La maggior parte delle volte neanche le vittime realizzano di subire un maltrattamento. Per questo motivo il maltrattatore cerca di fare in modo che chi le circonda cominci a dubitare delle loro impressioni, dei loro ragionamenti e persino della realtà delle loro azioni. Convincere una persona che la sua percezione della realtà, dei fatti e dei rapporti personali è sbagliata e ingannevole, è assai facile. Bisogna negare che sia mai successo quello che invece è accaduto e a cui si è presenziato; basta convincerla che,
invece, ha detto o fatto qualcosa che non ha né detto né fatto; accusarla di aver dimenticato quanto realmente è accaduto, di inventare problemi per poi soccombere ai sospetti, di interpretare sempre in modo errato, di deformare le parole e le intenzioni, di non avere mai ragione, di immaginare nemici e fantasmi inesistenti. Per chi è nella posizione della vittima è difficile accorgersi della violenza subita, perché in certe situazioni si sviluppano meccanismi psicologici per non vedere la realtà, quando questa risulta troppo sgradevole. Il fatto di accettare di essere vittime di una situazione di maltrattamento psicologico, probabilmente da parte di una persona che si stima, comporta un enorme carico di ansia che non è facile metabolizzare. È difficile accettare che qualcuno che dovrebbe amarti ti usi violenza. E dal momento che la vittima non ne capisce i motivi, diventa insicura, irritabile, aggressiva e persino violenta. È come il gatto che si morde la coda, perché attribuisce la colpa dell’ansia che prova non al maltrattatore, ma alla propria sensibilità o eccessiva suscettibilità. E il maltrattatore in questione alimenta questo dubbio scrollandosi di dosso le proprie responsabilità e accusando la vittima di essere pazza, isterica, depressa o paranoica. (….)
Questi maltrattatori negano l’aggressione, condiscono le loro frasi di humor, di ironia, di commenti apparentemente innocenti che vanno dritti ai punti deboli del maltrattato. Se la vittima si lamenta, si sente dire una cosa che l’abbatte ancora di più: “Scherzavo tesoro, non devi prendertela tanto”, frasi che insinuano il sospetto che lei sia un’instabile pronta ad offendersi al
minimo pretesto o una sciocca completamente priva di ironia. L’aggressore nega l’aggressione; il problema, dunque, viene scaricato tutto sulla vittima. La psichiatra definisce questa violenza come “perversa”, una vera e propria distruzione, molto insidiosa perché indiretta. La persona viene fatta a pezzi, in maniera costante e ripetuta, attraverso gesti e parole di disprezzo, umiliazione e discredito,. L’aggressore scarica sugli altri le proprie frustrazioni, evitando così ogni responsabilità e conflitto interiore. E umilia chi ha vicino. L’obiettivo, dunque, è l’occultamento della propria incompetenza e debolezza. L’aggressore non perde mai le staffe e non alza mai la voce; parla sempre con lo stesso tono piatto, manifesta una fredda ostilità che è pronto a negare quando si allude ad essa. La causa del problema non è evidente, l’aggressore si rifiuta di parlare di ciò che non funziona; questo rifiuto paralizza la vittima e le impedisce di trovare una soluzione. Tutto quello che quest’ultima può dire viene sistematicamente deformato per poterla trovare sempre in fallo: viene disprezzata e umiliata. Lui la prende in giro, ma i modo sottile, così che i possibili testimoni avvertano solo un vago sentore d’ironia. (…)
L’abuso psicologico si realizza attraverso affermazioni terse a svilire, minacce velate, critiche e derisioni indirizzate all’aspetto fisico della vittima, alle sue iniziative e alla sua personalità, accuse e via dicendo, il tutto nascosto sotto atteggiamenti affettuosi volti a disorientare la vittima perché, evidentemente, è difficile diffidare di qualcuno che ti da del grassone per tutto il tempo ma poi sostiene di non poter vivere senza di te e che quando ti prende di mira lo fa solo per scherzare e che sei tu che te la rendi sempre a male. (…) L’aggressore è solo un essere mediocre, consapevole del proprio grigiore, con un’assoluta mancanza di rigore morale e un disturbo serio dell’identità. E dunque per compensare il senso d’inferiorità, l’insoddisfazione occulta ma profonda, cerca di guadagnare potere sulla vittima.
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VIOLENZA PSICOLOGICA IN FAMIGLIA: Recente giurisprudenza di merito e di legittimità ha aperto il varco alla tutela penale degli abusi psicologici quando essi, sulla base di un rapporto personale continuativo tra autore del reato e vittima, connotato da sistematiche e abituali sopraffazione psicologiche per lo più verificatesi nell’ambito delle mura
domestiche, sono tali da rendere abitualmente dolorose le relazioni familiari e da determinare uno stato di avvilimento morale vuoi con atti, vuoi con parole che offendono il decoro e la dignità della persona, nonché con violenze (psicologiche appunto) capaci di produrre sensazioni dolorose pur senza lasciare traccia visibile.
Ci sono parole, azioni, comportamenti, interazioni che nessuna legge punisce (o riesce a punire, almeno fino ad oggi), ma che possono risultare ancor più invalidanti di una ecchimosi o di uno sfregio, perché feriscono, tagliano e segnano in modo indelebile la coscienza. Si tratta di una violenza che riguarda situazioni diverse sia di tipo carenziale-omissivo che di tipo attivamente lesivo, che colpiscono il benessere emotivo e psicologico della vittima.
La provocazione continua, persistente, quasi uno stile di vita, l’offesa, la denigrazione, il disprezzare, l’umiliare, l’ossessionare, la svalutazione, il privare della privacy, la coercizione, il ricatto, il silenzio, la privazione della libertà, il subissare di responsabilità, la menzogna, l’assenza di un adeguato supporto economico e il tradimento della fiducia riposta, la noncuranza, la trascuratezza fisica e affettiva, l’esclusione dalle decisioni importanti della famiglia, la manipolazione dei sensi di colpa, sono solo alcune forme in cui si manifesta la violenza psicologica. Quando una o più di
queste condotte diventano pervasive al punto da caratterizzare e stravolgere le interazioni e da far sorgere disfunzionamenti e/o mutamenti delle condizioni emotive e di vita della vittima, allora si può parlare di vero e proprio “abuso psicologico“. Una tipologia di violenza subdola, spesso perversamente legata ai disturbi del o dei soggetti di quel particolare contesto socio-ambientale, in grado di provocare gravissime sofferenze in chi la patisce, sofferenze molto difficilmente dimostrabili in un’ottica giudiziaria, ma non per questo meno reali, meno autentiche e meno pericolose.
Tali aggressioni, non agiscono direttamente sul piano fisico come uno schiaffo, una spinta, un calcio, ma giorno dopo giorno, creano un clima invivibile ad attuano un processo di distruzione psicologica, dove le parole e gli atteggiamenti possono ferire profondamente come pugni, possono essere usate per umiliare e pian piano distruggere una persona.
La cosa che più colpisce è che tale fenomeno inizia non appena chiuso l’uscio di casa, laddove “si dice”, ognuno dovrebbe godere di maggiore sicurezza, cioè in famiglia. Violenze subdole consumate nell’intimo delle mura domestiche, che non lasciano segni sul corpo ma che feriscono profondamente l’anima, la personalità e la dignità rendendo la vita impossibile.
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ESPERIENZA DI VITA “Tutto questo l’ho vissuto sulla mia pelle. Per mesi ho cercato un confronto con una persona che negava ci fossero problemi e a posteriori ha sostenuto invece di avermeli fatti presenti; una persona che si rifiutava di parlare a quattr’occhi con me, di spiegarmi….e poi sosteneva che ero io quella incapace di un confronto diretto. Una persona che negava sistematicamente la realtà, che negava fossero state dette parole che avevo sentito con le mie stesse orecchie e che avevano significati inequivocabili, che sosteneva sempre che io capivo male, io mi inventavo
le cose, io le deformavo…una persona che in mille modi sottili ed impliciti mi dava del pazzo e dell’ isterico….una persona che mi ha distrutto psicologicamente, perchè ero arrivato a un punto che non mi fidavo più del mio giudizio, che per avere conferme di quello che capivo dovevo parlarne con gli altri, perchè non bastava quello che sentivo io, quello di cui io da persona intelligente mi rendevo perfettamente conto…avevo bisogno che qualcuno mi dicesse “hai ragione” per non sentirmi esaurito! e mi ci sentivo lo stesso! una persona che mi ha tolto sicurezze persino sulla mia bellezza, una delle poche cose di cui in vita mia non avevo mai dubitato, per via dei chiletti che avevo messo su e che in mille modi mi faceva notare….sulla mia intelligenza, sui miei valori, sul mio modo di essere non troppo estroversa nè desiderosa di piacere a tutti a ogni costo. Mi sentivo brutto, stupido, incapace, insicuro….e si rifletteva in tutta la mia vita…mi diceva che ero depressiva e asociale….e io ci credevo….dio mio, io credevo a tutto!! anche
perchè alla fine ero diventata davvero così, talmente stavo male!! con un’altra persona senza i miei problemi familiari e psicologici alle spalle probabilmente non ci sarebbe mai riuscito….l’avrebbe mandato al diavolo non appena se ne fosse accorta. Ora mi spiego il mio sentirmi sempre svuotato, mi spiego anche le mie reazioni violente e incontrollabili…quando gli ho graffiato il braccio, quando ho fatto quella scenata con urla allucinanti….io stavo impazzendo, stavo scoppiando, mi sentivo impotente e disperato, avevo perso ogni certezza, ogni stima per me stesso…avevo solo paura, paura e paura….Io ero e sono troppo fragile, con un passato difficile e tanta sofferenza dentro…ma ho capito moltissime cose e sono grata alla vita per questo. Sbagliare serve, serve di brutto!! per crescere, per andare avanti, servono mille volte di più gli errori e le sofferenze che non la perfezione e la serenità. Ora so che devo lavorare su me stesso, capire e accettare quanto valgo come persona…non sarà facile, sono appena all’inizio, ma ce la sto mettendo tutta…! (anonimo)
Postato in: AREA GIOVANI | Messo il tag: abuso psicologico, abuso psicologico in famiglia, genitori che maltrattano i figli, maltrattamenti in famiglia, tipi di violenza psicologica, violenza morale sui figli, violenza psicologia sui figli, violenza sui figli























Ci sono anche le violenze dei figli sui genitori, da qualche anno, nei nostri centri educativi in Uruguay, si lavora sulla distanza che il mondo moderno ha creato tra genitori e figli, soprattutto dalla terza in poi, quando i bambini cominciano a conoscere molte cose in piú dei genitori che magari non hanno studiato o non hanno approfondito determinati temi come i mezzi di comunicazione sociale… posso dirti che é un lavoro durissimo, perché spesso i genitori rinunciano alla loro autoritá…. a volte rinunciano e a volte, per non conoscere i temi e la paura di cedere, diventano aggressivi, é il dolore che entra in famiglia … bastano le iniziative individuali, sono importanti, ma non bastano, bisognerebbe avere il coraggio di promuovere iniziative…
Nella sezione “Esperienza di vita” ci sono incongruenze grammaticali che impediscono di riconoscere il sesso dell’autore.. Sono quasi sicuro che sia una donna comunque.. Il primo errore lo si può notare alla quarta riga:
“..sosteneva che ero io quellA incapace di un confronto..”
Successivamente gli aggettivi diventano quasi tutti al maschile: pazzo, isterico, stupido, brutto…
Purtroppo spunta un’altra incongruenza nella frase a metà delle righe scritte nello spazio tra le due immagini:
“..sul mio modo di essere non troppo estroversA e desiderosA di piacere..”
Poi ritorna al maschile ecc..
O è il risultato di un ‘copia e incolla’ oppure chi l’ha scritto non ha camuffato abbastanza bene la propria identità..
Ma è ovvio che si tratta di un copia incolla preso da un testo, solo che ho voluto usare il maschile piuttosto che il femminile, perchè pensavo fosse più incisivo (per le ragazze è normale volersi sentire belle e senza pancia; la generalità dei maschietti invece non tiene molto a queste cose)….grazie comunque per l’arguta osservazione…provvederò a sistemare l’errore. Grazie
Prego.. Comunque lo sapevo già volevo vedere cosa rispondevi.. Anche l’articolo sugli indaco l’avevo già letto uguale in almeno un paio di altri siti.. Ciao
Volevi testare la mia sincerità???
Volevo testare il mio potenziale intuitivo.. Con la tua risposta ho solo avuto una conferma.. E non volevo testare la tua sincerità perchè altrimenti te lo avrei già fatto presente quando nell’ articolo degli indaco hai detto di aver scritto il tutto dopo aver visto il servizio di Voyager, ma sappiamo entrambi come stanno le cose..
Sarà!! Comunque ti informo che gli articoli scritti da noi sono sempre firmati….
E cosa vuol dire? Troppo facile copiare qualcosa, mettere il proprio nome, e dire che è tutto farina del tuo sacco. Non ti voglio infamare, ma non negare l’evidenza. Per lo meno con me.. Che ne so da più tempo di te su quell’argomento.. Ciao Andre
SaiKeso mi SaKeNonHaCapito!!! SaiKeSo potresti cortesemente spiegarmi dove ho scritto che l’articolo sui maltrattamenti o quello sui bambini indaco erano farina del mio sacco??? Ho mai detto di essere l’autore di questi articoli?? In che occasione avrei negato l’evidenza??? Mi dispiace dirlo, ma non hai capito bene quello che ho scritto nel mio ultimo commento….gli articoli scritti di pugno da me li firmo sempre con il mio nome e cognome; gli altri no!!! Dai un occhiata al blog: solo gli articoli che portano in basso a destra o a sinistra il mio nome sono farina del mio sacco!!! Hai capito adesso?? Credo che adesso ti sia tutto più chiaro…!!! Buona serata
Accidenti che difficile farsi capire a volte.
Nell’articolo sulle nuove razze di bambini da te postato il 22 settembre hai scritto un commento il 28 settembre alle ore 16:09 in cui dicevi:
“.. L’ispirazione per scrivere questo articolo mi è venuta dopo aver visto il programma su Raidue Voyager. Prima non sapevo nemmeno che esistessero queste nuove razze di bambini..”
Sai qual’è il bello? Che io avevo già letto un articolo sui bambini indaco uguale e identico al tuo molto prima del 22 settembre, data in cui tu hai postato lo stesso articolo. Che razza di ispirazione hai avuto? Copiare un articolo da internet vuol dire avere un’ispirazione?? Ma non farmi ridere…
SaiKeNonSai con la frase “L’ispirazione per scrivere questo articolo mi è venuta dopo aver visto il programma su Raidue Voyager” non ho mica detto che l’articolo è farina del mio sacco!!! Ho fatto una ricerca su internet sui bambini indaco dopo aver visto il programma di voyager e ho provveduto ad inserire questo articolo sul blog. Tutto qua!!! Non ci vuole molto per capirlo…stai tranquillo hai solo interpretato male le mie parole pensando fossi in mala fede…non è successo nulla di grave!!!! Ti chiedo solo di non essere eccessivamente polemico e puntiglioso….un saluto AndreaKeSa
AndreaLoStorno io ho interpretato bene le tue parole, sei tu che pensi di fare fessi gli altri credendoti scaltro. Impara a scrivere come si deve allora, non ti devo mica interpretare.
SaiKeSo….non c’è nulla di male se non hai capito bene quello che ho scritto. Non farne una tragedia!!! Basta!! Penso di saper scrivere un pochino: tu dovresti invece imparare a leggere, visto che hai difficoltà a capire bene quello che scrivo…!!! Tranquillo non è successo nulla…
Chissà perchè questa discussione è nata quando ti ho fatto presente in questo articolo sui maltrattamenti diverse incongruenze grammaticali..
E meno male che sai scrivere.. Anzi COPIARE dopo l’ispirazione..
Cerca di sviluppare la capacità di esprimere i tuoi pensieri e le tue emozioni invece che riportare solo quelle degli altri senza neanche capire quello che c’è scritto.. E con questo chiudo perchè a quest’ora un lampione ci sarebbe già arrivato..
SaiKeSo ma la vuoi smettere?? Ti ho detto che l’articolo è stato ovviamente ripreso da internet. Dopo aver visto la trasmissione di Voyager ho fatto una ricerca su internet (la mia famosa ispirazione), ho trovato questo articolo tra molti altri e ho deciso di riportarlo su questo blog. Per motivi che ti ho già spiegato in qualche commento precedente, ho voluto usare il maschile piuttosto che il femminile dimenticandomi di modificare solo quel periodo. La verità è che tu volevi testare la mia sincerità, visto che sapevi che l’articolo non lo avevo scritto io. Siccome di sincerità, IO, ne ho da vendere, non sei riuscito nel tuo intento di smascherarmi (visto che questo era il tuo obiettivo fin dall’inizio). Il sottoscritto non ha mai avuto problemi a dire la verità. Ti ripeto che gli articoli che scrivo IO, li firmo sempre con il mio nome e cognome. SEMPRE!!! Da oggi in poi provvederò ad inserire sul blog una guida per chi come te ha difficoltà nel comprendere la lingua italiana.
Quanto alle capacità di esprimere i miei pensieri e le mie emozioni hai ragione: avrei dovuto mandarti a …………………….. tempo fa, ma non ci sono ancora riuscito….non trovo le parole adeguate per una persona tanto intelligente come te; tu che sei più erudito di me, conoscerai certamente il luogo dove desidererei che tu andassi, dopo aver dato ampiamente mostra su questo blog delle tue elucubrazioni mentali. Quindi armati di buona volontà e stai attento al lampione (mi riferisco a quelli che hanno una lampada ed emettono luce durante le ore buie della giornata)….per strada ne incontrerai molti!! BUON CAMMINO…..!!!!!!!!
Ci rinuncio, è inutile parlare con i sordi. Chissà perchè ho indovinato sia il vero sesso dell’ autore, grazie ad un paio di errori grammaticali da te stesso commessi in fase di ispirazione, sia che l’identità era stata modificata. Pensi davvero che non riesca a comprendere il tuo pensiero? Ne hai ancora tanta di pasta asciutta da mangiare.
Ehh.. Chissà dove mi vuoi mandare.. Spero dove ci sia gente più intelligente di te. Ciao gozzo
SaiKeSo spero abbia finito con le tue elucubrazioni climateriche!! Mi sono stancato di sentire le tue storielle. Hai dimostrato di essere molto cattivo e cinisco nei tuoi commenti, quindi non abbiamo nulla da spartire. Vai per la tua strada!!! Mi dispiace che al mondo esista gente come te…!!!
Su una cosa hai ragione.. Non abbiamo proprio nulla da spartire io e te.
Ricorda di cercare sul vocabolario il significato del termine ‘ispirazione’ così magari, d’ora in poi, sceglierai con più attenzione le parole con le quali interpretare il tuo pensiero.
SaiKeSo ancora qui sei??? Non hai trovato ancora la strada???
Fingi di non leggere.. O di non sentire..
Sarà quel faccione a limitarti la percezione.. Bye
Non hai ancora capito!! Lo vuoi capire che te ne devi andare!! Questo blog è aperto solo alle persone che amano costruire e non distruggere, quindi sei pregato di andartene senza discutere. In quale lingua te lo devo dire…???? BASTAAAA!!!
Ciao Andre.. cerca il significato di ‘ispirazione’ però ne, fai il bravo. ciao ciao
SaiKeSo dimmelo tu che significa ispirazione!! Non ci arrivo purtroppo….