Berlusconi consegnerà le chiese a L’Aquila, e alle case ci pensa DIO !?!?!

silvio-berlusconi-gesu«Settantuno chiese saranno restituite al popolo dei credenti per Natale». Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, dopo aver siglato insieme al ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi ed il Segretario generale della Cei monsignor Mariano Crociata (un cognome un programma :-) ) una convenzione per il recupero del patrimonio culturale ed ecclesiastico dell’Abruzzo, colpito dal terremoto. Il premier ha consegnato a Monsignor Crociata «l’elenco delle 71 chiese che saranno rese disponibili per il giorno di Natale, in un progetto che abbiamo voluto chiamare “una chiesa per Natale”». «Le chiese colpite dal terremoto sono molte di più – ha aggiunto Berlusconi – e su queste continuano i lavori, ma per Natale saranno pronte queste 71, forse un pò di più perchè il Sottosegretario Gianni Letta ha svolto un’opera di influenza».

Le chiese restituite sono 29 nella diocesi di L’Aquila, 13 in quella di Sulmona, 5 in quella di Teramo, 11 ad Avezzano, 9 nella diocesi di Pescara…beh…sono tante, ma credo, che non siano una priorità del governo in questo momento!!!

Mi stavo chiedendo, infatti, che dare una casa, o meglio, realizzarla a regola d’arte per le DECINE E DECINE DI MIGLIAIA DI SFOLLATI DI CUI IN TV NON SI PARLA PIU’, sarebbe più opportuno !!!!!!!esterne071312460704131438_big

Soltanto qualche giornale obiettivo riporta le notizie così come sono!!! Un mio caro amico che vive lì mi racconta che la situazione è davvero grave e che il governo, al contrario di quanto riportano i media, non sta facendo niente “…l’inverno è alle porte e intanto Silvio pensa alle chiese ma non alle case…” ed aggiungo io che alla case ci penserà DIO, ma, nel frattempo, un uomo di Paganica ieri è morto nel suo camper per le esalazioni di una stufa, che era stata accesa per difendersi dal freddo!!!

Ma in che razza di Italia viviamo??? I giornali e le tv distolgono l’attenzione dei cittadini dai veri problemi e dirigono l’opinione pubblica verso le stupidaggini più grandi!!!

6 Risposte

  1. caro francesco, leggo spesso i tuoi articoli soprattutto quelli a sfondo politico, e mi complimento con il giornale, ma soprattutto con gli autori che lo fanno tale, per la lucidità e il realismo con cui si riportano le notizie, spesso andando contro ciò che una tv ormai di paerte ci mostra, remando contro altresì le ormai celeberrime propagande encomiastiche del nostro berlusconi. anch’io ho avuto modo di prendere contatti con una famiglia, che fino un anno fa viveva all’Aquila ed a settembre vedendo le cose andare per le lunghe è tornata qui in paese, perdendo lavoro e affetti, ma ritrovando forse ora un pò di serenità, cosa che assolutamente lassu’ nessuno avrebbe garantito loro!!
    e seppur è innegabile che alcune case in legno sono state consegnate, il problema in larga percentuale resta vivo e gravissimo.
    quindi non è vero ciò che dicono alcuni media nazionali e soprattutto non è mai tutto vero ciò che dice il nostro “premier”!! ce ne siamo accorti con la grande inaugurazione della tratta autostradale nel 2004 messina-palermo, aperta con sfarzi, musiche e colori, ma che tuttora pecca in molto!! stammi bene e complimenti a te e a tutta la redazione per le notizie che quotidianamente elargite e gratuitamente date!!

  2. Finalmente leggo un articolo obiettivo! Complimenti!
    E complimenti vivissimi anche al signor “Cicirello” del commento.
    Andare contro l’opinione pubblica, Silvio, oggi nuoce alla salute, chi gli intrarlcia la strada o dice la realtà dei fatti è tremendamente FOTTUTO!

  3. Francesco,
    sei un grande!
    Chissà che ne pensa Calogero…

  4. Dott. Lazzara,
    Le rivolgo i miei più sinceri auguri per tutte le Sue attività in corso e Le faccio i miei complimenti per i Suoi articoli, obiettivi, efficaci, ironici al punto giusto e che dimostrano uno spirito critico ed una maturità non da tutti, soprattutto in questo contesto.
    Cordialità
    Ignazio

  5. Ciao ragazzi, grazie per tutti i complimenti, per i commenti e per le critiche costruttive che servono a tutti per riuscire a vedere le cose con un’altra ottica…
    grazie di cuore…
    Ciccio

  6. Il Cavaliere tra processi, prescrizioni
    e voglia di cambiare la Carta
    di GIUSEPPE D’AVANZO

    Anche per i giudici dell’appello, David Mackenzie Mills è un testimone corrotto e, se c’è un corrotto, ci deve essere un corruttore. Il corruttore è Silvio Berlusconi. Non è in aula, è decisamente in salvo. Ma questa nuova sentenza pesa su di lui come un macigno – o come un incubo – perché ripropone un paio di cose che sappiamo (o dovremmo sapere) del capo del governo. Se ne possono elencare tre. Raccontano come la frode sia stata la via maestra per costruire – prima – e per difendere – poi – l’impero Fininvest/Mediaset. Spiegano le torsioni della sintassi legale del presente. Annunciano la tempesta politica che scuoterà il Paese in un prossimo futuro.

    Non c’è bisogno di farla tanto lunga. Mills, per conto di Berlusconi, crea un arcipelago di società off-shore (All Iberian). Quando i procuratori di Milano ne scorgono il profilo, per Berlusconi è questione vitale inventarsi l’impossibile per uscire dall’angolo. La corruzione di Mills, pagato dal capo del governo per mentire in aula, è un passaggio obbligato. Il motivo è elementare. Le società, create e amministrate dall’avvocato inglese, custodiscono il grande, indicibile segreto dell’Egoarca. Lungo i sentieri storti del “group B very discreet della Fininvest” transitano quasi mille miliardi di lire di fondi neri; i 21 miliardi che premiano Bettino Craxi per l’approvazione della legge Mammì; i 91 miliardi in Cct destinati alla corruzione del Parlamento che approva quella legge; la proprietà abusiva di Tele+ (viola le norme antitrust italiane, per nasconderla furono corrotte le “fiamme gialle”); il controllo illegale dell’86 per cento di Telecinco (in disprezzo delle leggi spagnole); l’acquisto fittizio di azioni per conto del tycoon Leo Kirch contrario alle leggi antitrust tedesche; le risorse destinate poi da Cesare Previti alla corruzione dei giudici di Roma (gli consegnano la Mondadori); gli acquisti di pacchetti azionari che, in violazione delle regole di mercato, favorirono le scalate a Standa, Mondadori, Rinascente.

    Strappato il velo che nasconde questa scena, Berlusconi non solo ci rimette le penne in un tribunale, ma del mito che ha costruito per sé e il suo talento, che cosa resta? Il tableau polverizza il “corpo mistico” dell’ideologia berlusconiana. Ecco ora che cosa si vede: al fondo della fortuna del premier, ci sono evasione fiscale e bilanci taroccati, la corruzione della politica, della Guardia di Finanza, di giudici e testimoni; la manipolazione delle leggi che regolano il mercato e il risparmio in Italia e in Europa. Ancora nel giugno dell’anno scorso, Berlusconi nega: “Non conoscevo Mills, lo giuro sui miei cinque figli. Se fosse vero, mi ritirerei dalla vita politica, lascerei l’Italia” (Ansa, 20 giugno 2008, ore 15,47).

    Come sempre, Berlusconi intreccia in un unico nodo il suo futuro di leader politico, “responsabile di fronte agli elettori”, e il suo passato di imprenditore di successo. Crea un confine indefinibile tra pubblico e privato. Se ne comprende il motivo perché, nell’ideologia del premier, è il suo trionfo personale che gli assegna il diritto di governare il Paese. Le sue ricchezze sono la garanzia del patto con gli elettori e dell’infallibilità della sua politica; il canone ineliminabile della “società dell’incanto” che lo beatifica. Per salvarsi da questo disvelamento, Berlusconi è disposto a ogni magia. E’ storia dell’altro ieri. Cancella reati. Distorce le regole del processo. Riscrive i tempi della prescrizione. In posa da povero cristo, dice di aver subito 106 processi.

    E’ una favola. La ripetono come un’eco i commessi a stipendio e le ugole obbedienti retribuite con il canone televisivo (sono dodici i processi finora, più quattro ancora in corso). Non si accontenta. Minaccia di gettare per aria l’intera amministrazione della giustizia fermando centomila processi per affossarne uno solo, il suo. Ottiene in cambio dal Parlamento – quasi fosse un’estorsione – una legge che lo rende immune. La scrivono male. E’ uno sgorbio. La Corte costituzionale la cancella, ma il risultato – l’Egoarca – l’incassa. Era a un passo dalla condanna, la “legge Alfano” lo esclude dal processo. Che ora ricomincia di nuovo, davanti a nuovi giudici che dovranno valutare le fonti di prova, le ventidue testimonianze, le nove rogatorie, come se un processo non ci fosse già stato.

    Non ce la si farà in un anno e mezzo e quindi il processo nasce ferito a morte in attesa che l’uccida la prescrizione. Siamo al presente. Berlusconi non si fida di quest’esito. Si sente accerchiato dalle ombre. Vive di sospetti. Vede in ogni angolo un congiurato. Avverte, come un tormento, il declino della sua parabola. “E se usassero quel processo per farmi fuori?” si chiede. Vuole una norma ordinaria, approvata presto, prima di Natale, che gli dia la certezza che quella storia si chiuda definitivamente. Vuole una prescrizione ancora più stretta. Difficilmente l’avrà, a quanto pare. Manipolerà così un “legittimo impedimento” più rigido e restrittivo, che gli consentirà di prendere tempo, di rinviare le udienze, di deciderne il calendario, di mandarlo a cart’e quarantotto. Salvo, ancora una volta, dal giudizio, Berlusconi non può accontentarsi. E’ impensabile che possa insediarsi al Quirinale nell’anno 2013 con quella condanna indiretta sul gobbo.

    Siamo al futuro. E’ un corruttore, anche se in tribunale ci ha rimesso soltanto il corrotto. Pure un Parlamento, comandato come una scolaresca, potrebbe negargli l’ascesa a Monte Cavallo. L’Egoarca sceglierà la via più breve, la più diretta. Come sempre. Vorrà riscriversi la Costituzione e farsi spingere lassù dal “popolo” per far dimenticare la rete di imbrogli che lo ha fatto ricco, i garbugli che lo hanno protetto, l’inganno del suo mito.

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