Sant’Agata Militello – Conclusa la 28esima edizione della “Via Crucis vivente”


I primi tepori primaverili hanno introdotto i cittadini di S. Agata Militello all’appuntamento più importante: la Pasqua. Infatti nella cittadina tirrenica acquista particolare valenza la “Via Crucis vivente” che è stata messa in scena Domenica delle palme da giovani e meno giovani santagatesi. Giunta ormai alla 28. edizione, presentata da padre Enzo Vitanza, parroco della chiesa “Sacro cuore”, nel corso degli anni è riuscita – grazie alla sua spettacolarità – a richiamare nell’importante centro rivierasco centinaia di visitatori provenienti da molti paesi vicini.

La “Via Crucis vivente” che rappresenta per i cristiani il dramma umano del Cristo così come ci viene tramandato dai Vangeli, si materializza a S. Agata Militello su una montagnola naturale di Via Cernaia. Infatti, il dramma, ogni anno coinvolge oltre settanta giovani santagatesi (e qualche oriundo), impegnati nella buona riuscita della manifestazione.

“Crocifiggilo, a morte! Crocifiggilo”, gridava la folla inferocita, rivolgendosi a Pilato. “Secondo la nostra legge egli deve morire”, insisteva con sprezzante cinismo, il sommo sacerdote Caifa incoraggiato e sostenuto dagli scribi e dai corrotti anziani del popolo. Poi, tra sofferenze inenarrabili: “Dio mio, perché mi hai abbandonato? Padre nelle tue mani consegno il mio spirito. Tutto è compiuto!”. Gesù reclina il capo, il Tempio si squarcia in due e la terra si scuote…

Così, in una Via Cernaia gremita di folla emozionata e attenta che aveva seguito Gesù nei vari “momenti del cammino della sofferenza” allestiti nei diversi punti di Piazza Duomo, domenica 28 marzo, si concludeva a tarda notte, la “XXVIII Via Crucis vivente”, organizzata dall’ente Sacro Cuore”, dal circolo Anspi “G. La Pira” e dalle tre Parrocchie cittadine, cui hanno partecipato e dato vita oltre settanta “volontari” tra attori e figuranti.

Così padre Antonino Spiccia, nel salone parrocchiale, salutava i protagonisti in occasione dell’ultima edizione 2009: “…E che Dio vi renda merito per quello che vi accingete a fare questa sera per la comunità santagatese. Interpretare e dare significato scenografico al mistero della Croce è un privilegio e voi siete dei privilegiati avendo l’opportunità di farlo rivivere sulla scena della nostra cittadina. Io vi seguirò da casa con le mie preghiere giacché la salute non mi consente di starvi accanto. Con la consapevolezza che quanto farete è gradito a Dio, vi impartisco la mia benedizione!”. Padre Spiccia scende dalla pedana e, con la bonomia che lo distingue, saluta e… si allontana. Un fremito d’emozione pervade i presenti. Poi via-via: il Sinedrio, il tradimento di Giuda, l’Ultima cena, il Processo religioso, il Pretorio, la Condanna a morte, la Crocifissione, la Deposizione, la Resurrezione con Gesù in controluce. E… tanti, tantissimi lucciconi disegnano senza vergogna il volto di quanti sanno ancora emozionarsi di fronte al mistero della Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.

Nino Vicario

FOTO di ANDREA STURNIOLO

LETTERA APERTA di una santagatese disgustata


Cari lettori del nostro blog, abbiamo ricevuto diverse segnalazioni e lamentele riguardo le condizioni, non molto felici, in cui versa il centro storico del nostro bel Comune. In modo particolare, un abitante, stanca della situazione quanto mai penosa, ci ha inviato una piccata lettera aperta, che, ironicamente, dà il quadro del degrado in cui ci troviamo. Ci permettiamo di pubblicarla:

Sant’ Agata il paese delle sette meraviglie!!

Dove … un orologio mutilato annunzia solo i quarti.

Dove … una campanella che scandiva il mezzodì ed il vespro è stata messa a tacere.

Dove …una scalinata, costruita senza senso, né ritegno, nel dopoguerra e attribuita ai Borboni, festeggiata a colpi di cannone e torte in faccia, serve da portacenere, letamaio tra la proliferazione di erbacce.

Dove … una chiesetta, che conservava le sue caratteristiche di cappella del castello, con organo, pulpito e tombe gentilizie, è stata violata, privata di tutto e resa simile ad una pubblica villa.

Dove… ogni assessore o membro della giunta tira l’acqua al suo mulino, approfittando dei beni pubblici per mettere in risalto la sua attività o il suo tornaconto.

Dove …per evitare la sosta al passaggio a livello quasi sempre chiuso di via Roma non si riesce ad assicurare uno sbocco alla via Torino, forse perché dà fastidio agli “amici”.

Dove… è stata superpotenziata una corsia litoranea in modo che i pesciolini col musetto fuori dell’acqua possono osservare compiaciuti la colata di cemento che è arrivata quasi fino alla loro casa.

Signor Sindaco, non crede che sia l’ora di interessarsi un po’ più di queste cose? Signor Prelato, non crede sia l’ora di farsi un esame di coscienza?

Grazie. Una santagatese disgustata

***************

Per trovare conferma di quanto i nostri concittadini ci avevano segnalato, siamo andati a controllare ed a fare delle altre interviste ed abbiamo notato che effettivamente il nostro bel centro storico si trova in uno stato di degrado. In modo particolare la situazione più grave risulta quella della via Roma e delle viuzze adiacenti la Piazza, il Castello ed il Palazzo comunale. Tante cose sono state fatte e tante parole sono state spese per la riqualificazione di un centro abitato che dovrebbe essere la gemma più preziosa della corona situata sullo stemma del nostro Comune. Sorvoliamo sul fatto che dietro la Piazza Vittorio Emanuele si dovrebbe operare un vero e proprio recupero sia a livello di pulizia, vedi le numerose scritte, sia a livello morale…

Vogliamo soffermarci invece sulla Via Roma. La via Roma, la più antica del paese, che una volta era chiamata la via degli oleandri per il profumo che si avvertiva e per l’eleganza delle facciate, risulta degradata a tal punto, che la strada, pur lastricata a nuovo da non molto tempo, è tornata così dissestata, da creare un effetto lunare per i numerosi crateri che si incontrano scendendo verso il mare. Molte case non sono più abitate e le loro facciate sono così abbandonate e quasi cadenti da rendere la via anonima e triste. I vasi, posti nelle vicinanze dell’Arco, servono solo da pattumiera e spesso i passanti li prendono a calci, sradicano le piante e portano via i fiori, nonostante alcuni volenterosi si ostinino a piantare fiori e ad innaffiarli.

La notte, poi, questa strada si trasforma in un posto che alcuni giovani, che trascorrono nottate intere a bere ed a creare confusione in Piazza Castello, utilizzano per pubblico gabinetto, urinando davanti all’Arco ed ai palazzi circostanti, lasciando in giro ogni sorta di schifezze, dalle numerose bottiglie di birra alle siringhe, e trasformando quella via così caratteristica in luogo di appuntamenti notturni e galeotti. Non possiamo poi non lamentarci della scalinata intitolata al Regno delle Due Sicilie che è, sì, verde, ma solo per le erbacce, che crescono rigogliosamente; che è, sì, ricoperta da un tappeto, ma solo di mozziconi di sigarette che abbelliscono l’artistica scalinata; che è, sì, simile a Trinità dei Monti, ma se si potesse salire o scendere senza riportare contusioni e storte sia per i gradini che sono tutti lisi e consumati, sia perché non vi è nessun corrimano per le persone più attempate. Quando arriva poi la primavera la strada viene ricoperta non da petali, ma da scritte che riportano i messaggi di qualche innamorato o frasi oscene non certo spiritose.

Tra qualche mese giungerà la stagione estiva e tanti turisti arriveranno per visitare questo nostro bel paese. Sarebbe opportuno far trovare un centro storico che sia degno di una cittadina che, senza ombra di dubbio, potrebbe essere una delle più caratteristiche della zona tirrenica. Mentre aspettiamo gli interventi di organizzazione e di riqualificazione del nostro centro, guardate un po’ di foto e meditate…

FOTOGALLERY

Sant’Agata Militello saluta il Prof. Angelo Grillo‏


Una Chiesa Madre gremita, come poche volte capita di vedere, soltanto nelle occasioni più importanti, dolorose o felici che siano, ha salutato cristianamente un suo stimato figlio, il Prof. Angelo Grillo, docente di lettere, attualmente in servizio nella Scuola Superiore di Primo Grado di Acquedolci, dove esercitava la sua professione ormai da diversi anni. Amici, parenti, alunni attuali ed ex- allievi, compagni di scuola, colleghi o semplici conoscenti, tutti non hanno potuto fare a meno di versare una lacrima all’arrivo della salma dell’amato e stimato insegnante. La celebrazione, officiata da Padre Enzo Vitanza, visibilmente commosso per la perdita del “caro fratello Angelo”, è culminata con le due testimonianza autentiche e profonde della Preside dell’Istituto Comprensivo di Acquedolci, Dott.ssa Melina Musarra, e di due suoi alunni. Il dirigente scolastico, visibilmente provata dalla perdita del suo “Fiduciario”, ha esaltato le grandi doti dell’uomo, dell’insegnante e del padre, “un modello nella didattica per tutti noi!”. Il Prof. Angelo Grillo, 50 anni, è deceduto nel pomeriggio di giovedì 25 Marzo a causa di un malore improvviso, e quasi per un crudele gioco del destino, proprio negli stessi istanti in cui si spegneva la sua amata madre! Commoventi, altresì, le due testimonianze dei suoi alunni che vedevano nel loro insegnante un punto di riferimento, un modello, un tenero e presente amico, “a prima vista severo, ma dal cuore grande” così lo ha descritto una sua allieva. Un educatore non “mercenario” ma amante del suo lavoro fino a spendersi completamente per esso. Ed anch’io così lo ricordo, suo alunno “extra curriculare”, quando insegnò a Militello Rosmarino,  con lui rispettivamente nel 1999 e nel 2000 abbiamo portato in scena due lavori teatrali che furono all’epoca molto apprezzati. Sul noto social network Facebook è stato aperto un gruppo dai suoi scolari: “Professore Grillo rimarrai sempre nei nostri cuori…” dove si alternano molteplici testimonianze di generazioni di alunni, tutti unanimemente lo chiamano “il migliore”. Mi sento di chiudere questa mia testimonianza, riportando un messaggio lasciato sulla pagina del “gruppo” di Facebook da un iscritto, che sintetizza la grande professionalità e la rara modestia del docente-amico,   “prof….lei era il migliore….rideva, skerzava….e capiva ogni battuta ke facevamo su lei…xk sapeva ke erano battute skerzose….amava stare con noi…skerzava sempre sull’inter e diceva ke era la squadra migliore…lei ci ha insegnato tanto…praticamente tutto!!!!adesso mi rimangono poche cose da dire…non la dimentikeremo mai…lei era e sarà sempre il migliore..

GAETANO CICIRELLO

Militello Rosmarino, ancora frane e smottamenti‏


Non migliorano le cose nel piccolo centro nebroideo di Militello Rosmarino, dove nuove frane si abbattono ancora in diverse zone del paese. Un vasto fronte franoso, venuto giù nella scorsa settimana in Contrada Mileti, ha bloccato l’antica strada della “Marunuzza” che collegava il centro urbano con la borgata di San Piero, mettendo seriamente in pericolo le case sottostanti.le quali già mostrano crepe e avvallamenti, e dove, tra l’altro, ieri vi è stato un dettagliato sopralluogo da parte della protezione civile, coadiuvata da esperti geologi. Più sotto un altro smottamento ha invaso, letteralmente, un’abitazione civile, solo da poche settimane disabitata. Nella Contrada Varvazza resta incombente il gigantesco sfaldamento, sopra l’ex condotta idrica “o serbatoiu”, che da l’impressione di scendere giù da un momento all’altro, mettendo a rischio di isolamento numerose famiglie del rione! E mentre nel centro urbano sembra che il movimento franoso stia rallentando la sua “corsa”, anche se, nei giorni scorsi proprio nella centralissima piazza Lodato è stato urgente l’intervento dei Vigili del fuoco che hanno provveduto alla messa in sicurezza di un cornicione ormai sdrucito di un’abitazione civile, che metteva in serio rischio la percorribilità di quel tratto di strada. Nei giorni scorsi sono stati rassicurati, inoltre, i residenti della Via Libertà sulla stabilità delle loro abitazioni, vivendo così giornate un poco più tranquille! Non si può dire lo stesso per le famiglie della Via Celso che giorno dopo giorno vedono l’ineluttabile progredire di una situazione che minuto dopo minuto consuma e cancella anni di sacrifici di intere famiglie. Tanti sono così gli anziani che stanno vedendo vanificati “gli interi sogni, realizzati, di una vita”. Oltre allo stupore amaro, verso una realtà di fatto in continuo evolvere, non resta che fidare negli interventi di pronta urgenza per la messa in sicurezza delle zone più colpite dal dissesto idrogeologico che si appronteranno nei prossimi giorni; opera già in corso lungo la  Strada provinciale 161 che collega la popolosa cittadina di Alcara con Militello. In questo tratto nelle settimane scorse in varie e purtroppo numerose sedi si sono verificati smottamenti, più o meno estesi, ma che di fatto hanno isolato Alcara per alcune ore, fino all’intervento,sempre tempestivo, della protezione civile ed in genere delle forze della pubblica sicurezza!   

per Santagatando, Gaetano Cicirello

Parapendio e deltaplani in volo a Borso del Grappa (Treviso)‏


Nei giorni dal 1 al 5 aprile i cieli di Borso del Grappa (Treviso) e della pedemontana veneta saranno attraversati da centinaia di parapendio e deltaplani impegnati nel Trofeo Montegrappa, gara internazionale ormai assunta a principale evento europeo di volo libero, presenti i migliori piloti al mondo. Lo scorso anno se ne contarono ben 239 in volo, in rappresentanza di 18 nazioni, Argentina e Brasile le più lontane. Iscrizioni ormai chiuse con oltre 300 richieste pervenute; per ragioni organizzative, solo 260 piloti saranno ammessi al trofeo. Gli esclusi ed altri piloti in visita si consoleranno con una gara di precisione in atterraggio, novità dell’edizione 2010. Dal centro operativo, presso l’atterraggio Garden Relais a Semonzo di Borso del Grappa, con navette ed altri mezzi i piloti raggiungeranno i decolli da dove spiccheranno il volo lungo tragitti di decine di chilometri. In passato condizioni meteo favorevoli hanno permesso di volare fino a località come Caltrano (Vicenza), Feltre (Belluno) e Possagno (Treviso), sfruttando le correnti d’aria ascensionali, unico “motore” a disposizione di deltaplani e parapendio.

La manifestazione, organizzata dalla Aero Club Montegrappa e dal consorzio turistico Vivere il Grappa grazie ad un volontariato che conta decine di addetti, prevede anche un’area espositiva di tutte le migliori aziende di attrezzature per il volo, oltre a stand gastronomici e prodotti tipici locali. Altre attività collaterali saranno a disposizione delle migliaia di visitatori, quali voli in parapendio biposto, arrampicata, nordic walking, escursioni guidate, intrattenimento per bambini e un’area riservata alla costruzione di aquiloni con esperti di questa specialità. Al termine dell’evento il comitato organizzatore premierà il video più bello della manifestazione.

Gustavo Vitali – Ufficio Stampa FIVL – Federazione Italiana Volo Libero
http://www.fivl.it
– vitali.stampa (AT) fivl.it – 335 5852431 skype: gustavo.vitali Segreteria FIVL: tel. 011 744991 – fax 011 752846 – fivl (AT) fivl.it

Oggi si legge… tra ricordi e fantasia


Cari lettori, abbiamo il piacere di presentarvi una nuova rubrica, che spesso si inserirà nello scorrere del nostro blog. Chiunque potrà inviarci i propri racconti, memorie, poesie, riflessioni e ricordi. Questa rubrica si apre con un racconto, dedicato al paese natio di Armida Salvo, impreziosito con una artistica fotografia di Vittoria Freno.

Dedicato a Castel di Lucio.

Non so come chiamarti, ci penserò più avanti, sarà forse paese, terra natia, miei luoghi, o altro … So solo che il tuo ricordo diventa sempre più forte, intanto che gli anni passano. I miei capelli sono tutti bianchi ed i ricordi della mia infanzia, trascorsi tra le cose, le strade e le gente che ti appartengono, mi si proiettano nella mente come un film in bianco e nero. Le strade strette, le case incastonate l’una nell’altra e arroccate sulle punte di due colline fanno sì che, guardandoti da lontano, sembri una sella di mulo tempestata dai tetti delle abitazioni quasi tutte ristrutturate in malo modo. Nessuno ha conservato la tua architettura medioevale, le abitazioni sono state demolite e ristrutturate sulla stessa aria, ampliandole in altezza quasi ad avvicinarsi al cielo, rendendoti anonimo ed in alcuni casi squallido. Mi appari quasi una Sanaa dei Nebrodi, chissà forse è l’eredità della cultura araba.

Le poche costruzioni rimaste originali, quasi tutte abbandonate, sono veri e propri dirupi, compresi i due monumenti che fanno la storia,il castello ed il convento. Del castello che ti ha dato i natali non rimane quasi niente. Fin da bambina la vista della torre sulla rupe mi suscitava interesse, ero curiosa di sapere come era in origine, sbizzarrivo la mia fantasia, cercavo, agevolata dai racconti di mio padre, di immaginare la vita che vi si svolgeva, ma la mia razionalità mi dava filo da torcere, aiutata dal fatto che ogni qualvolta ritornavo, trovavo questa torre sempre più rovinata. Ci fu anche un periodo in cui la torre ospitò un’antenna televisiva, per non parlare del pascolo di capre ed asini. Tanto, era solo una cosa vecchia, non serviva più a nessuno e forse in tanti avevano la voglia di dimenticare il loro passato e con esso anche quel segno di civiltà che apparteneva agli stessi abitanti. Solo in età adulta, in occasione di una visita ai Musei Vaticani, nella sala delle carte geografiche, ho trovato la raffigurazione del castello sulla rupe e finalmente capii che la torre costruita sul costone roccioso era di vedetta e difesa. Chissà se i bimbi della nuova generazione hanno il mio stesso problema? Magari l’esperienza scolastica darà qualche cenno storico di questo castello fantasma ed auguro ad ogni bimbo di volare con la fantasia, come ho avuto la fortuna di fare io.

Basterebbe che le autorità fossero impegnate al recupero del nostro passato, povero, ma anche sicuramente dignitoso. Io ti ricordo com’eri e ne sono felice. D’estate quando venivo in vacanza, mi svegliavo alle prime luci dell’alba per il salutare chiasso dei merli sui tetti delle case, vedevo le montagne che ti fanno da corona, piena di foschia e quell’umidità albeggiante che ti avvolgeva e portava inebrianti profumi dalla campagna. Grazie di avermi dato tutto questo, paese mio.

Armida Salvo

OSPEDALE di Sant’Agata Militello: il sindaco Mancuso convoca una conferenza al Castello Gallego


 

Il sindaco Bruno Mancuso ha convocato una conferenza dei sindaci del Distretto sanitario per le ore 10,00 del 26 marzo prossimo nella sala dei Principi del Castello Gallego, alla quale parteciperanno le massime autorità provinciali dell’Asp, deputati regionali, assessori, consiglieri provinciali e sindaci del distretto socio-sanitario. Durante la conferenza si discuterà dello stato di fatto e degli sviluppi futuri della struttura ospedaliera di Sant’Agata Militello, martoriata da una classe politica regionale incapace.   

Sant’Agata di Militello. A colpi di cuscino per divertirsi e lanciare messaggi ai giovani


Incontrarsi, divertirsi, ma anche lanciare un messaggio: “ragazzi svegliatevi! facciamo qualcosa per noi giovani”. Questo lo spirito con il quale è nato il primo “Flash Mob” (dall’inglese flash – breve esperienza e mob – moltitudine) della provincia, che ha avuto luogo nella cittadina, la notte tra sabato e domenica scorsi. L’evento è stato organizzato dall’associazione Giovani per Sant’Agata. Che cos’è un Flash Mob? Si tratta di un raduno organizzato attraverso comunicazioni via internet o sms. Un gruppo di persone si riunisce all’improvviso (luogo, giorno ed orario sono prestabiliti), in uno spazio pubblico e mette in pratica, in genere per un breve periodo di tempo, un’azione insolita. Poi, i partecipanti si disperdono. In questo caso, i ragazzi dell’associazione Giovani Per Sant’Agata hanno dato vita ad un “Pillow Fight”, cioè ad una lotta di cuscini. Numerosi giovani si sono dati appuntamento in piazza Crispi, alle 23.45 ed hanno atteso, secondo le istruzione comunicate via internet dagli stessi organizzatori, un uomo vestito di bianco, che si sarebbe poi addormentato davanti alla chiesetta del castello Gallego. Di seguito, avrebbe dato il segnale di avvio, ovvero alzandosi e scendendo verso la folla armata di cuscini, avrebbe iniziato a suonare una tromba. Così, come da copione, l’altra notte decine e decine di cuscini hanno iniziato a scontrarsi nell’aria, dietro la spinta e l’entusiasmo dei partecipanti. Un’azione durata 3 minuti e conclusasi dopo un successivo suono di tromba e tra gli applausi dei ragazzi. Quindi, si sono tutti allontanati, come se nulla fosse accaduto. “Il messaggio di Giovani per Sant’Agata è stato, anche in concomitanza con l’inizio della primavera, quello di dire “Sveglia Sant’Agata”! – ci spiega uno degli organizzatori, Fabrizio Nocifora – siamo un’associazione apolitica, animata dal desiderio di organizzare eventi di richiamo e di intrattenimento per i giovani.  E ci auguriamo che le iniziative proposte siano sempre appoggiate concretamente dall’amministrazione e da tutti i cittadini che hanno voglia di far crescere veramente il paese”. Il prossimo evento, organizzato da Giovani per Sant’Agata, con il patrocinio del Comune, sarà “BookCrossing: Libera la cultura!”, in programma per venerdì prossimo, dalle 9 alle 20, in piazza Vittorio Emanuele, dove sarà allestito uno stand. Avverrà una sorta di “baratto”, uno scambio di libri. Ognuno potrà portare uno o più libri già letti o comunque che si ha intenzione di cedere, posarli sul bancone all’interno dello stand e prenderne altri a piacimento. Un modo per “condividere il sapere”. Inoltre, l’associazione darà in omaggio un piccolo gadget utile per la lettura. Naturalmente, l’iniziativa è rivolta a grandi e piccoli. “Sono iniziative che partono dai giovani – sottolinea l’assessore alla Cultura e Politiche Giovanili, Antonio Scurria – quindi, attività sicuramente positive che intendiamo sostenere”.  Cinzia Scaglione – Giornale di Sicilia

Militello, dal 1607 ininterrotta la devozione verso San Giuseppe‏


Si sono svolti domenica 21 marco i consueti Festeggiamenti in onore di San Giuseppe che ormai da secoli si perpetuano nel piccolo centro di Militello Rosmarino, anche se molti riti e costumi del passato, legati a questa solennità, col progredire del tempo e della società sono andati perduti. Dopo la messa solenne delle 11, il venerato simulacro di San Giuseppe col Bambino e della Vergine Maria del Soccorso hanno percorso l’antico itinerario anulare. Una folla di devoti pellegrini ha accompagnato le effigi dei Santi. Vi propongo in calce alcuni estratti da una pubblicazione del 2007 sul culto di San Giuseppe a Militello.

[...]San Giuseppe conserva ancora oggi una nutrita devozione nel cuore dei Siciliani, degli Italiani e in genere di tutti i Cristiani. E’ opportuno ricordare, inoltre, che questa esemplare figura riveste un particolare e rilevante posto anche nella venerazione mariana musulmana. Fino agli inizi del XX secolo, Militello si preparava a celebrare la festività del 19 Marzo con varie iniziative. La sera prima, il 18 Marzo, in molti quartieri veniva acceso un falò, nel quale venivano bruciate “tutte le cose vecchie”. Ipotizziamo che questo costume sia un antico retaggio pagano; infatti, la festa di S. Giuseppe coincide con la fine dell’inverno e con l’inizio della stagione della vita, la primavera, quindi come buon auspicio gli abitanti volevano buttarsi alle spalle tutto quello che era d’inutile e desueto. Inoltre nello stesso giorno, a partire dalla seconda metà del ‘700, di pomeriggio, devote del paese si recavano presso la Chiesa del Soccorso per trasferire nella Chiesa Madre il settecentesco simulacro ligneo policromo della Madonna del Soccorso, il quale affiancava il simulacro di San Giuseppe durante la processione dell’indomani . Il 19 Marzo alle 07:00 le campane della Chiesa Madre, suonate con giubilo, e gli spari di mortaretti annunziavano il giorno di festa, mentre la banda musicale locale allietava le vie cittadine, guidata da Don Biagio Sancetta fino agli anni ‘60.

Prima di mezzogiorno sull’altare Maggiore addobbato con cura, si svolgeva la Messa solenne con panegirico, mentre i simulacri S. Giuseppe, il Bambino e la Madonna del Soccorso erano poste nel presbiterio. Subito dopo iniziava la processione che seguiva l’antico itinerario anulare . Giunti sullo spiazzale antistante la Chiesa del Soccorso si celebrava il rito dell’antico saluto.

I portatori dei simulacri er tre volte facevano inchinare gli stessi, subito dopo l’effige della Madonna del Soccorso veniva posta nella sua nicchia nell’omonima Chiesa, mentre S. Giuseppe col Bambino procedeva fino la Chiesa Madre. La tradizione popolare legge il rito “du salutu” come se i coniugi restassero insieme per un solo giorno, quello della festa, e poi per tutto l’anno separati. Alla fine della quale delle signore del luogo offrivano ai partecipanti dei “panotti” che spesso erano fatti con forme anatomorfe o di croce per devozione al Santo.

Un pranzo ricco di prodotti tipici era infine offerto da alcune devote di S. Giuseppe nel “bagghiu”, ai piedi del castello. Quest’ultima tradizione si perpetuava fino agli inizi degli anni ’30, grazie all’interesse della Signorina Beatrice Genco. Tipica pietanza del giorno era la pasta con le sarde e i finocchietti di montagna . Durante questa giornata i procuratori, coadiuvati da alcuni collaboratori, si apprestavano a compiere la questua del “filugello”, cioè della seta grezza, non lavorata. Grazie a questa nobile iniziativa l’anno dopo, la seta, ormai lavorata e tessuta, componeva un corredo che la “procuratia” donava alla fanciulla più povera del paese.

Da ricordare è ,inoltre, l’emozionante processione del solo Bambino Gesù per le vie cittadine l’ 1 Gennaio di ogni anno. La piccola statua lignea, portata in braccio dai devoti, percorreva tutti i vicoli entrando in ogni casa, dove mani esperte di donna facevano trovare un luogo apposito, ben allestito, spesso il letto matrimoniale, dove porre la piccola effige, per un breve momento di preghiera. Tale devozione era più sentita nelle famiglie senza figli che chiedevano al Verbo fatto Uomo il dono della fertilità. Per la questua, i procuratori utilizzavano un piccolo quadretto argenteo settecentesco, raffigurante la Sacra Famiglia. Fino al Concilio Vaticano II, moltissimi matrimoni erano celebrati all’altare di San Giuseppe in vero e sincero atto di devozione e imitazione del Capo Famiglia per antonomasia. Inoltre tutti i mercoledì, in particolar modo quelli di Marzo, perché una pia leggenda voleva che S. Giuseppe fosse morto in un mercoledì, erano a lui dedicati con Messa solenne, canti, suppliche e orazioni dialettali. La tradizione orale ricorda che Don Alfonso Monzù alla fine della Messa del mercoledì, celebrata all’altare di S. Giuseppe, così cantava:

“Evviva Giuseppe,

Giuseppe Evviva,

Evviva Giuseppe 

e chi lo esaltò”.

GAETANO CICIRELLO

Parapendio sul Golfo Paradiso – I 24 anni della rivista Volo Libero‏


La quarta edizione del Recco Fly Festival avrà luogo nella cittadina in provincia di Genova il 10 ed 11 aprile. Si tratta di un raduno di parapendio, mezzo che con il deltaplano costituisce il volo libero, cioè senza motore, nel fantastico scenario del Golfo Paradiso.  Parte centrale dell’evento la gara di precisione in atterraggio, vale a dire che i piloti, dopo il decollo da un pendio posto a 400 metri d’altezza lungo la mulattiera che parte dalla millenaria chiesa di Ruta di Camogli, voleranno fintanto che le correnti d’aria ascensionali lo permetteranno. Al termine cercheranno di centrare un bersaglio posto lungo la spiaggia di Recco, atterraggio ufficiale della manifestazione, dove converrà il pubblico per assistere al festival. Le vele colorate dei parapendio risalteranno nel cielo ligure, sorvolando luoghi spettacolari come Camogli e le sue case multicolori, la Rocca del Castellaro un costone verticale lungo 600 metri a picco sul mare, il paesino di San Rocco di Camogli arroccato a 320 metri d’altezza, il Monte di Portofino con gli scorci mozzafiato sul suo parco naturale, la scogliera della Gaiassa, il Monte Esoli e la vallata di Recco.

Collaterali alla manifestazione sono previste gite in canoa nel Golfo Paradiso, lanci di aerostati di carta velina, detti Balao, cena conviviale dei partecipanti il sabato sera, benedizione delle vele distese sulla spiaggia ed altro ancora. Partecipazione straordinaria del club soft air The Big One, che illustrerà questa entusiasmante disciplina sportiva con mezzi audiovisivi e montando un apposito campo base. In caso di condizioni meteo avverse la manifestazione sarà rinviata al 17 e 18 aprile.

Volo Libero, il mensile organo ufficiale della Federazione Italiana Volo Libero, ha raggiunto l’invidiabile traguardo della edizione numero 208. La FIVL è probabilmente l’unica federazione sportiva del CONI ad inviare gratuitamente da 24 anni un’accattivante rivista a colori a casa dei piloti di deltaplano e parapendio organizzati nelle associazioni sportive ad essa affiliate.

Gustavo Vitali – Ufficio Stampa FIVL – Federazione Italiana Volo Libero
http://www.fivl.it
– vitali.stampa (AT) fivl.it – 335 5852431 skype: gustavo.vitali

Montagne di rifiuti sui bordi delle strade e sulle piazzole di sosta


Il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, propone l’introduzione di una specifica norma del Codice della Strada che sanzioni gli automobilisti che abbandonano o che consentano l’abbandono di rifiuti in strada.

Percorrendo gran parte delle più importanti arterie statali e provinciali del territorio nazionale è diventata una consuetudine scorrere lo sguardo sul margine delle carreggiate ed in particolare sulle indispensabili piazzole di sosta per rendersi conto che sono ormai utilizzate come delle vere e proprie discariche su cui far accumulare montagne di rifiuti di ogni tipo: scarti domestici, finanche rifiuti speciali e tra questi eternit, batterie esauste, gomme di autoveicoli di ogni genere e di autocarri.

L’abitudine degli automobilisti di accostarsi sulle superstrade e sulle più importanti arterie provinciali, ma anche sulle autostrade, ed abbandonare qualsiasi ingombro dell’abitacolo è diventata ormai una consuetudine, tant’è che neanche i servizi di manutenzione delle varie arterie riescono più a far fronte al fenomeno non riuscendo a consentire un’ordinata ed efficace pulizia delle piazzole di sosta e delle strade tout court.

Pertanto, poiché tale prassi comporta dei costi sociali non indifferenti sia in termini di decoro della viabilità e della sicurezza stradale che dal punto di vista economico vero e proprio per il proporzionale aumento dei costi di manutenzione e pulizia della rete stradale, il componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori, Giovanni D’AGATA, propone l’introduzione di una specifica norma del Codice della Strada che sanzioni con una pena pecuniaria non inferiore ad € 250,00 per gli automobilisti che abbandonano o che consentano agli occupanti del veicolo di cui hanno la responsabilità, l’abbandono di rifiuti in strada.

                                                                Giovanni D’AGATA

                           Componente del Dipartimento Tematico Nazionale

                                                            “Tutela del Consumatore”

 

L’ASSOCIAZIONE MUSICALE “CROSS ROAD” organizza Down South Tour “Mauro Ferrarese & Domenico Canale”


L’Associazione culturale musicale di Capo d’Orlando Cross Road (ww.crossroad.it) presenta:

venerdì 26 marzo 2010 ore 21,00

Pub LA DISPENSA via Costanzo Mirto (ME)

Down South Tour “Mauro Ferrarese & Domenico Canale”

Caronia: “Il territorio da emergenza a volano di sviluppo per la Sicilia”


Clicca qui per ingrandire la locandina

Convegno Caronia

La gestione dei rifiuti in Sicilia ?!? … imbarazzante


La condizione dei rifiuti in Sicilia è pessima, di chi è la colpa ??? Semplice … degli organi istituzionali che dovrebbbero gestirla. Del resto, un ragazzo del sud, ahimè sa bene come funzionano certe cose … che vergogna … vivo da qualche anno al nord, ho visitato parecchie città … volete sapere una cosa ??? … Milano: non c’è nessun cassonetto in giro per le strade…Torino: non c’è un sacchetto di plastica per le strade…e potrei continuare con tutte le altre città…da me visitate…

Qui la “tassa sui rifiuti” è circa un terzo rispetto al sud, rispetto al mio piccolo paesino giù in Sicilia, a parità di condizioni (nucleo famigliare, metri quadrati…ecc…)… qui si fa la raccolta differenziata già da molti decenni, qui con i rifiuti si ricava energia e le imprese fanno a gara per comprare i rifiuti dai quali ricavare energia…!!!

Questione di mentalità ??? Non solo … Cari conterranei, perchè continuare a pagare per una gestione pessima dei rifiuti??? Perchè continuare ad alimentare il malaffare??? Perchè giù in Sicilia siamo indietro di 50 anni rispetto ai Paesi più sviluppati e di 30 rispetto al nord??? Siamo lo zimbello dell’Italia !!! E fanno bene a prenderci in giro perchè non sappiamo gestire niente in casa nostra!!! Che disastro!!!…poi magari i migliori manager di aziende private sono Siciliani…

In Sicilia non si investe sul lungo periodo, si cerca di FOTTERE più soldi allo Stato nel breve periodo e di non investirli come si deve (non mi riferisco solo ai rifiuti…riempirei il blog se dovessi scrivere nei dettagli)…

“…In Sicilia succede questo in genere, lo Stato ti dà 100 per un progetto (solo tramite amicizia che sia ben chiaro, la meritocrazia è pura follia…)… il 10% viene dato ai dipendenti in maniera tale da poter essere ricattati in fase di voto elettorale, il 10% viene investito in progetti inutili che non hanno nè testa nè coda, il 50% viene fregato da chi gestisce il tutto, il restante 30 viene spartito dagli amici…” (parole di un “addetto ai lavori”)…che vergogna…poi dicono che il voto di scambio non esiste più…

Non siamo capaci di cambiare la realtà…le poche persone che rimangono giù ahimè vengono risucchiati da questo meccanismo perverso…qualcuno fugge perchè non vuole…altri vorrebbero combattere ma si accorgono che è un malcostume troppo radicato…che non si può sconfiggere… anche perchè le persone che rivestono ruoli pubblici istituzionali sono colluse…e fanno in modo di non migliorare le condizioni in maniera tale da poter sfruttare il voto di scambio per l’ennesima volta…

Ho sentito dire che la appena nata “raccolta differenziata” è morta!… del resto era palese…non c’è nessun piano industriale degno di questo nome con il quale affrontare e superare il problema…e intanto i comuni del messinese, tra cui il mio, si organizzano per evitare un’altra EMERGENZA RIFIUTI…(Bertolaso sarà impegnato con Francesca e non potrà intervenire a dare una mano)… alcuni sindaci, tra cui quello del bellissimo paesino di Longi (invito tutti i ragazzi del nord a visitarlo), Sant’Agata Militello, Capo d’Orlando, Galati Mamertino, Frazzanò, San Salvatore di Fitalia hanno firmato le ordinanze con cui individuano le ditte per curare raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Mi meraviglio come le istituzioni regionali e provinciali stiano zitte senza intervenire! Che vergogna! Si sa…loro sono bravi solo quando cercano voti…dal punto di vista operativo sono inefficienti e inefficaci…deprimenti!

Il nostro amico Vasa Vasa ha creato ad hoc queste famose società, che oggi sono al collasso, affogate dai debiti…il colmo è che siamo noi cittadini a pagare l’inefficienze della gestione operativa di queste società con tasse e bollette stratosferiche…cioè…per colma di una mala gestione e quindi, chiarisco meglio il concetto, di poche persone che si sono arricchite e hanno lasciato la Sicilia nella MERDA adesso è l’intera popolazione a pagarne le spese.

Cari ragazzi voi cosa ne pensate? Sono in attesa di vostri commenti e feedback… ciao

Francesco Lazzara

La gestione dei rifiuti in Sicilia…il caso Crosta


Il seguente articolo è stato scritto da Laura Anello, giornalista di “La Stampa”.

Il dottor Felice Crosta, prima vicecommissario per l’emergenza immondizia, poi al vertice dell’Agenzia dei rifiuti della Regione siciliana, di cose da fare ne ha avute parecchie, tante da andare in pensione con un assegno da 41.600 euro al mese.

In carriera si è occupato di un mucchio di cose dalla gestione dei ventisette carrozzoni che nell’Isola si occupano di raccolta della spazzatura, oggi più o meno al collasso finanziario, ai termovalorizzatori di cui non è stato messo neanche un tubo, dalla realizzazione di nuove discariche ai progetti per garantire l’acqua in tutte le case. Fatto sta che oggi, nella Sicilia sepolta dal pattume (e ancora in parte assetata), lui se n’è andato in pensione con l’assegno record, 1.369 euro al giorno. In un anno fanno 496 mila e 139 euro, l’assegno più alto mai erogato dalla pur munifica Regione. Lordi, per la precisione. L’Agenzia? È stata abolita, tre mesi fa.

Niente di illecito, s’intende, perché il suo assegno ha il timbro di una legge (fatta ad personam, dicono i maligni) e pure il parere della Corte dei Conti, alla quale Crosta si è vittoriosamente appellato contro un decreto del dirigente del Personale che gli riconosceva «soltanto» 219 mila euro l’anno. Spiccioli. Il superburocrate si prepara a una vecchiaia d’oro. Considerato che alla cifra vanno aggiunti gli arretrati e l’indennità di fine rapporto, in totale gli andrà in tasca qualcosa come un milione e mezzo di euro. «Mi rendo conto che questa cifra possa destare curiosità, interesse, magari qualche invidia – commenta – ma è bene ricordare che non si tratta di un regalo. Sono entrato alla Regione nel 1961, mi sono laureato e ho vinto tre concorsi mentre ero in servizio».

Già, ma vaglielo a spiegare ai palermitani e ai catanesi che hanno la munnizza sotto casa, o agli agrigentini che ancora fanno la danza della pioggia per sperare di avere l’acqua dal rubinetto d’estate. Non che tutte le responsabilità siano da ricondurre all’Agenzia, certo, ma quella è stata per anni la cabina di regia – di stretta osservanza dell’ex governatore Totò Cuffaro – creata per risolvere le emergenze più pressanti della Sicilia (mafia esclusa): rifiuti e acqua.

C’è da stupirsi quindi della sorpresa e dei malumori nel Palazzo che ha visto e vede di tutto? Un palazzo che sulle pensioni non è certo sparagnino, tanto da applicare agli assunti prima del 1987 il vecchio sistema retributivo che fa lievitare gli assegni più che nel resto d’Italia. Eppure i 1.369 euro al giorno sembrano troppi, anche perché sono quasi il triplo di quel tetto da 516 euro posto nel 2003 dal Consiglio dei ministri per le pensioni obbligatorie.

Tutta colpa (o merito, dipende dai punti di vista) di un comma, del solito piccolo comma in fondo a una legge. Che, al momento dell’istituzione dell’Agenzia per i rifiuti e le acque, nel 2005, stabilì per il direttore generale il diritto di calcolare la sua lauta indennità come base per la sua pensione. «Norma fotocopia», insorse l’opposizione all’Assemblea regionale, insinuando che la legge fosse stata fatta proprio per Crosta, allora vicecommissario per l’emergenza. Non li smentì il fatto che il primo marzo dell’anno successivo lui si sedette su quella poltrona per poi chiedere di essere messo in pensione il 13 luglio. Quattro mesi, di sicuro sudatissimi, che gli hanno garantito adesso il diritto all’assegno d’oro.

Un comma di cui si era dimenticato l’ex dirigente del Personale Alfredo Liotta liquidandogli 219 mila euro all’anno. Crosta ha impugnato il decreto e si è rivolto alla Corte dei Conti. Che ha fatto applicare la legge, imponendo all’amministrazione di pagargli quasi il doppio. Lui, il superburocrate, taglia corto: «Sono stati riconosciuti i miei diritti». La Regione preannuncia appello, ma intanto è costretta a pagare. E a coprire l’ennesimo buco nei suoi conti disastrati.

19 Marzo festa del papà: AUGURI PAPà !!! =)


Cari amici e care amiche del blog,

un affettuoso saluto a tutti, oggi ricorre la festa del papà (19 marzo), una festa molto importante per tutti ma soprattutto e specialmente per Sant’Agata dove ricorre anche la festa del nostro Santo Patrono San Giuseppe, quindi oggi qui è due volte festa !!!!

Io ho iniziato a festeggiare da ieri perchè c’è stato il mio primo anniversario insieme alla mia Lei … eh eh … non so quanti di voi hanno visto i fuochi d’artificio alla croce di San Basilio … e quindi ha da ieri che festeggio …

Colgo l’occasione per fare gli auguri a tutti i papà del mondo !!!!

Auguri anche a quei papà che quest’anno, non volendo, lo sono diventati … amici miei carissimi che hanno avuto, per sbaglio o per fortuna, il dono di diventare papà! Ma non preoccupatevi perchè per ricoprire questa importante carica non è importante tanto l’età che si ha … basta amare davvero la ragazza, anzi la donna, che vi darà un bel bambino e prendersi le proprie responsabilità … tutto il resto verrà da se (… e sono tutte cose belle).

Colgo l’occasione anche di fare gli auguri al mio di papà, una persona per me, da sempre, molto importante. Sapete, per me mio papà è stato sempre una figura, un protagonista di una vita, per me tutta da ammirare e magari prenderne copia… Purtroppo oggi non sono arrivato a comprarti il regalino per come tu volevi, eh eh, ma purtroppo la Ferrero non produce più questi pensierini e quindi mi ha lasciato a mani vuote … scusami, non volevo… anch’io ci tengo a farti un pensierino ma purtroppo … non ne ho trovati.

Ma comunque sono davvero felicissimo di avere un papà come te, che mi ascolta sempre, che batte sempre dal lato della ragione in momenti di poca lucidità mentale (da parte mia) quando, ad esempio, mi trovavo davanti a scelte davvero difficili e non sapevo dove sbattere la testa: tu ci sei stato. Eh eh, è difficile dire queste cose, ma ne sono convinto e non vi nascondo nemmeno la mia commozione mentre scrivo ciò.

Mi sento davvero fortunato ad avere un papà come te! Che ha saputo tenere unita, da sempre, la nostra famiglia in un’armonia perfetta! In sintonia con l’amore che provi per la mamma (che duciii) e per noi. Una gran bella famiglia hai formato: complimenti!   =)

Adesso vado perchè ci tengo ad essere presente alla processione di San Giuseppe… dopo partirò per Roma … quindi mi attende davvero una giornata davvero dura e molto impegnativa. Vi saluto tutti. Statemi bene!

Infine: AUGURI A TUTTI I PAPà DI SANT’AGATA, DELLA SICILIA E DEL MONDO !!!!!!

AUGURIIIIII  !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Con tanto affetto

Calogero Galati

SANT’AGATA MILITELLO – Domenica alla presenza del Vescovo, la comunita’ parrocchiale ha porto il suo “grazie” a Mons. ANTONINO SPICCIA


Domenica 14 marzo il vescovo, mons. Ignazio Zambito ha voluto ufficializzare il passaggio di consegne tra l’arciprete uscente, mons. Antonino Spiccia, con il nuovo arciprete, padre Daniele Collovà, che già da qualche settimana è diventata la nuova guida spirituale della Parrocchia S. Maria del Carmelo di Sant’Agata Militello.  Noi ragazzi dell’Associazione Agorà eravamo presenti e abbiamo voluto immortalare questo evento con qualche scatto fotografico. Cogliamo l’occasione per ringraziare il sign. Nino Vicario per averci inviato l’articolo che vi riproponiamo integralmente qui di seguito. Buona lettura..!!!

************

Al cospetto del vescovo mons. Ignazio Zambito e in una chiesa gremita i ogni ordine di posti, la comunità santagatese così si è espressa nel porgere il suo “grazie” a mons. Antonino Spiccia che lascia la guida spirituale della parrocchia “S. Maria del Carmelo” per raggiunti limiti di età:

La comunità parrocchiale S. Maria del Carmelo di S. Agata Militello, riunita questa sera attorno al Vescovo, vuole anzitutto ringraziare il Signore per i quarant’anni di servizio pastorale reso da parte di padre Antonino Spiccia alla nostra Chiesa con tanto zelo e spirito di sacrificio, la cui presenza in mezzo a noi ha reso la nostra comunità luogo di accoglienza per tutti, realizzando una parrocchia vivace e aperta al sociale, secondo le direttive del Concilio Vaticano II, una parrocchia in cui tutti ci siamo sentiti coinvolti nel realizzare i germi di bene, presenti nella società e nello scoprire – attraverso la lettura dei segni dei tempi – qual è la volontà di Dio su questo popolo”.

L’adesione al Magistero della Chiesa – così continua il saluto – la cura per le vocazioni e le missioni, la valorizzazione dei laici, il continuo riferimento alla dignità battesimale, quale punto di partenza della vita ecclesiale, quindi della partecipazione di tutti secondo i carismi ricevuti, sono stati alcuni dei cardini dell’agire di mons. Spiccia fra noi e con noi. Una cultura di partecipazione e di comunione, dunque, in cui nessuno si è mai sentito escluso, anzi invitato a collaborare per servire tutti. Nel ringraziare il Signore per tutto questo, cogliamo l’occasione di porgere il nostro grato saluto a padre Antonino Spiccia i cui segni ci rimangono nel cuore”.

Dunque, il “vecchio leone” lascia la scena ufficiale santagatese per far ritorno nella “riserva” dopo otto lustri di intenso apostolato nella parrocchia “S. Maria del Carmelo” a Sant’Agata Militello. Domenica, alla presenza del vescovo mons. Zambito, a margine della solenne funzione eucaristica, mons. Antonino Spiccia dall’ambone, che è stato il suo pulpito per quarant’anni, commosso ha espresso il suo “grazie” alla “sua” comunità, alle autorità presenti e tra queste il sindaco Mancuso che ha dialogato a distanza con il Parroco-sindaco (così il dott. Mancuso, scherzosamente, si rivolgeva a padre Spiccia quando si sentivano al telefono), ai collaboratori, alla corale “Lorenzo Perosi” che ha allietato – ora sono 15 anni – le funzioni in Chiesa Madre.

Padre Antonino Spiccia, originario della vicina Sinagra, dopo una prima esperienza a Mistretta e una seconda a Montagnareale, fa la sua prima apparizione nella chiesa di Via S. Giuseppe della cittadina tirrenica il 9 novembre 1969 e da quel giorno il “peso” della sua parola non ha subito flessione alcuna, anzi, si è vieppiù elevata in difesa dei deboli e dei bisognosi; si è “speso” lungo tutto il suo apostolato affinché la “Casa degli anziani” di contrada Gaglio spalancasse le porte non solo agli anziani di Sant’Agata Militello ma di tutto il comprensorio. Ha bussato a tutte le porte, ha tentato di smuovere in tutti i modi le acque stagnanti dell’indifferenza, ma senza successo: solo promesse e soltanto promesse cadute, poi, nel dimenticatoio. Oggi si è tornato a parlare di “Casa degli anziani”: sarà giunta l’ora di quel miracolo così tanto atteso? Padre Spiccia è ancora con noi… e pur nella “riserva” rimane e comunque il difensore per antonomasia di quella “Casa” (oggi ridotta in letamaio e in balia dei vandali) così tanto desiderata dagli anziani e dai loro familiari.

Nino Vicario 

FOTO DI ANDREA STURNIOLO

HISTORIC CLUB, Biagio Gumina Presidente..!!


Intervista a VINCENZO CONSOLO


Cliccando sul seguente link si può vedere una interessantissima intervista realizzata a Vincenzo Consolo, l’illustre santagatese.

[http://tv.repubblica.it/rubriche/darkroom/vincenzo-consolo/44063?video]

Assemblea a San Fratello


E’ già trascorso circa un mese dalla frana che ha devastato il comune di San Fratello, 1400 gli sfollati.

Domenica mattina questi si sono riuniti in municipio su iniziativa del comitato nato per sostenere la ricostruzione dei quartieri travolti dalla frana e dell’amministrazione comunale e nel corso della riunione un gruppo di geologi volontari ha presentato sull’attività di monitoraggio svolta in queste settimane.

Il geologo Orifici ha precisato che “la frana non si è fermata, i rilevatori installati ed il radar che è stato posizionato la scorsa settimana a valle del fronte interessato, ci evidenziano 14 millimetri di spostamento in contrada San Benedetto e 3 millimetri di cedimento in contrada Stazzone.”

Il sindaco Sidoti Pinto ha aggiunto che “visto che la frana è ancora attiva non è ancora possibile pensare a consolidamenti e ricostruzione. Ed anche per questo non è stata ancora deciso il previsto rientro di quei cittadini evacuati a scopo precauzionale nei fabbricati più a monte della zona rossa”.

Duro il portavoce del comitato, il dott. Reitano infatti replica affermando che “ad un mese dalla frana la Presidenza del Consiglio dei Ministri non ha ancora emesso l’ordinanza necessaria a reperire i fondi per San Fratello che sino ad oggi può fare affidamento solo sui 600 mila euro concessi dalla Regione. Prendiamo atto che la frana si muove più in fretta della burocrazia. Per questo chiediamo a tutta la nostra classe politica di mobilitarsi per non far morire il nostro paese”.

Sant’Agata Militello, progetto “OPEN – CONTRASTO ALLE NUOVE FORME DI POVERTA’”


La  UILCPO di Messina comunica la  pubblicazione del bando per il Progetto: “OPEN – CONTRASTO ALLE NUOVE FORME DI POVERTA “ .

Il progetto è rivolto a 1.000 soggetti, uomini e donne, a rischio di esclusione sociale, residenti nella Regione Siciliana, il cui reddito ISEE e pari o inferiore a €. 8.000,00. Sono previsti corsi di formazione e orientamento, di circa un mese, per i quali è prevista un’indennità di frequenza oraria di €. 2,50.

Le domande di partecipazione al bando di selezione scadono il 17/03/2010. Per ulteriori informazioni o per il ritiro del modello di domanda, gli interessati, possono rivolgersi alla UILCPO, in via Catania,15, Sant’agata di Militello (ME). o telefonare allo 0941.701422 ( orario d’ufficio ).

                                                                                                       UILCPO Messina

MILITELLO ROSMARINO, sgombrate 11 abitazioni e un’attività commerciale.


La pioggia leggera ma continua, cha da ieri sera fino alle ore odierne continua a cadere, non facilita di certo le cose a Militello Rosmarino, dove stamattina è stata chiusa anche un’attività commerciale ed undici casa rimangono inagibili. Chiusa già la strada che collega la via Marconi alla Contrada Varvazza, soprastante la “novella” Villa Comunale, inaugurata circa un anno fa, in quanto il muro di contenimento adiacente mostra evidenti segni di cedimento. Sarà installato, inoltre, nelle prossime ore, un semaforo che regolarizzerà il traffico sulla statale 161 dalla Piazza Centrale al Bivio per Alcara “per non sovraccaricare una zona in cui sono in atto movimenti e cedimenti di natura idrogeologica non del tutto chiari”. e dopo che un inverno ricco di pioggia ci sta lasciando, tra una settimana dovrebbe essere primavera, almeno per il calendario, emerge il dibattito se davvero le colpe per i gravi disagi, che hanno colpito intere popolazioni, siano imputabili alla natura o alla cattiva organizzazione ed uso del territorio da parte dell’uomo?!. a tal proposito vi propongo un articolo, a mio parere interessante!

GAETANO CICIRELLO

LA NATURA È CATTIVA: PUÒ SALVARCI SOLO IL PROGRESSO” (Dr.F.Battaglia) – Ogni volta che accade un evento atmosferico tragico – o anche solo spiacevole – veniamo informati che la colpa è dell’uomo. Purtroppo (o per fortuna) chi ha questa delicata vena di terrorismo non risulta per niente convincente. Piuttosto, dà l’impressione di essere molto affezionato alla propria congettura, e l’affezione è quanto mai pericolosa nella pratica scientifica. Una cosa certa è che negli ultimi 100 anni vi è stato un aumento di mezzo grado della temperatura media globale, e un aumento del 25% nella concentrazione atmosferica di anidride carbonica, il gas antropogenico che contribuirebbe per l’83% all’effetto serra (il metano vi contribuisce per il 9%, gli ossidi di azoto per il 6%; CFC e altri gas per il restante 2%). Ma i gas serra antropogenici sono solo una minuscola frazione di quelli presenti in natura, e l’incremento senza sosta dei primi non è stato accompagnato da un incremento senza sosta delle temperature. Anzi, per 35 anni dal 1940 al 1975, proprio in pieno boom di emissioni, si registrava un raffreddamento del pianeta, come si sta registrando anche da 10 anni. Un’altra cosa è certa: se fosse vero che è l’uomo il responsabile del riscaldamento globale, allora per sperare di ridurre la temperatura media globale di mezzo grado dovremmo ridurre del 100%, e da subito, le nostre emissioni di anidride carbonica. Impossibile. Mi chiedo che attendibilità abbiano quei sedicenti scienziati climatologi che, sapendo ciò, si riuniscono periodicamente invocando riduzioni di emissioni del 20%. Uno di costoro recentemente sentenziò: «Molteplici fattori che stanno destabilizzando il sistema climatico globale potrebbero, in ogni momento, far diventare il mondo molto più caldo o persino molto più freddo». Quando si dice idee chiare e distinte. I media non sono da meno, quanto a confusione: addebitano alle attività umane le forti piogge, un giorno, e l’aumento della siccità, un altro giorno: troppo difficile per la mia semplice mente. Una cosa che mi è stata più facile da capire fu la notizia secondo cui «il volume dei ghiacciai si è già dimezzato negli ultimi 100 anni». Il volume attuale dei ghiacciai è di 30 milioni di chilometri cubi, ne consegue che altrettanto se ne sarebbe sciolto, secondo quella notizia, negli ultimi 100 anni. Un po’ di geometria della sfera ci permette di calcolare l’innalzamento del livello dei mari conseguente alla fusione di 30 milioni di chilometri cubi di ghiacci: 60 metri. Secondo quella notizia, quindi, 100 anni fa Venezia si trovava 60 metri sul livello del mare. Un’altra tipica argomentazione terroristica suona cosi: «pensate, l’ultima volta che è successo è stato 200 anni fa; quindi l’uomo di oggi, con le sue emissioni nefande, è il responsabile». E come la mettiamo col fatto che è successo anche 200 anni fa, quando le emissioni nefande erano assenti? Effettivamente di cose curiose ne sono accadute nel passato. Il 18 marzo 1925 ci fu il più violento tornado mai registrato negli Usa (percorse oltre 350 chilometri e morirono quasi 700 persone). Il 13 settembre 1921 in Libia si raggiunse la temperatura di 58 gradi. Il 24 aprile 1921 in Colorado caddero 93 centimetri di neve. Il 23 gennaio del 1916, in Montana, si registrava la temperatura di 6 gradi, e il giorno dopo la temperatura precipitò a -49 gradi. Era il 1900 quando il Texas fu colpito dal più violento uragano (venti ad oltre 160 km/h fecero 8000 vittime). E l’arco di anno più piovoso fu quello tra l’agosto 1860 e il luglio 1861, in India, con oltre 26.000 millimetri di pioggia. Evidente che le posizioni terroristiche fanno acqua da tutte le parti. Nell’ultimo secolo, 5000 alluvioni e 12.000 frane hanno mietuto in Italia 3500 vittime. Ricorderete, ad esempio, la tragedia della frana di Sarno del maggio del 1998, che fu conseguenza non dell’effetto serra, ma di una banale persistente pioggerellina: il terreno coperto da una coltre instabile di materiale vulcanico si appesantì, perse di compattezza e franò. Una pianificazione territoriale non avrebbe evitato la frana, ma avrebbe evitato il disastro. Più che aspirare a governare i capricci del clima, bisognerebbe industriarsi per adattarvisi: insomma.

Sant’Agata di Militello: concerto di beneficenza per San Fratello


Venerdì prossimo, 19 marzo, alle 21:00 il cine teatro “Aurora” di Sant’Agata di Militello ospiterà il concerto di beneficenza “Insieme per San Fratello”, organizzato dal quotidiano on line http://www.ecodisicilia.com e da Radioflash di Enzo Sangrigoli, con la collaborazione di Cross Road Club e del comune di Sant’Agata di Militello. La direzione artistica e la grafica è di Charley Fazio, mentre la conduzione della serata sarà a cura di Maria Chiara Ferraù ed Enzo Sangrigoli.

Il progetto è nato con il solo intento di dare un contributo economico e morale alla popolazione di San Fratello colpita recentemente dalla rovinosa frana che, oltre a compromettere le sorti dell’intero paese, ha determinato la chiusura dell’istituto scolastico e gli alunni delle scuole medie ed elementari sono attualmente ospitati nei locali dell’asilo, in attesa che venga completata la tendo struttura che sarà adibita a scuola. È stato possibile realizzare il concerto “insieme per San Fratello” grazie soprattutto al grande cuore degli artisti coinvolti che hanno immediatamente messo a disposizione il loro talento e il loro tempo per offrire una serata di elevato spessore artistico e di grande spettacolo musicale. Ad esibirsi sul palco del cine teatro Aurora di Sant’Agata di Militello, giorno 19 marzo alle 21:00 saranno: Mario Incudine, l’artista ennese recentemente salito sul palco dell’Ariston insieme a Nino D’Angelo; il cantautore Kaballà che quest’anno ha scritto la canzone di Nina Zilli “L’uomo che amava le donne” che ha vinto il premio della critica Mia Martini a Sanremo 2010; Tony Canto, fino all’anno scorso chitarrista di Mario Venuti nel gruppo Arancia Sonora; Giancarlo Guerrieri, cantautore siciliano che ha partecipato con grande successo al festival della nuova canzone siciliana nel 2009 e che quest’anno si ripresenta con il brano “Comu veni veni”; i South cafè, quartetto al femminile di eccellenti strumentiste che proporranno due tanghi di Astor Piazzolla con violino, piano, fisarmonica e contrabbasso; Gennaro Di Vicino, esordiente al suo primo lavoro discografico, napoletano di nascita e Lello Analfino, cantante dei Tinturia. Insomma, un gruppo di artisti siciliani che amano la propria terra e che hanno deciso di mettere la loro arte a servizio di una nobile causa.

Il costo dei biglietti è di 10 euro. Prevendita a Sant’Agata di Militello presso il bar Campidoglio in via Campidoglio e il bar Agorà nel nuovo centro commerciale sulla via nazionale; a Rocca di Caprileone presso il Vecchio bar e a Capo d’Orlando al bar del Corso e alla pasticceria Giulio. L’intero ricavato della manifestazione sarà utilizzato per comprare degli arredi scolastici da destinare all’istituto comprensivo di San Fratello.

Adesso frana anche Militello Rosmarino!!!‏


E’ proprio Militello Rosmarino che nell’odierno pomeriggio improvvisamente e inaspettatamente diventa l’ennesima vittima di una serie di smottamenti, più o meno estesi, che stanno interessando vaste zone dei Nebrodi, coinvolgendo spesso centri abitati. Alcune persone dopo aver notato crepe sempre più evidenti in alcune strutture portanti di molti edifici hanno allertato le autorità competenti. I vigili del fuoco,intervenuti immediatamente, non hanno potuto far altro che constatare la gravità della situazione. Sul luogo è intervenuto anche un geologo il quale ha invitato molte famiglie che risiedono nelle zone limitrofe alla Via Libertà e alla Via Fontanella a lasciare le proprie abitazioni, in via preventiva e di sicurezza. Solo domani si potrà definire un quadro più chiaro e preciso della situazione, ma intanto la terra scivola a vista d’occhio. Circa una decine comunque le famiglie interessate da ordini, veri e propri di sgombero per l’inagibilità della propria abitazione o per la poco sicurezza statica di edifici pertinenti e confinanti con altri fabbricati.  

Per Santagatando Gaetano Cicirello

 

Sciopero Cgil, sarà un venerdì nero…!!!


La Cgil scende in piazza, e lo fa dopo il nuovo strappo delle altre organizzazioni sindacali sull’articolo 18: Cisl e Uil hanno infatti firmato al ministero del Lavoro una ‘dichiarazione comune’ sull’arbitrato, che punta a un accordo interconfederale che escluda la possibilità di sottoscrivere, al momento dell’assunzione, clausole che riguardino il licenziamento.

Sull’accordo c’é l’assenso del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, che promette: se l’intesa trovata oggi non si tradurrà in un accordo più ampio entro un anno, previsto dalla legge per l’entrata in vigore dell’arbitrato, il governo “rispetterà” comunque la posizione espressa dalle parti sull’esclusione del licenziamento tra le clausole compromissorie all’atto dell’assunzione. Una promessa che non basta alla Cgil: “Non ci faremo mettere i piedi in testa. Non faremo passare questa legge e non faremo passare l’avviso comune. Non lo facciamo per noi ma per i lavoratori”, dice il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani, secondo il quale con il nuovo strappo non solo “si dividono ancora di più le strade fra i sindacati” ma si “rafforzano le ragioni dello sciopero” proclamato per 4 ore domani, con manifestazioni in tutta Italia.

“La Cgil – dice ancora – continuerà con tutte le forme di mobilitazione necessarie per vincere questa battaglia” .Secondo la Cgil “il collegato lavoro è incostituzionale perche viola, tra gli altri, l’articolo 24 della Costituzione. Dunque – aggiunge Epifani – anche l’avviso comune, chiaramente preordinato da Sacconi e dagli altri firmatari, assume un carattere incostituzionale”. Per Cisl e Uil è invece lo sciopero proclamato dalla Cgil per domani a non avere più ragione d’essere: l’accordo sull’arbitrato “chiarisce finalmente una questione gonfiata artatamente per ragioni politiche”, afferma il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, che si dice “dispiaciuto anche per alcuni politici che hanno gettato benzina sul fuoco. In questa Italia bislacca dominata da un bipolarismo spinto e da forze incapaci di usare raziocinio, che vogliono solo fare confusione, bisogna vedere anche questo. Con questa intesa – sostiene invece Bonanni – voglio protestare contro l’irresponsabilità di taluni che per interessi politici hanno scambiato lucciole per lanterne”. Anche per la Uil la contrarietà della Cgil non ha più ragione d’essere: “credo che anche chi non ha firmato debba derubricare l’articolo 18 da iniziative di protesta”, dice il segretario confederale Paolo Pirani, secondo il quale l’accordo sull’arbitrato rappresenta “un buon tassello verso relazioni industriali più moderne”, e per questo “anche chi non ha firmato dovrebbe farlo”.

Il via libera alla ‘dichiarazione comune’ è invece arrivato al tavolo da parte di tutte le organizzazioni datoriali, inclusa Confindustria. La dichiarazione, che non è ancora un avviso comune, ha infatti il sì, tra gli altri, di Confcommercio, Cna, Confartigianato, Unci, Confcooperative, mentre è in ‘stand by’ da parte della Lega delle cooperative. Al tavolo è stato anche dato il via ad una discussione sulla flessibilità del lavoro che doveva essere l’ordine del giorno della riunione. Anche per questo il rappresentante della Cgil al tavolo, Claudio Treves, ha parlato di ‘imboscata’: “siamo stati convocati per occuparci dell’orario di lavoro e ci siamo trovati di fronte a un’azione, presumo preordinata, per discutere dell’implementazione di una norma che ancora non è comparsa in Gazzetta Ufficiale”.

Buon compleanno Calogero..!!!


 Gli anni passano e le esperienze si solidificano nel nostro cuore, i ricordi riaffiorano e ci fanno sorridere e sperare in un tempo ancora migliore. Ma intanto gli anni passano e la nostra anima non invecchia mai… mentre la saggezza e la pace ci accompagnano nel corso della vita. Carissimo Calogero Galati, un sincero ed effettuoso augurio da tutta la redazione.

Buon Compleanno.

SANT’AGATA MILITELLO, in gravi condizioni il bancario Salvatore Belfiore


E’ di due feriti, di cui uno ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Papardo di Messina, il bilancio dell’incidente stradale verificatosi stamani sulla A20  direzione Messina, nella galleria Capo d’Orlando. Intorno alle 8.15 una donna, probabilmente a causa dell’asfalto viscido per la pioggia, ma forse anche per l’alta velocità, ha perso il controllo della propria Fiat Punto sbattendo contro il muro della galleria e ribaltandosi. In breve si è formata una coda di vetture, lunga oltre cinquecento metri, fino all’uscita della galleria ed un’Audi A4 che sopraggiungeva da dietro è andata a tamponare un autocarro fermo in coda. Proprio a causa dell’asfalto scivoloso, per il conducente dell’Audi, Salvatore Belfiore, bancario quarantacinquenne di Sant’Agata Militello, è stato impossibile evitare il violento impatto. L’uomo è rimasto incastrato tra le lamiere della macchina, completamente distrutta nella parte anteriore, riportando gravi ferite nonostante l’apertura dell’Airbag. Immediatamente giunto sul posto,  il personale del 118 ne ha direttamente disposto il trasferimento in elicottero all’Ospedale Papardo di Messina, mentre la donna, conducente della Punto ribaltata, è stata soccorsa in ambulanza e portata all’Ospedale di Sant’Agata, ma le sue condizioni non destano preoccupazione.

Sul posto sono giunte ben 3 pattuglie e 6 agenti della Polstrada di Sant’Agata Militello, al comando dell’ispettore Massimiliano Fiasconaro, che in breve hanno messo in sicurezza la viabilità consentendo ai Vigili del Fuoco di Messina ed ai carri attrezzi del soccorso stradale di rimuovere le vetture e ripulire la sede stradale. Appena il mese scorso nella stessa galleria, ma nella carreggiata opposta, si verificò un tamponamento a catena nel quale rimasero ferite 6 persone. (AmNotizie)

SANT’AGATA MILITELLO, rischio frana in contrada Muti: interviene l’Associazione Agorà


Da diversi mesi i telegiornali, i blog, i giornali, riportano notizie poco confortanti sulla nostra zona. Numerosi sono infatti i comuni dei Nebrodi colpiti da frane e smottamenti: Capo d’Orlando, Sant’Angelo di Brolo, Naso, Brolo, Longi, Galati Mamertino e per ultime anche San Fratello e Caronia, dove il movimento del terreno, causato dalle abbondanti pioggie, ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni. La paura che la terra possa inghiottire il frutto di anni ed anni di sacrifici ha spinto alcuni abitanti residenti in contrada Muti a Sant’Agata Militello a contattarci. Giunti sul luogo indicatoci, abbiamo avuto modo di verificare personalmente lo stato di abbandono in cui versa un piccolo torrente che scorre a pochi metri da due palazzine abitate da decine di famiglie. I residenti del luogo, lamentano non soltanto, la totale mancanza di pulizia: dalle foto è possibile infatti osservare la grande quantità di rifiuti trasportati dalle acque; ma anche è soprattutto il rischio di uno smottamento: sempre dalle foto è possibile notare come la strada e la parte inferiore di una delle due palazzine si stia frantumando progressivamente, segno inequivocabile della instabilità del terreno. La strada è piena di crepe; in un tratto è priva di recinzione ed è praticamente quasi sul torrente (meno di 1 metro). Alcuni residenti delle palazzine ci hanno riferito che tempo fa si era discussa la possibilità di coprirlo completamente, ma alla fine non si è intervenuti per metterlo in sicurezza. L’Associazione Agorà ha deciso di farsi portavoce di questa problematica, trasmettendo tutta la documentazione fotografica alle autorità territoriali competenti, affinchè possano intervenire nel modo più opportuno ed immediato, rassicurando così i residenti del luogo.    

ASSOCIAZIONE AGORA’

FOTO ANDREA STURNIOLO

SANT’AGATA MILITELLO, incendiato magazzino in contrada Muti


FOTO ANDREA STURNIOLO

SAN FRATELLO: nuove immagini della frana


Vi proponiamo alcune foto scattate a pochi giorni dalla terribile frana che ha colpito San Fratello; frana che ha costretto più di 2000 persone ad abbandonare le proprie abitazioni costruite con anni di sacrifici. Lascio a voi i commenti..!!

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 60 follower

%d bloggers like this: