Alcara Li Fusi, sarà presentato il 01 Agosto l’ultimo libro di Fabrizio Passalacqua.


ALCARA LI FUSI – Sarà presentato il 01 Agosto alle ore 18.00 presso il Salone San Giovanni l’ultimo libro di Fabrizio Passalacqua: “La Festa del Muzzuni ad Alcara Li Fusi – Analisi e progetti”. Il testo si pone l’obbiettivo d’indagare su l’antica festa pagana del Muzzuni, presente in tutto il territorio siciliano oltre 2000 anni fa, e che per una ragione o per un’altra è riuscita a sopravvivere oggi solo nella cittadina di Alcara.

il Dott. Fabrizio Passalacqua, storico, propone uno studio inedito e perspicace che rinquadra il Muzzuni come espressione peculiare della storia e della cultura della sua comunità d’origine.

Prenderanno parte ai lavori il Sindaco Ettore Dottore, il Dott. Nicola Vaneria (sindaco uscente) , il dott. Mario Bolognari (Direttore del Dipartimento di civiltà antiche e moderne dell’università di Messina) e il Dott. Mario Sarica (Esperto di musica popolare) , presente anche per la casa editrice Pungitopo il dott. Lucio Falcone.

Militello Rosmarino in festa per Maria delle Grazie


MILITELLO ROSMARINO – “Recuperata” la festa di Santa Maria delle Grazie‏

Con la processione del Sacro Cuore di Gesù, accompagnato dal simulacro della Madonna col titolo de “le Grazie”, si concluderanno le  attività pastorali promosse dal Comitato festa 2015-17 nella piccola Militello Rosmarino. Una festa importante quella di Maria della Grazia, come ha sottolineato lo stesso Arciprete, rivoluta fortemente dal Club de “I giovani per Militello” che si sono posti l’obbiettivo di rivalorizzare una festa tradizionale che ormai da anni era caduta nell’abbraccio dell’oblio. Tre i componenti Salvatore Blogna, Giuseppe Cardillo e Salvatore Raffaele, Nino Restifo, Andrea Sacconte Territò e Salvatore Blogna, che sfidando le remore iniziali degli stessi cittadini, hanno offerto a tutti un’occasione di riscoperta di “certi sapori e gusti antichi che solo la memoria conservava intatti”, come ha evidenziato il coordinatore Blogna.

Cenni Storici sulla festa e sulla Chiesetta rurale di Santa Maria delle Grazie
Durante una delle visite ad limina nella Militello, l’allora Mons. Giuseppe Pullano, ammirando questa Chiesa e il panorama circostante ebbe a dire: “qui vi farò un Santuario”. L’edificio chiesastico di Santa Maria delle Grazie sorge sul nato nord dei ruderi dell’antico castello medievale, probabilmente su una preesistente edicola votiva ottocentesca dedicata sempre a Maria delle Grazie, della quale ancora si conserva un piccolo quadretto olio su tela. Intorno agli anni ’20 del secolo scorso, grazie all’iniziativa dell’intrepida Signorina Beatrice Genco, di venerata memoria, volenterose e volenterosi operai cittadini hanno costruito questa piccola chiesetta, di recente restaurata internamente. Il simulacro della Madonna de Le grazie e del Sacro Cuore di Gesù sono opere in cartapesta leccese degli anni ’30 sempre del secolo scorso.
E’ stata sempre volontà di questo team giovanile, riscoprire il Rito “di virgineddi”, 13 giovanissime donne, inginocchiate ai piedi dell’altare, una alla volta recitavano così: “Bedda Matri ri la Razia, unni vui, vegnu pi Razia, chi alli 13 scaluna acchianastuvu addinucchiuna, mi nni rati unu a me e io vi ricu n’avi marè (o santa madre delle grazie, da voi vengo per una grazia, voi che per tredici scalini, siete salita a tentoni, datemene uno a me ed io vi recito un’ave maria)
Alla fine insieme hanno intonato il Canto dialettale “Io non mi nni vai ri cca, si sta razia non mi fà”, come era costume fare fino ai primissimi anni degli anni 90, testimoniando una ininterrotta tradizione di venerazione e devozione! Dopo la processione  , con il ritorno dei Simulacri alla Chiesetta rurale a tutti i partecipanti saranno offerti “i pani di virgineddi” benedetti e preparati da due signore del luogo!
GAETANO CICIRELLO

Don Rosario Lo Cicero è tornato alla Casa del Padre


Tace per sempre la voce del predicatore dei Nebrodi per antonomasia.

Padre Rosario lo cicero

Si è spento nella serata di oggi Don Rosario Lo Cicero. Tre le comunità in lutto: San Fratello, in cui ebbe i natali, Militello Rosmarino ove per 34 anni fu Vicario Parrocchiale e poi Arciprete, e Sant’Agata Militello, dove ha trascorso gli ultimi 25 anni, quale Cappellano dell’ospedale civico. Don Rosario Lo Cicero nato a San Fratello il 12 Settembre 1924 (Nome di Maria, come aveva modo di sottolineare) fu Ordinato Sacerdote il 16 ottobre 1949. Dapprima parroco a Tortorici e poi a Raccuia, infine a Militello e a Sant’Agata. Fu Insegnate di religione nella varie scuole superiori di Sant’Agata Militello e in quelle inferiori di Militello e Alcara. Da tutti conosciuto e stimato, apprezzato per l’arte oratoria, instancabile , inarrestabile e infaticabile ha svolto con zelo il suo apostolato fino agli ultimi giorni della sua vita. Mancheranno i suoi moniti dal pulpito ma siamo certi che adesso, raggiunta la meta del nostro pellegrinaggio, canterà con Maria le lodi eterne al Santo dei Santi.

I funerali saranno celebrati Sabato 29 Aprile alle ore 15.30 nella Chiesa Madre di Sant’Agata di Militello.

MILITELLO. I RITI DELLA SETTIMANA SANTA


MILITELLO. I RITI DELLA SETTIMANA SANTA

LA TRADIZIONALE PROCESSIONE DELL’URNA

ALLE 4,30 DI VENERDI’ SANTO

 

Come tradizione vuole – dopo la celebrazione della Domenica delle Palme – nel centro montano i riti della “Settimana Santa” hanno inizio il giovedì in Chiesa madre con la Messa vespertina in <<Coena Domini>>, a seguire  il Venerdì santo con ben tre significativi momenti: s’inizia alle 4,30 con la tradizionale processione antelucana  dell’Urna che custodisce il simulacro di Gesù. Il <<momento>> raggiunge il suo apice prima, nelle “visite” alle chiese cittadine nel corso delle quali il parroco si sofferma con alcune “riflessioni”; poi, in contrada Puzzarello, cori spontanei intonano litanie e canti penitenziali. Alle 15, in Chiesa Madre, lettura del <<Passio>> e adorazione della Croce; alle 17, un’interessante processione penitenziale (nei secoli immutata) lungo i quartieri segue con devota commozione i simulacri di Gesù Crocifisso portato a spalla dai <<giudei>> seguito dalle <<maddalene>> che reggono la croce a mezzo di apposite funi, e quello dell’Addolorata sorretto (dato il peso)  da soli uomini. Alle 21, nuova processione con l’Urna con meditazione della speciale <<Via Crucis>>. Domenica, alle 17,00 il suono a distesa delle campane allieterà la solenne processione di Gesù Risorto che dal centro cittadino, seguita da autorità religiose, civili e militari e da tanti fedeli raggiungerà contrada S. Piero e, dopo la celebrazione della Messa, il simulacro di Gesù farà ritorno in Chiesa madre. A tarda sera, la caratteristica fiaccolata in piazza Lodato, concluderà le  ricorrenze.

Per la storia (tutta militellese) diciamo chi sono i <<giudei>> e cosa rappresentano nella tradizione dei riti pasquali. Vestire i panni di “giudei” significa rivestire una carica onorifica, che da tempo immemore si trasmette per successione primigenia mediante testamento olografo; essi si assumono l’onere del trasporto a spalla del simulacro di Gesù Crocifisso (otto uomini, capo scoperto e con indosso la tunica blu scuro) che dal mattino di venerdì, osservano un rigidissimo digiuno per <<romperlo>> poi a fine processione – come tradizione vuole – nella chiesa del Crocifisso,  mangiando un biscotto al lievito  e bevuto un bicchiere di vino. Mentre le <<maddalene>> (quattro in tutto), sono rappresentate da donne appartenenti alle diverse fasce sociali che, per voto o devozione, nella processione del Venerdì Santo, in gramaglie e una piccola corona di spine in testa, reggono a guisa di funi la croce di Gesù Crocifisso. Nessuno conosce i loro nomi, né il luogo della loro vestizione.

NINO VICARIO

MILITELLO ROSMARINO, RESTAURATO IL CRISTO MORTO


29 Marzo 2017, L’ultimo atto del Comitato Festa

Si conclude con il restauro del Cristo Morto l’opera di salvaguardia e promozione del patrimonio culturale, storico artistico della Settimana Santa di Militello Rosmarino, voluta dal Comitato Festa triennio  2015-17, che il prossimo 17 Aprile contestualmente alla fine delle festività rimetterà l’incarico.

L’intervento di recupero del Cristo Morto, cartapesta del secolo XVII ,è stato curato da un’equipe di esperte, dirette dal Dott. Davide Rigaglia, restauratore.  

L’effige tornata all’antico splendore è stata benedetta nella Chiesa Madre di Militello Rosmarino domenica scorsa, 26 Marzo. Il referente del comitato uscente Nino Restifo si dice soddisfatto ma non pronto al rinnovo del mandato, infatti ci rivela: ”che è tempo di nuovi volti e nuove idee. “ Continua il Maestro Restifo: “abbiamo cercato di fare, abbiamo scritto, ci siamo impegnati e non so se è importante rivolgermi la domanda di valutare. Più che valutare, io mi sento di constatare e di risuonare su avvenimenti e scelte. Avverto il tempo e il contesto in cui viviamo come «carico di interrogativi, di perplessità e di pluriformi orientamenti» a volte, come in ogni nuova stagione culturale, contrastanti. Contemporaneamente, come ogni «tempo della Chiesa», una buona e bella risorsa. In questi ultimi  anni, si è sovente parlato, in ambito sociologico, psicologico, tecnico, economico, attraverso esperti e testimoni, di una «accelerazione», mai avvenuta nell’ultimo millennio. L’avvicendamento dei nuovi membri e di un nuovo comitato festa suscitano le  attese delle nostre famiglie e  sono una «benedizione» per un verso e una grande «interpellanza» per un altro. Continueremo ad assistere la santa Madre Chiesa con la nostra preghiera sempre più fiduciosa e assidua, a chi verrà dopo, Buon Cammino!”

Domenica 23 Aprile alle ore 18.30 Domenica della Divina Misericordia i membri del comitato: Blogna Salvatore, Andrea Saccone Territo, Antonio Restifo Pilato , Gaetano Cicirello e Raffaele Salvatore , alla fine della messa vespertina saluteranno la popolazione militellese, in attesa fiduciosa e filiale rispetto per i successori che saranno nominati contestualmente.

MILITELLO ROSMARINO. MONS. IGNAZIO ZAMBITO UN VESCOVO IN… CAMMINO



Mons. Ignazio Zambito, nel suo giro di visite alle parrocchie ricadenti nella Diocesi di Patti che lo hanno visto per 28 anni “pastore” attento, guida spirituale e umana, ha incontrato, tra le altre, la comunità militellese Ad accogliere il Vescovo in una gremitissima Chiesa Madre di fedeli e di autorità civili e militari, allietata dai canti della Corale parrocchiale, è stato il parroco don Calogero Oriti che così si è espresso nel suo indirizzo di saluto al Presule:
“Eccellenza reverendissima, oggi in questa Chiesa, un bel momento di festa riunisce tutta la comunità di Militello per porgerle un affettuoso saluto. Non è senza emozione e commozione che provo ad esprimere e condensare in pochi minuti i sentimenti di profonda gratitudine, di indelebile riconoscenza per il suo servizio di Pastore nella Diocesi di Patti. Il primo ringraziamento va innanzitutto al provvidente disegno di Dio che ci ha fatto dono di un Pastore che con amorevolezza, semplicità ed autorevolezza, ha guidato la nostra Diocesi nel cammino verso Cristo speranza dell’Umanità.
Grazie a nome mio personale per avermi voluto in questa comunità 25 anni or sono. A Lei Eccellenza devo molto! I consigli, gli innumerevoli incontri personali e pubblici, sono stati sempre un mettere a dimora un seme che sono certo non tarderà a portare i suoi frutti. In questa comunità abbiamo avuto modo di sperimentare per circa 30 volte, con la Sua presenza, la vicinanza alla gente, il rapporto confidenziale ed affettuoso nei confronti di tutti, la Sua memoria visiva nel riconoscere ognuno. La ringrazio di questa amicizia che fa eco alle parole di Gesù: <>.

La ringrazio perché in questi anni ha esortato noi presbiteri e anche i laici alla corresponsabilità nel servizio ecclesiale. La ringrazio perché ci ha spronati a vivere oltre l’ovvio, oltre le immagini ed interpretare in modo creativo le nuove esigenze ed emergenze della società guardando al futuro con la solida speranza ancorata a Cristo.
Auguri, Eccellenza! Auguri per la Sua salute, che sia sempre rigogliosa; La porteremo sempre nel cuore; La ricorderemo nelle nostre preghiere e che il seme seminato possa germogliare e portare frutti di santità. Siamo certi che anche le sue preghiere ci sosterranno e ci guideranno ad un legame più forte in Cristo”. Grazie, Padre Vescovo Ignazio per avere scritto una bella pagina di storia nella nostra Diocesi”.
All’omelia, così ha concluso il Vescovo: “…è proprio bisogno del mio cuore ringraziare, salutare e augurare ogni bene a voi tutti di questa comunità. La vostra fede, la vostra amicizia e il vostro affetto mi hanno accolto, sostenuto e colmato il cuore negli innumerevoli incontri che hanno riempito il cammino che, per quasi 28 anni, abbiamo percorso insieme. Vi benedico nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo”.
NINO VICARIO

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