San Silvestro I papa – 31 dicembre


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Papa dal 31/01/314 al 31/12/335)
Silvestro è il primo Papa di una Chiesa non più minacciata dalle terribili persecuzioni dei primi secoli. Nell’anno 313, infatti, gli imperatori Costantino e Licinio hanno dato piena libertà di culto ai cristiani, essendo papa l’africano Milziade, che è morto l’anno dopo. Gli succede il prete romano Silvestro. A lui Costantino dona come residenza il palazzo del Laterano, affiancato più tardi dalla basilica di San Giovanni, e costruisce la prima basilica di San Pietro. Il lungo pontificato di Silvestro (21 anni) è però lacerato dalle controversie disciplinari e teologiche, e l’autorità della Chiesa di Roma su tutte le altre Chiese, diffuse ormai intorno all’intero Mediterraneo, non è ancora affermata. Nel Concilio di Arles (314) e di Nicea (325) papa Silvestro non ha alcun modo di intervenire: gli vengono solo comunicate, con solennità e rispetto, le decisioni prese. Fu il primo a ricevere il titolo di «Confessore della fede».

FRANCESCO DE LUCA

San Lorenzo di Frazzanò, monaco basiliano – 30 dicembre


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Nacque probabilmente intorno al 1116, nella piccola borgata di Frazzanò. I suoi genitori morirono nel giro di un anno, lasciando orfano il figlio. Lorenzo venne così affidato alla giovane nutrice Lucia, una vicina di casa. A sei anni, dopo i primi approcci con la liturgia e le scritture, Lorenzo chiese a Lucia di potere studiare le lettere umane e divine. Fu così indirizzato al monastero basiliano di San Michele Arcangelo a Troina, dove il giovane stupì tutti per le sue doti umane e religiose. Lo stesso vescovo di Troina lo invitò a vestire l’abito monacale basiliano e a ricevere gli ordini minori e maggiori. A soli 20 anni Lorenzo era già sacerdote e la sua fama andava diffondendosi nella regione. Si recò presso il monastero di Agira e qui i fedeli andavano per sentire la parola del santo. Nel 1155 circa Lorenzo entrò nel monastero di San Filippo di Fragalà. In questo periodo, Lorenzo si adoperò per fare edificare a Frainos (Frazzanò) una chiesetta dedicata a San Filadelfio. Nell’autunno del 1162 si conclusero i lavori della nuova chiesa di Tutti i Santi, da lui desiderata «ad honore della Santissima Trinità». Morì il 30 dicembre dello stesso anno. (Avvenire)

FRANCESCO DE LUCA

Sant’Agata Militello: concluso il torneo di Pro Evolution Soccer 2009


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Il torneo di Pro Evolution Soccer 2009 si è concluso oggi, inversamente a quanto previsto. Abbiamo terminato oggi perchè si è avuta la possibilità di giocare con due consolle PS2 quindi abbiamo dimezzato i tempi. E’ stato un torneo molto combattuto perchè i giocatori più accaniti e devo dire anche i più bravi sono stati sovvertiti da altri che erano quelli più insospettabili che si sono iscritti farneticando che perdessero e invece … Il torneo è durato più o meno dieci ore con una sola interruzione, quella di pranzo. I premi sono stati cambiati e abbiamo scelto di fare la cosa più giusta e cioè cambiare i premi da oggetti utili da computer desktop a premi in denaro.
I premi sono stati:

1) Primo Premio 50€
2) Secondo Premio 30€
3) Terzo premio 10€

Gli iscritti sono stati 27 rispetto ai 32 previsti. I vincitori sono stati:

- al primo posto, campione di PES, Calogero Fontana di Sant’Agata Militello,  con la squadra Manchester United;
-   al secondo posto Biagio Cannistraci con la sua Juventus;
-   al terzo posto Giuseppe Smeriglia anch’egli con il Manchester United.

A tutti loro vanno le nostre congratulazioni, non per vantarci ma almeno abbiamo i vincitori che sono del nostro stesso comune. Alla fine il tutto è stato chiuso con l’allegria dei giochi di luce creando un mini spettacolo di fuochi d’artificio.

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CALOGERO GALATI

Due giovani morti in casa a Cefalù


 

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Angelo Cavoli e Francesco Aurilio, sono stati trovati morti nelle loro case a Cefalù. Cavoli aveva 30 anni e faceva l’ operaio, invece Aurilio aveva 24 anni ed era disoccupato. Si pensa che siano morti o per droga tagliata male o per overdose; ma sarà l’autopsia che si svolgerà a Termini Imerese a stabilire le cause della morte.

ALESSIO TRUSSO

Parma: ragazza getta feto in un cassonetto


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I carabinieri di Parma hanno trovato un feto lacerato in un cassonetto della spazzatura, dopo che una ragazza è arrivata in ospedale sotto choc e con un’emorraggia. La ragazza è stata operata d’urgenza ed è stata levata la parte di feto residuo. Il feto aveva 5 mesi e sembra che sia stata la stessa ragazza a confessare di aver gettato suo figlio nel cassonetto.

ALESSIO TRUSSO

Incidente stradale sulla statale 113: coinvolti 3 giovani


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Nella notte fra sabato e domenica, lungo la strada statale 113 tra Caronia e Santo Stefano di Camastra, si è verificato un incidente autonomo, nel quale è rimasta coinvolta una Fiat Brava con a bordo tre ragazzi. Dei tre ragazzi a bordo, due fortunatamente non sono in gravi condizioni, mentre un 18enne originario della “Città delle Ceramiche” è stato catapultato fuori dall’auto riportando un forte trauma cranico. Si trova adesso ricoverato in prognosi riservata al policlinico di Messina. I rilievi per determinare le cause del sinistro sono stati svolti dai carabinieri della compagnia di Santo Stefano di Camastra.

ANDREA STURNIOLO

Parto record a Cancun, in Messico


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Parto record a Cancun, in Messico: Antonio Vasconcelos è lungo 60 cm e pesa più di 6 Kg. E’ stato soprannominato “Super Tonio” dai suoi concittadini che si sono riuniti davanti al suo lettino per poter ammirare da vicino il “poderoso pargoletto”. Nato con il taglio cesareo, beve un etto e mezzo di latte al giorno, come un adulto. Il bambino sta bene e non presenta alcun aspetto anomalo. I genitori, Teresa Alejandra Cruz, 23 anni e Luis Vasconcelos, 38 anni, sono fieri del loro “piccolo” e rivelano che la sorella di Tonio, di sette anni, al momento della nascita pesava ben 5 Kg. “

Profezia: gli Usa saranno distrutti da guerra civile nel 2010


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Secondo Igor Panarin, ex analista del Kgb, gli Usa saranno dilaniati da una guerra civile che porterà il paese alla distruzione. A causare lo scenario apocalittico sarà la crisi economica che stravolgerà il tessuto sociale.  Secondo la teoria di Panarin la scintilla della “Seconda guerra civile americana” potrebbe scoccare già ad autunno, provocando il tracollo del dollaro. Per l’estate del 2010 la principale potenza mondiale si troverebbe divisa in sei zone. La profezia fu resa pubblica per la prima volta nel 1998. Vista la crisi economica di questi ultimi mesi qualche dubbio potrebbe sorgere. Una crisi come quella del 1929 getterebbe nel baratro l’intera economia mondiale con conseguenze terribili. Speriamo bene!!!!

ANDREA STURNIOLO

San Tommaso Becket, vescovo e martire – 29 dicembre


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Nato a Londra verso il 1117 e ordinato arcidiacono e collaboratore dell’arcivescovo di Canterbury, Teobaldo, Tommaso fu nominato cancelliere da Enrico II, con il quale fu sempre in rapporto di amicizia. Teobaldo morì nel 1161 ed Enrico II, grazie al privilegio accordatogli dal papa, poté scegliere Tommaso come successore alla sede primaziale di Canterbury. Ma occupando questo posto Tommaso si trasformò in uno strenuo difensore dei diritti della Chiesa, inimicandosi il sovrano. Fu ordinato sacerdote e vescovo nel 1162. Dopo aver rifiutato di riconoscere le «Costituzioni di Clarendon» del 1164, però, Tommaso fu costretto alla fuga in Francia, dove visse sei anni di esilio. Ma al rientro come primo atto sconfessò i vescovi che erano scesi a patti col re, il quale, si dice, arrivò a esclamare: «Chi mi toglierà di mezzo questo prete intrigante?». Fu così che quattro cavalieri armati partirono alla volta di Canterbury. L’arcivescovo venne avvertito, ma restò al suo posto; accolse i sicari del re nella cattedrale, vestito dei paramenti sacri e si lasciò pugnalare senza opporre resistenza. Era il 23 dicembre del 1170. (Avvenire)

FRANCESCO DE LUCA

Agguato nel Nisseno: ucciso boss di Cosa Nostra


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Ieri, 27 dicembre 2008, il boss di 58 anni, Salvatore Cali’, proprietario di un negozio di pompe funebri,è stato ucciso a San Cataldo con colpi di pistola sparati da 2 sicari in moto.
Alcuni pentiti l’hanno accusato di aver fatto parte di omicidi, traffico d’armi e altro…
Salvatore Cali’, aveva un ruolo di primo piano in Cosa nostra, era diventato boss di San Cataldo come il padre, anch’egli assassinato nell’81.

ALESSIO TRUSSO

Si costituisce sciatore pirata: è italiano ed ha 16 anni


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Dopo 2 giorni di indagini, si costituisce ai carabinieri lo sciatore pirata di soli 16 anni. Il killer ha confessato dicendo di aver ucciso anche un altro sciatore, Artur Lantschner, di 51 anni, che al momento dell’incidente stava sciando con la figlia di 12 anni. Artur, è morto subito davanti la figlia per le gravi ferite.
I carabinieri non sanno ancora se è lui il killer, perché nell’identikit fatto dai testimoni, il ragazzo dovrebbe essere alto circa un metro e 90. Il sedicenne sarà accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso.

ALESSIO TRUSSO

Aviaria, ricompare in Vietnam


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Dopo molti mesi senza segnalazioni ricompare l’aviaria nel nord del Vietnam uccidendo anatre e polli. Alcuni veterinari hanno confermato che il virus H5N1 ha ucciso alcuni uccelli in uno stormo di 100 anatre e hanno trovato il virus anche in 4200 polli morti.

ALESSIO TRUSSO

Trapianti:tecnica ripara polmoni


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 Arriva dal Toronto General Hospital in Canada una tecnica che permette di riparare i polmoni danneggiati rendendoli idonei al trapianto. Si tratta di un innovativo metodo di perfusione che potrà raddoppiare il numero di trapianti di polmone. La tecnica permette di mantenere in vita il polmone all’esterno del corpo del donatore, ad una temperatura costante di 37 gradi, fino a 18 ore: un tempo sufficiente per consentire ai medici di riparare i danni dell’organo rendendolo adatto al trapianto.

ALESSIO TRUSSO

Benedizione “Urbe et Orbi” di Sua Santità Benedetto XVI – 25 dicembre 2008


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Apparuit gratia Dei Salvatoris nostri omnibus hominibus” (Tit 2,11).Cari fratelli e sorelle, con le parole dell’apostolo Paolo rinnovo il gioioso annuncio del Natale di Cristo: sì, oggi, “è apparsa a tutti gli uomini la grazia di Dio nostro Salvatore”!

E’ apparsa! Questo è ciò che la Chiesa oggi celebra. La grazia di Dio, ricca di bontà e di tenerezza, non è più nascosta, ma “è apparsa”, si è manifestata nella carne, ha mostrato il suo volto. Dove? A Betlemme. Quando? Sotto Cesare Augusto, durante il primo censimento, al quale fa cenno anche l’evangelista Luca. E chi è il rivelatore? Un neonato, il Figlio della Vergine Maria. In Lui è apparsa la grazia di Dio Salvatore nostro. Per questo quel Bambino si chiama Jehoshua, Gesù, che significa “Dio salva”.

La grazia di Dio è apparsa: ecco perché il Natale è festa di luce. Non una luce totale, come quella che avvolge ogni cosa in pieno giorno, ma un chiarore che si accende nella notte e si diffonde a partire da un punto preciso dell’universo: dalla grotta di Betlemme, dove il divino Bambino è “venuto alla luce”. In realtà, è Lui la luce stessa che si propaga, come ben raffigurano tanti dipinti della Natività. Lui è la luce, che apparendo rompe la caligine, dissipa le tenebre e ci permette di capire il senso ed il valore della nostra esistenza e della storia. Ogni presepe è un invito semplice ed eloquente ad aprire il cuore e la mente al mistero della vita. E’ un incontro con la Vita immortale, che si è fatta mortale nella mistica scena del Natale; una scena che possiamo ammirare anche qui, in questa Piazza, come in innumerevoli chiese e cappelle del mondo intero, e in ogni casa dove è adorato il nome di Gesù.

La grazia di Dio è apparsa a tutti gli uomini. Sì, Gesù, il volto del Dio-che-salva, non si è manifestato solo per pochi, per alcuni, ma per tutti.

E’ vero, nella umile disadorna dimora di Betlemme lo hanno incontrato poche persone, ma Lui è venuto per tutti: giudei e pagani, ricchi e poveri, vicini e lontani, credenti e non credenti… tutti. La grazia soprannaturale, per volere di Dio, è destinata ad ogni creatura. Occorre però che l’essere umano l’accolga, pronunci il suo “sì”, come Maria, affinché il cuore sia rischiarato da un raggio di quella luce divina. Ad accogliere il Verbo incarnato, in quella notte, furono Maria e Giuseppe che lo attendevano con amore ed i pastori, che vegliavano accanto alle greggi (cfr Lc 2,1-20). Una piccola comunità, dunque, che accorse ad adorare Gesù Bambino; una piccola comunità che rappresenta la Chiesa e tutti gli uomini di buona volontà. Anche oggi coloro che nella vita Lo attendono e Lo cercano incontrano il Dio che per amore si è fatto nostro fratello; quanti hanno il cuore proteso verso di Lui desiderano conoscere il suo volto e contribuire all’avvento del suo Regno. Gesù stesso lo dirà, nella sua predicazione: sono i poveri in spirito, gli afflitti, i miti, gli affamati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, gli operatori di pace, i perseguitati per la giustizia (cfr Mt 5,3-10). Questi riconoscono in Gesù il volto di Dio e ripartono, come i pastori di Betlemme, rinnovati nel cuore dalla gioia del suo amore.
Fratelli e sorelle che mi ascoltate, a tutti gli uomini è destinato l’annuncio di speranza che costituisce il cuore del messaggio di Natale. Per tutti è nato Gesù e, come a Betlemme Maria lo offrì ai pastori, in questo giorno la Chiesa lo presenta all’intera umanità, perché ogni persona e ogni umana situazione possa sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio, che sola può trasformare il male in bene, che sola può cambiare il cuore dell’uomo e renderlo un’”oasi” di pace.
Possano sperimentare la potenza della grazia salvatrice di Dio le numerose popolazioni che ancora vivono nelle tenebre e nell’ombra di morte (cfr Lc 1,79). La Luce divina di Betlemme si diffonda in Terrasanta, dove l’orizzonte sembra tornare a farsi cupo per gli israeliani e i palestinesi; si diffonda in Libano, in Iraq e ovunque nel Medio Oriente. Fecondi gli sforzi di quanti non si rassegnano alla logica perversa dello scontro e della violenza e privilegiano invece la via del dialogo e del negoziato, per comporre le tensioni interne ai singoli Paesi e trovare soluzioni giuste e durature ai conflitti che travagliano la regione. A questa Luce che trasforma e rinnova anelano gli abitanti dello Zimbabwe, in Africa, stretti da troppo tempo nella morsa di una crisi politica e sociale che, purtroppo, continua ad aggravarsi, come pure gli uomini e le donne della Repubblica Democratica del Congo, specialmente nella martoriata regione del Kivu, del Darfur, in Sudan, e della Somalia, le cui interminabili sofferenze sono tragica conseguenza dell’assenza di stabilità e di pace. Questa Luce attendono soprattutto i bambini di quei Paesi e di tutti i Paesi in difficoltà, affinché sia restituita speranza al loro avvenire.

Dove la dignità e i diritti della persona umana sono conculcati; dove gli egoismi personali o di gruppo prevalgono sul bene comune; dove si rischia di assuefarsi all’odio fratricida e allo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; dove lotte intestine dividono gruppi ed etnie e lacerano la convivenza; dove il terrorismo continua a colpire; dove manca il necessario per sopravvivere; dove si guarda con apprensione ad un futuro che sta diventando sempre più incerto, anche nelle Nazioni del benessere: là risplenda la Luce del Natale ed incoraggi tutti a fare la propria parte, in spirito di autentica solidarietà. Se ciascuno pensa solo ai propri interessi, il mondo non può che andare in rovina.

Cari fratelli e sorelle, oggi “è apparsa la grazia di Dio Salvatore” (cfr Tt 2,11), in questo nostro mondo, con le sue potenzialità e le sue debolezze, i suoi progressi e le sue crisi, con le sue speranze e le sue angosce. Oggi, rifulge la luce di Gesù Cristo, Figlio dell’Altissimo e figlio della Vergine Maria: “Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo”. Lo adoriamo quest’oggi, in ogni angolo della terra, avvolto in fasce e deposto in una povera mangiatoia. Lo adoriamo in silenzio mentre Lui, ancora infante, sembra dirci a nostra consolazione: Non abbiate paura, “Io sono Dio, non ce n’è altri” (Is 45,22). Venite a me, uomini e donne, popoli e nazioni, venite a me, non temete: sono venuto a portarvi l’amore del Padre, a mostrarvi la via della pace.

Andiamo, dunque, fratelli! Affrettiamoci, come i pastori nella notte di Betlemme. Dio ci è venuto incontro e ci ha mostrato il suo volto, ricco di grazia e di misericordia! Non sia vana per noi la sua venuta! Cerchiamo Gesù, lasciamoci attirare dalla sua luce, che dissipa dal cuore dell’uomo la tristezza e la paura; avviciniamoci con fiducia; con umiltà prostriamoci per adorarlo. Buon Natale a tutti!

FRANCESCO DE LUCA

Alessio di soli 10 anni è il nuovo membro della redazione di Santagatando


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Oggi diamo il benvenuto ad un nuovo e particolare membro della redazione di Santagatando, nonchè  mio cugino: Alessio Trusso. Lui ci invierà notizie di attualità, di cronaca, e tutto ciò che riterrà opportuno mandarci.Voi direte: che c’è di così tanto particolare? La particolarità sta nel fatto che Alessio ha solo 10 anni e frequenta ancora la quinta elementare. Secondo il mio umilissimo parere, sa scrivere già molto bene, sicuramente molto meglio di alcuni adulti. Ecco qui di seguito due articoli scritti proprio da lui. Buona lettura. Ciao Alessio!!!   

ANDREA STURNIOLO

Vestito da Babbo Natale fa strage in California


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Bruce Pardo,un uomo di 45 anni, la notte della vigilia di Natale, travestito da Babbo Natale è andato armato a casa dell’ex moglie, da cui ha divorziato da pochi giorni. Nell’abitazione c’erano 25 persone che stavano festeggiando. Pardo ha iniziato a sparare su tutti uccidendo nove persone e dando fuoco alla casa. Diverse persone si sono salvate lanciandosi dalle finestre o riparandosi dietro ai mobili. Fra i feriti vi e’ anche una bambina di otto anni, la prima a essere colpita da Pardo quando e’ corsa alla porta per vedere Santa Claus. I medici dicono che se la caverà, anche se è stata colpita in viso, non e’ in pericolo di vita ma l’aspettano tempi molto duri.
Secondo la ricostruzione fatta dai testimoni, Pardo, intendeva vendicarsi del brutto divorzio di appena una settimana fa. Pardo, aveva anche un apparecchio con cui ha sparso liquido infiammabile prima di allontanarsi, lasciando la casa dell’ex moglie in fiamme. Un ragazzo di 16 anni e’ stato colpito alla schiena, una ragazza di 20 si e’ frantumata una caviglia saltando dalla finestra del piano superiore. I due sono in ospedale insieme alla bambina di otto anni. Delle vittime finora nessuna e’ stata ancora identificata. In casa la polizia dice di aver trovato altre armi. Pardo e’ stato trovato morto con un colpo alla testa qualche ora dopo a Sylma.

ALESSIO TRUSSO

Scoperto il killer delle nevi


 

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 Caccia all’uomo in Trentino alto Adige: i Carabinieri hanno preparato un identikit del pirata che ha investito e ucciso un uomo di 51 anni che sciava sulle piste.

ALESSIO TRUSSO

Giovane di Sinagra si toglie la vita !!!


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Un altro lutto in provincia di Messina. Nella notte del 27 dicembre, per motivi del tutto inspeigabili, un giovane di 25 anni (Francesco Marturano), residente nel comune di Sinagra si è tolto la vita lanciandosi dal balcone della propria abitazione. Sul tragico accaduto stanno indagando i carabinieri della locale stazione. Le generalità del ragazzo sono rimaste sconsciute.

Ragazzi, vi prego, basta, basta, basta con quesi gesti!!! La vita è il più bel dono che Dio ci abbia potuto regalare. Godiamocela fino alla fine. Non negate mai un sorriso ad un familiare, ad un conoscente, ad un amico, anche ad uno sconosciuto che incontriamo per strada; molte volte un semplice sorriso o qualche parola possono risanare ferite insanabili ed alleviare il dolore che uno si porta dentro nel silenzio del proprio cuore. In questi casi, purtroppo, non esistono parole in grado di ricucire la ferita aperta in chi resta, ma noi della redazione di Santagatando vogliamo regalare, lo stesso, una preghiera a questo giovane ragazzo e a tutti coloro che lo conoscevano. Ragazzi l’unica cosa che ci rimane da fare in questi casi è pregare. Facciamolo!!!!

ANDREA STURNIOLO

Santi Innocenti Martiri – 28 dicembre‏


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La Chiesa onora come martiri questo coro di fanciulli (“infantes” o “innocentes”), vittime ignare del sospettoso e sanguinario re Erode, strappati dalle braccia materne in tenerissima età per scrivere col loro sangue la prima pagina dell’albo d’oro dei martiri cristiani e meritare la gloria eterna secondo la promessa di Gesù: ” Colui che avrà perduto la sua vita per causa mia la ritroverà”. Per essi la liturgia ripete oggi le parole del poeta Prudenzio: “Salute, o fiori dei martiri, che sulle soglie del mattino siete stati diverti dal persecutore di Gesù, come un turbine furioso tronca le rose appena sbocciate. Voi foste le prime vittime, il tenero gregge immolato, e sullo stesso altare avete ricevuto la palma e la corona”.
L’episodio è narrato soltanto dall’evangelista Matteo, che si indirizzava principalmente a lettori ebrei e pertanto intendeva dimostrare la messianicità di Gesù, nel quale si erano avverate le antiche profezie: “Allora Erode, vedendosi deluso dai magi, s’irritò grandemente e mandò ad uccidere tutti i bambini che erano in Betlem e in tutti i suoi dintorni, dai due anni in giù, secondo il tempo che aveva rilevato dai magi. Allora si adempì ciò che era stato annunciato dal profeta Geremia, quando disse: Un grido in Rama si udì, pianto e grave lamento: Rachele piange i suoi figli, né ha voluto essere consolata, perché non sono più”.
L’origine di questa festa è molto antica. Compare già nel calendario cartaginese del IV secolo e cent’anni più tardi a Roma nel Sacramentario Leoniano. Oggi, con la nuova riforma liturgica, la celebrazione ha un carattere gioioso e non più di lutto com’era agli inizi, e ciò in sintonia con le simpatiche consuetudini medioevali che celebravano in questa ricorrenza la festa dei “pueri” di coro e di servizio all’altare. Tra le curiose manifestazioni ricordiamo quella di far scendere i canonici dai loro stalli al canto del versetto “Deposuit potentes de sede et exaltavit humiles”.
Da questo momento i fanciulli, rivestiti delle insegne dei canonici, dirigevano tutto l’uffìcio del giorno. La nuova liturgia, pur non volendo accentuare il carattere folcloristico che questo giorno ha avuto nel corso della storia, ha voluto mantenere questa celebrazione, elevata al grado di festa da S. Pio V, vicinissima alla festività natalizia, collocando le innocenti vittime tra i “comites Christi”, per circondare la culla di Gesù Bambino dello stuolo grazioso di piccoli fanciulli, rivestiti delle candide vesti dell’innocenza, piccola avanguardia dell’esercito di martiri che testimonieranno col sangue la loro appartenenza a Cristo. (Autore: Piero Bargellini)

FRANCESCO DE LUCA

Tantissimi auguri Biagio !!!


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Oggi, 27 dicembre 2008, il caro Biagio Miceli compie 22 anni !!!
Lui è uno dei collaboratori di questo blog ed i suoi articoli sono tra i più letti.
A te, Biagio, va l’augurio che ogni piccola e grande cosa che il tuo cuore desidera possa realizzarsi!

Buon compleanno dalla Redazione !!!!!!

Parroco non mette Gesù in presepe


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Nella notte di Natale il presepe della chiesa di Santa Lucia a Bergamo è rimasto senza Gesù Bambino. Non è stata una dimenticanza ma una provocazione del parroco che si è rifiutato di metterlo. Secondo il prete la gente “non è pronta” ad accoglierlo. “Questa notte non è Natale. Non siete pronti. Se non sapete accogliere lo straniero, il diverso, non potete accogliere il Bambin Gesù”, ha detto il parroco durante l’omelia.Secondo voi questo sacerdote anti-conformista ha fatto bene a non far nascere il Bambin Gesù? Per me ha fatto benissimo: la gente va educata e non assecondata in tutto e per tutto!!!

ANDREA STURNIOLO

Afghanistan, viagra ai capi tribù in cambio di notizie su ribelli


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Viagra ai capi tribali afghani in cambio di preziose notizie di talebani e ribelli. L’iniziativa è degli agenti segreti americani e pare funzionare. Alla disperata ricerca di argomenti per convincere la popolazione afghana a schierarsi contro i talebani, gli 007 hanno trovato l’arma segreta del Viagra che pare piaccia molto agli anziani capi tribali, divenuti gole profodne dell’esercito Usa. E bravi sti talebani!!!

 

Medico americano usa grasso umano come carburante


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Il dott. Graig Alan Bittner, medico di Los Angeles e proprietario dello studio medico “Beverly Hills Liposculture”, specializzato in liposuzione ha usato il grasso prelevato dai pazienti come carburante per la sua auto e per quella della fidanzata. Nonostante il consenso dei pazienti, però, il medico è finito nei guai: in California è infatti illegale usare residui umani per la produzione di carburante, e così sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta.”La grande maggioranza dei mie pazienti – ha scritto il dottore incriminato sul suo sito web – ha acconsentito che il loro grasso fosse usato come carburante. Il fatto di usare i loro eccessi corporei per salvare la Terra suscitava sempre grande entusiasmo”.

Centenario del terremoto di Messina e Reggio Calabria


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Il terremoto di Messina 100 anni dopo. In memoria del centenario del terremoto dello stretto, il 28 dicembre 1908, domani e domenica sono in programma numerose iniziative. Giungeranno oltre 400 mezzi, colonne mobili del volontariato e 2000 volontari, e i sindaci dei 390 comuni per la cerimonia ufficiale alla presenza, tra gli altri, del presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo e del sottosegretario di Stato con delega alla protezione civile Guido Bertolaso. Domenica una fiaccolata commemorera’ le oltre 80 mila vittime di Messina e le 15 mila di Reggio Calabria: si snodera’ lungo via Garibaldi, piazza Cairoli, via Cannizzaro, via Cavour per concludersi al duomo di Messina.
Le due citta’ piombarono nell’inferno alle 5.21 del mattino, nella piena oscurita’ e con gli abitanti immersi nel sonno: uno dei piu’ potenti terremoti della storia italiana, 7,1 gradi della scala Richter (11-12 della scala Mercalli), cui fece seguito un terribile maremoto, devasto’ le coste della Calabria e della Sicilia, distruggendo radicalmente numerosi centri abitati tra cui le citta’ di Reggio e di Messina.
Numerosi centri abitati furono distrutti. Messina perse il 90% dei suoi edifici ed enormi danni furono riportati anche a Reggio Calabria. Massicci gli aiuti che giunsero dall’Europa e dagli Stati Uniti.

Inaugurata mostra di pittura al Castello Gallego di Sant’Agata Militello


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Questa sera, alle ore 18,00, nei locali del restaurato Castello Gallego di Sant’Agata Militello, è stata presentata ed accolta la Mostra Antologica di Pittura di Giovanna Cecere, che rimarrà aperta fino al 18 gennaio. La mostra propone momenti significativi dell’iter creativo dell’artista, il cui sentire palpita smaltato sui fogli e le tele dei dipinti esposti. L’impaginazione e la cura delle opere lungo gli spazi del seicentesco edificio è stata sapientemente curata dall’architetto Donatella Marcazzò e dal noto critico Giovanni Bonanno. L’evento culturale è stato possibile grazie al Comune di Sant’Agata Militello e alla “Fondazione Avvocato Salvatore Mancuso”, istituzione umanitaria tesa a promuovere iniziative umanitarie sul territorio. Presenti all’evento: il presidente della provincia di Messina, Nanni Ricevuto; il vescovo di Patti, sua Ecc.za Mons. Ignazione Zambito; il Sindaco di Sant’Agata M.llo, dott. Bruno Mancuso; il vice-presidente della fondazione Mancuso, avv. Giuseppe Mancus; il prof. Salvatore Di Fazio e l’assessore Andrea Barone. Accolta da un lungo e caloroso applauso, la pittrice Giovanna Cecere, commossa per la presenza di numerosa gente, venuta per visitare ed apprezzare i suoi bellissimi quadri. Dopo i vari interventi, il presidente Ricevuto ha sciolto il nastro, lasciando così ai visitatori la possibilità di ammirare la mostra di pittura. Ai visitatori è stato consegnato un libretto di circa 80 pagine, intitolato “Giovanna Cecere – Antologica”,  in cui, oltre alle opere, figurano i testi di critici e scrittori che svelano  la vera personalità artistica della pittrice.

“…dietro quel volto così bonario e mite si nasconde un temperamento forte, determinato e sicuro, sopprattutto nel programmare e perseguire obiettivi inerenti l’esercizio della generosità, dell’altruismo, della dedizione, della disponibilità al bene….”.

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ANDREA STURNIOLO

Sant’Agata Militello: la “Corale Lorenzo Perosi” organizza il Concerto di Santo Stefano


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Questa sera, 26 dicembre 2008, presso la Chiesa Madre di Sant’Agata Militello, alle ore 19,00, la Corale Lorenzo Perosi, in collaborazione la provincia regionale di Messina e l’amministrazione comunale santagatese, organizza il “Concerto di Santo Stefano“, una rassegna di musica corale.

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La corale “Lorenzo Perosi“, nasce nel 1995 ad opera di una iniziativa giovanile parrocchiale all’interno del Duomo di Sant’Agata Militello. I primi tre anni di attività Il volge interamente all’insegnamento dei canti liturgici per le animazioni delle principali solennità dell’anno liturgico, ma dal 1998, anche su spinta dell’amministrazione comunale santagatese, inizia a realizzare dei saggi canori che, con l’andar del tempo, si trasformeranno in veri e propri concerti corali. Nel 2001, i componenti decidono di far riconoscere legalmente questa realtà ormai consolidata promuovendo varie iniziative e prefiggendosi, così come recita l’art. 4 dello statuto, lo scopo primario dell’educazione musicale al canto e alle altre discipline ad esso connesse, nonché la diffusione dei valori cristiani, etici e sociali.
Ogni anno, soprattutto nel periodo natalizio, su richiesta dell’amministrazione provinciale e di quelle comunali, si esibisce in diversi paesi del nostro comprensorio, con concerti di musica sacra e operistica.

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Ecco il programma dei  canti eseguiti:

Coro: Prima parte
Adeste fideles
Tu scendi dalle stelle
In notte placida
Jingle bells
Anonimo (sec. XVI): In natali Domini
Michael Praetorius (1571-1621): Audite silete
Luís Hipolito (sec. XVI): Bambino Divino
Anselm Schubiger (1813-1888): Resonet in Laudibus

Organo:
M° Salvatore Bonina
D. Zipoli: All’elevazione
All’offertorio
C. Franck: Final

Coro: Seconda parte
J.S. Bach: Corale dalla cantata 147.
W. A. Mozart:
In exitu Israel
Caudate Dominum
B. Vinaccesi: Si Consurgis quasi aurora
C. Gotinod: Ave Verum
G.F. Handel: Alleluia (dal Messia)
G. Faurè: Cantique de Jean Racine
A. Adam: Cantique de Noel
Anonimo: Nannaredda santagatese

(la Nannaredda santagatese)

ANDREA STURNIOLO

Circolo delle libertà di Sant’Agata Militello organizza “Torneo di Pro Evolution Soccer 2009‏”


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Vi ricordo che il “Circolo della libertà” di Sant’Agata Militello sta organizzando un Torneo di Pro Evolution Soccer 2009 aperto a tutti gli amanti del famigerato gioco di calcio. Per ottenere il modulo di iscrizione contattare la redazione di Santagatando oppure il seguente numero di telefono  (320-1118967 Salvatore). Il torneo si svolgerà nei giorni 29 e 30 dicembre.

Per poter consentire a tutti di partecipare e non avere problemi di orario è stato deciso che si giocherà nei seguenti ORARI:

Il 29 dicembre 2008: 09.00-12.30; 15.00-17.00.

Il 30 dicembre 2008: 09.00-12.30; 15.00-16.00.

Nel pomeriggio del 30/12/2008 si giocherà la finale e ci saranno le premiazioni.

SEDE DEL TORNEO: Contrada Minà 64/A ( Sant’ Agata Militello).

ISCRIZIONE: L’iscrizione al torneo avverrà tramite la compilazione di un modulo, in cui andranno inserite alcune informazioni personali e verrà selezionata la squadra con la quale si vuole partecipare, e il pagamento di una quota di soli 5 euro!!!!!

PREMI:

Primo premio Hard Disk esterno da 160 Gb

Secondo premio Trust 2.1 Speaker Set SP-3150

Terzo premio Kingston Flash Pen Drive 4Gb

CALOGERO GALATI

Santo Stefano protomartire – 26 dicembre


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La celebrazione liturgica di s. Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, perché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti i “comites Christi”, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio.
Così al 26 dicembre c’è s. Stefano primo martire della cristianità, segue al 27 s. Giovanni Evangelista, il prediletto da Gesù, autore del Vangelo dell’amore, poi il 28 i ss. Innocenti, bambini uccisi da Erode con la speranza di eliminare anche il Bambino di Betlemme; secoli addietro anche la celebrazione di s. Pietro e s. Paolo apostoli, capitava nella settimana dopo il Natale, venendo poi trasferita al 29 giugno.
Del grande e veneratissimo martire s. Stefano, si ignora la provenienza, si suppone che fosse greco, in quel tempo Gerusalemme era un crocevia di tante popolazioni, con lingue, costumi e religioni diverse; il nome Stefano in greco ha il significato di “coronato”.
Si è pensato anche che fosse un ebreo educato nella cultura ellenistica; certamente fu uno dei primi giudei a diventare cristiani e che prese a seguire gli Apostoli e visto la sua cultura, saggezza e fede genuina, divenne anche il primo dei diaconi di Gerusalemme.
Gli Atti degli Apostoli, ai capitoli 6 e 7 narrano gli ultimi suoi giorni; qualche tempo dopo la Pentecoste, il numero dei discepoli andò sempre più aumentando e sorsero anche dei dissidi fra gli ebrei di lingua greca e quelli di lingua ebraica, perché secondo i primi, nell’assistenza quotidiana, le loro vedove venivano trascurate.
Allora i dodici Apostoli, riunirono i discepoli dicendo loro che non era giusto che essi disperdessero il loro tempo nel “servizio delle mense”, trascurando così la predicazione della Parola di Dio e la preghiera, pertanto questo compito doveva essere affidato ad un gruppo di sette di loro, così gli Apostoli potevano dedicarsi di più alla preghiera e al ministero.
La proposta fu accettata e vennero eletti, Stefano uomo pieno di fede e Spirito Santo, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmenas, Nicola di Antiochia; a tutti, gli Apostoli imposero le mani; la Chiesa ha visto in questo atto l’istituzione del ministero diaconale.
Nell’espletamento di questo compito, Stefano pieno di grazie e di fortezza, compiva grandi prodigi tra il popolo, non limitandosi al lavoro amministrativo ma attivo anche nella predicazione, soprattutto fra gli ebrei della diaspora, che passavano per la città santa di Gerusalemme e che egli convertiva alla fede in Gesù crocifisso e risorto.
Nel 33 o 34 ca., gli ebrei ellenistici vedendo il gran numero di convertiti, sobillarono il popolo e accusarono Stefano di “pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio”.
Gli anziani e gli scribi lo catturarono trascinandolo davanti al Sinedrio e con falsi testimoni fu accusato: “Costui non cessa di proferire parole contro questo luogo sacro e contro la legge. Lo abbiamo udito dichiarare che Gesù il Nazareno, distruggerà questo luogo e cambierà le usanze che Mosè ci ha tramandato”.
E alla domanda del Sommo Sacerdote “Le cose stanno proprio così?”, il diacono Stefano pronunziò un lungo discorso, il più lungo degli ‘Atti degli Apostoli’, in cui ripercorse la Sacra Scrittura dove si testimoniava che il Signore aveva preparato per mezzo dei patriarchi e profeti, l’avvento del Giusto, ma gli Ebrei avevano risposto sempre con durezza di cuore.
Rivolto direttamente ai sacerdoti del Sinedrio concluse: “O gente testarda e pagana nel cuore e negli orecchi, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la Legge per mano degli angeli e non l’avete osservata”.
Mentre l’odio e il rancore dei presenti aumentava contro di lui, Stefano ispirato dallo Spirito, alzò gli occhi al cielo e disse: “Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo, che sta alla destra di Dio”.
Fu il colmo, elevando grida altissime e turandosi gli orecchi, i presenti si scagliarono su di lui e a strattoni lo trascinarono fuori dalle mura della città e presero a lapidarlo con pietre, i loro mantelli furono deposti ai piedi di un giovane di nome Saulo (il futuro Apostolo delle Genti, s. Paolo), che assisteva all’esecuzione.
In realtà non fu un’esecuzione, in quanto il Sinedrio non aveva la facoltà di emettere condanne a morte, ma non fu in grado nemmeno di emettere una sentenza in quanto Stefano fu trascinato fuori dal furore del popolo, quindi si trattò di un linciaggio incontrollato.
Mentre il giovane diacono protomartire crollava insanguinato sotto i colpi degli sfrenati aguzzini, pregava e diceva: “Signore Gesù, accogli il mio spirito”, “Signore non imputare loro questo peccato”.
Gli Atti degli Apostoli dicono che persone pie lo seppellirono, non lasciandolo in preda alle bestie selvagge, com’era consuetudine allora; mentre nella città di Gerusalemme si scatenò una violenta persecuzione contro i cristiani, comandata da Saulo.
Tra la nascente Chiesa e la sinagoga ebraica, il distacco si fece sempre più evidente fino alla definitiva separazione; la Sinagoga si chiudeva in se stessa per difendere e portare avanti i propri valori tradizionali; la Chiesa, sempre più inserita nel mondo greco-romano, si espandeva iniziando la straordinaria opera di inculturazione del Vangelo.
Dopo la morte di Stefano, la storia delle sue reliquie entrò nella leggenda; il 3 dicembre 415 un sacerdote di nome Luciano di Kefar-Gamba, ebbe in sogno l’apparizione di un venerabile vecchio in abiti liturgici, con una lunga barba bianca e con in mano una bacchetta d’oro con la quale lo toccò chiamandolo tre volte per nome.
Gli svelò che lui e i suoi compagni erano dispiaciuti perché sepolti senza onore, che volevano essere sistemati in un luogo più decoroso e dato un culto alle loro reliquie e certamente Dio avrebbe salvato il mondo destinato alla distruzione per i troppi peccati commessi dagli uomini.
Il prete Luciano domandò chi fosse e il vecchio rispose di essere il dotto Gamaliele che istruì s. Paolo, i compagni erano il protomartire s. Stefano che lui aveva seppellito nel suo giardino, san Nicodemo suo discepolo, seppellito accanto a s. Stefano e s. Abiba suo figlio seppellito vicino a Nicodemo; anche lui si trovava seppellito nel giardino vicino ai tre santi, come da suo desiderio testamentario.
Infine indicò il luogo della sepoltura collettiva; con l’accordo del vescovo di Gerusalemme, si iniziò lo scavo con il ritrovamento delle reliquie. La notizia destò stupore nel mondo cristiano, ormai in piena affermazione, dopo la libertà di culto sancita dall’imperatore Costantino un secolo prima.
Da qui iniziò la diffusione delle reliquie di s. Stefano per il mondo conosciuto di allora, una piccola parte fu lasciata al prete Luciano, che a sua volta le regalò a vari amici, il resto fu traslato il 26 dicembre 415 nella chiesa di Sion a Gerusalemme.

Molti miracoli avvennero con il solo toccarle, addirittura con la polvere della sua tomba; poi la maggior parte delle reliquie furono razziate dai crociati nel XIII secolo, cosicché ne arrivarono effettivamente parecchie in Europa, sebbene non si sia riusciti a identificarle dai tanti falsi proliferati nel tempo, a Venezia, Costantinopoli, Napoli, Besançon, Ancona, Ravenna, ma soprattutto a Roma, dove si pensi, nel XVIII secolo si veneravano il cranio nella Basilica di S. Paolo fuori le Mura, un braccio a S. Ivo alla Sapienza, un secondo braccio a S. Luigi dei Francesi, un terzo braccio a Santa Cecilia; inoltre quasi un corpo intero nella basilica di S. Loernzo fuori le Mura.
La proliferazione delle reliquie, testimonia il grande culto tributato in tutta la cristianità al protomartire santo Stefano, già veneratissimo prima ancora del ritrovamento delle reliquie nel 415.
Chiese, basiliche e cappelle in suo onore sorsero dappertutto, solo a Roma se ne contavano una trentina, delle quali la più celebre è quella di S. Stefano Rotondo al Celio, costruita nel V secolo da papa Simplicio.
Ancora oggi in Italia vi sono ben 14 Comuni che portano il suo nome; nell’arte è stato sempre raffigurato indossando la ‘dalmatica’ la veste liturgica dei diaconi; suo attributo sono le pietre della lapidazione, per questo è invocato contro il mal di pietra, cioè i calcoli ed è il patrono dei tagliapietre e muratori.

FRANCESCO DE LUCA

Auguri di Buon Natale!!!


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La redazione del blog Santagatando augura a voi e alle vostre famiglie un felice e sereno Natale!!!

LA REDAZIONE

Buon Natale?


Forse penserete che questo video sia fuori luogo, pesante ed inopportuno proprio la mattina di Natale. Io non credo. Dopo essermi svegliato, ho pensato subito a quello che avrei dovuto fare oggi: andare a mangiare dai miei nonni, scambiarmi i regali con i miei amici, andare a fare gli auguri ai miei parenti, ecc…Voi direte: ma è una cosa normalissima? Avete ragione!! Per noi è sicuramente una cosa normale, non lo è invece per tutte quelle famiglie che non riescono nemmeno a mangiare il giorno di Natale e rischiono la vita tutti i santi giorni. Per alcuni la magia del Natale non esiste e forse non esisterà mai. Ragazzi, noi siamo molto fortunati. Non viviamo la vita egoisticamente pensando solo a noi stessi e ai nostri piaceri. Bisogna aiutare, nel limite delle nostre possibilità, chi sta peggio di noi, perchè c’è sempre chi sta peggio di noi. Buona visione!!!

Ricordatevi: L’uomo è povero solo per colpa dell’uomo!!!

ANDREA STURNIOLO

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