SOLENNI FESTEGGIAMENTI 2011 IN ONORE DI SANTA LUCIA V.M. A S. AGATA MILITELLO


Anche quest’anno, la Parrocchia Santa Lucia di S.Agata Militello è lieta di invitarvi ai solenni festeggiamenti in onore di S. Lucia.

Di seguito il programma con tutti gli eventi e le celebrazioni dal 9 al 13 dicembre..

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA SS. ASSUNTA (antica chiesetta di c.da Contura a S.Agata Militello)


GIORNO 13 AGOSTO : FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI MARIA SS. ASSUNTA DI CONTURA…INIZIO ORE 18:00 PRESSO L’ANTICA CHIESETTA DI C.DA CONTURA, PROCESSIONE ,SANTA MESSA E GIOCHI PIROTECNICI…ORE 21:30 PRESSO LA CHIESA S.LUCIA CONCERTO DI MUSICA POPOLARE “KALE’ATTURNU IN SERENATE” …

FESTA A TORRECANDELE PER IL RITORNO DELL’ICONA DI NOSTRA SIGNORA DEL SACRO CUORE DI GESU’


Momento di grande festa ieri, domenica 19 giugno, a Torrecandele, nota frazione di S.agata, per il ritorno dell’Immagine Sacra di Nostra Signora del S acro Cuore di Gesù. Dopo diversi mesi di restauro, sia della stadua della Madonna e sia della cappella votiva che la accoglie da molto tempo, gli abitanti della frazione santagatese, e non solo, hanno accompagnato in festoso corteo di auto, dopo la celebrazione della Santa Messa officiata dal Parroco Don Gaetano Franchina, il simulacro della Vergine Maria nella restaurata e luminosa edicola. Grande commozione e gioia tra tutti i presenti..Il Parroco ha concluso il lieto evento ringraziando tutti gli abitanti della contrada e soprattutto chi cura il decoro dell’edicola votiva e le attività annesse ai festeggiamenti..

LA FIERA STORICA DI S.AGATA MILITELLO


La fiera di Sant’Agata Militello, quest’anno spegne le 311 candeline, ma non ne sente ancora il peso. Il diritto a svolgerla, venne concesso infatti il 28 luglio del 1700, al principe del tempo, Don Gaetano Gallego Ventimiglia. Costituiva allora, una delle più favorevoli occasioni di mercato per l’economia prevalentemente pastorale e agricola dei paesi nebroidei, i cui abitanti confluivano sulla marina di Sant’Agata per la vendita dei capi di bestiame (buoi, cavalli, asini, capre etc.) e l’acquisto di prodotti artigianali e di consumo (tessuti a metraggio per confezionare vestiti, cappotti o lenzuola per completare il corredo della figlia da maritare, utensili per la campagna, canestri di verghe, fusi e conocchie per filare lana, lino etc.). Occasione unica per la gente di questa parte dell’isola che viveva in singolare isolamento. I costumi, nel tempo, si sono rinnovati in un tutt’uno con l’economia: la riconversione delle colture, la produzione della seta a metà del XVII secolo, aveva già determinato una nuova consistente fonte di guadagno e così nel tempo a venire. La fiera divenne un momento distintivo delle attività economiche di Sant’Agata i cui amministratori, poi, agli inizi del secolo scorso, in virtù di una vertiginosa crescita demografica, ne promossero una seconda edizione. Così divenendo le due fiere tra le più rappresentative del sud Italia, con i connotati rimasti intatti nel tempo. Svariata merce: magliette, vestiti, biancheria intima, “sbandierata” ai supporti delle bancarelle e esaltata da robuste voci che invitano le signore chiamate per nome ad acquistare ciascuno i propri prodotti. Merce, che secondo le urla degli ambulanti, é la migliore in qualità e prezzo. Si intersecano così, parlate e accenti “forestieri”, pugliesi, napoletani, catanesi, solo per citarne alcuni, i quali fanno a gara a farsi udire tra il frastuono degli altoparlanti e il chiacchiericcio dell’enorme folla, arrivata con pulman o in auto, dai paesi dei Nebrodi e anche oltre. La fiera quindi che si svolge a Sant’Agata nei giorni 14 e 15 Aprile, va ad aprire tutte le altre che si terranno in Sicilia in primavera ed estate, per poi chiuderle il 14 e 15 novembre con l’ultima fiera dell’anno. Si sa che in passato l’uomo seguiva il corso delle stagioni. L’inverno rappresentava la conclusione degli affari e compravendite da effettuare prima “dell’entrata” dei mesi di letargo. Oggi, col mutare dell’economia, sono cambiati alcuni prodotti. Nonostante tutto, resiste la fiera del bestiame, nei pressi della contrada denominata comunemente “Giancola”, cui si accede dalla rotabile che costeggia il mare, oltrepassando il ponte del torrente Rosmarino, evitando così gli ingorghi del traffico cittadino. Per il resto tutto come prima: sono oltre 350 i posti assegnati sul lungo mare, allineati su quattro file, per oltre due chilometri, sul viale della Regione e sull’antica via Cosenz. E come dal lontano 1700, si svolge a cielo aperto, nell’incognita dell’intemperanza del degli umori del tempo. Si troverà di tutto: dai prodotti per la casa a quelli in ferro battuto, dai generi di abbigliamento più svariati, tra i quali non è difficile avere la possibilità da parte delle signore di ammirare e provare anche delle pellicce; ai più sofisticati giocattoli per i bambini che invaderanno la fiera. Gustando la “calia” di Naso, non è difficile imbattersi ancora negli ultimi superstiti di quelli che lo scrittore Vincenzo Consolo, negli anni ’40, chiamava “induvinavintura”, i quali con organetto e pappagallo invitano ad acquistare il biglietto della sorte.

- di Graziella Lo Vano -  su http://www.messinaweb.eu/

….BUON COMPLEANNO ITALIA !!! ….


 

Italiani spegnamo queste 150 candeline…in ognuna delle quali ardono le gioie e i dolori del nostro paese, le verità e le “verità nascoste” della sua storia…la sua inimitabile bellezza…Oggi, il suo inestimabile valore di nostra amata patria!!!!

Festeggiamenti in onore di S.GIUSEPPE patrono di S.Agata Militello


……EEVVIVA SAN GIUUUUUSEEEEEEEEEEEEEEEEPPPEEEEE!!!!!!!……..

Tutti i santagatesi, sin da bambini, sentono rintuonare,per  due volte l’anno,  per le vie di S.Agata Militello, questa suggestiva e “folcloristica” invocazione gridata a squarciagola dai pescatori del comune nebroideo che, ogni 19 marzo e ogni seconda domenica di agosto, affidano le  preoccupazioni,la famiglia,il paese,il mare…la vita, al Santo Patrono di S.Agata Militello : S.GIUSEPPE.

Questo grido purtroppo neggli ultimi anni sta divenendo sempre più debole, a causa della continua perdita di valori e tradizioni…colgo l’occasione per lanciare un appello a tutti i miei giovani coetanei e paesani:

“NON PERDIAMO LA NOSTRA IDENTITA’, CONTINUIAMO A CREDERE E A FAR RIFIORIRE IL GRANDE PATRIMONIO MORALE E CULTURALE CHE I NOSTRI CARI NONNI HANNO CONSERVATO PER NOI CON  TANTA CURA..ANCHE QUESTO FA PARTE DELLA S.AGATA DI DOMANI…NOI !!! ”  =)

                 (Di seguito il programma religioso dei festeggiamenti)

PROGRAMMA MARZO 2011

Triduo di preparazione

16 Marzo ore 17:30 S.Rosario
… ore 18:00 S.Messa presieduta dal Rev. Sac. Carmelo Lipari.

17 Marzo ore 17:30 S.Rosario
ore 18:00 S.Messa presieduta dal Rev. Sac. Vincenzo Rigamo.

18 Marzo ore 12:00 Apertura dei festeggiamenti con scampanio solenne.
ore 17:30 Via Crucis
ore 18:00 Primi Vespri di San Giuseppe e S.Messa presieduta dal
Rev. Sac. Dino Lanza

19 Marzo Solennità di San Giuseppe Sposo della B.V. Maria
ore 07:30 – 08:30 – 18:30 Ss. Messe.
ore 08:30 Giro del corpo bandistico “G.Verdi” per le vie cittadine.
ore 10:00 Solenne Celebrazione Eucaristica animata dal coro
“L.Perosi”
Al termine della S.Messa seguirà la Processione del simulacro di
San Giuseppe per le seguenti vie: p.zza Duomo,Magenta,
Cernaia, San Martino, Cairoli, Medici, Campidoglio, Cosenz,
Roma, Medici, San Giuseppe e p.zza Duomo.

Capo d’Orlando: 150. Unità d’Italia. Due modi diversi per ricordare: Giornata Tricolore del comitato; bandiera a lutto al Comune


Si innesca la polemica a distanza in vista della festa per il 150. anniversario dell’Unità d’Italia, in programma giovedì 17 marzo, a Capo d’Orlando. Infatti da una parte c’è il comitato, il cui responsabile è il giornalista ed impiegato PIPPO GIUFFRE’, che indice la “Giornata Tricolore” com una serie di iniziative e un dibattito. Dall’altra parte il sindaco ENZO SINDONI ha deciso di far apparire al municipio la bandiera italiana listata a lutto per ricordare le vittime dell’alluvione di Giampilieri e della A20 Messina-Palermo per gli incidenti e scrivendone le motivazioni al Presidente della Repubblica GIORGIO NAPOLITANO, al premier SILVIO BERLUSCONI, al Ministro degli Interni ROBERTO MARONI e al governatore siciliano RAFFAELE LOMBARDO. Ecco i due comunicati…

Il 17 marzo celebreremo, anche a Capo d’Orlando,  il 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Siamone degni e partecipi: esponiamo il tricolore nelle nostre case, nei nostri balconi; gioiamo di una Unità che fu perseguita e voluta con una combinazione prodigiosa di eventi e che fu più forte delle tensioni che l’attraversarono. Ieri figure di tanti eroi, Cavour, Mazzini, Garibaldi, hanno tessuto i fili di una stessa trama per fare l’Italia che non c’era; la vollero infatti una e indivisibile. Oggi le celebrazioni servono a far rivivere nella memoria e nella coscienza dei cittadini le ragioni di quella unità e indivisibilità, collante di coesione sociale e base essenziale di ogni avanzamento per il progresso dell’Italia tutta, da Nord a Sud, dalle Alpi agli Iblei, dall’Adriatico al “Mare Nostrum”. Il programma della “Giornata Tricolore” prevede lo svolgimento di un corteo che partirà alle ore 17 da piazza IV Luglio 1299 (ex Garibaldi n.d.r.) per concludersi in piazza Merendino dove sarà deposta una corona di fiori al Monumento ai Caduti. A seguire, con inizio alle ore 18,30, in piazza Matteotti, la cerimonia di celebrazione dell’anniversario con l’intervento di Rosaria Surace dell’Associazione Nazionale “Mille Donne per l’Italia”; Giuseppe Restifo, storico dell’Università di Messina; Giuseppe Minatoli, presidente Associazione Nazionale Carabinieri – Sezione di Capo d’Orlando; Franco Fogliani, dirigente scolastico Istituto Comprensivo“Tomasi di Lampedusa”. Modererà Salvatore Granata, direttore regionale di Legambiente. All’iniziativa parteciperanno i cavalieri dell’Associazione “Garibaldini a cavallo” di Tortorici, la Banda Musicale di Capo d’Orlando e numerose associazioni del territorio. Sono stati invitati i rappresentanti delle forze dell’ordine presenti nel paese (Per Il Comitato organizzatore, Pippo Giuffrè). 

      Comunicato del Comune.

Il sindaco di Capo d’Orlando Enzo Sindoni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia (giovedì 17 marzo), ha inviato una lettera al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, al Presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo, al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ed al Ministro degli Interni Roberto Maroni. Questo il testo integrale della missiva:�
“Capo d’Orlando, Comune del quale mi onoro essere Sindaco, seguirà il protocollo di celebrazione del centocinquantesimo anniversario dell’unità d’Italia ed esporrà il prossimo 17 marzo, il tricolore. La nostra bandiera è simbolo di un Paese nato dal Risorgimento, figlio forse di un’idea giusta di unità, ma che ancora mostra diseguaglianze evidenti, dalle Alpi a Lampedusa. Infatti, abitare a Padova o Bergamo non è come risiedere a Gioia Tauro o San Fratello. Il 17 marzo la bandiera del comune di Capo d’Orlando sarà  listata a lutto per onorare la memoria dei caduti civili figli della nostra Terra: oltre sessanta morti dal 2009, a seguito dell’alluvione di Giampilieri e delle condizioni di insicurezza dell’autostrada Messina-Palermo. Sull’autostrada A20, costruita col 90% di fondi della Regione Sicilia, da anni non vengono effettuati interventi per la sicurezza, e ciò nonostante si paghi il pedaggio più caro d’Italia. Per il dissesto idrogeologico della nostra provincia il Governo ha accordato un finanziamento di 5 milioni di euro per il 2011, destinandone 300 al Veneto e 45 alla Liguria. La sperequazione che si perpetua dal 1861 ai danni dei Siciliani è stata pagata con la morte dalle vittime sopra ricordate, ed è nel giorno della celebrazione dell’unità nazionale che ritengo un dovere civico ricordarle, perché l’unità per essere un valore non può limitarsi alla perimetrazione di un territorio, ma dovrebbe esser  fondata su solidarietà ed equità. L’auspicio è che la celebrazione del 17 marzo 2011 segni l’avvio di una diversa attenzione alla nostra Isola, soggiogata al luogo comune di essere terra di spreco ed assistenza, e che invece con le sole accise sulla vendita dei carburanti raffinati in Sicilia, apporta al bilancio statale 5 miliardi di euro l’anno a fronte dei 3 che Roma trasferisce alla Regione. Questo è un giorno fatto per festeggiare, ma anche per ricordare e riflettere su tante disparità e contraddizioni che hanno caratterizzato questi 150 anni” (Salvatore Pintaudi, Ufficio stampa Comune).

Edited by, lunedì 14 marzo 2011, ore 14,18

.14 marzo 2011 – (703) – Scritto da giuseppelazzaro in Attualità

RANDAZZO: SEGNALAZIONE CASO SOSPETTO DI MUCCA PAZZA


CATANIA – Nuovo caso sospetto di Creutzfeld-Jacob, il cosidetto morbo della mucca pazza, in Sicilia nel giro di pochi giorni. Si tratta di una casalinga di 68 anni di Randazzo, un paese sull’Etna. La donna, che presenta tutti sintomi tipici della malattia, è tornata a casa nel pomeriggio, dopo essere stata ricoverata nella clinica neurologica del Policlinico universitario di Catania, diretta dal  professore Mario Zappia.

“Abbiamo fondati motivi per ritenere che ci sia una condizione di malattia di Creutzfeldt-Jacob – ha spiegato il professore Zappia -. Per il momento è solo un sospetto clinico perché per avere la certezza bisogna effettuare delle analisi specifiche. Si tratta comunque di un caso abbastanza atipico di quanto descritto nella letteratura sanitaria internazionale per l’età della paziente”.

La documentazione clinica della paziente è già stata visionata dagli esperti dell’Istituto superiore di Sanità; il caso è stato segnalato anche all’assessorato regionale alla Salute. Nei giorni scorsi un altro caso sospetto aveva riguardato una donna di 52 anni di Castelvetrano (Trapani), che dopo essere stata in cura al San Raffaele di Milano era deceduta.

Le analisi istologiche post mortem in grado di confermare la diagnosi non hanno ancora un esito. Il primo dei due casi accertati in Italia è quello di una giovane studentessa siciliana di Menfi (Agrigento) morta nel 2002; il secondo riguarda una donna di Livorno il cui decesso risale a poche settimane fa. (lasiciliaweb)

Ambiente: due grifoni del Parco dei Nebrodi avvistati in Abruzzo


 

Due grifoni appartenenti alla colonia del Parco dei Nebrodi sono stati avvistati in Abruzzo, nella riserva Naturale di Monte Velino, vicino ad una zona un punto di alimentazione complementare per uccelli necrofagi.

L’individuazione e’ stata possibile grazie all’anello identificativo di colore azzurro. Uno dei due grifoni nel luglio 2008 venne avvistato nelle Prealpi francesi, nei pressi di Verdon, dallo zoologo francese Sylvain Henriquet. Il compagno di viaggio, nel maggio 2008, venne ritrovato debilitato in Aspromonte e poi curato e rilasciato.avvistato .(ANSA).

..CITTADINI,SEMU TUTTI DEVOTI TUTTI!!..CETTU,CETTU!!…CITTADINI,CITTADINI!!..EVVIVA SANT’AGATA!


  

La Festa di Sant’Agata è la più importante festa religiosa della città di Catania e si celebra in onore della santa Patrona della città. Si svolge tutti gli anni dal 3 al 5 febbraio e il 17 agosto. La prima data è quella del martirio della santa catanese, mentre la data di agosto ricorda il ritorno a Catania delle sue spoglie, dopo che queste erano state trafugate e portate a Costantinopoli dal generale bizantinoGiorgio Maniace quale bottino di guerra e dove rimasero per 86 anni.

Le origini della venerazione di sant’Agata si fanno risalire all’anno seguente il martirio, ovvero al 252. Il popolo nutrì subito una grande devozione per la vergine Agata che si era votata al martirio pur di difendere il suo onore e per non abiurare alla sua fede. I catanesi furono orgogliosi di questa giovane che si rivoltò contro il volere del proconsole romano. In questo si dovette innestare l’odio per l’oppressore straniero.

Per quanto attiene la festa vera e propria è molto difficile stabilire quale fu l’anno di inizio delle celebrazioni. Secondo alcune testimonianze ancora prima della nascita di Agata veniva celebrata una festa pagana durante la quale un simulacro di una vergine veniva portato in processione per le vie della città.

Un’altra tradizione viene riportata da Apuleio ne Le metamorfosi, secondo la quale la festa della dea Iside nella città greca di Corinto avrebbe molti punti di contatto con la festa catanese. In particolare il popolo vestito di una tunica bianca che partecipava ai festeggiamenti viene accostato al saccu, la tunica di cotone bianco indossata in processione dai devoti, che tirano i cordoni del fercolo, per trainarlo lungo il percorso.

Sicuramente i primi festeggiamenti a sant’Agata, anche se non programmati, avvennero spontaneamente il 17 agosto 1126 quando le spoglie della santa catanese, trafugate nel 1040, furono riportate in patria da due soldati, Gilberto e Goselino, dalla città di Costantinopoli. Il vescovo di Catania Maurizio che si recò al Castello di Jaci per accoglierle.

                          (Giovanni Battista Tiepolo, Martirio di Sant’Agata)

Sparsasi la voce, nel corso della notte, i cittadini si riversarono nelle strade della città per ringraziare Dio di aver fatto tornare, dopo 86 anni, le spoglie della amata martire Agata.

I festeggiamenti erano per lo più di natura liturgica e si svolgevano all’interno della Cattedrale. Ciò sarebbe dimostrato in maniera indiretta da quanto avvenne il 4 febbraio 1169, quando un tremendo terremoto rase al suolo la città di Catania seppellendo sotto le macerie il popolo di fedeli che si trovava all’interno della cattedrale, in preghiera, per la celebrazione del martirio di sant’Agata. In quella occasione, secondo alcune cronache dell’epoca, perirono oltre 80 monaci ed alcune migliaia di fedeli sotto le volte del tempio crollato.

Soltanto nel 1376, anno di costruzione della vara (fercolo), in legno, si presume che siano iniziati i festeggiamenti con la processione per le vie della città. Dal 1209 al 1375 avvenivano processioni con il velo della santa. Il fercolo attuale, tutto in argento su di un telaio in legno, fu ricostruito nel 1946 dopo che nel corso di un intenso bombardamento da parte dell’aviazione britannica, avvenuto il 17 aprile del 1943, era stato seriamente danneggiato quello preesistente, inaugurato nel 1519.

Alla festa puramente religiosa si affiancò una festa più popolare, voluta dal Senato della città e anche dalla popolazione. A questo punto, per evitare problemi di ordine pubblico, venne creato un regolamento al quale dovevano attenersi gli organizzatori dei festeggiamenti. Pertanto in abbinamento alla processione della vara per le vie cittadine, si inserirono spettacoli di natura diversa per intrattenere i fedeli che arrivavano da ogni parte della Sicilia.

Fino al 1692 la festa si svolgeva in un giorno solo il 4 febbraio. Dal 1712 la festa assunse un’importanza maggiore venendo strutturata su due giornate di festeggiamenti, il 4 e 5 febbraio; forse anche per il fatto che dopo il terremoto del 1693, che rase al suolo tutta la città, Catania venne ricostruita attuando una pianta ortogonale che rese la viabilità più facile con strade più larghe e ordinate, ma soprattutto la città si era espansa e il giro dei quartieri cittadini non poteva più essere effettuato in un solo giorno. Verosimilmente la festa dovette subire delle interruzioni negli anni successivi a due eventi drammatici che distrussero la città:

  • Nel 1669, in seguito a una eruzione catastrofica dell’Etna che ricoprì di lava gran parte della città rendendo impraticabile oltre il 50% della viabilità cittadina;
  • Nel 1693, come già detto, per un terremoto di enorme magnitudo che sconvolse il Val di Noto distruggendo completamente la città.

                                                                                      

OGGI 31 GENNAIO…SAN GIOVANNI BOSCO


Oggi 31 gennaio la Chiesa Cattolica ricorda San Giovanni Bosco, colui definito ancora oggi il “Padre, Maestro ed Amico” di tutti i giovani. Grazie a questo modello di santità molti ragazzi hanno conosciuto e scoperto la propria identità di cristiani e di testimoni di Dio.

Ispirato dalle notizie riguardanti Don Giovanni Cocchi, che pochi anni prima di lui aveva tentato di radunare all’interno di un Oratorio i ragazzi disagiati di Torino, Giovanni Bosco decise di scendere per le strade della sua città e osservare in quale stato di degrado fossero i giovani del tempo. Incontrò così i ragazzi che, sulla piazza di Porta Palazzo, cercavano in tutte le maniere di procurarsi un lavoro. Di questi giovani molti erano scartati perché poco robusti e in poco tempo costretti a finire presto sottoterra. Le statistiche confermano che in quel tempo ben 7184 fanciulli sotto i dieci anni erano impiegati nelle fabbriche.

In piazza San Carlo, Don Bosco poteva conversare con i piccoli spazzacamini, di circa sette o otto anni, che gli raccontavano il loro mestiere e i problemi da esso generato. Erano molto rispettosi nei confronti del sacerdote che li difendeva molto spesso contro i soprusi dei lavoratori più grandi che tentavano di derubarli del misero stipendio.

Insieme a Don Cafasso cominciò a visitare anche le carceri e inorridì di fronte al degrado nel quale vivevano giovani dai 12 ai 18 anni, rosicchiati dagli insetti e desiderosi di mangiare anche un misero tozzo di pane. Dopo diversi giorni di antagonismo, i carcerati decisero di avvicinarsi al sacerdote, raccontandogli le loro vite e i loro tormenti. Don Bosco sapeva che quei ragazzi sarebbero andati alla rovina senza una guida e quindi si fece promettere che, non appena essi sarebbero usciti di galera, lo avrebbero raggiunto alla chiesa di San Francesco.

L’8 dicembre 1841 incontrò, prima di celebrare Messa, Bartolomeo Garelli nella sacrestia della chiesa di San Francesco di Assisi. Questi fu il primo ragazzo che si unì al suo gruppo. Don Bosco aveva deciso così di radunare intorno a sè tutti i ragazzi degradati della zona, dai piccoli spazzacamini agli ex detenuti. Fondamenti della sua futura attività erano tre: l’amicizia con i giovani (che molto spesso erano orfani senza famiglia), l’istruzione e l’avvicinamento alla Chiesa. La sera di quello stesso giorno, Giovanni fece amicizia anche con i tre fratelli Buzzetti, provenienti da Caronno Varesino, che si erano addormentati durante la sua predica.

Quattro giorni dopo, durante la messa domenicale, erano presenti Bartolomeo Garelli insieme a un nutrito gruppo di amici e i fratelli Buzzetti, con seguito di compaesani. Quello sarebbe stato il primitivo gruppo che avrebbe dato il via all’Oratorio di Don Bosco. Già poco tempo dopo il gruppo era talmente numeroso che il sacerdote chiese l’assistenza di tre giovani preti: don Carpano, don Ponte, don Trivero. Anche alcuni ragazzi di media cultura si avvicinarono a Don Bosco, aiutandolo a tenere a bada i ragazzi più impulsivi e ribelli.

Nella primavera del 1842, al ritorno dal paese, i fratelli Buzzetti conducevano con loro il più piccolo, Giuseppe, che si affezionò molto a Don Bosco e decise, in età adulta, di seguire la via del sacerdozio, divenendo così suo braccio destro nella gestione del futuro ordine salesiano.

Ovviamente Don Bosco si dedicò nella sua vita a molte altre attività benefiche, ma l’esempio piu’ limpido della sua santità è stato sicuramente il suo grande amore verso i giovani divenendo loro grande Educatore e punto di riferimento nella vita.    

                                                                                                                                           

 

 

“Mi permetto personalmente, di volgere un affettuoso pensiero di gratitudine in questa riccorrenza,

 a tutti i Sacerdoti che hanno seguito con amore l’esempio di Don Bosco,

divenendo portatori veri della parola di Dio tra i giovani,

 facendo conoscere la bellezza di essere un Cristiano e lo splendore del dono della vita anche attraverso le cose più semplici..

..Un abbraccio che possa volare in alto al mio caro amico PADRE TANO FARINA.”

CONCORSO NAZIONALE DI POESIA ” CITTA’ DI SANT’AGATA MILITELLO ” – XXVI Edizione


Anche in questo 2011 il Comune di S.Agata Militello e l’Associazione FENALC-FIAL, bandiscono il

“ XXVI Concorso nazionale di poesia Città di Sant’Agata Militello”

 un evento culturale ogni anno atteso dalla cittadina nebroidea.

Il regolamento per partecipare al concorso lo potrete trovare sul sito del comune : www.comune.santagatadimilitello.me.it

Si rende noto che gli elaborati (vedi regolamento), dovranno essere inviati entro e non oltre il  31 marzo 2011, a tal proposito fara’ fede il timbro postale.

 Il concorso è articolato nelle seguenti sezioni:

-Poesia inedita (non pubblicata) in lingua italiana

-Poesia inedita (non pubblicata) in dialetto siciliano

 

…IL CONCORSO E’ GRATUITO ED E’ APERTO A TUTTI GLI AUTORI CHE  HANNO COMPIUTO IL  18° ANNO DI ETA’…

 

 

INCONTRO INTERPARROCCHIALE DEI GIOVANI E FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI SAN GIOVANNI BOSCO


In occasione delle festività in onore di S.Giovanni Bosco, l’equipe degli incontri interparrocchiali ha deciso di istituire un unico incontro che si terrà giorno 28 gennaio dalle ore 18:00 presso il duomo di S.Agata Militello.

….ecco il triduo di preparazione illustrato in tutti i suoi eventi…..

SIETE TUTTI INVITATI A PARTECIPARE…NON MANCATEEEEEE!!!!!!

….INVITA TUTTI I TUOI AMICI PER FESTEGGIARE INSIEME IL NOSTRO CARO “PADRE ,MAESTRO ED AMICO ” DON BOSCO….. =)

IL GRANDE AMORE DEGLI ALBERI VERSO GLI UOMINI…


 

Salve a tutti,questa sera la mia attenzione è stata captata da un post che ho trovato sul sito del progetto CO.N.AL.PA. (http://www.progettoconalpa.org/). E’ un progetto di fondamentale importanza per la tutela degli alberi e del paesaggio, soprattutto nei nostri giorni dove l’attenzione si è spostata su argomenti stupidi che riempiono solo le menti di stupidità e banalità.

  

PER CHI E’ ANCORA REPRESSO DALL’IGNORANZA…

PER CHI NON HA IL CORAGGIO DI COMBATTERE PER LA MADRE TERRA…

PER CHI SI PERDE IN TANTE CHIACCHIERE INTORNO ALLA TUTELA DEI PATRIARCHI VERDI…


 

Leggetevi questa splendida storia che racconta dello straordinario amore degli alberi verso gli uomini…

E forse un giorno, finalmente, ci renderemo conto di quando siamo diventati grigi e monotoni… come il cemento che devastata il nostro paesaggio… e che sdradica i nostri amici verdi…

 

Leggere per riflettere…

 

 

C’era una volta un albero…che amava un bambino. Ogni giorno il bambino arrivava e raccoglieva le sue foglie che intrecciava in corone per giocare al re della foresta. Si arrampicava sul tronco, si dondolava sui rami e mangiava le mele. Insieme giocavano a nascondino e quando il bambino era stanco si addormentava alla sua ombra. Il bambino amava l’albero moltissimo e l’albero era felice. Ma il tempo passò.Il bambino crebbe. E l’albero restava spesso solo. Poi un giorno il ragazzo tornò dall’albero e l’albero disse:

- Vieni ragazzo, arrampicati sul mio tronco, dondolati sui miei rami, mangia le mie mele, gioca alla mia ombra e sii felice.

- Sono troppo grande per arrampicarmi e giocare – disse il ragazzo – Voglio comprarmi un sacco di cose e divertirmi. Voglio un po’ di soldi. Puoi darmi dei soldi?

- Mi dispiace – disse l’albero – io non ho soldi. Ho solo foglie e mele. Prendi le mie mele, ragazzo, e vendile in città. Così avrai dei soldi e sarai felice.

Allora il ragazzo si arrampicò sull’albero, raccolse le mele e le portò via. E l’albero era felice. Ma il ragazzo rimase lontano per molto tempo…Poi un giorno il ragazzo tornò e l’albero fu scosso dalla gioia e disse:

-Vieni ragazzo, arrampicati sul tronco e dondolati sui rami e sii felice.

- Non ho tempo per arrampicarmi sugli alberi – disse il ragazzo – Voglio una casa che mi ripari dal freddo. Voglio una moglie e dei bambini, e quindi mi serve una casa. Mi puoi dare una casa?

- Non ce l’ho – rispose l’albero – Il bosco è la mia casa, ma tu puoi tagliare i miei rami e costruirne una. Così sarai felice.

Allora il ragazzo tagliò i rami dell’albero e li portò via per costruire la sua casa. E l’albero era felice. Ma il ragazzo rimase lontano per molto tempo. E quando tornò l’albero era così felice che quasi non riusciva a parlare.

- Vieni ragazzo – sussurrò – vieni a giocare. – Sono troppo vecchio e triste per giocare – disse il ragazzo – Voglio una barca che mi porti lontano da qui. Mi puoi dare una barca?

- Taglia il mio tronco e costruisci una barca – disse l’albero – Così potrai navigare lontano…e sarai felice.

Allora il ragazzo tagliò il tronco, costruì una barca e salpò verso luoghi lontani. E l’albero era felice. Passò molto tempo e un giorno il ragazzo ritornò.

- Mi dispiace ragazzo – disse l’albero – non ho più niente da darti… – Non ho più mele.

- Ho i denti troppo deboli per le mele-

- Non ho più rami su cui farti dondolare.

- Sono troppo vecchio per dondolarmi sui rami.

- Non ho più il tronco…non ti puoi più arrampicare.

- Sono stanco per arrampicarmi.

- Mi dispiace – sospirò l’albero – Vorrei poterti dare qualcosa…ma non mi è rimasto niente. Sono solo un vecchio ceppo. Mi dispiace…

- Non ho bisogno di molto ora – disse il ragazzo – Mi basta un posto tranquillo per sedermi e riposare. Sono molto stanco.

- Bene – disse l’albero cercando di raddrizzarsi più che poteva – Un vecchio ceppo è perfetto per riposare. Vieni ragazzo, siediti. Siediti e riposati.

 E l’albero fu felice.


 (S.Silverstein)

LA SACRALITA’ DELL’AMICO ALBERO

 

DAVANTI ALLA SALVEZZA DI UN PATRIARCA VERDE PLURICENTENARIO

SI DOVREBBERO AZZERARE TUTTE LE DIVERGENZE E TUTTE LE DIVISIONI…

TUTTE LE BUROCRAZIE…

E TUTTI GLI ARRIVISMI POLITICI E PERSONALI…

PERCHE’ QUEL GRANDE ALBERO E’ UN SIMBOLO INEQUIVOCABILE…

DELLA NOSTRA STORIA E IDENTITA’!!!!!!

 

Il Grande Albero è una creatura sacra che custodisce in se l’energia positiva dell’Universo. La fretta della società contemporanea ci impedisce, purtroppo, di sentire lo spirito sacro del grande albero e la sua voce che parla soltanto di pace e di fratellanza. L’albero è un essere pacifico che vuole vivere nella pace e che odia la guerra con tutte le sue forze!


PIANTARE ALBERI AL POSTO DELLE  POSTAZIONI DI MISSIILI, DELLE TORRETTE DI OSSERVAZIONI E DEI MURI IN CEMENTO ARMATO CON FILI SPINATI!

PIANTARE ALBERI INVECE DI MILIONI DI MINE CHE UCCIDONO LA VITA DI TANTI BAMBINI INNOCENTI!!!

PIANTARE ALBERI COME SIMBOLO DI PACE E DI FRATELLANZA TRA I POPOLI!

PIANTARE ALBERI PER OGNI BAMBINO CHE NASCE!

L’ALBERO E’ IL SIMBOLO DELLA FELICITA’, DEL BENE, DELL’ONESTA’, DELLA VERITA’, DELLA PACE!

L’UOMO PUO’ RISCOPRIRE IL VALORE DELLA PACE GRAZIE ALLO STRAORDINARIO POTERE  DEGLI ALBERI!

L’unione della propria anima allo spirito positivo dell’albero sacro, attraverso la pratica della meditazione, riesce a purificarci dal dolore, dall’odio e dalla violenza… Una terapia indolore che non costa nulla!

(Alberto Colazilli – 2009)

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DI “MARIA S.S. ASSUNTA” DI CONTURA


Maria S.S. Assunta

Avranno inizio domani   10 agosto , i festeggiamenti in onore di Maria S.S. Assunta, venerata nelle contrade di Contura ,Orecchiazzi ed Astasi  in S.Agata Militello…Il tutto avrà inizio alle ore 17.30 circa di domani, quando il simulacro della Madonna Assunta verrà festosamente traslato dai giovani, dalla piccola chiesetta rurale di contrada Contura alla centrale chiesa parrocchiale di S.Lucia ove vi rimmarrà esposto ai fedeli per i giorni del triduo..   Dopo l’accoglienza del venerato simulacro seguiranno la recita del Santo Rosario e la celebrazione della Santa Messa presieduta dal parroco Don Gaetano Franchina…Nei successivi giorni  11-12 e 13 agosto, seguirà il triduo di preparazione ai festeggiamenti che verrà interamente celebrato nella chiesa di S.Lucia e  presieduto da Don Mario Ranieri.. Si ricorda in oltre che nei giorni del triduo l’orario della Santa Messa rimane invariato (cioè alle 18.30) preceduta dalla recita del Santo Rosario…Il 14 agosto (giorno della festa), il simulacro della Vergine Assunta raggiungerà in mattinata “privatamente” la chiesetta di Contura per gli imminenti preparativi… il 14 agosto l’appuntamento per i fedeli è alle ore 18.00 dinnanzi la chiesetta rurale..

Giuseppe Ingrassia

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