quale centro di produzione d’eccellenza del suino nero autoctono. Infatti ogni comunità ospite sarà accompagnata da una propria azienda vinicola, mentre per quella ospitante sarà presente la locale azienda fornitrice dei suini neri anche per noti prosciuttifici nazionali. A corredo dell’iniziativa sono previste escursioni nel centro storico del borgo di Militello Rosmarino e nel Parco dei Nebrodi, degustazioni gratuite di tipicità locali e delle comunità  ospiti  aperte a tutti i visitatori; non mancheranno i momenti culturali e le animazioni musicali folkloristiche curate dal gruppo “Valdemone” e dalla “Scocca). Inoltre, a simbolo della “Giornata del patto” – quale ricordo di Biagio Lo Castro (di recente scomparso) e Filippo Piscitello (suo predecessore), grandi fautori del gemellaggio tra Militello e Grumello del Monte dove hanno vissuto  per oltre quarant’anni –  saranno messe a dimora presso l’abitazione avita di Biagio Lo Castro,  quattro viti provenienti  ognuna dalle comunità gemellate, in modo tale da realizzare la “pergola dell’amicizia” dai cui frutti, nei prossimi anni, mescolandosi, sarà ricavato simbolicamente, il vino “dell’unità e dell’amicizia” fra le quattro comunità.

Da “Gazzetta del Sud” NINO VICARIO

Delegazione Militellesi di Grumello

 

Tonnarella di Furnari. L’arrivo del nuovo simulacro della Madonna di Trapani


Simulacro della Madonna di Trapani

Domenica 7 agosto, nel tripudio generale di un foltissimo stuolo di fedeli, ha fatto il suo trionfale ingresso  a Tonnarella, ridente frazione marinara del comune di Furnari, il nuovo simulacro ligneo della Madonna di Trapani realizzato – giusto in occasione dell’Anno Santo Giubilare straordinario della Misericordia –  dai maestri scultori Ferdinand Stuflesser di Ortisei. La statua ripresenta fedelmente le caratteristiche proprie dell’opera originaria del XIV secolo custodito gelosamente nella piccola chiesa a Lei dedicata nella frazione di Tonnarella.

Per la storia la devozione alla Madonna di Trapani a Tonnarella nasce con la stessa fondazione del primo centro abitato, quando la nobile famiglia  dei Cubbi di origine trapanese, decise di acquistare l’antica Tonnara, fondata nel 1479 dalla famiglia Furnari. Qui, i  Cubbi, fecero edificare una cappella nella quale posero una piccola statua marmorea della Madonna recante ai suoi piedi il bassorilievo dello stemma gentilizio della famiglia. Oggi il piccolo simulacro della Madonna di Trapani si trova nella chiesa parrocchiale a Lei dedicata che è stata costruita al posto dell’originaria cappella.

La leggenda legata alla Madonna di Trapani  narra di un voto fatto da alcuni  pescatori provenienti da Trapani i quali, sorpresi da una tempesta, promisero alla Madonna di costruire una cappella in suo onore se li avesse salvati. Dopo molte avversità, i naufraghi riuscirono ad approdare sulla spiaggia di Tonnarella e, per onorare il voto, edificarono una chiesetta nella quale posero la Madonna che portavano a bordo. Da allora gli abitanti della frazione marinara in ricordo del miracolo ricevuto, hanno elevato a loro Protettrice la Madonna di Trapani e per festeggiarne il fausto avvenimento, la Comunità celebra una solenne  festa – che, come tradizione vuole, si svolge la seconda domenica di agosto – e che, oltre alla processione lungo le vie del centro abitato, i pescatori accompagnano la Madonna con le loro imbarcazioni pavesate a festa, lungo la costa della baia del Tindari formando un vero e proprio corteo processionale marinaro. NINO VICARIO

Capo d’Orlando. E Si sono ritrovati…


I geometri del Merendino a.s. 1975-76

 

E’ tornata a squillare dopo quarant’anni la “campanella” dell’Istituto Tecnico per Geometri “F.P. Merendino” di Capo d’Orlando per chiamare all’appello i diplomati geometri della V/A dell’anno scolastico 1975-76. Luogo di raccolta un noto ristorante di Naso per la sera del 29 luglio scorso. E’ stato, per i “vecchi goliardi”, come un riandare alla memoria in una bella serata all’insegna di ricordi, rievocazioni e battute tra amici oltre che compagni di classe, il tutto rivissuto in un crescendo rossiniano di pietanze marinare innaffiate di gustosi bicchieri di vino. Naturalmente, pur se le ore dell’interessante rimpatriata scorrevano veloci lungo i binari della spensieratezza, non sono mancati i momenti di sottile malinconia allorquando, ognuno di loro cercava sul volto dell’altro, di leggere i segni del tempo passato per dei ragazzi di una classe “tosta” che si era distinta per gli ottimi risultati raggiunti nel campo scolastico e non. Nell’andare indietro nella memoria, l’allegra compagnia formata da Cono Mario Arena, Antonino Casella Mariola, Gino Castano, Luciano Domiano, Dino Galati Rando, Giancarlo Granata, Dario Mentisano, Pippo Raneri, Antonello Ricciardi, Mario Sidoti Migliore e Carmelo Sindoni, tra gli altri, si è ricordata dei suoi professori Cono Miragliotta, Mariannina Vitanza, Rosellina Caruso e Maria Rosa Vitanza. Un pensiero di questi ragazzi dai capelli (alcuni) “argentin” è andato anche per i docenti scomparsi Costanzo, Oddo e Ricciardi.

Intanto si è fatta l’ora degli “arrivederci alla prossima” e con loro si fanno strada, prepotenti, gli “amarcord”, nelle tante storie di vita vissuta nei racconti di “quei ragazzi” allora pieni di attese e speranze e che oggi, con 40 anni in più sulle spalle, per una serata – come magia – sono tornati tra i banchi della V/A Geometri del “Merendino” di Capo d’Orlando.

NINO VICARIO

 

Sant’Agata Militello, concerto della Lorenzo Perosi


Torna al proscenio della cultura musicale operistica la città di S. Agata Militello. Gran palcoscenico – giovedì 11 agosto alle ore 21,30 – la caratteristica scalinata della Chiesa di S. Giuseppe che alzerà il sipario su “OperainCanto” spettacolare kermesse musicale della Corale “Lorenzo Perosi” che – sotto un’armonia di luci ed effetti luminosi sulla facciata del Duomo – presenterà, con la direzione musicale del Maestro Salvatore Bonina, un vasto programma di brani d’opera di grandi compositori quali Verdi, Bellini, Gounod, Rossini, Mascagni, Donizetti, Beethoven e tanti altri.

La “Lorenzo Perosi”,  che festeggia il 21. anno dalla sua fondazione  (infatti in scaletta sono previste  ben ventuno esecuzioni)  –  in piena sintonia col programma  curato dal Comitato per i festeggiamenti in onore di S. Giuseppe sotto la guida spirituale di don Daniele Collovà  parroco della Chiesa Madre – offre in omaggio lo spettacolo quale devozione al Santo Patrono.

Il concerto si avvarrà della straordinaria partecipazione delle voci soliste di Patrizia Lionetto (soprano), di Fabio Catina (tenore) e Massimiliano Fazio (baritono).

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