L’altro giorno leggevo su un giornale un articolo in cui si affermava che il troppo potere dà alla testa … che dire … l’esperienza lo ha dimostrato molte volte nel corso della storia, ma ora la conferma arriva dagli scienziati. Dunque non è un caso che le azioni dei potenti spesso lascino perplessi! Dai leader politici che si lanciano nei conflitti senza calcolarne i costi in termini di tempo, denaro e vite umane, fino ai manager avventurosi che avviano operazioni economiche azzardate, intaccando le finanze di compagnie e investitori, perfino le persone più ordinarie sembrano all’improvviso ebbre di pretese di invincibilità, dopo una sia pur piccola promozione in ufficio. Tuuto ciò porta a conseguenze che possono essere devastanti per sé e per gli altri!
Lo studio è stato eseguito dai ricercatori della Stanford Graduate of Business, diretti da Nathanael Fast e Deborah Gruenfeld, autori di uno studio pubblicato su ‘Psychological Science’. Gli scienziati, insieme a colleghi della Northwestern University, hanno indagato sulle illusioni generate dal potere. Concludendo che questo “può letteralmente dare alla testa, spingendo gli individui a credere di avere molto più controllo sui risultati delle proprie azioni rispetto alla realtà”. Adam Galinsky della Northwestern University spiega: “Abbiamo condotto quattro esperimenti per esplorare le relazioni tra potere e illusione di controllo, cioè la convinzione di avere l’abilità di influenzare risultati che sono in larga parte determinati dal caso”. In questo modo i ricercatori hanno visto che basta impegnarsi nel gioco di ruolo ‘manager-sottoposto’, stando dalla parte del capo, per subire le illusioni legate al potere. “Oltretutto, l’idea di essere in grado di controllare un risultato dovuto invece al caso porta a un ottimismo irrealistico e gonfia l’autostima”, assicura lo studioso. Così ci si sente onnipotenti, e si finisce per perdere di vista la realtà. I risultati della ricerca influenzano anche il modo in cui il potere, una volta raggiunto, viene mantenuto o perso. Secondo gli scienziati, infatti, le illusioni positive possono essere utili ai potenti nel riuscire a far sembrare possibile l’impossibile. Insomma, regalano carisma e capacità di trascinare gli altri. Ma la relazione tra potere e controllo illusorio può spingere i leader a scelte azzardate e sbagliate, scalzandoli così dal vertice. “Insomma, l’illusione di un controllo personale sulle cose potrebbe essere una delle strade attraverso le quali il potere provoca la sua stessa fine”, conclude Galinsky.
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Inoltre, lui di sei anni più giovane di lei, era disoccupato mentre lei, figlia di un noto costruttore degli anni Sessanta, Gregorio Scuto, morto nel 1988, era economicamente indipendente. Così Giuseppe avrebbe maturato la decisione di uccidere Maria Pia. L’omicidio sarebbe avvenuto sotto gli occhi sgomenti del figlio della coppia, di 15 anni, e della madre della vittima, che vive in un appartamento aattiguo. Suocera e genero, secondo i vicini, non erano mai andati d’accordo. Pare anche che i contrasti tra loro fossero anche tra i temi scatenanti delle liti continue tra i due coniugi.
Nella tarda serata di ieri, sul lungomare di Furnari in località Tonnarella, un giovane (F.G.) di 17 anni è stato raggiunto da un colpo di pistola che lo ha ferito alla gamba sinistra. Secondo i militari dell’Arma dei carabinieri pare che un gruppo di ragazzi, che stava passeggiando tranquillamente sul lungomare, sia stato affiancato da un motoveicolo quando uno dei passeggeri a bordo del mezzo ha esploso alcuni colpi di pistola.
dei due partiti, nella convinzione che l’attuale legge elettorale impone di unire le forze e tenuto conto delle recenti esperienze elettorali amministrative in cui l’UDC ed il PD si sono presentati insieme ed hanno vinto l’elezioni.
ersonalismi. I coordinamenti dei due partiti, congiuntamente, auspicano che la città sappia cogliere questa opportunità di un impegno sinergico ed efficace per il recupero delle ragioni della politica nel dibattito elettorale, da cui possono scaturire scelte importanti per il futuro della città e su cui devono essere coinvolti tutti i cittadini. PD ed UDC si presenteranno agli elettori con 5 liste in cui troveranno posto, oltre ai dirigenti dei due partiti, esponenti delle associazioni, del volontariato e della società civile, a sostegno della candidatura a Sindaco dell’avv. Vicari, con la convinzione che il percorso intrapreso sarà accolto con entusiasmo dalla gente e risulterà vincente.
Il “Città” con il lutto al braccio per l’improvvisa scomparsa del Presidente Saro Valore, stroncato a 60 anni da un infarto, batte fra le mura amiche il Longi con il risultato di 1 a 0, grazie alla rete messa a segno all’ ’88 da Ciccio Maiorana (nella foto). L’incontro era ininfluente per i fini della classifica perchè ormai certi di essere approdati in Prima Categoria, ma aveva un significato importante per poter dedicare la vittoria ad un grande uomo di sport che ci ha lasciati chè è Saro Valore. Questi i risultati e la classifica della 22.ma ed ultima giornata :





Ieri 27 marzo 2009 presso la sede del Comitato UISP Nebrodi si sono svolti le elezioni per eleggere il presidente delle lega Pallacanestro, la seduta è stata presieduta dal Presidente UISP Prof. Pultrone Franco e dal vicepresidente Sig. Nunzio Guido che hanno nominato Presidente della lega Pallacanestro il Sig. Antonino Gennaro. Il giovane Antonino Gennaro 21 anni chiamato da quanti lo conoscono ” Tonino” è uno studente universitario, iscritto al corso di laurea in Scienze Motorie che da anni ha rivestito sempre più il ruolo di promotore sportivo sia a livello locale che a livello provinciale, dopo l’iniziale esperienza di arbitro di basket e istruttore di minibasket. L’UISP Nebrodi è una piazza abbastanza grande che comprende la zona da Cefalù a Barcellona, che con oggi ha ben cinque leghe: Lega Calcio, Lega Motociclismo, Lega Ciclismo e infine la neo Lega Pallacanestro. Il presidente Tonino Gennaro si è messo subito in attività infatti nel mese di aprile inizierà il primo campionato open con la partecipazione di 4 società affiliate. Auguriamo al neo Presidente e al suo staff un BUON LAVORO…




“Un feroce assassino al servizio di massoneria e servizi inglesi”, lo definirono Sindoni ed altri sindaci siciliani. Da qualche tempo infatti il movimento neoborbonico siciliano dell’Mpa, grazie al patrocinio del governatore della regione Raffaele Lombardo (anche lui dell’Mpa), sta esternando, con iniziative davvero folkloristiche, la latente volontà di rivedere la falsa toponomastica risorgimentale, eliminando i nomi dei mille avidi mercenari in camicia rossa al soldo dei Savoia.
vuoti nel periodo estivo, frane lunghe le principali vie d’accesso alla città: strada per Brolo interrotta per frana, strada per Rocca di Caprileone interrotta per frana. strada per Malò (contrada nasitana) interrotta per frana. Ultimamente poi i rapporti con il sindaco di Naso Vittorio Emanuele non erano buoni e i due paesini un tempo uniti sembravano allontanarsi sempre più. A questo problema ha ovviato subito il ministro della semplificazione Roberto Calderoli che oltre ad aver cancellato sette comuni della Provincia di Messina, ha eliminato la legge che ha determinato l’autonomia amministrativa dell’allora frazione Capo d’Orlando dal comune di Naso. Stando ai fatti, quindi, Capo d’Orlando dovrebbe essere tornata frazione di Naso!!! Non vorrei dirlo ma sembra proprio che l’eroe dei due mondi, Giuseppe Garibldi, stanco di essere sbeffeggiato dai politici siciliani (movimento neoborbonico) e desideroso di portare a termine dall’al di là l’Impresa dei Mille, abbia lanciato un potente anatema sulla città orlandina……!!! Voi che ne pensate?
liberal-capitalista o di matrice socialista. Modificare la vita é il loro sogno, perché modificare significa dominare, comandare, fare ció che voglio, anche se ció non mi porterá alla felicitá e alla libertá, ma alle aberrazioni peggiori, cioé al male per il male. É il sogno degli Imperi di tutti i tempi che usano e creano culture di morte, culture pessimiste per poi poter dire: “Non vi preoccupate, qui ci sono io, qui c’é papá che vi risolverá tutti i problemi…”.
oiti delle fabbriche di armi, l’economia americana va a ramengo. La lista si puó allungare e puó includere anche il Sud Africa, dove andremo a giocare a pallone, dove é stato negato il permesso di entrata al Dalai Lama, per il semplice fatto che mamma Cina non vuole e gli interessi economici sono piú importanti della libertá del Tibet. Le proteste che non difendono i poveri, che intaccano la vita, la biologia, la famiglia, sono proteste favorite dai gruppi di poteri legati agli Imperi, che seguono la loro logica: “morte tua, salute mia”, una frase tipica di tutti gli Imperi, incluso quello di Hitler. Se qualcuno ogni tanto dice che Hitler non é morto, ha ragione, Hitler é ben vivo, basta leggere le informazioni travisate che costantemente appaiono nei piccoli e grandi organi d’informazione.






davanti alla contestazione del reato, che è punito con una condanna massima fino a 6 anni di reclusione, hanno ammesso le loro responsabilità senza spiegare però il perché della loro iniziativa. Quest’ultimi, per quanto emerso fin’ora, non sono collegati tra loro né avrebbero avuto contatti con gruppi eversivi e terroristici. Ma su questo fronte delle indagini maggiori particolari emergeranno dagli accertamenti che la polizia postale ha avviato su computer, fissi e portatili, sequestrati loro. Uno dei siti web chiusi era intitolato a un presunto “Gruppo della vendetta”. La polizia postale di Catania ha già oscurato i cinque siti web realizzati nel 2007 dagli indagati.
Alessandra vince l’ottava edizione di Amici e anche il premio della critica (50mila euro), ma non se lo aspettava. “Ero convinta fino all’ultimo che avrebbe vinto Valerio“, dice subito dopo la finalissima che l’ha vista assoluta protagonista, riferendosi al suo compagno di squadra che nella lunga diretta su Canale 5 ha battuto l’antagonista Luca. E a chi le chiede se l’anno prossimo andrà al festival di Sanremo, seguendo le orme del suo predecessore Marco Carta, risponde tranquilla: “Certo, Sanremo non mi fa paura“. Abbracciata a Maria De Filippi, il viso segnato dalle lacrime di emozione e gioia, Alessandra Amoruso parla dei suoi progetti: a metà aprile uscirà il suo primo album, grazie a un contratto firmato con la Sony. Un disco che contiene ‘Immmobile’, già una hit tra i fan del talent show, e altri pezzi inediti come ‘Stupida’, che ha presentato alla finale. Ma Alessandra si è aggiudicata anche il premio della critica, assegnato dalla
commissione di giornalisti che hanno preso parte al programma: un en plein meritato per questa timida e solare ragazza pugliese che nella sua permanenza nel loft ha sofferto moltissimo per la lontananza dalla sua famiglia e dalle sue amiche del cuore. Lo show ha visto le sfide appassionate tra Luca e la fidanzata Alice, unica ballerina rimasta in gara, poi tra Luca e Valerio e infine tra quest’ultimo e Alessandra. Tutti e tre i cantanti hanno contratti pronti con altrettante major del disco (Sony, Emi e Warner), mentre Alice ha molte proposte: entrare nella Compagnia della Rancia di Saverio Marconi, Tiziano Ferro la vorrebbe nel suo prossimo tour e Leonardo Pieraccioni ha già messo gli occhi su di lei. Alessandra era una delle favorite di questa edizione:
voce black, ragazza sensibile e creativa con tanta grinta, nata a Galatina 21 anni fa; Valerio Scanu, 18 anni nato a La Maddalena, criticato perché “se la tira troppo” e “ha una faccia antipatica”. L’introverso Luca Napolitano, 22 anni di Avellino e la solare Alice, 20 anni nata a Jesi, bionda con gli occhi da cerbiatto, si sono innamorati ma non hanno esibito la loro relazione. E nella finale si sono trovati l’uno contro l’altro. In vista delle sfide a eliminazione diretta i ragazzi avevano fatto 130 prove di canto e ballo, circa 35 prove a testa. Ma a conquistare il pubblico è stata Alessandra. Tra neanche un mese a Cinecittà partiranno i provini per Amici 9.



stata di 399.169 euro. Molti i beni e le partecipazioni in società, tra cui immobili a Milano ed Antigua. A livello di auto Berlusconi possiede una Mercedes 600 Sel del 1992, una Audi A6 del 2006, oltre a tre imbarcazioni. Diverse le partecipazioni societarie. Il premier certifica poi di essere presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Luigi Berlusconi Onlus e di essere stato, fino all’8 maggio 2008, presidente del Cda del Milan Calcio.
La seconda carica dello Stato supera la terza anche per reddito. Renato Schifani stacca nettamente Gianfranco Fini: il primo ha dichiarato 159.809 euro, più un’abitazione a Palermo, il secondo si ferma ad un imponibile di 105.633, e non è titolare di abitazioni. Fini supera Schifani solo per quel che riguarda il parco macchine: un’Audi S4 cabriolet, una Mini Cooper e una Smart, contro due Lancia Ypsilon.












