Il Venerdì Santo a Militello Rosmarino


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Nella Settimana santa la Chiesa celebra i misteri della salvezza portati a compimento da Cristo negli ultimi giorni della sua vita, a cominciare dal suo ingresso messianico in Gerusalemme. Il tempo quaresimale continua fino al Giovedì santo .Dalla Messa vespertina “nella Cena del Signore” inizia il Triduo pasquale, che continua il Venerdì santo “nella Passione del Signore” e il Sabato santo ha il suo centro nella Veglia pasquale e termina ai Vespri della domenica di Risurrezione. (Paschalis Sollemnitatis n. 27)

Militello Rosmarino celebra anche quest’anno i tradizionali riti del Venerdì Santo con la processione antelucana nell’Urna del Cristo Morto  alle 04.30 del Mattino. Nel pomeriggio, dopo la celebrazione liturgica della Passione, presso la Chiesa Madre, l’imponente simulacro del Cristo morente del secolo XVII, accompagnato dalla scultura lignea policroma dell’Addolorata (opera del primo Bagnasco, 1822) parte dalla Chiesa Madre ed in processione sosta presso la Piazza Gaetano Lodato, ove l’Arciprete terrà il consueto “Sermone” o “A prerica ru Venniri Santu” (la predica del Venerdì Santo). In serata una nuova processione dell’Urna che ripercorre l’antico itinerario anulare.

Molto ci sarebbe da dire sulle due processioni dell’Urna del Cristo morto, molto anche sugli antichi riti. Sappiamo, e tutt’oggi è ancora così, che il Crocifisso viene portato a spalla da 8 portatori, chiamati Giudei, loro stessi si tramandano tale compito da padre in figlio. Poco possiamo azzardare, in prima istanza, sulla nascita e lo sviluppo di questa tradizione. Ad accompagnare il Cristo morente, sui lati, quattro donne penitenti, che la tradizione chiama “le Maddalene”, appaiono ricoperte da uno scialle nero, che ne vela il volto, sul capo una corona di spine e nelle mani un piccolo crocifisso. L’allusione è certamente chiara, e richiama la figura di Maria Maddalena che secondo la tradizione, era una della tre Marie che accompagnarono Gesù  nel suo ultimo viaggio a Gerusalemme (Matteo 27:55; Marco 15:40-41; Luca 23:55-56), e ne fu anche testimone della crocifissione. Maria rimase presente anche alla morte e alla deposizione di Gesù nella tomba. Un altro filone d’indagine etno-antropologica, vede in queste quattro figure, un tempo sei, l’adultera salvata da Gesù dalla lapidazione (come raccontato nella Pericope Adulterae in Gv · 8:1-11.) Anche se in questo caso i Vangeli non hanno tramandato nemmeno il nome della donna e l’identificazione probabilmente avviene solo per analogia. L’accostamento tra Maria Maddalena e l’adultera redenta risale in realtà al · 591, quando papa Gregorio Magno , basandosi su alcune tradizioni orientali, in un suo sermone identificò le due figure. Tuttavia, era comune nell’esegesi medievale tanto che la figura della Maddalena peccatrice fu inserita accanto a quella del Buon Ladrone nella sequenza del Dies irae.

Sull’esistenza di due processioni identiche di Gesù Morto nell’Urna invece si conoscono le origini e le cause. Il forte classismo tra i ceti medi ed i nobili, nei secoli passati, uniti ad un infervorato devozionismo hanno più volte fatto scoppiare dispute, per chi avesse dovuto portare il catafalco del Cristo Morto. Queste continue lotte tra nobiltà e ceto medio-basso spinsero le procuratie delle feste pasquali a istituire due processioni, una al Mattino di Sabato Santo, ove l’Urna era portata a spalla dai nobili, ed una la sera dello stesso giorno, quando l’urna veniva portata a spalla dagli artigiani e dalla piccola borghesia.

Andata ormai perduta invece, la processione della “Cerca” del Giovedì Santo, ancora viva in altri paesi come Longi (Me) che trovano fondamento nella storia della Sicilia spagnola 1516 – 1713

Ancor oggi, ed anche quest’anno, in tutte le Chiese del paese vengono allestiti i “Sapurca” (il sepolcro di Gesù) che vuole rimandare all’immagine del vero sepolcro di Gesù. Su di un catafalco si compongono le varie cartepeste del Cristo Morto. Visitandoli ci si trova immersi, quasi sopraffatti, davanti al mistero del Cristo che giace esanime. Quasi una vittoria provvisoria della morte sul Redentore, ma che egli presto risorgendo spazzerà via ogni possibile prevaricazione del male su Dio stesso.

Militello rivive la festa di S. Giuseppe


Locandina San Giuseppe 2013

La Festa di S. Giuseppe, probabilmente, a Militello Rosmarino origina sin dalla fondazione medievale del borgo stesso, Il culto del patriarca tra l’altro era diffuso in tutta la Sicilia in pieno periodo tardo-bizantino, a ridosso della colonizzazione araba dell’isola, l’ illustre  siciliano  Giuseppe l’Innografo († 883), non a caso, compone il Canone delle lodi de alla festa del Patriarca S. Giuseppe. (PG 105, 1273-4).

Purtuttavia, nulla gli archivi attestano circa il culto di S. Giuseppe a Militello fino al 1607, anno in cui è stata realizzata l’attuale immagine lignea del Patriarca e del Bambino Gesù, ritratto quest’ultimo in piena fanciullezza.

Possiamo azzardare l’ipotesi, secondo la quale, la devozione verso S. Giuseppe sia stata portata meglio avanti nel centro nebroideo dai Monaci Domenicani da poco arrivati nel Collegio della “Piazza”, fino a spingere i nobili del luogo a commissionare ai Li Volsi di Tusa l’attuale simulacro ligneo.

Non a caso il periodo dei secoli XVI e XVII, in cui la Chiesa sembra cercare un riparo nella lotta contro l’Impero e la Riforma protestante, diventa il più fecondo per e nella devozione a S. Giuseppe, che nuovi predicatori vanno rinfocolando nei cuori dei fedeli. Ne apre la lista il valoroso domenicano Isidoro d’Isle o “Isolano”, l’appassionatissimo di S Giuseppe, che sul principio del secolo XVI scrive la sua Summa de donis S. Joseph. [...]

Nella seconda metà del secolo XVIII alla Processione di S. Giuseppe venne affiancato il Simulacro della Vergine del Soccorso, e con questa aggiunta si è completato il trittico della Sacra Famiglia (Maria, Gesù e Giuseppe) che in pieno mezzogiorno, portati a spalla dai falegnami del luogo percorreva l’antico itinerario anulare. [...]

 Non meno importante da notare è la collocazione che gli antichi padri hanno scelto in Chiesa Madre del Dittico ligneo di San Giuseppe e Gesù,  hanno voluto porlo nella parte sinistra del transetto, in una nicchia appositamente ricavata, e stilizzata secondo i tipici gusti di quell’epoca. Da evidenziare l’altare in marmo policromo del secolo XVII, opera coeva del simulacro, nonché la piccola tela de “La Morte del Giusto”, firmata dal Tomasi di Tortorici (XVII sec.), che impreziosisce il tutto. La tradizione orale ci tramanda che sull’altare di S. Giuseppe venivano celebrati tutti i matrimoni, il 1 Gennaio di ogni anno il piccolo simulacro veniva portato nelle case di quegli sposi che ancora non avevano ricevuto il dono della paternità. Ancora, memorie più antiche, ma non meno veritiere ci ricordano che ogni mercoledì del mese di Marzo veniva celebrata una particolare Messa all’altare di S. Giuseppe.  [...]

[ Tratto da "Quattro Secoli di Storia" – a cura di G. Cicirello – V. Sanfilippo , Militello Rosmarino 19/03/2007]

Nuovo “incontro con l’autore” allo Scientifico


Nell’ambito del progetto teatro, lingua e cultura, stamattina l’auditorium del Liceo  Scientifico di Sant’Agata di Militello ha ospitato un incontro – dibattito con l’autrice locale Marina Romeo che di recente ha dato alle stampe il suo romanzo “Suonerò la ciarda in tuo onore”.

 ”Incontro con l’autore nasce dalla constatazione di un crescente disamore ed estraneità dei ragazzi nei confronti dell’oggetto libro. Il progetto intende favorire un diretto approccio alla lettura del libro attraverso l’incontro con lo scrittore.” continua ancora la referente Prof.ssa Maria Dora Damiano – “La prospettiva di incontrare un autore, dopo aver letto una sua opera, è senza dubbio uno sprone ad approfondire un testo per ricavarne argomenti di conversazione, di interazione con l’autore stesso che si va ad incontrare”

Il progetto, che ha visto la collaborazione pluridisciplinare di diversi alunni e di numerose classi, ha dato vita a tre recensioni ed a una serie di video e slide, che pur interpretate liberamente dagli alunni, hanno voluto dato esempio di buone competenze e di grande attenzione allo studio del testo.

Militello, Programma Festa S. Biagio


Programma 2-3 Febbraio 2013

Militello ritorna la Sciara e la Processione di S. Antonio Abate!


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NEBRODI – Prima neve del 2013!!!


Un’eccezionale (si fa per dire), forse non aspettata, spruzzatina di neve e grandine ha colpito ieri mattina, 18 Gennaio,  i paesini rivieraschi del Tirreno nebroideo, copiose nevicate si sono registrate in tutta la Sicilia  al di sopra dei 700 metri. A piano battaglia caduti 40 cm di neve, imbiancata pure Cefalù. La neve e le piogge cadute hanno spinto la protezione civile ad emanare un bollettino di preallerta per il palermitano!

La neve a Sant’Agata  è durata solo qualche ora… forse questo è solo un assaggio di un eventuale inverno gelido e freddo, e di future  nevicate sulla costa tirrenica? Il tempo darà la sua risposta!!

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Le previsioni per la giornata odierna sul nostro territorio parlano di ”prevalenza di nuvole ma con scarso rischio di pioggia. Temperature massime in sensibile rialzo. Venti meridionali anche moderati. Mari in prevalenza mossi.” (Fonte meteo. it)

[Foto Galati C. - Araca A.]

MILITELLO ROSMARINO, l’”Ottava di San Vrasi…”


A seguito del maltempo del 17 c.m. il Comitato per i festeggiamenti del Santo Patrono San Biagio di Militello rende noto che la processione di Sant’Antonio Abate si svolgerà  il 27 Gennaio, accompagnata dalla “Sciara” .

Programma 27 Gennaio 2013

ASSOCIAZIONE AGORA’ – “Protezione Civile in Famiglia” ad Alcara Li Fusi


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(Nella foto Andrea Sturniolo, Presidente Agorà; Gaetano Cicirello, Dott. Nicola Vaneria, Sindaco di Alcara Li Fusi; Comandante del Corpo Forestale dello Stato, Assessore Nicoletta Fragapane)

L’Associazione Agorà ha consegnato oggi pomeriggio, 17 Gennaio 2013, 700 opuscoli “Protezione civile in famiglia“, promossi, coordinati ed editi dalla Direzione Nazionale della Protezione Civile, al Sindaco del Comune di Alcara Li Fusi Dott. Nicola Vaneria, presente all’incontro anche l’ Assessore Nicoletta Fragapane.

“Protezione Civile in Famiglia”, composto da 64 pagine, descrive con semplici concetti e numerose illustrazioni i rischi presenti sul territorio italiano, suggerendo al lettore i comportamenti da adottare di fronte alle piccole o grandi emergenze. Conoscere i rischi, sapersi informare, organizzarsi in famiglia, saper chiedere aiuto, emergenza e disabilità sono i cinque temi fondamentali in cui è suddivisa la guida. Un modo pratico ed efficace per costruire il proprio “Piano familiare di Protezione Civile”.

Alcara purtroppo negli anni non è stata nuova ad eventi franosi e di dissesto idrogeologico, molte frane negli anni hanno divorato ettari di terreno e diversi fabbricati, e per i proprietario non è rimasto altro che restare spettatori inermi e muti di fronte ai disegni imprevedibili e catastrofici di “Madre Natura”.

L’Amministrazione provvederà a giorni a distribuirli nelle scuole, organizzando a tal proposito una giornata dedicata interamente alla cultura della prevenzione e della gestione dei rischi legati ai fenomeni calamitosi di matrice naturale.

GAETANO CICIRELLO

Da Militello le foto di Sant’Antonio restaurato


Posto le foto del simulacro di S. Antonio Abate restaurato dalle abili mani della Prof.ssa Castrovinci. La scultura lignea di scuola dei fratelli Li Volsi di Tusa è del secolo XVII.

Glorioso S. Antonio, come ci edifica e commuove il vostro esempio! Seguendo il consiglio del Vangelo, rinunciaste alle ricchezze e agli agi ritirandovi nel deserto. Poi, benché vecchio, con la sete del martirio in cuore, lasciaste la solitudine per convertire gli infedeli e rinforzare nella fede i cristiani vacillanti. Vi preghiamo di ottenerci lo zelo nella fede, l'amore alla Chiesa, e la perseveranza nel bene. Vorremmo chiedervi anche l'eroismo di osservare i consigli evangelici per essere associati con maggior merito alla vostra gloria in Cielo.

 Com’era…. / Com’è!!!

(Foto Antonio Araca)

17 Gennaio, Giornata dei Dialetti!


Il 17 gennaio 2013 si svolge in tutta Italia la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali.

Salva il tuo dialetto” prima che scompaia, è l’appello pressante che l’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia (UNPLI), Legautonomie Lazio e Centro di documentazione per la poesia dialettale “Vincenzo Scarpellino” lanceranno giovedi prossimo a Roma nel corso di una conferenza stampa che si terrà a Roma con la collaborazione di CONFCOOPERATIVE presso la loro sede di Via Torino 146 alle ore 11.00, ed alla quale parteciperanno il Presidente dell’Unpli Claudio Nardocci, Bruno Manzi, Presidente di Legautonomie, il Prof. Vincenzo Luciani del Centro Scarpellino per la salvaguardia dei dialetti.

L’Associazione Agorà promuoverà, una volta reperiti i fondi,  l’inizio di una raccolta di poesie, racconti, filastrocche, proverbi nella nostra lingua siciliana., dal titolo “Detti,  non più detti”. Chi è interessato ci contatti o invii le proprie raccolte.

Proponiamo per la Giornata del Dialetto  un’antica lode da me raccolta quando avevo 15 anni, appresa dalla memoria orale di un’anziana del mio paese:

“Binirittu cu fici lu munnu”

“Binirittu cu fici lu munnu
cu lu fici lu seppi ben fari
fici lu suli cu lu circu tunnu
fici la luna criscìri e ammancàri
fici nu n’mari chi non trova funnu
e la barcuzza poti navigari.
fici la bella di tuttu u’ munnu
chiù bedda di Maria na potti fari,
fici la Regina di lu munnu
patruna di celu, terra e mari”
 
(Benedetto chi ha creato il mondo, e chi lo ha fatto, lo saputo bene fare, ha fatto il sole come un cerchio tondo, ha fatto si che la luna crescesse e decrescesse, ha creato un mare che non trova “fondo” e le barche vi possono navigare. Ha fatto la più bella di tutto il Mondo, più bella di Maria non ha potuto fare, ha creato la regina del mondo, padrona del cielo, terra e mare.)

S. Antonio Abate ritorna fra le antiche strade di Militello


Ritorna dopo 23 anni la processione di Sant’Antonio Abate a Militello Rosmarino. L’ultima processione dell’antico simulacro di S. Antonio Abate risale infatti al 1990. Ma già quell’anno la manifestazione si rivelava una riscoperta- una tantum- di una processione ormai caduta nel dimenticatoio a partire dal 1960. Nel 1990, l’allora commissione di S. Biagio, con in testa il Prof. Enzo Sanfilippo e l’Arciprete Don Rosario Lo Cicero, tentarono un ripristino e un ritorno al passato che non sarà più ripetetuto per la fatiscenza della statua lignea, che processionata avrebbe potuto subire compromissioni statiche  e strutturali importanti.

Finalmente il 17 Gennaio 2013 il simulacro di S. Antonio Abate ritornerà tra le strade di Militello,e a benedire in Piazza Lodato gli animali domestici, come tradizione vuole. Il restauro conservativo dell’opera è stato curato dalla Dott.ssa Prof.ssa Castrovinci.

Un recupero storico- artistico ed etno-antropologico voluto fortemente dall’attuale Parroco Don Calogero Oriti, che già in poco meno di un decennio si trova a raggiungere l’ambizioso traguardo di aver riportato all’antico splendore tutte le opere ligne e pittoriche custodite all’interno della Chiesa Madre di Militello Rosmarino, dopo che nel 2006 ha presenziato la riapertura al culto dello stesso edificio ecclesiastico,una volta restaurato. Un sogno continua, però, a inseguire  Don Calogero: “il restauro della sua canonica e dei locali annessi”, come anche il recupero delle Mummie, e la creazione di un museo religioso.

Il Culto di Sant’Antonio Abate a Militello Rosmarino è attestato fin dal secolo XVI, quando l’ordine francescano della omonima chiesa commissionava, probabilmente, agli abili intagliatori i fratelli Li Volsi di Tusa, il simulacro ligneo. La Chiesa di S. Francesco conservò fino ai primissimi anni del XX secolo l’opera lignea, che puntualmente ogni anno era processionata, dopo una preghiera, “a diciasettina”, recitata dal 01 Gennaio al 17. La festa come la processione erano molto partecipate e sentite, in quanto aprivano, e aprono, le porte agli imminenti festeggiamenti del Santo Patrono S. Biagio.

All’alba del XX secolo, con la soppressione dei beni ecclesiastici e la relativa chiusura al culto della Chiesa di S Francesco, l’opera, come attestano memorie orali, fu portata da sole donne nella Chiesa Madre, per sottrarla ad un eventuale furto o all’incameramento da parte dello Stato.

Quel giorno di tanti anni fa, il 17 Gennaio, le numerose fucine dei fabbri a Militello restavano spente, per rispetto all’antico santo protettore del fuoco, dei fuochisti e dei pompieri

 .Programma S.Antonio Abate 2013

Alcara festeggia la nuova centenaria!


Ogni compleanno è un giorno da festeggiare, figuriamoci se si festeggia il proprio secolo di vita. Sabato 05 Gennaio 2013, la signora Antonina Di Gaetano Gioitta di Alcara Li Fusi ha compiuto 100 anni, è stato proprio il suo paese natio con in testa il Sindaco Dott. Nicola Vaneria, l’Arciprete Don Guido Passalacqua e il Corpo Bandistico Municipale a voler rendere, di concerto con i familiari, questo momento indimenticabile per tutta la comunità, ed allietare quel pomeriggio così speciale.

Antonina Di Gaetano, conosciuta e stimata signora del quartiere San Michele di Alcara è nata il 05 Gennaio 1913 in un Italia ancora giolittiana e prossima alla Grande Guerra. Nel 1919 riesce a frequentare per poche settimane la scuola elementare del paese, ma le esigenze del tempo, familiari e storiche, la spinsero ben presto ad abbandonare la scuola e ad iniziare a dedicarsi con smisurato amore alla sua famiglia. Amore alla famiglia che mantiene nel tragico momento della morte della sorella, che lascia orfani due bambini. Sarà proprio Antonina, tenace più che mai, ad accogliere i suoi nipotini ed il cognato. Decisa a  crescere i due figli della sorella, sposa  Carmelo Gioitta (il cognato vedovo della sorella) a cui si manterrà fedele fino al 18 febbraio 1993, giorno della scomparsa dell’amato marito. Un marito che sarà presto costretto a partire per lavorare in miniera. Dal  nuovo matrimonio nasceranno quattro figli: Alfino, Giovanni, Antonietta e Giulio.

Nonostante le diverse amarezze della vita, i diversi e numerosi lutti, la signora Antonina ci appare una centenaria ancora piena di spirito, scrigno di una storia vissuta e ansimante di raccontare. Nel tempo e nei decenni mantiene un’immutata fede verso il suo Santo Tutelare San Nicolò Politi, che non dimentica di pregare quotidianamente, insieme alla pia pratica del Rosario. Antonina attualmente riceve dai quattro figli, e dai quasi 30 nipoti e pronipoti quel suo stesso amore che ha donato gratuitamente per questo secolo e continua a donare.

Uno dei nipoti, Rossano Artino ci parla della sua “unica” nonna, unica per la semplicità del cuore, per la tenerezza dello sguardo e ci racconta “della bontà di una donna che vive pensando sempre al bene dei familiari tutti, dal più grande al più piccolo, nessuno escluso. fino a qualche anno fa, molto partecipe alla vita religiosa del paese e del quartiere, nel quale seguiva la novena dell’Immacolata, “a triricina” di Sant’Antonio”.

Alla famiglia e alla Comunità di Alcara, che da sempre è stata culla di centenari, l’augurio della redazione Agorà – Santagatando

Per Santagatando.wordpress                                           Gaetano Cicirello

[Fonti, Rossano Artino Innaria]

Appuntamento a La Goulette, anche per lo Scientifico…


Brillante e nobile iniziativa Mercoledì 18 dicembre nella Sala Auditorium del Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Sant’Agata Militello, che ha ospitato la presentazione del libro “Appuntamento a La Goulette” del Prof. Blandi. L’incontro letterario e di dibattito, voluto dal Preside Dott. Di Majo, coordinato magistralmente dalle docenti Prof. Giuffrè e Dora Damiano, da il via ad una serie di incontri con gli autori, che si terranno durante tutto l’anno scolastico. A fare da moderatore un giovane Nicolò Cipiti, e tanti altri alunni che hanno dato cornice e colore alla manifestazione con le loro interpretazioni musicali e con la realizzazione di vari filmati, frutto di un studio sul fenomeno dell’Emigrazione.

Franco Blandi, conosciuto e stimato docente, ha pubblicato qualche mese fa il suo primo libro: “Appuntamento a La Goulette, le assenze senza ritorno dei 150.000 italiani emigrati in Tunisia”.

Il libro racconta una semplice ma sconosciuta storia di emigrazione siciliana, avvenuta nel XIX secolo in Tunisia, emigrazione intesa e vista nella duplice veste di integrazione e cooperazione con i nativi del posto. L’autore ha cercato nel suo intervento di focalizzare questi aspetti, proponendo spunti di riflessione per tutti i ragazzi,

Il testo nasce da un fortunato incontro tra il Prof. Blandi ed un tunisino, che a Messina stava per conseguire un Master di Specializzazione. Questo giovane originario della nostra terra racconta al Prof. Blandi, la storia dei suoi avi che partiti dalla Sicilia si sono ritrovati a La Goulette. Il Prof. blandi incuriosito da una vicenda non trattata da nessun manuale si è mosso per reperire quante più informazioni possibili sull’avvenimento migratorio. I lavori di ricerca per la realizzazione del volume sono durati circa due anni; una ricerca, non facile, soprattutto nel reperire le fonti, sottolinea l’autore, in quanto la storia raccontata è stata per molto tempo dimenticata, in particolare misconosciuta dal governo francese, di cui la Tunisia era colonia fino il 1951.

La Goulette è il porto di Tunisi, ove approdavano i barconi e le navi cariche di migranti italiani, questi poveri esseri umani, privi di ogni contatto nella nuova terra, si trovavano spaesati e senza meta. Ma proprio in quella zona portuale si costituisce una quartire, che andrà ad accogliere nel tempo i migranti italiani e soprattutto siciliani, il quartire non a caso sarà chiamato la “Piccola Sicilia”. Gli Emigrati di allora, come ai nostri giorni, subirono gli stesso pregiudizi che oggi noi riserviamo ad altri migranti. Gli italiani a La Goulette erano visti come morti di fame. ladri, rozzi, volgari, violenti e soprattutto “violentatori di donne”, come testimonia una pagina di giornale dell’epoca, ritrovata quasi miracolosamente.

Il libro analizza gli aspetti di questi emigranti italiani, e ci tiene l’autore all’aggettivo “italiano”, anche se il 90% della popolazione migrante era costituita da siciliani, il resto era costituita da Veneti e continentali.

“Ma chi erano ad emigrare?” Chiede e si chiede Blandi, “soprattutto artigiani, ma anche intellettuali, estenuati da una profonda crisi agricola, a conclusione dell’unità d’Italia. Una fonte ricorda che “non c’era erba n’ta nuddu fossu”.

A la Goulette, scopre l’autore che avvengono una serie di avvenimenti fortuiti. Le cronache e i registri testimoniano la presenza, ad un certo momento di 6000 Italiani, e 5000 Tunisini. Si trovano, così, a convivere e a coesistere gente di diversa lingua e religione, una coesistenza fatta però dal reciproco rispetto, aiutata da un sano momento d’integrazione. La coesistenza di tre lingue: il dialetto siciliano, il francese, e l’arabo ha portato alla nascita di una vera e propria lingua. Oggi studiata. Il rispetto religioso, instauratosi, tra Arabi, Cattolici ed Ebrei è stato ancor più sorprendente. Feste religiose cristiane assorbite dal mondo Musulmano, celebre resta ancora oggi a Ferragosto la festa cristiana della Madonna di Trapani, la “Notre Dame de Trapanì”, che durante la processione per le vie del quartiere è accompagnata da Canti che eseguono i musulmani e da ceri votivi da loro portati.

Il libro, concludendo, non si pone solo una funzione analitico – descrittiva della situazione, ma vuole essere un monito, affinchè l’integrazione, la cooperazione fra diverse etnie, il reciproco conoscersi, e prendere l’uno le cose positive dell’altro, non restino frasi augurali e forse anche utopiche, ma diventino una realtà tangibile in tutto il mondo, realtà fortunosamente concretizzatasi a La Goulette di Tunisi

SANT’AGATA MILITELLO aderisce all’iniziativa: “100 strade per un Natale antiracket”


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7 Dicembre 2012 ore 17 Sant’Agata Militello scrive ancora sulle pagine della storia alla lotta alla mafia, aderendo all’iniziativa nazionale “100 strade per un Natale antiracket”. La manifestazione ha coinvolto molti ragazzi, alcuni dell’Associazione Agorà e del Rotaract con le autorità cittadine: il Presidente della Fai Giuseppe Scandurra, il Presidente dell’Acis Giuseppe Foti, il Commissario della Polizia Carmelo Alba e l’Ispettore superiore Andrea Buscemi, il Capitano dei Carabinieri David Pirrera, il Tenente della Guardia di Finanza Gianluca Falasca, il vice comandante del Circomare Fortunato Biondo, il consigliere provinciale dott. Giuseppe Miano, il vice sindaco Calogero Pedalà, il Presidente del Consiglio Andrea Barone, alcuni presidenti delle associazioni antiracket del comprensorio.

I lavori si sono aperti presso la Sala consiliare del Comune di Sant’Agata dove lodevoli interventi hanno spiegato il perché della manifestazione, “il racket è un fenomeno assai diffuso, generalmente sommerso e per molto tempo sottovalutato” – spiegano i relatori - ”Tanto da essere considerato un fatto quasi normale, un affare “privato” delle vittime. In realtà, “il pizzo” è la più antica attività della mafia. Spesso rappresenta la base della sua attività criminale: un sicuro strumento economico per mantenere l’organizzazione e per acquisire capitali da reinvestire in altre attività criminali o nell’economia legale; il modo più efficace per esercitare il controllo sul territorio. Il racket si concentra nel Sud”- continuano ancora- “dove la criminalità mafiosa e camorristica condiziona storicamente la vita e la sicurezza di molti cittadini e ne limita la libertà d’impresa e di sviluppo. Tuttavia negli ultimi tempi, il fenomeno si è esteso ad altre regioni del Paese. E proprio dai luoghi in cui è nato e cresciuto, è partita la rivolta contro il racket . Piegarsi alla paura e pagare vuol dire imboccare una strada che può condurre alla perdita della propria libertà, non solo imprenditoriale: cedere la prima volta può predisporre a successivi cedimenti che possono, col tempo, sconfinare in veri e propri comportamenti illegali. Fino a trasformare l’iniziale vittima dell’estorsione in un soggetto più o meno coinvolto nel sodalizio criminale. Oggi, dunque, non cedere e ribellarsi non solo è giusto ma, oggi, è anche conveniente.

Chi si oppone al racket può contare, da una parte, sul sostegno delle istituzioni e delle leggi dello Stato e, dall’altra, sulla forza dell’associazione con altri operatori economici ugualmente intenzionati a ribellarsi. Grazie a questa collaborazione, negli ultimi tempi l’azione di contrasto del racket ha messo a segno importanti risultati. Inoltre, con l’approvazione della legge 44/1999, la pubblicazione del regolamento di attuazione, l’insediamento del nuovo Comitato e i primi risultati conseguiti nell’applicazione della nuova normativa, si sono create le condizioni per l’avvio di una nuova fase nella lotta al racket. Un ruolo decisivo spetta al Comitato di solidarietà per le vittime dell’estorsione e dell’usura, al quale sono chiamati a partecipare in misura maggioritaria i rappresentanti delle associazioni antiracket e antiusura e delle associazioni di categoria.”

Subito dopo una delegazione capeggiata dal Dott. Pippo Foti ha simbolicamente consegnato ad alcuni negozi della via Medici e della Via Campidoglio il logo dell’iniziativa “Pago chi non paga“. ”Partecipare a questa storica passeggiata” – conclude il Presidente Andrea Sturniolo – “è aderire pienamente alla lotta al pizzo. Ritengo necessario che questo valore, questa idea, questo comportamento venga recepito dalle giovanissime generazioni, perché solo tramite un’incisiva campagna divulgativa si può forse sconfiggere questo terribile fenomeno in definitiva

GAETANO CICIRELLO

XIX rassegna del Folklore Internazione


Sarà ancora una volta Militello Rosmarino ad ospitare, giorno 16 Agosto 2012, la 19.ma Edizione del folk internazione. Invitati per l’occasione i gruppi del Brasile, della Spagna e del Friuli Venezia Giulia, che  sfileranno con i tipici costumi nazionali per le vie principali del paese, accompagnati dai loro canti locali; infine alle 21.30 intratterranno il pubblico sul palco della Piazza Lodato di Militello con i peculiari balli delle singole nazionalità.

Si ritiene soddisfatta la Presidentessa del Gruppo Folk Locale Ins Teresa Urso: “sono davvero soddisfatta” dice ” di essere riuscita anche quest’anno, grazie all’aiuto dei miei collaboratori, ad organizzare una manifestazione, non solo importante dal punto di vista artistico-folklorico, ma che riesce a dare anche visibilità al mio paese in ambiti internazionali; paese, il mio, che tanto amo e per il quale mi sono sempre spesa.

Il Gruppo Folk Valdemone di Militello Rosmarino, che vanta la bellezza di 60 elementi, a sua volta,  parteciperà dal 26 Agosto al 02 Settembre al Raduno Mondiale dei Gruppi Folk a Praga.

Gaetano Cicirello

MILITELLO ROSMARINO, prima lezione per la neo-banda


Ricomincia il sogno musicale nella cittadina di Militello Rosmarino, giorno 04 luglio alle ore 11:00 presso i locali dell’ex-municipio, hanno avuto,infatti, inizio le prime lezioni estive di musica e solfeggio della Scuola Musicale, Banda Città di Militello Rosmarino. Risultano iscritti già 24 allievi che promettono di ridare fiato e vita alle antiche marce bandistiche del paese, realtà quest’ultima esauritasi negli anni ’50 del secolo scorso, con alla direzione l’allora maestri Borzì e Cassarà. Come allora anche oggi due maestri guideranno e accompagneranno gli allievi a conoscere, amare ed apprezzare la Musica,e saranno i maestri: Marco Piscitello, diplomato al Conservatorio di Messina, musicista locale e il Maestro Restifo Chiavetta della vicina Alcara.

Il Presidente del Corpo Bandistico Città di Militello Rosmarino Geom. Calogero Blogna si ritiene soddisfatto “per la posa della prima pietra, che possa essere l’inizio di un lungo e soddisfacente cammino per gli allievi, per le loro famiglie e soprattutto per la cittadina nebroidea”. Militello Rosmarino, nonostante il basso numero di abitanti vanta già un buon numero di Maestri e appassionati musicisti, non ultimo alla cara memoria il M. Basilio Parrino, grande esperto ed appassionato di fisarmonica, vincitore di numerosi concorsi internazionali.

La prima lezione si è conclusa con un saggio musicale eseguito dalla flautista Caterina Blogna, le lezioni si articoleranno tra il mercoledì e il sabato nella tarda mattinata per tutto il mese di luglio.

GAETANO CICIRELLO

Militello, II Edizione del Concerto di Beneficenza


Lunedì 02 Gennaio, solo alcune ore dopo aver dato il via al nuovo anno, le due comunità nebroidee si sono raccolte nella Chiesa Madre di Militello Rosmarino per vivere insieme un momento di fraternità e di solidarietà. Si è svolta,infatti, alle ore 18:00, la seconda edizione del Concerto di Beneficenza, voluto dall’Arciprete Don Calogero Oriti, e organizzato dalla corale giovanile di Alcara Li Fusi, diretta da Salvatore Calcò e Gino Oriti.

Le voci e i canti particolarmente curati, hanno spaziato dalle tradizionali musiche natalizie, al gospel, fino a seguire in un “excursus canoro” le orme ed il cammino del Beato Giovanni Paolo II.

Il ricavato della serata è stato devoluto al Comitato per i festeggiamenti di San Nicolò Politi in Alcara Li Fusi, che in questi mesi sta cercando di salvaguardare e restituire alla collettività l’antichissima Chiesa Bizantina di Santa Maria del Rogato, oggi finalmente tornata nelle mani della Parrocchia alcararese.

Salutando il “2011″…


L’Associazione Agorà, a conclusione dell’ anno civile 2011, vuole augurare ai suoi sostenitori, ai suoi membri, ai suoi associati ogni bene, e un sereno e felice 2012!
Durante quest’anno, che ormai conta le ultime ore, l’Associazione Agorà è cresciuta,sia nelle proprie potenzialità, sia anche come numero di associati. Tanti eventi sono stati realizzati e portati al termine; tante altre idee maturate, ma  da realizzare magari in un prossimo, ma non lontano futuro.
A voi amici, lettori, il nostro grazie per averci seguito lungo questo anno, per averci accompagnato con la vostra presenza, mentre si dava vita ad importanti manifestazioni di vario genere. Ricordiamo la mostra fotografica e concorso “I Luoghi dell’Anima”, tenutasi presso i locali del Castello Gallego, nella prima decade del mese di Gennaio. Le due edizioni del Premio “Giovani Talenti Crescono”, rispettivamente del 04 Gennaio e del 27 dicembre scorso. Le varie gite di carattere culturale e ricreativo ad Etnaland e Longi al Parco Avventure, nonchè la partecipazione a Cefalù il 19 Luglio, alla manifestazione nazionale “Accendi la legalità, una fiaccola per ricordare”, che ha visto tra l’altro la presenza del figlio del Magistrato Paolo Borsellino, il quale ha incontrato i nostri associati. Le varie gare: e di torta, e di briscola, e di sport (Il Trofeo delle Contrade e di Beach Volley in Agosto); nonchè la distribuzione gratuita nelle famiglie e nelle scuole degli opuscoli “Protezione Civile in Famiglia” tenutasi nei mesi scorsi, sia a Sant’Agata che in altri comuni nebroidei. E, infine, l’adesione all’iniziativa del telefono Azzurro “Accendi l’Azzurro” a novembre.
Molto è stato fatto, ma molto altro va ancora fatto. Nella speranza di vedervi sempre entusiasti e animati dalle nostre iniziative, vi inviatiamo a seguirci, e perchè no, se ne avete intenzione ad entrare a far parte della nostra vita associativa.
Un grazie particolare, però, a conclusione di questo anno, sento di rivolgerlo al carissimo Andrea Sturniolo,Presidente dell’Associazione, che più di ogni altro, si impegna con profonda abnegazione e con tanta meticolosità alla realizzazione e all’organizzazione di ogni singolo evento o incontro. E’ lui che anima la vita associativa, credendoci fino in fondo,e grazie a questo connubbio, quasi di una famiglia allargata, ognuno di noi realizza l’esperienza di sentirsi attivo e partecipe, sperimenta altresì, accrescendo e potenziando le proprie doti personali, i propri doni e carismi. Un altro grazie, non meno sentito, al Vice Presidente Francesco Lazzara, che oltre ad essere una valida e pronta mente organizzativa, si rivela un ottimo ed affettuoso amico in varie circostanze. Un grazie al Segretario Francesco De Luca, che quest’anno ha iniziato un nuovo cammino di fede, che lo porterà a soddisfare il suo desiderio più intimo, donarsi a Dio e alla Comunità. Anche a lui, grazie per avermi sopportato, supportato e compreso. A ciascuno di voi, membri attivi e meno, la mia riconoscenza e il mio sentito grazie di cuore, ognuno di voi nel proprio piccolo e nel proprio ambito mi ha migliorato e mi ha formato ancora di più.
A voi lettori rinnovo i miei migliori auguri per un felice anno nuovo,  con l’auspicio di ritrovarci l’anno prossimo ancora qua per elencare le varie manifesrazioni e gli eventi che abbiamo potuto e voluto organizzare.
Auguri a tutti! Buon Anno 2012!

Gaetano Cicirello

La Banda Municipale di Alcara festeggia un secolo!!!


MILITELLO ROSMARINO – Iniziata la distribuzione degli opuscoletti della Protezione Civile a cura dei ragazzi dell’Associazione Agorà


Si è svolta nell’aula consigliare del comune di Militello Rosmarino la consegna ufficiale da parte dell’Associazione santagatese Agorà di seicento opuscoli di prevenzione della protezione civile, dal titolo appunto: “Protezione Civile in Famiglia“. In aula, presenti il Presidente del Consiglio Comunale dott. Calogero Blogna, l’assessore dott. Vincenzo Di Stefano e l’assessore Mariella Amata.
A consegnare il tutto è stato il presidente Andrea Sturniolo, insieme ad una piccola delegazione di associati: Giuseppe Ingrassia, Dorotea Attanasio, Gaetano Cicirello, Chiara Sturniolo e il Vice Presidente dott. Francesco Lazzara. Gli opuscoli sono stati posti subito in distribuzione dall’ente comunale a tutte le famiglie. Questi opuscoletti rappresentano un valido e prezioso vademecum su alcuni comportamenti da adottare in caso di terremoti, valanghe ed altri eventi sismici, nonchè come approntare un primo pronto soccorso o come conmportarsi con i disabili. L’amministrazione comunale non ha potuto non ringraziare l’Associazione Agorà per la scelta del paese di Militello come prima zona di consegna di queste guide, che presto saranno distribuite anche a Sant’Agata Militello.

GAETANO CICIRELLO

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27 Luglio, Militello e Caronia nel nome di S. Biagio!


Militello: un doloroso e commosso addio per Suor Angela


foto G. Cardillo

Si sono svolti alle 15.30 presso la centralissima Chiesa del Rosario di Militello Rosmarino i solenni funerali che hanno definitivamente congedato la popolazione del centro nebroideo militellese dalla Cara Madre Angela Montalbano. Le esequie concelebrate da otto sacerdoti della zona, e non, hanno avuto il culmine con i vari interventi civili, nei quali tutti gli oratori, a partire dal Prof Mangione, dal Sindaco Calogero Lo Re,  a finire alla Madre Generale dell’Ordine della Sacra Famiglia Suor Paolina Mastrandrea, non hanno potuto che ribadire ancora una volta la bontà della cara superiora Suor Angela Montalbano che per lunghi anni ha guidato il paese di Militello e le loro anime.

“Umanità e bontà che le derivavano dal diretto contatto con Dio, e dalla totale fiducia verso la Provvidenza Divina” ha ribadito padre Pietro Montalbano concelebrante, e Don Rosario Lo cicero per tanti anni sacerdote del paese ha sottolineato come la sua opera fu iniziativa e amore verso i deboli e il bene comune; “passò facendo del bene” ha detto.

Ai funerali ha preso parte una folta delegazione dell’ordine collegino. A conclusione della Messa funebre, l’intera popolazione ha voluto accompagnare la salma della religiosa al locale cimitero ove le sue spoglie sono state tumulate.

MILITELLO ROSMARINO saluta l’indimenticabile Suor Angela


In un caldo e silenzioso abbraccio la comunità di Militello Rosmarino e dell’interland nebroideo piange questa sera la scomparsa della Carissima Madre Suor Angela Concetta Montalbano,spentasi nella tarda mattinata di oggi, ad 87 anni. Per lunghissimi decenni alla guida della Congregazione delle Suore Collegine della Sacra Famiglia, Casa della Fanciulla, di Militello, ove arrivò come superiora reggente il 17 Dicembre del lontano 1965, e qui volle restare fino all’ultimo giorno.

Suor Angela Montalbano, al secolo Concetta, nacque l’11 Gennaio a Castronovo di Sicilia in provincia di Palermo, prese i voti perpetui il 18 Luglio 1948 nel capoluogo siciliano, insieme alla compagna di una vita Suor Matilde di Maggio, da prima esercitò il suo apostolato nella vicina Caccamo, ove rimase per 12 anni, in seguito fu trasferita ad Alcara, superiora per cinque anni. Resta indeminticabile ad Alcara l’impegno per rimodernare il Collegio, e la mastodontica impresa del tunnel sotteraneo che permise di collegare la vicina Chiesa con l’Istituto Collegino.

Indimenticabili resteranno le premure e le cure per i più deboli, e soprattutto per i Bambini orfani e abbandonati. Per i quali fondò ‘Asilo “Bambino Gesù” e la casa di Accoglienza “Casa della Fanciulla”. Con il suo amore e la sua fede ha cresciuto ed avviato alla vita diverse generazioni di Militellesi, e non, fino agli ultimi anni, i quali oggi si congedano dal lei addolorati e provati per la perdita di una Madre, guida e maestra, nonché sapiente consigliera, che mai più ritroveranno.
Grazie alla sua caparbietà riusci nel giro di pochi anni, nel dicembre 1974, ad restaurare e riaprire al culto la centralissima Chiesa del Rosario, di epoca tardo medievale.
La camera ardente è stata allestita nella Chiesa del Rosario di Militello Rosmarino e resterà aperta fino ai funerali che ivi si svolgeranno Domenica 24 Luglio alle 15,30. Il suo corpo riposerà nella sua Militello, ove ancora una volta le attuali generazioni, e le future, non finiranno di ringraziarla per le amorevoli premure che ebbe sempre verso questo paese e i suoi abitanti.

Militello Rosmarino, l’addio all’Avv. Sandro Russo


Militello Rosmarino piange la scomparsa del caro ed indimenticabile dott. Sandro Russo, che si è spento stamattina all’età di 75 anni nella cittadina di Acquedolci dove risiedeva da alcuni anni. Appartente ad una delle famiglie più impegnate nella politica locale dei Nebrodi, Santi era figlio del Medico Condotto Dott. Benedetto, e fratello degli ex- sindaci, prima di San Marco d’Alunzio, Dott. Mario Russo,che si spese per l’indipendenza di Torrenova, diventandovi quindi il primo sindaco, e di Marcello, sindaco varie volte della stessa cittadina, attualmente guidata dal figlio Benedetto Russo.

Sandro Russo, esponente negli anni ’80 della DC, ha ricoperto vari ruoli politici nella cittadina militellese, sindaco dal 1981 al 1994, eletto con l’83% delle preferenze, si è speso per la cittadinanza affianco dell’amico e compagno di tante battaglie il Dott. Vincenzo Lo Re. Coinvolto nell’inchiesta sui falsi invalidi negli anni 90, resta famosa la battuta data al celebre giornalista Stella che gli chiedeva come mai risultassero residenti nella sua casa ben 15 persone: “soffro la solitudine, mi piace la compagnia!” rispondeva.

Da tempo, a causa delle sue condizioni di salute, aveva abbandonato la scena politica, ritirandosi nella sua casa di Acquedolci. Domani i funerali nella Chiesa Madre di Acquedolci, e subito dopo sarà allestita la camera ardente nell’aula consigliare del Palazzo cittadino di Militello Rosmarino, ove è stato proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata.

Da Militello per Santagatando, Gaetano Cicirello.

Militello Rosmarino insieme ai novelli Diaconi


Militello Rosmarino, 27 Marzo 2011

Una Chiesa Madre gremita da un popolo di fede pieno di entusiasmo ed amore verso i novelli Diaconi della Diocesi di Patti Don Benedetto Lupica e Don Basilio Vincenzo Pappalardo ha riempito la locale Chiesa Madre di Militello Rosmarino.

Una giornata particolare, come ha voluto sottolineare Padre Calogero Oriti, Arciprete del paese, quella di domenica 27 Marzo per la cittadina, “in cui ci si riunisce all’altare del Signore, accogliendo quei due novelli doni di grazia che lo Spirito Santo ha offerto alla diocesi di Patti, proprio qualche giorno prima il 5 Marzo, per l’imposizione delle mani del Vescovo Zambito”. Don Pappalardo ha proclamato la Parola del Signore, mentre Don Benedetto ha preferito intervenire alla fine della celebrazione, accomiatandosi dai fedeli, accorsi numerosi, ha ribadito l’invito a pregare per lui, per tutti i Sacerdoti, ed ha, come più volte aveva fatto, esternato il proprio amore interiore per la comunità di Militello, “amore nutrito fin da piccolo, amore vero, amore ricambiato, con la speranza di tornare ancora e ancora più volte in questo paese, ricco si di storia e cultura, ma soprattutto da gente accogliente, semplice e generosa.”

Alla fine della Messa, Benedetto e Basilio sono stati ospiti partecipi di una piccola festa, voluta da tutte le famiglie di Militello, presso i locali de “La casa di San Biagio”, dove i neo diaconi hanno ricevuto l’abbraccio e gli auguri di tutti i presenti.

Militello, 17 Marzo 2011


Fra gli squilli dei centomila campanili d’Italia all’alba di ieri anche il suono di  quello di Militello Rosmarino si è unito ai festeggiamenti per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Infatti, ai piedi del monumento ai Caduti alle 9,30, si sono ritrovati -  pervasi da un comune sentire patriottico – autorità civili, militari, politiche, religiose e un folto numero di cittadini tra questi, numerosi ottuagenari  già testimoni di un passato che si mostra in tutta la sua “memoria” e “sacralità” fra i nomi dei Martiri incisi sulle lapidi poste ai lati del sacello commemorativo per l’occasione avvolto dal Tricolore. Ragguardevole la partecipazione dei giovani già testimoniata mercoledì  pomeriggio in apertura dei festeggiamenti  nella chiesa Madonna delle Grazie. Dopo gli onori alla Bandiera, il sindaco Calogero Lo Re che era accompagnato dal presidente del Consiglio, Calogero Blogna cui si sono uniti tutti i componenti il consesso civico, ha fatto un breve excursus sulle motivazioni e sui valori dell’Unità d’Italia.

Terminata la cerimonia il corteo si è recato nei locali del centro sociale dove il prof. Benedetto Rizzo, docente all’Istituto tecnico industriale di S. Agata Militello, in collaborazione con la locale associazione “la Scocca” ha allestito un’interessante mostra-documento che ripercorre con puntualità la vittoriosa epopea garibaldina in Sicilia. La mostra che consta di otto pannelli (fra qualche giorno – arricchita da altre tavole e documenti – si può visitare anche nei locali dell’Istituto tecnico santagatese), con scrupolosa cronologia dà voce sia al sentimento patriottico dei siciliani che ha accompagnato l’impresa  garibaldina, sia  a quella ”scheggia noir” che ha animato (e tuttora anima) il dibattito attorno alla controversa lettura dell’azione bellica di  Garibaldi in terra di  Sicilia che ha dato vita, tra l’altro,  ai moti di  Alcara Li Fusi di cui ancora oggi non si ha una chiara lettura di quella  tragica notte del 17 marzo 1861.

Facendo un passo indietro nella cronaca del felice evento, a Militello i festeggiamenti tricolori hanno preso l’abbrivio giorno 16 quando - accolte dal parroco don Calogero Oriti -  si sono ritrovate nella chiesa Madonna del Rosario in piazza Lodato per unirsi all’eccezionale compleanno tutto italiano, anche le scolaresche con la loro dirigente prof. Pina Attinasi, il corpo docenti, i collaboratori e tanti cittadini. Dopo il saluto del parroco e delle autorità politiche, al proscenio sono saliti gli alunni che, con canti e poesie sul tema dell’Unità d’Italia hanno dato una tangibile dimostrazione d’amor di Patria.

Nino Vicario

Alcara ospita la prima edizione de “Unità e Memoria”


In occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, l’associazione alcarese ricreativa culturale (ARCA) ha organizzato e promosso una mostra fotografica dal titolo “Unità e Memoria - i fatti di Alcara nel processo d’unificazione italiano”. L’iniziativa è ospitata nei locali della Società Agricola sul corso principale della Cittadina e sarà aperta fino domenica 20 Marzo alle ore 20.00. La mostra oltre ad ospitare tutta una bacheca con i fatti storici che portarono all’Unità d’Italia, espone anche tutte le singole bandiere degli stati che furono man mano annessi al neo regno italiano. Una bacheca a parte ospita i documenti sui fatti di Alcara. La cittadina nebroidea, inoltre, in questi giorni ha visto il suo simbolo storico, “Castel Turio”, illuminato dal suggestivo e quanto mai scenico tricolore italiano!!

Ci lascia “La regina della canzone italiana”


Addio Nilla Pizzi!

A qualche giorno dalle celebrazioni del centocinquantesimo dell’Unità d’Italia, dopo il grande Festival di Sanremo 2011, targato Gianni Morandi, stamattina a 91 anni ci lascia Nilla Pizzi, una delle ultime interpreti della musica nazional popolare italiana.

 

Nilla Pizzi, prima vincitrice del Festival sanremese del 1951 con la canzone “Grazie dei Fior”, se ne va a seguito di alcune complicazioni, sorte dopo un intervento chirurgico, in una fredda mattina milanese.

L’anno scorso Nilla Pizzi era stata sul palco dell’Ariston, accompagnata da cinque “boys”, ospite dell’edizione dei 60 anni del festival, condotta dalla Clerici. “Mio Dio, che paura ritornare a Sanremo, mi sento una bambina impaurita”, aveva detto alla vigilia della performance con indosso un abito bianco concepito come un omaggio a due sue canzoni: Grazie dei fiori e Vola colomba. Per Gianni Borgna, musicologo, ‘Vola colombà in particolare propone l’ideologià di un’Italia ancora in prevalenza arcaica e rurale, i cui simboli sono la campana, il vespro, la collina. Il tema dell’amore contrastato la fa ancora da padrone, ma con una variante di non poco conto. Il contrasto ha ragioni politiche e il richiamo a San Giusto introduce il tema di Trieste italiana. Con questo richiamo patriottico la triade Dio-Patria- Famiglia è perfetta.”

Nilla Pizzi, con il suo solito realismo e la sua familiare semplicità, ha sempre detto <<di aver pensato alla carriera artistica come ad una scala, ad un certo punto, se sei fortunato, tocchi la cima, come ho fatto io nei primi anni ’50. E allora l’importante è trovare il modo giusto di scendere. Io ho cercato di scendere senza scivolare e senza rompermi il collo. Così mi sono sistemata sul mio gradino, da dove ho continuato a cantare, a far serate, a divertirmi«. Rimanendo senza età nella storia della canzone italiana>>

 Nilla Pizzi era nata a a Sant’Agata Bolognese il 16 aprile 1919, inizia il suo percorso artistico a 18 anni, quando vince nel 1937 il concorso ’5000 lire per un sorriso’, una sorta di Miss Italia dell’epoca. Nel 1940, tramite l’appoggio di uno zio ufficiale dell’esercito, inizia ad esibirsi negli spettacoli organizzati per le Forze Armate, facendosi eleggere mascotte del 35º Reggimento Fanteria di Bologna

Nel ’42 vince un concorso indetto dall’Eiar (la prima denominazione della Rai), interpretando i brani ‘Tu musica divina’ e ‘Domani non m’aspettar’. Inizia ad esibirsi con l’orchestra Zeme, debuttando alla radio nello stesso anno, eseguendo il motivo ‘Casetta fra le rose’, composto da Guido Cergoli. Allontanata dalla radio nella primavera del 1944, a causa della sua voce troppo sensuale ed esotica per il regime fascista, nella stagione 1945/1946 gira i teatri e le sale da ballo di tutta Italia. Il 1950 la vede interprete di numerosi motivi come ‘Ciliegi rosa’, ‘Che bel fiulin’, ‘Nulla’, ‘Italia mia’, ‘Quiereme mucho’.. Torna nel 1946 con l’orchestra del maestro Angelini, cui è legata sentimentalmente.Durante l’arco della carriera, Nilla Pizzi parteciperà a film, trasmissioni radiofoniche, collezionando canzoni di successo. Sarà anche al centro di chiacchierate love-story, il cantante Gino Latilla tenterà anche il suicidio per lei. L’intreccio di successi e vita privata ne fanno la regina della canzone italiana.

Nel 1951 vinse il primo Festival di Sanremo con ‘Grazie dei fior’, piazzandosi anche seconda con ‘La luna si veste d’argento’, cantata in duetto con Achille Togliani. ‘Grazie dei fior’ venderà 36 mila copie a 78 giri.

L’anno successivo trionfò nuovamente al Festival di Sanremo conquistando l’intero podio (primo, secondo e terzo premio) rispettivamente con ‘Vola colomba’, ‘Papaveri e papere’ e ‘Una donna prega’, che rimane un record a tutt’oggi mai eguagliato da nessun altro cantante. ‘Papaveri e papere’, che vende 75 mila copie, viene tradotta in quaranta lingue e fa il giro del mondo. Luca Goldoni parlando della Pizzi in un suo articolo la definisce “la Regina della Canzone Italiana”, titolo con cui passerà alla storia.
Nel 1959 vince Canzonissima (con L’edera), il Festival di Barcellona (in coppia con Claudio Villa con Binario) e si piazza terza al Festival di Napoli con Vieneme ‘nzuonno assieme a Sergio Bruni.

Nel 1981 condurrà lei stessa l’edizione di Sanremo. Poi, nel ’94, è nuovamente a Sanremo, il ‘fil rougè che accompagna la sua vita artistica, ma questa volta ancora come cantante nella ‘Squadra Italià che vede riuniti Wess e Gianni Nazzaro, Jimmy Fontana e Rosanna Fratello, Tony Santagata e Lando Fiorini, Wilma Goich e l’ex frà Cionfoli. Ovvero, revival con un pò di nostalgia. Ma non solo nostalgia, tanto che nell’estate 2001 ‘Grazie dei fior’ si modernizza e diventa addirittura ‘rap’ in un’originale versione che vede protagonista la Pizzi con il Gruppo 2080, tre ragazzi di Salerno conosciuti in tv da Paolo Limiti.

Nel 2003 le e’ stato assegnato il Premio alla Carriera, mentre l’anno prima l’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi la nomina Grande Ufficiale della Repubblica Italiana.

 L’Associazione Agorà, il direttivo tutto e i componenti si uniscono unanimi alla voce del cordoglio nazionale per la scomparsa della grande Artista Nilla Pizzi.

 

 

Militello, Nino Mileti lascia l’opposizione!


Militello Rosmarino, in un clima di rinnovata fiducia nell’istituzionalità civilie e morale della Politica, il consigliere di minoranza Antonino Mileti ha lasciato, durante la seduta ordinaria del consiglio comunale di stasera, le file dell’opposizione consiliare, dichiarandosi indipendente.E Sottoscrivendo, ancora una volta, il proprio impegno verso: “una politica sana, una politica con la P maiuscola”. Sempre durante il suo intervento il neo consigliere indipendente dell’Amministrazione Comunale di Militello ha annunciato di voler già da ora costituire un lista civica che si presenterà al giudizio degli elettori nella primavera del 2013, quando i militellesi saranno chiamati alle urne per rinnovare i propri amministratori.

Nel consiglio comunale di stasera, all’unanimità, è stato votato il punto all’ordine del giorno che riconosce il Paese di Militello Rosmarino, “città del suino nero dei Nebrodi”; in concomitanza con il 150° anniversario dell?Unita d’Italia il consiglio ha voluto riconoscere le Associazioni locali della “Valdemone Gruppo folk” de “La Scocca”. E’ stato, inoltre, formalizzato il gemellaggio del comune di Militello Rosmarino con il paese agrigentino di “Grotte”, simili per tradizioni e posizione geografica.

Gaetano Cicirello

 

02 Febbraio: la Candelora o l’antica “Purificatio Virginis”


Il 2 febbraio, ogni anno la Chiesa ricorda la presentazione al Tempio di Gesù, chiamata anche festa della Candelora.
La Candelora, ricorda il rito di purificazione che la Vergine Maria seguì dopo aver dato alla luce Gesù Cristo, in conformità con la legge mosaica. Nel Levitico è infatti prescritto che ogni madre, che avesse dato alla luce un figlio maschio, sarebbe stata considerata impura per sette giorni, e che per altri trentatré non avrebbe dovuto partecipare a qualsiasi forma di culto. La commemorazione del rituale di purificazione, effettuato da Maria Vergine, dal Vicino Oriente passò a Roma, e, già dal VIII secolo d.C., la festa aveva raggiunto una solennità imponente. A Roma, nel Medioevo, si compiva una lunghissima processione che partiva da Sant’Adriano e attraversava i fori di Nerva e di Traiano, attraverso il colle Esquilino, per raggiungere infine la basilica di Santa Maria Maggiore.

Anticamente questa festa si celebrava il 14 febbraio (40 giorni dopo l’Epifania), e la prima testimonianza al riguardo deriva da Egeria nel suo Itinerarium Egeriae. Il nome di “Candelora” data alla festa è collegabile dalla somiglianza del rito del Lucernare. Ma la somiglianza più significativa tra le due celebrazioni si ha nell’idea della purificazione.

In molte regioni italiane la Candelora viene ancora oggi rievocata attraverso la messa in scena della Madonna con Gesù e San Simeone.

A Chiaromonte, in Sicilia, alla vigilia della festa, le donne del paese effettuavano una processione che le portava in cima alla montagna dove si purificavano bagnandosi con la rugiada. Nel resto d’Italia, la festa della Candelora resta legata ai ceri benedertti. Questi ceri vengono custoditi nelle case, e si ritiene tengano lontani gli influssi maligni. In alcuni paesi costieri si riteneva che i ceri benedetti la Candelora servissero a ritrovare gli annegati. Gettati nell’acqua si sarebbero fermati dove si trovava il corpo dell’annegato.

Oggi, la Candelora segna per lo più, la fine dell’inverno. Un celebre proverbio, ricordato anche da Papa Giovanni Paolo II, recita “Candelora dell’inverno semo fora”, ossia all’arrivo della Candelora l’inverno è finito. Il proverbio però continua “Ma se piove e tira vento, dell’inverno semo drento”, ossia se il 2 febbraio il tempo è brutto, l’inverno durerà un altro mese almeno. In questo senso la Candelora è anche legata ad alcune feste di origine agreste, in molti Paesi europei, infatti, si cucinano piatti specifici, che vengono offerti alla natura o alle fate, come in Francia

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