SANT’AGATA MILITELLO – SUMMER BASKET 2010


La Lega Basket Uisp Nebrodi, con la collaborazione dell’Associazione Agorà e dell’Associazione Giovani Per Sant’Agata, organizza un importante manifestazione sportiva a livello nazionale denominata “SUMMER BASKET 3 contro 3”. L’evento sportivo, patrocinato dalla Presidenza della Repubblica, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Ministero della Gioventù, dal Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali e dalla Rai Segretariato Sociale, avrà luogo domenica 27 giugno dalle ore 9,00 alle ore 19,00 presso la rotonda Villa Falcone Borsellino di Sant’Agata Militello.

Il “Summerbasket” è il primo circuito estivo di pallacanestro “3contro3”, ideato nel 1990 dalla Lega Nazionale Pallacanestro dell’UISP che svolge attività maschile e femminile, giovanile ed amatoriale, in sedici regioni con oltre 1200 società sportive affiliate e più di 22.000 tesserati. Il Summerbasket, grazie alla propria struttura semplice, ma articolata, fa sì che ogni anno la pallacanestro sia giocata nelle piazze, sui lungomari e nei centri storici, andando in mezzo alla gente. Il circuito ha visto la partecipazione nel 2009 di circa 5000 cestisti.

Per l’edizione 2010 la Lega nazionale Pallacanestro ha registrato l’iscrizione di 34 città italiane dove si svolgeranno le tappe provinciali del Summerbasket di cui alcune insieme ai free camp. Da inizio giugno fino alla metà di luglio, sui playground di tutta Italia si svolgeranno migliaia di incontri tra cestisti e cestiste di tutte le età. Al torneo, parteciperanno più di 6000 atleti amatoriali che si guadagneranno sul campo l’accesso al Master finale, in programma dal 23 al 25 luglio 2010 a CHIANCIANO TERME.

Per iscriversi al torneo è possibile contattare lo staff organizzativo via e-mail all’indirizzo ufficiogarenebrodi@alice.it oppure telefonicamente ai seguenti numeri: 349-7258824 (Tonino Gennaro) – 328-3360696 (Luigi Lavecchia). Le categorie ammesse sono la senior (over 1993), Junior (under 1993) e femminile. La quota d’iscrizione è di 5,00 euro cadauno. Ogni squadra può essere composta da 3+1 iscritto. Giorno 27 mattina tutti i partecipanti al torneo potranno versare le quote e ricevere le canotte colorate.

LEGA BASKET UISP NEBRODI – ASSOCIAZIONE AGORA’ – GIOVANI PER SANT’AGATA


Oggi si legge….la fiera storica di Sant’Agata negli anni trenta


 

Che strilli! Che chiasso! Che baccano! Che affollamento!….

E’ il 15 aprile. E’ in pieno svolgimento quello che, in tempi  andati,  era il primo mercato del bestiame dell’anno.

Tutto è mutato nel tempo ed affiorano i ricordi di un mondo ormai sconosciuto. Allora l’esposizione della merce iniziava in via Roma, sotto l’arco e le bancarelle andavano fino a qualche metro sotto il passaggio a livello azionato a mano dal casellante.

II belare delle pecore, il nitrito del cavalli, il muggito delle mucche, il grugnito dei maiali coprivano le voci degli espositori di quelle piccole e grandi cose utili al contadino ed alla massaia.

Scendevano a valle i guardiani di pecore e capre per acquistare anche “u scappularu” (mantello col cappuccio fatto con lana di pecora cardata e tessuto a mano)  e “i scarpi i pilu” (zoccoli rudimentali fatti con pelle di montone  come suola, con pezze di lana  colorata a copertura del piede e fissate con stringhe di corda).

Dove è finita la caratteristica del mercato del bestiame? Dove è finita la stretta di mano che era sufficiente  per concludere gli affari? Non risuonano più  i comandi dei guardiani che scortavano il “loro patrimonio” nella speranza di ricavare il necessario per fare fronte alla stagione. Non spiccano più le figure dei signorotti in cappello, vestiti di velluto a coste grosse e  con  grossa catena d’oro dell’orologio posto nella taschina del gilet.

Non risuona più al mattino la voce di “Turi u mastericchiu” , figura caratteristica, che, sin dalle prime ore, ripeteva: ”cafè, cafè, acqua caura un ci n’è!” ed all’ora di pranzo faceva risentire la sua voce per invitare i passanti a “biviri e manciari lu veru baccalà friscu!

Il  tempo scorre veloce e le innovazioni invadono i mercati. La  tecnologia fa passi da giganti. Tutto passa e si scorda, ma la nostalgia di chi è vissuto in quel tempo  è accompagnata da un grosso nodo alla gola, consolati, però, dalla convinzione che non esiste futuro senza il vivo ricordo del passato. 

Primula Bianca

Oggi si legge… tra ricordi e fantasia


RICORDI DI JORNA LUNTANI : I pasturii di Pasqua

La Pasqua era vicina; nella grande casa di mia nonna fervevano i preparativi: grandi sacchi di farina, zucchero, panareddi di uova fresche, fascine di frasca di ulive per accendere il grande forno, un lemmo di terracotta di Santo Stefano per far crescere il lievito. Quando arrivava il grande giorno, noi bambini eravamo elettrizzati. Che chiasso, che allegria, che felicità nei nostri cuori! La nonna, la mamma e le zie con dei grembiuli bianchi e con un bel fazzoletto in testa si mettevano davanti alle loro maidde , versando lì dentro farina, poco zucchero, lievito e acqua calda e si incominciava ad impastare con “olio di gomito”. Ogni tanto un po’ di farina volava verso di noi, fra le nostre risate, e… a fine giornata eravamo tutti bianchi. La pasta era pronta, vellutata, liscia, morbida; si facevano dei lunghi bastoncini e da lì uscivano le opere d’arte, vere e preziose sculture. Dalle loro agili mani uscivano cuddureddi e panareddi di tante forme, alcuni anche col manico, fiori fantastici e meravigliosi e poi pesci, colombelle e tante cose che solo la fantasia di allora poteva generare. Però, per me , ‘a raugghiusa , veniva fatto il capolavoro di mia nonna: un uccello del paradiso con una coda lunghissima e tante penne (usava un coltellino con una punta fine per creare le penne o i disegni che scolpiva). Tutti i biscotti erano arricchiti con le uova, nelle cudduredde se ne mettevano da una a dieci, secondo la forma e la grandezza o secondo la persona alla quale doveva essere regalata. La pasta che rimaneva serviva per fare le nostre iniziali. E lì veniva il bello, per esempio sulla mia V si doveva mettere un uovo, non un uovo semplice, ma un uovo speciale, un “uovo di gallo” ! Dovete sapere che io a quel tempo non mangiavo molto e pretendevo che le uova dovevano essere di gallo… Mia nonna furbamente faceva bollire le uova con della carta velina colorata per cui le uova diventavano di colore rosso, giallo, verde, insomma erano le “uova di gallo” che io mangiavo volentieri. Le pasturie dovevano lievitare per più di 24 ore. Si mettevano sui letti con tante coperte pesanti. Noi non potevamo avvicinarci e mio nonno, con una lunga canna , si trasformava “nel cerbero delle pasturie”. Dopo la lievitazione, ecco il rito del grande forno: si metteva la legna ed ecco le fiamme… alte, maestose, sembrava di trovarsi davanti alla bocca dell’inferno; tutto diventava rosso e… che calore! Quando le pasturie incominciavano a cuocersi che profumo indescrivibile si spandeva per tutta la grande casa. Come vorrei sentirlo adesso e rivivere quei momenti per me magici. I grandi canestri erano pronti e i biscotti si mettevano a raffreddare e si dividevano: ognuno aveva i suoi. Si regalavano o meglio si scambiavano con amici e parenti. Che bella confusione nella vasta cucina! Noi tutti con le gote e i nasini rossi stavamo intorno al grande tavolo nell’attesa di prendere parte al rito…

Il Sabato Santo

Ecco un altro bel ricordo di Pasqua: Mia nonna soleva conservare, appese ad una canna davanti ad una finestra per farle asciugare, delle corde di salsiccia che per tradizione si dovevano mangiare con delle uova sode il Sabato Santo. Salsiccia che, purtroppo, ogni giorno diminuiva sempre di più, provocando la disperazione di nonna . Vi era una grande attesa; tutto il giorno si stava in silenzio, Gesù era morto in croce. Sabato Santo, a mezzogiorno, le campane suonavano IL GLORIA, un tripudio di suoni invadeva le strade, le case e i nostri cuori e allora … tutti fuori nelle strade ad abbracciarci. Le campane ci dicevano con gioia: “Siate buoni, GESU’ E’ RISORTO” . Dopo, la nonna tagliava a fette la salsiccia rimasta (pochina, in realtà) e le uova sode e tutti insieme facevamo festa. Adesso i miei nonni non ci sono più, ci hanno lasciato anche la mamma e le mie zie. Nella grande casa ormai regna il silenzio, la tristezza, il buio, anzi è stata venduta a degli estranei che neanche vi abitano. Forse, anche essa vive di ricordi e nostalgia, come di ricordi e nostalgia vivo io. Il ricordo dei giorni della mia infanzia, pieni di fantasie e di cose misteriose e il ricordo della giovinezza, età degli amori, piena di cose meravigliose, mi aiuta a vivere meglio la stagione del mio tramonto.

Vittoria Freno

Oggi si legge… tra ricordi e fantasia


Cari lettori, abbiamo il piacere di presentarvi una nuova rubrica, che spesso si inserirà nello scorrere del nostro blog. Chiunque potrà inviarci i propri racconti, memorie, poesie, riflessioni e ricordi. Questa rubrica si apre con un racconto, dedicato al paese natio di Armida Salvo, impreziosito con una artistica fotografia di Vittoria Freno.

Dedicato a Castel di Lucio.

Non so come chiamarti, ci penserò più avanti, sarà forse paese, terra natia, miei luoghi, o altro … So solo che il tuo ricordo diventa sempre più forte, intanto che gli anni passano. I miei capelli sono tutti bianchi ed i ricordi della mia infanzia, trascorsi tra le cose, le strade e le gente che ti appartengono, mi si proiettano nella mente come un film in bianco e nero. Le strade strette, le case incastonate l’una nell’altra e arroccate sulle punte di due colline fanno sì che, guardandoti da lontano, sembri una sella di mulo tempestata dai tetti delle abitazioni quasi tutte ristrutturate in malo modo. Nessuno ha conservato la tua architettura medioevale, le abitazioni sono state demolite e ristrutturate sulla stessa aria, ampliandole in altezza quasi ad avvicinarsi al cielo, rendendoti anonimo ed in alcuni casi squallido. Mi appari quasi una Sanaa dei Nebrodi, chissà forse è l’eredità della cultura araba.

Le poche costruzioni rimaste originali, quasi tutte abbandonate, sono veri e propri dirupi, compresi i due monumenti che fanno la storia,il castello ed il convento. Del castello che ti ha dato i natali non rimane quasi niente. Fin da bambina la vista della torre sulla rupe mi suscitava interesse, ero curiosa di sapere come era in origine, sbizzarrivo la mia fantasia, cercavo, agevolata dai racconti di mio padre, di immaginare la vita che vi si svolgeva, ma la mia razionalità mi dava filo da torcere, aiutata dal fatto che ogni qualvolta ritornavo, trovavo questa torre sempre più rovinata. Ci fu anche un periodo in cui la torre ospitò un’antenna televisiva, per non parlare del pascolo di capre ed asini. Tanto, era solo una cosa vecchia, non serviva più a nessuno e forse in tanti avevano la voglia di dimenticare il loro passato e con esso anche quel segno di civiltà che apparteneva agli stessi abitanti. Solo in età adulta, in occasione di una visita ai Musei Vaticani, nella sala delle carte geografiche, ho trovato la raffigurazione del castello sulla rupe e finalmente capii che la torre costruita sul costone roccioso era di vedetta e difesa. Chissà se i bimbi della nuova generazione hanno il mio stesso problema? Magari l’esperienza scolastica darà qualche cenno storico di questo castello fantasma ed auguro ad ogni bimbo di volare con la fantasia, come ho avuto la fortuna di fare io.

Basterebbe che le autorità fossero impegnate al recupero del nostro passato, povero, ma anche sicuramente dignitoso. Io ti ricordo com’eri e ne sono felice. D’estate quando venivo in vacanza, mi svegliavo alle prime luci dell’alba per il salutare chiasso dei merli sui tetti delle case, vedevo le montagne che ti fanno da corona, piena di foschia e quell’umidità albeggiante che ti avvolgeva e portava inebrianti profumi dalla campagna. Grazie di avermi dato tutto questo, paese mio.

Armida Salvo

Adesso frana anche Militello Rosmarino!!!‏


E’ proprio Militello Rosmarino che nell’odierno pomeriggio improvvisamente e inaspettatamente diventa l’ennesima vittima di una serie di smottamenti, più o meno estesi, che stanno interessando vaste zone dei Nebrodi, coinvolgendo spesso centri abitati. Alcune persone dopo aver notato crepe sempre più evidenti in alcune strutture portanti di molti edifici hanno allertato le autorità competenti. I vigili del fuoco,intervenuti immediatamente, non hanno potuto far altro che constatare la gravità della situazione. Sul luogo è intervenuto anche un geologo il quale ha invitato molte famiglie che risiedono nelle zone limitrofe alla Via Libertà e alla Via Fontanella a lasciare le proprie abitazioni, in via preventiva e di sicurezza. Solo domani si potrà definire un quadro più chiaro e preciso della situazione, ma intanto la terra scivola a vista d’occhio. Circa una decine comunque le famiglie interessate da ordini, veri e propri di sgombero per l’inagibilità della propria abitazione o per la poco sicurezza statica di edifici pertinenti e confinanti con altri fabbricati.  

Per Santagatando Gaetano Cicirello

 

Terremoto in Cile: decine di morti, allarme tsumani


Una mostruoso terremoto di magnitudo 8.8 della scala Richter ha seminato morte e distruzione in Cile nella notte. La terra ha temato alle 3.34 ora locale (secondo l’istituto geologico americano Usgs, le 7.34 in Italia), causando – in un bilancio destinato a crescere – oltre 200 vittime. 214, secondo fonti del ministero dell’Interno. “Dei feriti per ora non teniamo il conto”, ha ammesso qualche ora dopo la presidente del Cile Michelle Bachelet. Che, dopo aver organizzato i primi soccorsi per ovviare alle comunicazioni telefoniche interrotte e all’interruzione dell’energia elettrica e dell’erogazione dell’acqua attraverso un Comitato d’emergenza, ha visitato le zone più colpite. La scossa più forte era stata preceduta da un sisma qualche ora prima da una scossa di 6.9 sull’isola giapponese di Okinawa e seguita da un numero impressionate di scosse di assestamento: 46 in undici ore, nessuna inferiore a 5.2 gradi Richter. Uno sciame sismico “gigantesco”. La scossa più forte, molto più potente di quella che il 12 gennaio scorso ha devastato Haiti, ha avuto l’epicentro in mare a 115 chilometri a nord-nord-est della città di Concepcion. Blackout di luce e telefono sono stati segnalati in molte città, tra cui Santiago e Valparaiso. Isolate due regioni nel sud del Paese, Biobio e Talca.

Incubo tsunami. E’ scattato subito l’allarme nell’intero Oceano Pacifico, dal Centroamerica fino alla Polinesia. Dopo che una prima gigantesca ondata si è abbattuta provocando danni sull’isola di Juan Fernandez, al largo di Valparaiso, sulla costa si è scatenato il terrore. Lo tsunami è da sempre un incubo per i cileni che vivono lungo la costa dell’Oceano Pacifico (una delle zone a rischio sismico più elevato al mondo). La paura ha messo in moto decine di migliaia di persone, in fuga verso l’interno. Per molte ore, al buio, un’angoscia collettiva ha accompagnato chi fuggiva e chi rimaneva ad aggirarsi nella città devastata. L’allarme si è poi esteso dal Sudamerica fino all’Alaska, al Canada e al Giappone. Paura per l’isola di Pasqua, raggiunta poi – fortunatamente – da un’onda di trenta centimetri. Altre onde hanno colpito l’isola Robinson Crusoe, l’unica abitata dell’arcipelago. Un gruppo di archeologi francesi al lavoro sull’isola risulta al momento disperso. Sulla costa si è abbattuta un’onda tsunami alta oltre due metri. Ad essere colpito è stato anche il porto cileno di Talcahuano, dove l’onda anomala ha trascinato barche e pescherecci sulla terraferma danneggiando le strutture portuali. La paura è andata affievolendosi solo verso l’alba, anche se l’allarme non è cessato. Intorno alle 22 italiane lo tsunami ha raggiunto le Hawaii, ma decisamente depotenziato: è stato registrato un rafforzamento nell’andamento delle onde e una variazione nella marea, oltre a un diverso colore del mare. L’acqua ha cominciato a ritirarsi nella Hilo Bay ed è iniziato l’impatto delle onde. Ma dopo poche ore l’allarme è stato revocato. In Giappone, dove l’onda dovrebbe arrivare intorno alle 5 del mattina, si prevedono onde altre tre metri. A Concepcion, 513 km da Santiago, una decina di persone sono state estratte dalle macerie di un edificio di 14 piani. Ma ce ne sarebbero tra le 130 – 150 ancora intrappolate. In città, testimonianze parlano di palazzi di 15-18 piani sbriciolati al suolo, comunicazioni interrotte e incendi. L’ospedale è stato evacuato e risultano gravi problemi anche per la sicurezza pubblica, con più di duecento evasi dalle carceri dopo le scosse a Chillan, località nell’entroterra a sud di Talca. Dalla capitale sono arrivate via via notizie di completa distruzione degli edifici storici e paura per l’impianto chimico di Colina, un comune a nord della città che ha subito gravi danni. Si teme la fuorisciuta di una nube tossica. L’aeroporto di Santiago del Cile è stato chiuso e tutti i voli sono stati cancellati. Nell’intero Cile vivono 50.000 italiani, a Concepcion ne sono registrati 500. La Farnesina ha finora escluso vittime italiane, malo stesso Ministero dichiara che si tratta di un dato provvisorio che richiede verifiche continue, come dichiarato da Fabrizio Romano, responsabile dell’Unità di Crisi della Farnesina a Sky Tg24.

Come hanno ammesso sia la Bachelet che il presidente eletto Sebastian Pinera, l’imprenditore più ricco del Paese che assumerà il potere l’11 marzo, le vittime sono destinate ad aumentare. “E’ il terremoto più devastante subito dal Cile negli ultimi trent’anni”, ha detto Pinera, dopo essersi incontrato con il ministro degli interni Edmundo Perez Yoma, al quale ha offerto l’immediata collaborazione di tutto il suo “futuro governo” per la ricostruzione del Paese. Il presidente eletto ha anche preannunciato una imminente riunione con i suoi ministri, per definire un piano d’azione. “E’ un duro colpo per l’intera società cilena” ha spiegato, aggiungendo che sarà necessario “un comune sforzo nazionale per fronteggiarlo e superarlo”. Soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture (un gran numero i ponti crollati un po’ ovunque e le strade sventrate) e le abitazioni. Le persone rimaste senza casa sarebbero almeno 400.000. Intanto, oltre alla solidarietà, da molte parti del pianeta, Stati Uniti ed Unione Europea compresi, sono arrivate offerte di aiuto. La presidente Bachelet ha ringraziato, ma si è detta convinta che, per ora, il Cile potrà farcela da solo. In proposito va segnalato che per lunedì era prevista la visita del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, e ancora non si sa se il viaggio è confermato o meno. (da Repubblica.it)

San Fratello: “dramma di dimensioni inimmaginabili” 2000 sfollati. Il paese rischia di scomparire


Il comune alle pendici dei Nebrodi, nel Messinese, è ormai un paese fantasma. La massa di terreno sta scendendo a valle trascinando via i pali della luce. La Protezione civile: “Prevista attenuazione della perturbazione”. Il governo della Regione siciliana dichiarerà lo stato di calamità per le frane che hanno colpito il territorio dei monti Nebrodi e in particolare il comune di San Fratello. «Il fenomeno è di dimensioni inimmaginabili, tanto è esteso il fronte della frana. Le crepe si stanno allargando e sarebbe pericoloso rimanere nella zona ritenuta a rischio». Così il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, dopo un sopralluogo nelle zone colpite dallo smottamento. «Bisognerà assicurare le case a chi ne ha bisogno – ha aggiunto il governatore – e la nostra priorità sarà trovare le risorse necessarie per la ricostruzione». Sono ormai duemila (su un totale di 4.500) le persone evacuate o che volontariamente hanno abbandonato San Fratello. Il paese rischia di scomparire perché sta franando la collina che lo sovrasta. Il vasto movimento franoso – 800 metri circa – continua ad avanzare dalle contrade Stazzione e Riana alla periferia del paese sui Monti Nebrodi. La protezione civile nazionale è impegnata nel monitoraggio della frana attraverso i satelliti. In un primo momento lo sgombero era stato limitato a 1.500 persone ma, dopo le verifiche delle ultime ore, è emerso che la mappa del dissesto idrogeologico si allarga a macchia d’olio. E a pagare non è solo San Fratello. Ordinanze di sgombero sono state firmate anche per 20 famiglie che abitano a Tusa, in alcune case di edilizia popolare di via Carmelo Battaglia. La zona è infatti interessata da un vasto smottamento del terreno che ha messo a repentaglio la stabilità degli edifici. Altre 20 ordinanze di sgombero, per lo stesso motivo, sono state notificate a Sant’Angelo di Brolo. Nella zona dei Nebrodi sono numerose le strade interessate da frane e smottamenti: alcuni paesi, come Longi, sono isolati e raggiungibili solo percorrendo vecchie mulattiere. A causare l’emergenza sono state soprattutto le abbondanti piogge degli ultimi giorni. «La situazione peggiora, la frana nella zona dello Stazzone si è allargata e a noi non resta che pregare e sperare che il paese non scompaia», ha detto il sindaco di San Fratello Salvatore Sidoti Pinto. Sebbene le case siano state evacuate il paese non è rimasto deserto. Molti hanno deciso di rimanere per seguire da vicino gli sviluppi della frana.

Non è la prima volta che una tragedia del genere colpisce il Messinese. Nel 1922 una frana provocò lo ‘scivolamento a mare’ di un’ampia parte nord di San Fratello. Da quella fu fondata la frazione marinara di Acquedolci, poi diventato paese autonomo. Ad ottobre scorso un costone di roccia si portò via una ventina di abitazioni a Giampilieri, a dieci chilometri dal capoluogo, distruggendo intere frazioni del comune di Messina, alcuni paesi della provincia e facendo 37 vittime. La Coldiretti afferma che l’84 per cento dei comuni della provincia di Messina è considerato a rischio per frane e alluvioni anche per effetto della progressiva cementificazione del territorio che ha sottratto terreni fertili all’agricoltura.La situazione meteo continua a essere monitorata dalla sala operativa di via Vulpiano in collaborazione con il personale della Protezione civile locale. «Le previsioni segnalano – ha detto Fabrizio Curcio, responsabile ufficio emergenze della Protezione civile – che la perturbazione si sposterà nelle prossime ore verso la parte orientale dell’Isola, poi sulla Calabria e la Puglia».(da Repubblica.it)

FRANA A SAN FRATELLO, 500 EVACUATI


Si fa di ora in ora sempre più preoccupante la situazione a San Fratello per un vasto fronte franoso che da ieri sera interessa contrada Riana, nella zona a nord ovest del paese. Dalle utlime notizie, sembra però che lo smottamento si sia allargato anche al centro del paese, dove sono comparse numerose crepe nel terreno, anche dentro la Chiesa di San NIcolò. Sono circa 500 le persone evacuate dalle proprie abitazioni fino a questo momento da Carabinieri, Polizia e Protezione Civile. Sul posto anche diverse ambulanze per soccorrere soprattutto anziani colti da malore. Il responsabile provinciale della Protezione Civile, l’ing. Bruno Manfrè, ha definito “preoccupante” la situazione di San Fratello, con un fronte franoso “molto esteso”. Si sta valutando la possibilità di attrezzare una struttura mobile della protezione civile per monitorare costantemente l’evolversi della frana ed assicurare assistenza alla popolazione. In tutto il comprensorio dei Nebrodi piove in modo incessante da ieri pomeriggio. Un’altra frana è segnalata in territorio di Reitano, mentre la caduta di un cavo dell’alta tensione sulla linea ferroviaria ha provocato il blocco del traffico dei treni sulla linea Messina Palermo.(AMNOTIZIE)

Sant’ Agata ha un nuovo Arciprete !


E’ don Calogero Daniele Collovà il nuovo Arciprete di Sant’Agata Militello, che succederà nei prossimi giorni a mons. Antonino Spiccia nella guida della parrocchia matrice “Maria Ss.ma del Carmelo”. Nato a Capo d’Orlando nel 1958, Padre Collovà è stato ordinato sacerdote nell’ottobre del 1989. Negli ultimi anni ha ricoperto la carica di parroco nella parrocchia di Maria SS.ma delle Grazie in Montagnareale. La sua nomina è stata annunciata ai fedeli, riuniti per la S. Messa prefestiva, da mons. Spiccia, Arciprete uscente, che ha retto per quaranta anni il ruolo di pastore e guida della comunità santagatese. A tutti è nota l’abnegazione con cui mons. Spiccia ha svolto il suo delicato compito, nonostante negli ultimi anni sia stato condizionato dall’ età avanzata. Siamo sicuri che egli continuerà a seguire con impegno ed interesse paterno le sorti della comunità, in seno alla quale ha, in qualche modo, scritto delle pagine significative della storia ecclesiale di Sant’Agata. A nome della redazione del blog di Santagatando e della popolazione santagatese desidero formulare i migliori auguri all’ Arciprete Collovà. Che il Divino Salvatore, per intercessione del nostro patrono, il patriarca San Giuseppe, possa accompagnarlo e sostenerlo nel suo nuovo ministero pastorale, che speriamo ricco di gioia e di soddisfazioni.

Francesco De Luca

Vancouver: iniziano le olimpiadi invernali.Tragedia durante le prove


Il drappo nero sulla bandiera a mezz’asta dei suoi connazionali, lo stadio in piedi, qualche lacrima, la dedica alla memoria in avvio e il minuto di silenzio alla fine. Le tracce della morte choc di Nodar Kumaritashvili, lo slittinista georgiano schiantatosi contro un palo mentre provava il suo esordio olimpico, scorrono silenziose nel fragore dello show, quello milionario dei Giochi, che va avanti comunque. Non dimentica, ma continua la sua corsa: e cosi’ senza sostanziali cambiamenti di programma la cerimonia ha dato il via alla XXI edizione delle Olimpiadi invernali, sebbene funestate poche ore prima dalla tragedia. Va in onda in mondovisione, davanti a miliardi di telespettatori e ai 60mila del B.C.Place, lo spettacolo del Canada che per la terza volta ospita la rassegna a cinque cerchi, dopo Montreal ’76 e Calgary ’88: ed e’ un Paese intero quello messo in scena in tre ore, con tutte le sue anime, indiana, europea, il vecchio e il nuovo. Poi i colori: il bianco candido della prima cerimonia al coperto viene sfregiato per qualche istante dal nero dei monitor su cui scorre la scritta per lo slittinista. Ma la scena la rubano gli atleti. Le 82 nazioni, con il rosso a dominare le divise: una macchia intensa quella del Canada che chiude tra gli applausi scroscianti la sfilata. Passa anche l’iraniana Marjan Kalhor: un velo grigio sulla testa, stretta in un abito elegante. Poco prima aveva sfilato l’elegantissima Italia, in cappotto grigio e cachemire: Giorgio Di Centa con il tricolore in alto davanti a tutti, due passi dietro il capo delegazione Raffaele Pagnozzi, e alle spalle la composta squadra. ”E’ un’emozione indescrivibile – racconta il fondista, due ori ai Giochi di quattro anni fa – solo ora mi rendo conto di quanto sono orgoglioso di rappresentare questa Italia: ringrazio chi mi ha fatto questo regalo.

Ho tenuto questa bandiera non pensando solo a me, ma a tutta la squadra e mi auguro che ora anche la gente che sta lontano ci sostenga. Entrando in questo stadio, con tutto il bianco a ricordare la neve, ho pensato a un mondo libero, e a questo le Olimpiadi devono far pensare”.

Era toccato sfilare con la morte nel cuore anche al piccolo gruppo di georgiani: Nodar non c’e’ piu’, e loro con le lacrime agli occhi e una sciarpa nera al collo, seguono l’alfiere, lo sciatore Iason Abramashvili, tra le ali di uno stadio tutto in piedi. Poi ancora luci e colori, e festa quando scorre lo squadrone americano. Il mondo e’ di nuovo riunito per celebrare il rito olimpico, questo e’ quello della neve e del ghiaccio: l’inverno. Ma il Canada vuole ricordare anche gli altri colori, la Primavera, i campi di grano dell’estate, la pioggia dell’autunno. E le foglie d’acero, simbolo del Paese del Nordamerica, che inondano tutto l’impianto. Il presidente del Cio, con la voce rotta dall’emozione ricorda la tragedia del georgiano e la sofferenza che in questo momento sta vivendo tutta la delegazione.

E parla dei Giochi puliti: stop al doping. L’apertura ufficiale l’affida a una donna, il governatore del Canada, un’altra Michelle, che di cognome fa Jean. L’ultima scena e’ per la fiaccola: entra nello stadio, passa nelle mani della pattinatrice Catriona LeMay Doan, del cestista Steve Nash, dell’ex regina della neve Nancy Greene per finire in quelle della leggenda dell’hockey nazionale, Wayne Gretzky. Si accende il tripode ultratecnologico, il fuoco brilla su Vancouver. Ma resta l’ombra della morte, e il silenzio: un minuto intenso con cui il piccolo mondo olimpico ricorda un ragazzo che sognava i Giochi e non li vivra’. (ansa)

Rassegna urbanistica a Sant’Agata Militello


Si svolgerà a Sant’Agata di Militello la Rassegna Urbanistica Regionale dell’Istituto Nazionale di Urbanistica (INU Sezione Sicilia) che ha come oggetto le esperienze di pianificazione del paesaggio e dell’ambiente condotte da Comuni ed Enti Territoriali in Sicilia. La Rassegna vede, tra i diversi Comuni dei Nebrodi, anche la partecipazione del Comune di Capo d’Orlando con l’esperienza di pianificazione a salvaguardia e protezione dell’Ambiente e del Paesaggio nella recente formazione del nuovo PRG. In particolare, l’azione di tutela dei tessuti naturali si è concretizzata con puntuali azione di Piano che hanno portato alla previsione di Parchi urbani e sub-urbani, correlando la loro attuazione con le tradizioni colturali della Piana (gli agrumi) e delle colline (gli ulivi) e relazionandoli ai tessuti urbani storicizzati del luogo (il promontorio del Capo, il borgo dei pescatori di S. Gregorio) ed alle tradizioni culturali della Fondazione Famiglia Piccolo di Calanovellaprevisti dal PRG. “L’occasione -dichiara l’Arch. Mario Sidoti Migliore, tra i progettisti del PRG- risulta prestigiosa ed importante per presentare il lavoro che svolge il nostro Ufficio Tecnico Comunale, sempre vicino alle tendenze ed alle sensibilità della pianificazione territoriale ed al dibattito normativo e di ricerca scientifica nel settore, portata avanti da organi altamente qualificati come l’INU avvalendosi anche di autorevoli contributi e maturate esperienze professionali di docenti universitari e di tanti colleghi affermati”. I due giorni saranno articolati con conferenze-dibattiti e con presenze illustri dell’urbanistica italiana. Infatti oltre alla presenza del Prof. Trombino -presidente INU Sicilia-, parteciperanno alla Rassegna anche il Prof. Arch. Nicola Giuliano Leone, Segretario della Società Italiana degli Urbanisti (SIU), e Attilia Peano docente di urbanistica presso il Politecnico di Torino. Nella circostanza sarà allestita la mostra curata dal Comitato Organizzatore della Sezione “Ambiente e Paesaggio” costituito da: Ignazia Pinzello, Vincenzo Todaro, Angela Cappello, Giuseppe Contiguglia, Umberto Di Naso, Annalisa Giampino, Stefania Meli, Andrea Marcel Pidalà.(AM notizie)

Tensione e scontri in Iran nell’anniversario della rivoluzione religiosa


Centinaia di migliaia di persone sono scese oggi in piazza a Teheran per partecipare alle manifestazioni ufficiali del regime nel 31.o anniversario della rivoluzione, mentre l’opposizione ha cercato di tornare a far sentire la sua voce ma è stata affrontata con durezza da polizia e miliziani Basiji.

Sarebbero tre i manifestanti rimasti uccisi oggi in Iran in scontri con miliziani basiji, secondo notizie diffuse su twitter ma non verificabili. I morti sarebbero Leyla Zarei, una ragazza di 27 anni uccisa da un colpo d’arma da fuoco sulla piazza Vali Asr a Teheran, una persona non identificata nel quartiere di Shararak-e Gharb, nella capitale, e un’altra a Shiraz, nell’Iran meridionale.

Ai giornalisti stranieri non è stato dato il permesso di scendere nelle strade, ma solo di raggiungere la grande piazza Azadi, nel sud-ovest della capitale, dove davanti alla folla ha parlato il presidente Mahmud Ahmadinejad. Ma i siti dell’opposizione, che ormai da mesi rappresentano le principali fonti d’informazione in occasione di queste manifestazioni, riferiscono di raduni di protesta dispersi dalle forze di sicurezza in varie parti della città con l’uso di lacrimogeni e spari in aria. Le stesse fonti riferiscono che due dei leader dell’opposizione, l’ex candidato presidenziale riformista Mehdi Karrubi e l’ex presidente Mohammad Khatami, sono stati affrontati da miliziani che hanno impedito loro di unirsi nelle strade ai loro sostenitori.

L’auto su cui si trovava Karrubi sarebbe stata attaccata dai fondamentalisti e suo figlio arrestato.

Il sito Parlemannews, dei deputati riformisti, scrive che addirittura una nipote dell’ayatollah Ruhollah Khomeini, Zahra Eshraghi, di convinzioni riformiste, è stata costretta dagli agenti ad allontanarsi mentre prendeva parte alle manifestazioni con sostenitori dell’opposizione. Dimostrazioni anti-regime sono state organizzate anche in altre grandi città iraniane come Isfahan e Shiraz. Nel suo discorso Ahmadinejad ha affermato che è stata completata la produzione del “primo pacchetto di uranio arricchito al 20%”.

Il presidente ha aggiunto che l’Iran sarebbe in grado di arrivare anche ad un arricchimento ell’80%, sufficiente per produrre ordigni nucleari, ma non lo farà. Nello stesso discorso il presidente ha avuto parole di sfida contro Israele (“Israele si avvicina alla distruzione”) e di critica al presidente americano (“Obama sta perdendo occasioni e sta soccombendo alla pressione di una banda di sionisti”). (ansa)

G8, per Bertolaso una festa a base di sesso


L’imprenditore romano Diego Anemone, finito in manette per essere ritenuto il presunto corruttore del sottosegretario Guido Bertolaso e altri pubblici ufficiali per favoritismi negli appalti di alcune grandi opere, tra cui il G8 alla Maddalena, si era dato da fare per “organizzare una ‘cosa megagalattica’ in favore del Bertolaso” a base di sesso. Lo scrive il gip nella sua ordinanza. Secondo quanto si legge nel provvedimento, infatti, “il tenore delle conversazioni intercettate non pare consentire interpretazioni diverse da quella che trattasi di prestazioni sessuali di cui il Bertolaso dovrebbe usufruire presso il centro benessere riconducibile all’Anemone; peraltro, l’occasione verrà sfruttata dal Bertolaso solo in un momento successivo”. In altra parte dell’ordinanza si ribadisce che nel “centro benessere Salaria sport village, riconducibile alla stessa famiglia Anemone”, Bertolaso “usufruisce non solo di ‘massaggi’, ma anche di vere e proprie prestazioni sessuali”, come proverebbero diverse conversazioni intercettate.

Sono fissati per domani, a Roma e Milano, gli interrogatori di garanzia per le quattro persone arrestate ieri con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti per i grandi eventi, dal G8 alla Maddalena alle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, condotta dalla procura e dai carabinieri del Ros di Firenze. Nel carcere romano di Regina Coeli saranno interrogati dal gip fiorentino Rosario Lupo (che ha firmato le misure cautelari) il presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici Angelo Balducci, già soggetto attuatore per le opere alla Maddalena, l’ingegner Mauro Della Giovampaola, che ha lavorato nella struttura di missione per il G8 in Sardegna ed è coordinatore dell’unità tecnica di missione per la realizzazione delle infrastrutture per i 150 anni dell’Unità d’Italia e l’imprenditore romano Diego Anemone. Per il quarto arrestato, l’ingegnere Fabio De Santis, attuale provveditore alle opere pubbliche della Toscana, successore di Balducci come soggetto attuatore per le opere del G8 alla Maddalena, l’interrogatorio si terrà a Milano per rogatoria. Bertolaso dovrebbe mostrare la sensibilità istituzionale, confermando le dimissioni respinte ieri da Berlusconi, sostiene Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera. “In un paese non anomalo come in Italia – afferma Franceschini – una persona in quella situazione rassegna le dimissioni, e noi abbiamo apprezzato la sensibilità mostrata ieri da Bertolaso. Sta ora a Bertolaso confermare quella sensibilità istituzionale o ricondurla a una rappresentazione”. Franceschini chiede anche che il governo ritiri il decreto che trasforma il Dipartimento della protezione civile in una spa. Questa vicenda, spiega, mette maggiormente in risalto la criticità del decreto, già approvato al Senato, che trasforma la Protezione civile in Spa, e che sarà votato dalla Camera la prossima settimana. “Quel decreto – afferma il capogruppo del Pd – contiene cose inaccettabili: la maggioranza rinunci a quel decreto. la trasformazione della Protezione civile in spa, enfatizza il criterio dell’emergenza, che diventa uno strumento che giustifica il superamento dei controlli; così diventa un abuso”. “Inoltre c’é l’ articolo 5 che grida vendetta – insiste Franceschini – va oltre il Lodo Alfano. Dice che fino a novembre 2011 non possono essere fatti processi verso i commissari della Protezioni civile, non si possono nemmeno iniziare le indagini e questo è palesemente incostituzionale”.Il presidente dei senatori del PdL Maurizio Gasparri trova invece “singolare” la tempistica che ha portato all’avviso di garanzia a Guido Bertolaso.

Gasparri sottolinea che Bertolaso è conosciuto “per l’efficienza dei suoi interventi” e cita il caso dell’Abruzzo dove “senza mettere tasse, le case, case vere, sono state consegnate alla popolazione. Ed anche in tutte le altre vicende in cui Bertolaso é intervenuto ci sono stati sempre risultati efficienti”. Gasparri poi osserva che Bertolaso si è messo a disposizione della magistratura, alla quale ha fornito ogni documentazione. “Ora, però, credo che si debba fare un accertamento rapido, che sia compatibile – aggiunge l’esponente PdL – anche con le necessità della nostra Protezione civile, che non può rimanere sulla graticola a lungo. Si farebbe un danno alla sicurezza del Paese”. (ansa)

Sant’Agata Militello, celebrazioni del Santo Natale


Come ogni anno, la notte del 24 dicembre nella Parrocchia di Santa Lucia è stata celebrata la Santa Messa  della solennità del Natale.  Ha  presieduto la  liturgia il parroco Don Gaetano Franchina ed ha concelebrato mons. Mario Raneri.  La cerimonia, che ha visto la partecipazione di numerosissimi fedeli, è stata curata dal gruppo dei ministranti e animata  dalla Corale San Francesco d’Assisi  con  canti tradizionali, come la “nannaredda”, tipica nenia natalizia santagatese, e con canti di stile spiritual e gospel, che, anche se non appartengono al patrimonio che risale alla nostra più vera cultura religiosa, hanno aggiunto un tocco  ugualmente suggestivo e comunicato un senso di allegria fra tutta l’assemblea dei fedeli.   Particolarmente significativo è stato il momento del Gloria, quando è stata portata la statua  di Gesù Bambino da due ragazze vestite da angeli, che l’hanno deposta nella mangiatoia del piccolo presepe allestito davanti all’altare. Tutte le preghiere, i canti, le letture hanno contribuito  ad aumentare la   suggestività tipica dell’ atmosfera natalizia. E’ innegabile infatti che la Messa di mezzanotte possieda un suo fascino particolare che le celebrazioni della giornata di Natale, per quanto seguite con devozione dai fedeli, non possono replicare. Questi momenti sono stati documentati con alcune foto.   FRANCESCO DE LUCA

Presepe realizzato da Giuseppe Ingrassia ai piedi dell'altare della Chiesa di Santa Lucia di Sant'Agata Militello

    FOTO ANDREA STURNIOLO

Dove è finito il Natale?


Miei cari ed affezionati lettori, abbiate la bontà di perdonarmi se ogni tanto mi inserisco nello scorrere del nostro blog e comincio a lamentarmi; però, non è triste tacere su certi problemi? Oggi, in modo particolare, voglio sottoporre alla vostra attenzione una riflessione sul Natale, che è ormai vicino. Giustamente da qualche giorno si sente un po’ dappertutto aria di festa: nelle strade ci sono le luci accese, le candele, gli addobbi; nelle case ci si prepara per festeggiare, nel modo consueto, con pranzi e giochi di società, il giorno 24 ed il 25 dicembre; ovunque c’è l’albero di Natale. Tutto è frenetico, si esce per comprare i regali: allo zio la cravatta, alla nonna un tostapane, al cuginetto un bel giocattolo … Anche in televisione si respira aria di festa, pubblicità di panettoni fino alla nausea, canzoni del tipo “ A Natale puoi …” “ Natale sai, con …. sei più forte che mai…”. Dovunque vedi Babbo Natale in tutte le forme e in tutte le dimensioni. Questa mattina stavo cercando su internet delle immagini sulla festa ormai vicina … e … cosa trovo? Alberi, luci, “babbette natale”, gatti, slitte, ghirlande, festoni, e vari oggetti che di natalizio non hanno niente ed anche Berlusconi vestito da babbo natale (il nostro primo ministro è davvero dappertutto, anche nel nostro blog (sic!). Ma, per trovare Gesù Bambino, l’immagine che cercavo, sono andato a finire alla sesta pagina di GOOGLE. “L’ho trovata”, pensai, ed invece no, era un Gesù Bambino con la faccia di un altro. Che tristezza!

Andiamo “ad rem”. Chi è il soggetto ed il centro del Natale? O, ancora meglio, a chi appartiene questa festa? Al Profeta Maometto, al sapiente Buddha, al signore dei cavalli Manithù, a Babbo Natale, a Totti ( che lo stanno facendo diventare una ingombrante balena), alle “babbette natale”, sempre più belle e sempre più “ignude”,come dice Benigni (che freddo sentiranno povere figlie, sotto la neve che scende copiosa!), alle Luci, ( e sì, anche perché in questi giorni si è pensato che sarebbe cosa giusta, per non offendere persone di altre confessioni, cambiare anche il nome e la prassi della festa di Natale; quindi tra qualche anno, Signori miei, non più Auguri di Buon Natale, ma Auguri per la festa della luce (sic!)… ma, quest’ultima non era una festa pagana? ). Mi raccomando, e anche quest’anno non perdiamoci il solito volgarissimo “cine-panettone”, che di natalizio, a parte forse il nome, non ha proprio niente.

Ma il Natale non è forse la nascita di un bambino che si chiama Gesù, per il quale, dopo tutto, la storia, dopo la sua nascita, è talmente cambiata che senza di Lui ogni cosa perde di significato? Il 2009 non si conta forse dalla sua nascita, l’albero di Natale non è forse il simbolo della Trinità Santissima, la luce non è forse il simbolo di Cristo.

Mio caro Gesù, perdonaci. Ogni anno, da duemila anni, è sempre la stessa storia! Tu stai per nascere. La tua dolce madre ed il suo sposo stanno cercando un posto per farti nascere, e l’uomo, come sempre, sbatte loro le porte in faccia. Dice loro ” Andate, non c’è posto”, oppure dice: “Andatevene, per ora non siete di moda”. Il presepe, che, il mio San Francesco aveva inventato, non si fa più, è diventato “naif”; l’uomo adesso sa solo cantare “… con la stella cometa dee jay, con il bue e l’asinello dee dee jay!”, sa solo guardare film squallidi,sa solo giocare d’azzardo, sa solo comprare cose inutili. Ma tu, o Divino Redentore, vieni lo stesso, non tardare, non guardare le nostre miserie , ma infondi in noi l’umiltà, la bontà, la sapienza e dona quella pace e quella serenità, che ogni uomo, in fondo, veramente desidera.

Un Buono e, soprattutto Vero, Santo Natale a tutti Voi!

Con affetto

Francesco De Luca

Mostra di cartoline d’ epoca sull’ Arma dei Carabinieri


Il 15 dicembre, alle ore 17,00, si aprirà, presso la sede dell’A.N.C.(associazione nazionale carabinieri)in via Duca D’Aosta n°67, una mostra di cartoline d’epoca sui carabinieri, realizzata dal sig. Salvatore Fontana, socio familiare A.N.C. e consigliere del Circolo filatelico e numismatico dei Nebrodi di Sant’Agata di Militello.  La mostra resterà aperta lunedì, mercoledì, e venerdì dalle 18,00 alle 19,30 fino al 15 di gennaio. La cittadinanza è invitata a partecipare a questa originalissima manifestazione, che rende onore sia alla benemerita Arma dei carabinieri, sia alla passione per la filatelia condivisa da tanti nostri concittadini.

FRANCESCO DE LUCA

Il Circolo Filatelico e Numismatico di Sant’Agata Militello e il Cral Poste di Messina organizzano una raccolta fondi per gli alluvionati messinesi


Il Circolo Filatelico e Numismatico dei Nebrodi di Sant’Agata Militello e il Cral Poste di Messina organizzano una mostra filatelica il 3 dicembre alle ore 18,00 presso il Teatro Annibale Maria di Francia di Messina. Per l’occasione ci sarà un annullo filatelico. Un iniziativa di solidarietà in favore dei familiari dei dipendenti di poste italiane vittime dell’alluvione di Giampilieri. Sarà presente alla manifestazione di solidarietà S. E. Mons. Calogero La Piana, arcivescovo metropolita e archimandrita di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, tutti i responsabili di poste italiane di Messina e  una delegazione del Circolo Filatelico e Numismatico dei Nebrodi di Sant’Agata Militello guidata dalla presidente dott. Marcella Palmisano e dal tesoriere ins. Vittoria Freno. Alle ore 20,00 andrà in scena una commedia in tre atti, tratta da un lavoro di Neil Simon dal titolo “A piedi nudi nel parco”. Il ricavato della vendita dei biglietti sarà devoluto in beneficenza per gli alluvionati del 1° ottobre scorso.

FRANCESCO DE LUCA

BUON ONOMASTICO ANDREA!!!


Oggi, festa liturgica di Sant’ Andrea apostolo, desidero formulare,anche a nome della redazione, i più vivi e fervidi auguri onomastici al caro, grande…ed insostituibile amico Andrea Sturniolo. Il tuo santo patrono, che per primo fu scelto e chiamato da Gesù,ti aiuti e ti protegga sempre.

FRANCESCO DE LUCA

Violento nubifragio nel messinese, 4 morti e molti dispersi


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Secondo la sala operativa della protezione civile regionale le frane e gli allagamenti provocati dal maltempo nel messinese avrebbe provocato almeno quattro vittime e numerosi dispersi. La frazione di Giampilieri, a circa 20 chilometri a sud del capoluogo, è ancora isolata; alcuni abitanti sono stati soccorsi con l’elicottero della Protezione Civile che sta sorvolando la zona. Situazione critica anche a Scaletta Zanclea e Santo Stefano Briga. L’assessore alla Protezione Civile del Comune di Messina, Fortunato Romano, ha confermato all’ANSA che le vittime del maltempo sarebbero almeno quattro, anche se il bilancio potrebbe ulteriormente aggravarsi. Altre venti persone sono ricoverate in ospedale, mentre numerosi abitanti di Giampilieri, Scaletta Zanclea e Santo Stefano Briga risultano dispersi. Nella zona stanno affluendo squadre di soccorritori dell’esercito, dei Vigili del Fuoco e della Protezione Civile. Le frane e gli smottamenti hanno provocato inoltre la chiusura dell’autostrada A18 Messina- Catania e della strada statale 114. Sono almeno una ventina le persone rimaste ferite e già ricoverate negli ospedali della provincia di Messina, dopo l’ondata di maltempo che ha investito la Sicilia orientale. Un numero che è destinato ad aumentare in quanto vi sono dei comuni e delle frazioni che non sono ancora state raggiunte a causa delle frane e delle colate di fango. “La situazione è pesante – dice il vice capo del Dipartimento della Protezione Civile, Bernardo De Bernardinis – in alcune zone sono caduti anche 220/230 millimetri di pioggia in tre-quattro ore”. De Bernardinis ha sottolineato che fin dalla serata di ieri, quando è stato intensificato l’allerta meteo emesso nel pomeriggio, il Dipartimento è rimasto in contatto con le prefetture di Messina, Catania e Palermo e nella notte un team di esperti del Dipartimento ha raggiunto il centro operativo in prefettura a Messina, per coordinare l’invio dei soccorsi dalle altre zone della Sicilia e delle altre regioni. Le situazioni più difficili, affermano al Dipartimento, sono quelle di Scaletta – dove i feriti sono stati portati via con una motovedetta delle Capitanerie di Porto perché l’univo modo per arrivare al paese era via mare – Molino e Giampilieri. In quest’ultimo comune si sono registrate diverse frane e anche un’esplosione di gpl che ha causato crolli. Ancora isolato, invece, Briga, in quanto i mezzi di soccorso non sono riusciti a farsi largo tra le colate di fango.

Beata Teresa di Calcutta (Agnes Gonxha Bojaxiu) – 5 settembre


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A 18 anni decise di entrare nella Congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto. Partita nel 1928 per l’Irlanda, un anno dopo è in India. Nel 1931 la giovane Agnes emette i primi voti prendendo il nuovo nome di suor Mary Teresa del Bambin Gesù (scelto per la sua devozione alla santa di Lisieux), e per circa vent’anni insegna storia e geografia alle ragazze di buona famiglia nel collegio delle suore di Loreto a Entally, zona orientale di Calcutta. Il 10 settembre 1946, mentre era in treno diretta a Darjeeling per gli esercizi spirituali, avvertì la “seconda chiamata”: lei doveva lasciare il convento per i più poveri dei poveri. Lasciò le suore di Loreto il 16 agosto 1948. Nel 1950 la sua nuova congregazione delle Missionarie della Carità ottenne il riconoscimento dalla Chiesa.

San Cono (Conone) di Naso Monaco basiliano – 1 settembre


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Cono, o Conone, Navacita nacque a Naso (Messina), nel 1139, figlio del conte normanno Anselmo, governatore della città. Ancora ragazzo abbandonò la casa, le ricchezze e si ritirò nel locale convento di San Basilio. Trasferito al Convento di Fragalà, nel comune di Frazzanò, fu ordinato sacerdote. Conone, dopo l’ordinazione, continuò a manifestare segni di vocazione all’eremitaggio e, col permesso dei superiori, si ritirò in una grotta, che prese il nome di Rocca d’Almo. Ben presto la sua fama di santità superò i confini di Naso. Richiamato al monastero dai suoi superiori, fu eletto abate. In seguito, al ritorno a Naso da un pellegrinaggio in Terra Santa, elargì ai poveri la ricca eredità del padre e si ritirò nella grotta di San Michele. La città era afflitta da un morbo contagioso: i nasitani si rivolsero allora all’abate che li liberò dalla malattia: del miracolo vi è ricordo nello stesso stemma della città. Morì a 97 anni: era il 28 marzo 1236, Venerdì Santo. Canonizzato nel 1630, san Cono è patrono di Naso, i cui abitanti ancora oggi davanti alle reliquie pronunciano l’invocazione «Na vuci viva razzi i san Conu». (Avvenire)

MESSAGGIO DELLA REDAZIONE


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La redazione del blog Santagatando chiede scusa a tutti i lettori, ma, a causa di problemi tecnici,  non è stato possibbile aggiornare con nuovi ed interessanti articoli questo giornalino telematico. Speriamo  presto di poter risolvere questi spiacevoli  inconvenienti.

Cordiali saluti.

LA REDAZIONE


CITTA’ DI SANT’AGATA MILITELLO

Festeggiamenti in onore del Santo Patrono

SAN GIUSEPPE

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Programma agosto 2009

6 – 8 agosto

Triduo di preparazione predicato dal Rev. Sacerdote don Biagio Amata.

ore 07:00 – 18:00 Santo Rosario.

ore 07:30 – 18:30 Celebrazione Eucaristica.

6 agosto

ore 21:30 Castello Gallego “ Opera in Canto” concerto per coro e voci soliste a cura dall’Associazione “Lorenzo Perosi”. (brani tratti da opere di Mozart, Rossini, Donizetti, Verdi e Bizet).

8 agosto

ore 12:00 Apertura festeggiamenti con scampanio solenne.

ore 18:00 Giro del corpo bandistico “G. Verdi” per le vie cittadine.

ore 18:30 Vespri Solenni e Celebrazione Eucaristica.

ore 19:30 marce sinfoniche in Piazza Duomo.

9 Agosto Festa di San Giuseppe

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ore 07:30, 10:00, 11:30 Celebrazione Eucaristica.

ore 08:00 Giro del corpo bandistico “G. Verdi” per le vie cittadine.

ore 11:00 e 12:30 marce sinfoniche in Piazza Duomo.

ore 17:00 Solenne Celebrazione Eucaristica

animata dal coro “L. Perosi”, durante la quale verrà assegnato

il “35° Premio della Bontà” edizione 2009.

Al termine della S. Messa seguirà la Processione del Simulacro di San Giuseppe per le seguenti vie: p.zza Duomo, Magenta, Cernaia, S. Martino,Puglie, V. Veneto, Vallone Posta, Medici, Campidoglio, Cosenz, Roma, Medici, p.zza Crispi, Carraffello, Duca d’Aosta, Enna, Catania, Ragusa, Medici, San Giuseppe e p.zza Duomo.

I festeggiamenti in onore al Patriarca S. Giuseppe saranno celebrati con il patrocinio del Comune di Sant’ Agata Militello.

Salvatore Bonina

Scurdari certi cosi….NON E’ BELLO


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La deposizione di una corona di fiori nella caserma della polizia ‘Lungaro’, a Palermo, ha dato il via alle commemorazioni organizzate per il diciassettesimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della sua scorta. Alla cerimonia, disertata dalla cittadinanza, hanno partecipato solo le autorità, in particolare  il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso, il vice capo della polizia Francesco Cirillo, il questore di Palermo Alessandro Marangoni, il comandante della Regione dei carabinieri Enzo Coppola, il sindaco Diego Cammarata e i vertici locali delle forze dell’ordine. Presenti anche il figlio,  e la moglie di Borsellino e la sorella di Giovanni Falcone, magistrato assassinato due mesi prima dell’eccidio di via D’Amelio. Un centinaio di persone  comuni invece  hanno partecipato alle manifestazioni organizzate, in via D’Amelio, a Palermo, dal comitato antimafia ’19 luglio 2009′ in occasione del diciassettesimo anniversario dell’uccisione del giudice Paolo Borsellino. Pochissimi i palermitani presenti. Proprio la scarsa adesione della gente ha suscitato la reazione dei manifestanti che hanno gridato dal palco allestito nella via in cui fu piazzata l’autobomba che assassinò il magistrato: “vergogna, vergogna”. Gli organizzatori avevano invitato gli abitanti dei palazzi di via D’Amelio ad esporre lenzuoli bianchi alle finestre, ma l’appello non è stato accolto e le serrande di molti appartamenti sono rimaste abbassate. Alla dura protesta del comitato ha risposto, però, Rita Borsellino, sorella del giudice ucciso, che, scesa in strada dalla casa della madre, ha replicato: “Ci vuole più coraggio a restare qui ogni giorno, che scendere in piazza solo per le commemorazioni”. Alla manifestazione hanno partecipano i ragazzi dell’ associazione calabrese ‘Ammazzateci tutti” e gruppi scout di tutta Italia che la notte scorsa hanno fatto una veglia in via D’Amelio. Sul palco si sono alternati  Salvatore Borsellino, fratello del magistrato, e semplici cittadini che hanno ricordato la figura del giudice.

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NAPOLITANO, EREDITA’ PREZIOSA PER SOCIETA’ CIVILE

Nel 17° anniversario dell’attentato di via D’Amelio a Palermo il Presidente della Repubblica ha inviato alla signora Agnese Borsellino il seguente messaggio: “A diciassette anni dal tragico attentato di via D’Amelio, rendo commosso omaggio alla memoria del giudice Paolo Borsellino e degli agenti addetti alla sua sicurezza, Emanuela Loi, Agostino Catalano, Walter Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Paolo Borsellino fu eroico protagonista della battaglia per la legalità e la difesa dello Stato democratico, con la quale si era pienamente identificato, e sapiente costruttore di validi presidi giuridici e istituzionali capaci di contrastare efficacemente la criminalità organizzata. Così l’ho ricordato insieme a Giovanni Falcone, a Palermo, il 23 maggio scorso, come esempio di abnegazione fino all’estremo sacrificio nella lotta contro le forze del crimine, della violenza, dell’anti-Stato. La memoria della sua dedizione e passione civica resta indelebile in tutti e rappresenta eredità preziosa per la mobilitazione della società civile – e in specie delle nuove generazioni – nell’opporsi e reagire alle intimidazioni e agli attacchi della criminalità. Con affetto e solidale partecipazione sono vicino a lei, ai suoi figli e ai familiari delle giovani vittime della strage, rinnovando la gratitudine dell’intero paese”.

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Al grido di “Resistenza. L’agenda rossa esiste” è partita ieri pomeriggio da via D’Amelio la “marcia” voluta da Salvatore Borsellino, per commemorare il fratello Paolo, procuratore aggiunto ucciso il 19 luglio del 1992 assieme agli agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. Nessun politico, pochi palermitani, tanta gente del Nord alla marcia che ha il sapore della protesta, più che del ricordo. Protesta contro lo Stato che “ha fatto – ha detto Salvatore Borsellino – davvero poco in 17 anni” per scoprire i mandanti di quella strage che avvenne a soli 57 giorni dall’uccisione dell’altro magistrato, Giovanni Falcone. Circa trecento persone si sono messe in marcia verso castello Utveggio (ex sede del Sisde, da cui, secondo i parenti di Borsellino, sarebbe forse partito il segnale per uccidere il magistrato) con le agende rosse in mano, che rappresentano quella del giudice che non fu mai ritrovata, e tenendo lo striscione “Via D’Amelio, strage di Stato”. Alla testa del corteo, oltre a Salvatore Borsellino, c’era anche l’ex pm Luigi De Magistris, esponente di Italia dei valori. “La lotta alla mafia procede per due vie diverse – ha detto Salvatore Borsellino -. Da un lato una parte delle forze dell’ordine e della magistratura che conduce una lotta serrata, dall’altro lato ci sono altre istituzioni, come la politica, che si contraddistinguono per una fortissima carenza di provvedimenti contro la mafia”. Le nuove indagini sulle stragi aprono adesso spiragli di speranza verso l’affermazione della verità. “Oggi finalmente, dopo anni di tenebre – ha proseguito Borsellino -, la lotta che si sta conducendo nelle procure di Palermo e Caltanissetta sta andando nel verso giusto”. La sorella, Rita, parlamentare europeo del Pd, si chiede però “perché queste piste vengano fuori solo dopo 17 anni. Ho molti dubbi, ma non accuso nessuno”. Per Salvatore Borsellino “Se pentiti come Giovanni Brusca e Massimo Ciancimino non avevano parlato fino adesso è perché forse non avevano trovato le interfacce giuste all’interno della magistratura”. Proprio affinché i pm continuino a lavorare “bisogna vigilare – ha detto De Magistris – perché non vengano fermati da parte di pezzi deviati delle Istituzioni che hanno operato e opereranno per ostacolare la magistratura”.

Sant’ Apollinare di Ravenna Vescovo e martire – 20 luglio


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Sant’Apollinare, originario di Antiochia, per primo rivestì la carica episcopale nella città imperiale di Ravenna, forse incaricato dallo stesso apostolo San Pietro, di cui si dice fosse stato discepolo. Si dedicò all’opera di evangelizzazione dell’Emilia-Romagna, per morire infine martire, come vuole la tradizione. Le basiliche di Sant’Apollinare in Classe e Sant’Apollinare Nuovo sono luoghi privilegiati nel tramandarne la memoria. Il suo culto tuttavia si diffuse rapidamente anche oltre i confini cittadini. I pontefici Simmaco (498-514) ed Onorio I (625-638) ne favorirono la diffusione anche a Roma, mentre il re franco Clodoveo gli dedicò una chiesa presso Digione. In Germania probabilmente si diffuse ad opera dei monasteri benedettini, camaldolesi e avellani. Una chiesa era a lui dedicata anche a Bologna nell’area del Palazzo del Podestà, ma siccome fu demolita nel 1250 il cardinale Lambertini gli dedicò un altare nell’attuale Cattedrale cittadina. Sant’Apollinare è considerato patrono della città di cui per primo fu pastore, nonché dell’intera regione Emilia-Romagna. (Avvenire)

Santa Macrina la Giovane Monaca – 19 luglio


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Macrina era la primogenita dei dieci figli di Basilio ed Emmelia, famiglia del Ponto in Grecia e famiglia benedetta da Dio in quanto fra i suoi figli abbiamo oltre s. Macrina anche s. Basilio Magno, vescovo di Cesarea, s. Gregorio vescovo di Nissa, e Pietro sacerdote e monaco. Macrina chiamata la Giovane, perché portava il nome della nonna paterna anch’essa santa, Macrina l’Anziana, fu educata fin dalla più tenera età nelle Sacre Scritture e sin dall’adolescenza era dotata di una particolare bellezza, cosicché molti erano i pretendenti alla sua mano; il padre come era costume, scelse per lei il più adatto; ma questo fidanzato fu rapito all’affetto della ragazza da una morte immatura. Macrina allora finse di considerare come un vero matrimonio il suo fidanzamento e giurò fedeltà al defunto giovane, come sposa che attende il marito lontano per una lunga assenza. Rimasta in casa, aiutò molto la madre nell’accudire ed educare tutti i fratelli, tanto più che era rimasta vedova dopo la nascita del decimo figlio. Quando sistemati adeguatamente tutti i figli rimasero sole, Macrina convinse la madre a ritirarsi con lei nella solitudine di Annesi presso Hore nel Ponto, sulle rive del fiume Iris, per fondare un monastero in cui le avrebbero seguite le loro domestiche. Macrina fu molto influente sul fratello Basilio, il quale lasciò la vita mondana di erudito per abbracciare, verso il 356 la vita monastica, poi divenne vescovo di Cesarea nel 370, tornando a rivedere la sorella nel monastero nel 376; ordinò sacerdote il fratello minore Pietro, che viveva in un monastero vicino a quello della sorella; Basilio morì il 1° gennaio 379. Alla morte della madre avvenuta nel 373, Macrina divenne superiora del monastero; di ritorno dal Concilio di Antiochia del 379, Gregorio divenuto vescovo di Nissa, volle passare per Annesi per visitare la sorella, ma la trovò nei suoi ultimi momenti di vita; poterono avere solo un ultimo colloquio di alto tenore spirituale e dopo una magnifica preghiera elevata a Dio, Macrina morì (380). La sua ‘Vita’ e la sua spiritualità ci è stata narrata in importanti opere scritte dallo stesso s. Gregorio di Nissa. Il suo corpo fu sepolto nella chiesa dei ‘40 martiri di Sebaste’, a poca distanza dal monastero, dove già erano i corpi dei suoi genitori; ai funerali, presente il vescovo del luogo, partecipò una gran folla di fedeli. La sua memoria liturgica compare in tutti i calendari e Martirologi Orientali al 19 luglio, mentre in Occidente è menzionata in alcuni si e altri no, finché non fu inserita definitivamente nel ‘Martirologio Romano’, sempre al 19 luglio con l’annuncio: “In Cappadocia, s. Macrina vergine, sorella dei santi Basilio Magno e Gregorio di Nissa”. Autore: Antonio Borrelli

San Federico di Utrecht Vescovo – 18 luglio


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La Vita (BHL, I, p. 474, n. 3157), scritta da Otberto nel sec. XI, circa due secoli, cioè, dopo la sua morte, è priva di valore: “Fide minime digna”, la giudicano i Bollandisti nel Commento al Martirologio Romano. Di certo si sa che intervenne al concilio di Magonza dell’829. Fu ricordato poi in una carta del 26 dicembre 833, e nella Vita di s. Odulfo, da lui mandato ad evangelizzare i Frisoni. Rabano Mauro gli dedicò, nell’834, il suo commento al libro di Giosuè e scrisse un carme in suo onore. Stando alla Vita, sarebbe nato verso il 781 da famiglia probabilmente di origine inglese, non è chiaro se in Inghilterra o in Frisia. Eletto vescovo di Utrecht dopo la morte di Ricfredo, tra 1’825 e 1’828, grazie anche all’appoggio dell’imperatore Lotario, lottò contro il paganesimo, risorto in Frisia dopo l’invasione Normanna, e contro l’uso dei matrimoni incestuosi. Avendo rimproverato l’imperatore Ludovico il Pio per aver sposato, vivente ancora la prima moglie Irmingarda, Giuditta, sarebbe stato da questa fatto assassinare il 18 luglio 838. Altri però attribuiscono l’assassinio del santo ad un nobile dell’isola di Walcheren da lui rimproverato. Sepolto nella cripta della chiesa del S.mo Salvatore ad Utrecht, fu venerato come martire in diverse località dei Paesi Bassi e a Fulda. Nel 1362 il cranio del santo, separato dal corpo dal vescovo Folkert, fu racchiuso in un reliquiario d’oro e d’argento ed esposto alla venerazione. Durante la Riforma fu salvato in una casa privata dove, secondo il bollandista G. Cuypers, era ancora conservato al principio del sec. XVIII. Del resto del corpo, invece, già al suo tempo non si sapeva più niente. Tramite il Molano il nome di Federico fu iscritto nel Martirologio Romano al 18 luglio. Autore: Willibrord Lampen

SUD: CRESCONO I DISOCCUPATI, 700MILA EMIGRATI IN 11 ANNI


emigrati1Al sud cresce la zona grigia della disoccupazione che raggruppa scoraggiati e lavoratori potenziali: 95 mila persone in più lo scorso anno. Secondo il rapporto Svimez, dal 2004 al 2008 “i disoccupati impliciti e gli scoraggiati sono aumentati di 424 mila unità”. “Considerando anche questa componente, – dice ancora lo Svimez – il tasso di disoccupazione effettivo del sud salirebbe a oltre il 22%”, è scritto nel Rapporto. Nel 2008 – afferma ancora lo Svimez – i disoccupati sono aumentati più al centro-nord (+15,3%) che al sud (+9,8%). Il tasso di occupazione nel Meridione è sceso al 46,1%.: gli occupati sono cresciuti al centro-nord di 217 mila unità, mentre sono scesi di 34 mila nel Mezzogiorno. Nella classe di età che va dai 15 ai 24 anni la disoccupazione è arrivata al 14,5% al centro nord e al 33,6% al sud, dove sono cresciuti anche i disoccupati di lunga durata (sono il 6,4% del totale, erano il 5,9% nel 2007). All’Italia spetta il non invidiabile primato del tasso di disoccupazione giovanile più alto in Europa, di cui è responsabile soprattutto il Mezzogiorno. Nel 2008 – sempre secondo il Rapporto – solo il 17% dei giovani meridionali tra i 15 e i 24 anni lavora contro il 30% del centro-nord.

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Tra il 1997 e il 2008 circa 700mila persone hanno abbandonato il Mezzogiorno. E’ uno dei dati contenuti nel Rapporto Svimez, che parla di “Paese spaccato in due sul fronte migratorio: a un Centro-Nord che attira e smista flussi al suo interno, corrisponde un Sud che espelle giovani e manodopera senza rimpiazzarla con pensionati, stranieri o individui provenienti da altre regioni”. Nel 2008, prosegue il Rapporto, il Mezzogiorno ha perso oltre 122mila residenti a favore delle regioni del Centro-Nord a fronte di un rientro di circa 60mila persone. E oltre l’87% delle partenze ha origine in tre regioni: Campania, Puglia, Sicilia. L’emorragia più forte è in Campania (-25mila), a seguire Puglia e Sicilia rispettivamente con 12,2 mila e 11,6 mila unità in meno.

In vistosa crescita, in particolare, sono le partenze dei laureati ‘eccellenti’: nel 2004 partiva il 25% dei laureati meridionali con il massimo dei voti; tre anni più tardi la percentuale è balzata a quasi il 38%. Il Rapporto spiega anche che i laureati meridionali che si spostano al Centro-Nord vanno incontro a contratti meno stabili rispetto a chi rimane, ma ottengono stipendi più alti. Un altro fenomeno di rilievo è quello dei pendolari “di lungo raggio”, che vivono al Sud e lavorano al Centro-Nord o all’estero, rientrando a casa nel weekend o un paio di volte al mese. Nel 2008, dice il Rapporto, sono stati 173mila gli occupati residenti nel Mezzogiorno ma con un posto di lavoro altrove, 23mila in più del 2007 (+15,3%). Si tratta di giovani con un livello di studio medio-alto: l’80% ha meno di 45 anni, quasi il 50% svolge professioni di livello elevato e il 24% è laureato. Le regioni che attraggono maggiormente i pendolari sono la Lombardia, l’Emilia Romagna e il Lazio.ellis-island

In crescita è poi il fenomeno dei pendolari meridionali verso altre province del Mezzogiorno: 60mila nel 2008, contro i 24mila del 2007. Ad aggravare la situazione c’é stata poi la crisi, che in molti casi ha costretto i pendolari a tornare a casa: se il movimento Sud-Nord è cresciuto nei primi sei mesi del 2008, con l’accentuarsi della crisi 20mila persone sono rientrare al Sud, soprattutto donne.

IRAN: SCONTRI POLIZIA-MANIFESTANTI A TEHERAN


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Scontri tra polizia e sostenitori del leader dell’opposizione Mir Hossein Mussavi sono scoppiati nel centro di Teheran dove si sono radunati i manifestanti dopo la preghiera del venerdì. La polizia usa lacrimogeni. Lo riferiscono testimoni. L’Iran sta attraversando una vera e propria “crisi” dopo la contestata rielezione del presidente Mahmud Ahmadinejad e per “riguadagnare la fiducia perduta del popolo” la Repubblica islamica dovrà creare “un’atmosfera di libertà in cui ognuno possa esprimere le sue critiche”. Parole durissime quelle usate dall’ex presidente Akbar Hashemi Rafsanjani, sostenitore del candidato moderato sconfitto Mir Hossein Mussavi, che per la prima volta dopo la consultazione ha parlato come guida della preghiera del venerdì a Teheran.

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Intanto i migliaia di oppositori di Ahmadinejad si erano radunati intorno all’Università, dove si svolgeva la cerimonia, ma sono stati caricati dalle forze di sicurezza, che hanno lanciato gas lacrimogeni ed eseguito diversi arresti. Rafsanjani, una cui figlia, Faezeh, era stata arrestata per alcune ore per avere partecipato alle proteste di piazza del dopo-elezioni, ha gettato dubbi sul risultato ufficiale, affermando che l’Iran ha bisogno di “un presidente che sia voluto dal popolo” e attaccando il Consiglio dei Guardiani, incaricato di sovrintendere alla regolarità del voto. Questo organismo, ha detto, “non ha usato nel miglior modo possibile” il tempo supplementare che gli aveva dato la Guida suprema, ayatollah Ali Khamenei, per esaminare le denunce di brogli presentati dai candidati sconfitti. Rafsanjani ha anche chiesto che siano liberati tutti gli arrestati dopo le elezioni e che vengano presentate le “condoglianze” ai familiari delle persone rimaste uccise nella repressione delle manifestazioni di piazza.

Sant’ Alessio Mendicante – 17 luglio


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Fattosi povero, da patrizio qual era, Alessio trascorreva le notti sotto una scala sul colle romano dell’Aventino. In quel luogo Papa Onorio III gli dedicò nel 1217 una chiesa, scelta ancora oggi per molti matrimoni che si celebrano nell’Urbe. Ma quella della scala è soltanto una delle due tradizioni esistenti sul santo. Secondo quella siriaca, infatti, il giovane fuggì la sera delle nozze per recarsi a Edessa, dove visse da mendicante e morì. La variante greco-romana introduce il ritorno a Roma (raffigurato nelle pitture della chiesa inferiore della basilica San Clemente). Qui Alessio visse sempre da mendico e non venne riconosciuto dal padre. Fu Papa Innocenzo a scoprirne l’identità e a comunicarla ai genitori, che, straziati, si recarono al capezzale del figlio ormai morente. Una scena spesso raffigurata nell’arte. Della figura di Alessio si è impadronita anche la letteratura. (Avvenire)

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