LA RIFORMA PER DIVENTARE AVVOCATI‏


alfano

Vi faccio presente una situazione che ritengo grave e sopratutto molto importante per tutti i noi che dopo tante fatiche vorremmo intraprendere l’attività lavorativa vi invito a far girare l’email e a inviare la vostra adesione.

Nei giorni scorsi il Ministro Alfano ha confermato ciò che era stato annunciato in anteprima circa un mese fa, ovvero che la riforma della professione forense sarà quella presentata al Guardasigilli dal Consiglio Nazionale Forense. Dalle parole del Presidente dell’Organismo Unitario dell’Avvocatura in occasione del cosiddetto Congresso Nazionale Forense della settimana scorsa si legge che “Ci fa particolare piacere, infine, che il Guardasigilli abbia confermato che la riforma della professione forense sarà l’autoriforma voluta dall’avvocatura e sarà separata da quella delle altre professioni….”. Il Ministro si è dichiarato quindi pronto a presentare in Parlamento il disegno di legge riguardante la riforma voluta dall’avvocatura.

COSA PREVEDE LA RIFORMA
Analizzando cosa prevede la stesura della proposta del C.N.F. si nota che, per quanto riguarda l’accesso alla professione forense, è sensibilmente ancora più rigida della precedente prevedendo:

- l’ impossibilità all’abilitazione per chi non passa i test d’ingresso e chi non possa frequentare le scuole solo forensi a pagamento e per non meno di 250 ore annue – art . 41 e art 42 Riforma (Ai fini dell’iscrizione nel registro dei praticanti è necessario il superamento di un test di ingresso, da svolgersi periodicamente con modalità informatiche presso la sede dei Consigli degli Ordini Distrettuali” e “Il tirocinio, oltre che nella pratica svolta presso uno studio professionale, consiste altresì nella frequenza obbligatoria e con profitto, per un periodo non inferiore a ventiquattro mesi di corsi di formazione a contenuto professionalizzante tenuti esclusivamente da ordini e associazioni forensi” e “c) la durata minima dei corsi di formazione, prevedendo un carico didattico non inferiore a duecentocinquanta ore per l’intero biennio; d) le modalità e le condizioni per la frequenza dei corsi di formazione da parte del praticante avvocato nonché quelle per le verifiche intermedie e finale del profitto, che dovranno essere affidate ad una commissione composta da avvocati, magistrati e docenti universitari, in modo da garantire omogeneità di giudizio su tutto il territorio nazionale)” .
Ad oggi non esiste alcuna barriera per concludere proficuamente la pratica forense essendo solo necessario frequentare uno studio professionale ( senza spese o esami di sorta)

- esami previa preselezione e solo con codici NON commentati Art. 44 (Disposizioni generali) 1. L’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato può essere sostenuto soltanto dal praticante avvocato che abbia effettuato il tirocinio professionale, che non abbia compiuto cinquanta anni alla data di scadenza del termine previsto per la presentazione della domanda di partecipazione e che abbia superato la prova di preselezione informatica di cui all’articolo 45…” e art 46 “. La prova scritta si svolge col solo ausilio dei testi di legge senza commenti e citazioni giurisprudenziali”
Ad oggi non esiste alcuna barriera per arrivare all’esame professionale ed è possibile utilizzare in sede di esami gli indispensabili codici commentati con le sentenze giurisprudenziali.

 - cancellazione di fatto del patrocinio legale “autonomo” (si potrà solamente sostituire il titolare di studio nelle sua cause) (art 41 Riforma) “Nel periodo di svolgimento del tirocinio il praticante avvocato, decorso un anno dall’iscrizione nel registro dei praticanti, può esercitare attività professionale solo in sostituzione dell’avvocato presso il quale svolge la pratica e comunque sotto il controllo e la responsabilità dello stesso, in ambito civile di fronte al Tribunale e ai giudici di pace, e in ambito penale, nei procedimenti che in base alle norme vigenti anteriormente alla legge 16 luglio 1997, n. 254 rientravano nella competenza del Pretore”
Ad oggi dopo un anno è possibile avere il patrocinio legale che dà la possibilità di guadagnare autonomamente con cause proprie in attesa di superare l’esame professionale.

- obbligo di presentare agli orali ordinamento e deontologia forensi e le materie più difficili (oggi solo facoltative) come diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale più due altre materie facoltative (art 46 Riforma “…….. in una prova orale in forma di discussione con la commissione esaminatrice, durante la quale il candidato dovrà illustrare la prova scritta, e dimostrare la conoscenza delle seguenti materie: ordinamento e deontologia forensi, diritto civile, diritto penale, diritto processuale civile, diritto processuale penale; oltre ad altre due materie, scelte preventivamente dal candidato, tra le seguenti: diritto costituzionale, diritto amministrativo, diritto del lavoro, diritto commerciale, diritto comunitario ed internazionale privato, diritto tributario”)
Ad oggi è possibile presentare solo materie molto semplici come diritto ecclesiastico , internazionale privato, diritto comunitario etc

- non si potrà sostenere l’esame dopo più di 3 bocciature (Art 43 Riforma) “Il Consiglio dell’ordine presso il quale è compiuto il biennio di tirocinio rilascia il relativo certificato che consente di partecipare alla prova di preselezione informatica per l’ammissione all’esame di Stato per le tre sessioni immediatamente successive, salvo il diritto di ripetere il biennio di tirocinio al fine del conseguimento di un nuovo certificato di compiuta pratica”
Ad oggi non esiste alcun limite

- non potrà sostenere l’esame chi ha 50 anni
Ad oggi non esiste alcun limite

La disciplina transitoria, qualora fosse realizzata, esenterà solo chi ha concluso la pratica forense al momento dell’entrata in vigore della legge e solo ed esclusivamente per quanto riguarda l’obbligo di seguire le scuole forensi. Tutte le altre disposizioni invece prescinderanno dalla disciplina transitoria e saranno valide per tutti.

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LA CAMPAGNA DI PROTESTA DELL’UGAI
Per fronteggiare quanto sopra Gaetano Romano, presidente UGAI -Unione Giovani Avvocati Italiani- ha lanciato una campagna di protesta. Chi volesse aderire può inviare e far inviare un messaggio ai seguenti numeri di fax 06.67793543 o 06.68897951 e/o alla mail alberticasellati_m@posta.senato.it con avviso di priorità ed inserendo il seguente oggetto e contenuto:

Oggetto: Uniti contro riforma avvocatura

Alla C.A. Ill.mo Presidente del Consiglio On. Silvio Berlusconi
Preg.mo Ministro della Giustizia On. Angelino Alfano
Preg.mo Sott. Alberti Casellati

Contenuto: Con la presente mail (o con il presente fax) mi dichiaro contrario-a a qualunque riforma dell’avvocatura

Distinti Saluti

…..nome e cognome…….

CALOGERO GRILLO

38 Risposte

  1. Calogero grazie per avermi fatto conoscere nel dettaglio questa riforma. Ora che l’ho letta posso dire che non va per niente bene e va necessariamente modificata. Non è accettabile assolutissimamente. Già noi studenti di giurispridenza siamo caricati con materie pesantissime. I libri sono vastissimi. Abbiamo meno appelli rispetto al numero di materie: cosa che sinceramente non ho mai capito bene. Dopo anni di studi e di enormi sacifici ognuno di noi desidererebbe diventare avvocato, giudice o notaio. E invece no!! La prova d’ingresso con questa riforma diventerebbe davvero micidiale, se non addirittura impossibile. La cosa che ancora non si è voluto capire è che bisognerebbe fare più pratica nei tribunali e sulle sentenze. La teoria alla fine serve a ben poco: serve solo per l’esame. Speriamo bene….

  2. Ormai sono fuori di testa. Qui anche con il titolo di avvocato si fa la fame. Un esame/concorso come quello proposto dovrebbe allora garantire qualcosa economicamente parlando. L’unica cosa carina che avevo letto era l’obbligo di pagare il praticante ma non capisco perchè qui non è riportato. Ed ancora non si può limitare il numero di tentativi soprattutto alla luce dei fatti…ovvero i compiti spesso non sono corretti. Scuole di specializzazione a pagamento? E se uno già si è fatto in 4 per pagarsi gli studi come fa? Non tutti quelli che vogliono fare gli avvocati hanno soldi. L’università è un salasso, i libri e codici non ne parliamo, poi tasse, iscrizione alle scuole di spec. libri ecc. alla fine ci vuole un mutuo, per cosa poi? per un titolo che non da nulla? MAh……….L’unica cosa che possono fare è tagliare a monte le cose, Università a numero chiuso

  3. A mio avviso ci sono alcuni profili anche meritevoli nella riforma. Ciò che invece immediatamente mi pare inaccettabile è l’omessa previsione di un regime transitorio per il requisito dei limiti di età.
    Sorgono minacce di illegittimità costituzionale, per violazione dei principi di uguaglianza, art. 3, co. 1-2; del diritto allo svolgimento di attività lavorativa secondo capacità, art. 4; della garanzia di realizzazione della personalità individuale e sociale, art. 2.
    Risulta infatti inammissibile che, sotto il regime della riforma, la disciplina transitoria ammetta deroga al conseguimento di un requisito formativo quale quello del diploma della scuola, e non preveda invece espressamente l’ammissibilità in regime transitorio all’esame per quanti risultino già regolarmente iscritti alla pratica.
    La proposta richiede idonea revisione onde consentire a tutti coloro già in corso di pratica di accedere in condizioni di parità sostanziale al sostenimento dell’esame.
    Risulterebbe gravemente lesiva di diritti costituzionalmente garantiti una disciplina che configurasse il caso di esclusione dall’esame, per esempio, per un soggetto che avesse adempiuto a tutti i doveri di svolgimento della pratica in un regime di assenza di requisiti d’età e si vedesse infine precluso l’accesso alle prove di ammissione.
    L’eventuale approvazione della riforma deve essere subordinata pertanto, a pena di illegittimità costituzionale, alle seguenti considerazioni:

    A) – deve essere necessariamente previsto un idoneo regime transitorio per tutti coloro che risultino iscritti alla pratica anteriormente alla data di entrata in vigore del provvedimento;

    B) per tutti questi soggetti può essere prevista l’opzione, definitiva e non revocabile, tra un idoneo regime transitorio e il nuovo regime;

    C) – la legittimità del regime transitorio deve valutarsi sulla base della necessaria non esclusione, a qualunque titolo, per coloro che risultino regolarmente iscritti alla pratica alla data dell’entrata in vigore del provvedimento.

  4. APPELLO SULLA RIFORMA DELL’ACCESSO ALLA PROFESSIONE DI AVVOCATO

    In questi mesi apprendiamo della proposta del Consiglio Nazionale Forense e del progetto di legge del senatore Mugnai per la riforma della professione di avvocato.
    Il ministro della giustizia Alfano ha già da tempo espresso la volontà di inserire tali proposte all’interno della ampia e controversa riforma della giustizia che verrà sottoposta alle camere nei prossimi mesi.
    In questa riforma si prevede tra le altre cose:

    test d’ingresso al praticantato,
    scuole forensi obbligatorie e a pagamento nel periodo di pratica,
    esame conclusivo della scuola,
    esame di pre-selezione per l’accesso all’esame di Stato,
    l’eliminazione dei codici commentati all’esame di Stato.

    Oltre l’esame di Stato stesso, ovviamente…

    non sarà inoltre possibile sostenere l’esame più di tre volte.
    Tale riforma se approvata sarà applicabile sia ai nuovi laureati che ai praticanti in corso.

    Le possibilità di ottenere quella che è un’abilitazione, ovvero non la garanzia di un lavoro ma la semplice possibilità di esercitare una professione a nostro rischio e pericolo, sembrano quindi restringersi, lasciandoci dubbiosi e critici su tale iniziativa legislativa.

    Ci chiediamo se vi sia realmente bisogno di una scuola forense obbligatoria e a pagamento successiva alla laurea, che unita alla pratica, sia un ulteriore ostacolo per chi non ha una famiglia che lo sostenga o per chi alla sua famiglia non può chiedere uno sforzo così prolungato.
    Ci chiediamo se in un tale periodo di crisi non sia invece necessario intraprendere una politica che favorisca i tempi e i modi d’inserimento delle nuove leve nel sistema produttivo e gestionale.
    Ci chiediamo se l’accesso alla professione di avvocato, come quella a tutte le professioni forensi e professioni in genere, non sia un banco di prova di un sistema universitario e produttivo che voglia favorire la redditività dello studio, la mobilità sociale basata sul merito e il ricambio generazionale.

    Un sistema ovvero in cui la cultura e il lavoro siano il reale significato della parola formazione, e che essa non sia invece sinonimo di precariato, sfruttamento e frustrazione per le nuove generazioni.

    E’possibile allora considerare il praticantato un lavoro? E’possibile immaginare un sistema universitario che consenta allo studente, per lo meno nella sua ultima fase, di incominciare a percepire un reddito da un’attività inerente alla sua applicazione?

    Perché il sistema delle borse di collaborazione non è applicabile anche per stage in tribunali e studi legali? Perché esso non è garantito per i meritevoli anche durante il praticantato? E’ possibile immaginare un contratto di collaborazione nazionale che, al di là della borsa, garantisca una retribuzione minima dell’attività lavorativa del praticante?

    Queste e molte altre domande ci spingono a confrontarci con i nostri maestri e con i nostri compagni di studio e pratica nella ricerca di un sistema universitario e formativo nuovo che garantisca a tutti la pari opportunità di realizzare le proprie aspirazioni professionali e di vita.

    Questo perché crediamo di trovarci di fronte ad una riforma parziale e di parte che va ripensata.

    Questo perché crediamo che una riforma dell’accesso alla professione di avvocato e del sistema di formazione universitaria e forense sia necessaria. Ma crediamo anche che essa debba essere pensata innanzitutto per tutelare gl’interessi e favorire l’espressione delle nuove generazioni, che sono la vera ed unica speranza di questo paese.

    Per questo facciamo appello a tutte e tutti gli interessati a dare il loro sostegno e la loro adesione e a partecipare attivamente agl’incontri tra studenti, accademici, istituzioni forensi e politiche che saranno organizzati nelle prossime settimane.

    Studenti Democratici Giurisprudenza “La Sapienza”
    Koinè

  5. Sono disgustata.
    Ho linkato il tuo post in una discussione sul mio blog, spero non ti dispiaccia…

    Vali

  6. Ho conseguito l’abilitazione alla professione forense quest’anno dopo 6 anni di tentativi estenuanti costellati da bocciature su compiti non corretti. Avevo pensato di tener sospesa per un po’ l’iscrizione all’albo, sia per motivi economici, sia per motivi lavorativi dato che per mangiare svolgo il lavoro di traduttrice. Ora francamente mi sento una perseguitata perchè in ogni caso rischierei di essere radiata dall’albo (io che sono una poveraccia e non uno dei classici avvocati delinquenti che getta discredito sull’intera categoria!). Non capisco su quale base si vadano a sindacare mie scelte personali come, appunto, decidere di fare l’avvocato o meno, farlo subito o tra dieci anni….ma che fine hanno fatto le libertà individuali. Queste proposte sono paragonabili all’accanimento terapeutico, di cui oggi purtroppo, vediamo gli effetti.

  7. LI AVETE VOLUTI AL GOVERNO QUESTI ROBIN HOOD DEI RICCHI. AUGURI!!!!!!!!!!!
    VI PORTERANNO E PURTROPPO CI PORTERANNO AI MINIMI TERMINI…

  8. La situazione é davvero grave.
    In primis, la legge é anticostituzionale. La nostra costituzione dichiara libertà di accesso a qualsiasi attività lavorativa. E’ chiaro che tutto questo é frutto delle manovre lobbistiche dell’ordine.
    Gli avvocati sono troppi? Può darsi, ma questo non significa porre dei limiti ai diritti naturali individuali (sbaglio o nelle università ci insegnati che i diritti naturali sono inviolabili?).
    Non concordo neppure sul limite di età.
    Non é possibile che una persona in un dato momento della propria vita, decida di modificarne il corso, provando a percorrere una strada diversa?
    Questi preconcetti sull’età potevano essere accettabili quando l’età pensionabile si raggiungeva a 55 anni, ma ora, mi sembrano solo atteggiamenti discriminatori e senza alcun fondamento.

    Lorella, Firenze 2009

  9. http://www.senato.it/leg/16/BGT/Schede/Ddliter/31300.htm

    Il Sig. Pasquale giuliano è stato l’ideatore di questa bella proposta. Infatti è un magistrato del PDL.
    Ora si capisce il perchè…

    scrivetegli ragazzi!!!!!

    giuliano_p@posta.senato.it

  10. E assurdo questa riforma. Sono un geometra libero professionista, e con tantissimi sacrifici mi sono laureato in legge a campobasso in 7 anni e tre mesi all’eta’ di anni 40, perche voglio cambiare professione, ed ancora non supero l’esame di Stato e se lo portano all’età max 50 per sostenere l’esame il mio sacrificio e andato perso…..E anticostituzionale !!!!!!!

  11. mi sono abilitata 8 anni fa e dopo alcuni anni di libera professione lavoro nel privato come giurista d’impresa. se passa la riforma non potrò più iscrivermi pur avendo (anche se i fautrori della riforma sostengono il contrario) in corso una formazione continua.

    bisogna bloccare la legge e dobbiamo impedire che i nostri diritti siano lesi.

  12. ragazzi sono un avvocato di Napoli ed anchio non digerisco questa legge pur non coinvolgendomi piu di tanto – a parte per il rischio che se non raggiungendo un certo limite di reddito ( assurdo 9 rischierei anchio la radiazione tuttavia mi disgusta la faciloneria, il sopruso che essa contiene nei confronti dei giovanissimi ( che teoricamente sono i piu deboli) . Penso che questa legge di riforma tuteli la casta degli avvocati centenari che a mio avviso sono i veri responsabili dell’attuale sfascio ( questo non solo in campo forense. Pertanto avrei intenzione di costituire un comitato allo scopo di far sentire i ns diritti ( siamo gia in due) e quindi mi rivolgo ad avvocati praticanti, laureati, neo laureandi e studenti che come noi vogliono una riforma seria per aderire scrivete starchic@libero.it

  13. Innanzitutto grazie mille per averci reso noto qual’è il testo di questa orribile riforma che lascia me, e i miei colleghi studenti di giurisprudenza più giovani o più grandi attoniti e demoralizzati su quello che sarà il nostro futuro!!

    Detto questo, caro Calogero, vorrei darti un consiglio: se tutti inviamo la mail all’indirizzo che te ci hai dato e scriviamo lo stesso oggetto, il destinatario (o chi per lui), potrà bloccare tutte le mail in ingresso contenenti quell’oggetto e i nostri sforzi potrebbero risultare invani!
    Che ne pensi se inviassimo tutti una mail avente oggetto diverso e uguale testo??? Così non rischieremmo di essere “bannati” o “spammati” dal destinatario!
    Pensaci e facci sapere. Io personalmente attendo tue notizie a riguardo prima di inviare la mail… Sono al terzo anno di giurisprudenza e nonostante sogni di voler fare il notaio rinuncio a priori anche a pensarci, viste le difficoltà previste per l’accesso a quella carriera… Ma se mi viene negata anche la possibilità di fare l’avvocato…. Io mi vado a sparare!!!! Una curiosità: non credete che l’attuale governo ce l’abbia con gli avvocati??? Nella scorsa legislatura, hanno fatto il 3+2 danneggiando così gli studenti di giurisprudenza (non solo loro, ma particolarmente) che al termine del loro corso di studi sarebbero stati SOLO avvocati nella materia che avrebbero scelto come specializzazione e non AVVOCATI IN SENSO VERO E PROPRIO… Ora se ne escono con la riforma dell’avvocatura!!!! Mah………………..

    A presto, Dario

  14. propongo una richiesta di megarisarcimento per tutti quelli che si sono iscritti a giurisprudenza (presumibilmente lo si fa per diventare avvocati e questo lo “promette”anche il raggiungimento della laurea in questione) e a cui poi per superati limiti di età sarà preclusa l’avvocatura.Che ci restituiscano quanto pagato in anni di studi, sacrifici, lavoro e studio e così via…

  15. Tuttto cio è assolutamente assurdo!!! anzichè pensare al futuro dei giovani , il governo pensa solo ad intascare soldi ed a disincentivare le ambizioni di tutti noi studenti perche probabilmente gli avvocati sono ormai troppi e perche hanno fatto bene i conti… Dovrebbero capire che la selezione sarà naturale nel tempo di pratica e queste tecniche non servono a nulla se non per quanto detto sopra!!! spero vivamente che non passi questa insensata riforma…

  16. ciao

    io svolgo la professione di giurista d’impresa ed ho superato esame di abilitazione da + di 5 anni… chi è nella mia stessa situazione? ci sono novità su iter riforma?
    grazie, saluti

  17. per risolvere il problema credo che basterebbe ammettere all’esame solo chi continua a svolgere la pratica forense complilandop il libretto ogni anno e non solo dopo i primi due
    in questo modo chi esercita veramente andrà all’esame e tutti gli altri no.
    dalle statistiche risulta che solo il 20% di coloro che fanno l’esame svolgono l’attività mentre l’altro 80% lo fa solo per provare visto che un titolo potrebbe servire e e magari svolge già altri lavori.
    noto il caso a roma di quello che faceva l’infermiere e comunque provava l’esame ……

  18. per risolvere il problema credo che basterebbe ammettere all’esame solo chi continua a svolgere la pratica forense complilandop il libretto ogni anno e non solo dopo i primi due
    in questo modo chi esercita veramente andrà all’esame e tutti gli altri no.
    dalle statistiche risulta che solo il 20% di coloro che fanno l’esame svolgono l’attività mentre l’altro 80% lo fa solo per provare visto che un titolo potrebbe servire e e magari svolge già altri lavori.
    noto il caso a roma di quello che faceva l’infermiere e comunque provava l’esame ……

  19. leggendo attentamente l’art.48 diviene chiaro che la disciplina transitoria riguarda anche i neo laureati in legge e quelli che si laureranno perchè al punto 3 della norma parla di test d’ingresso quindi la norma non si può riferire a chi ha concluso la pratica.poi a questi ultimi si riferisce forse in temini di tempo ossia devono superare l’esame di abilitazione altrimenti devono fare le scuole.quindi coloro che si stanno laurendi non fatevi prendere dal panico perchè è cos’ se no è formulata male la norma e non penso.bisogna protestare perchè bisogna togliere i test e le scuole semmai devono essere facoltative poi togliere assolutamemnte il limite di età di 50 anni perchè si tratta di libera professione e si va in pensione a 70

  20. questa riforma servirà a creare una super casta con superparcelle ,chi ci rimettera sarà solo il cittadino e chi sta studiando giurisprudenza.

  21. volete ridurre il numero di avvocati e creare avv. di qualità eccelsa,ecco la ricetta:abolire l’avv. per tutte le cause civili di piccola e media entità ,per i sinistri ,insomma per tutte quelle pratiche che un cittadino può svolgere autonomamente,così il numero di iscrizione a giurisprudenza diminuirà .

  22. Da un governo che chiede il test attitudinale per i futuri magistrati c’era da aspettarsi, per coerenza, un giro di vite per gli avvocati. E che ci siano in giro troppi avvocati è sotto gli occhi di tutti. Non ci sono questioni di costituzionalità di un certo rilievo, semmai va ricordato al legislatore (peraltro ispirato nientemeno al Consiglio Nazionale Forense, capolavoro tafazziano) che, mentre è giusto esercitare il massimo rigore per chi entrerà, in modo definitivo, indisturbato, con carriera automatica etc. in Magistratura: in quel settore vinci un concorso, a 40 anni 3000 € garantiti, con 45 gg. di ferie, posto sicuro, auto blu et. Per l ‘avvocato le cose stanno in modo diverso: anche dopo aver superato eroicamente e prodigiosamente tutte le prove ha davanti una carriera sempre incerta. Tanto più incerta se il suo sapere non coincide con brillanti risultati. E mentre un magistrato bestia va avanti senza problemi fino alla Suprema Corte, l’avvocato bestia muore di fame. Mica poco, o no?
    Nel film “Tutti dentro” Alberto Sordi a un certo punto esclama “che almeno l’ingiustizia sia uguale per tutti!”

  23. questa riforma servirà a proteggere gli avv. con uno studio avviato e i giovani saranno penalizzati.Bene ,vogliamo fare una riforma equa ,mettiamo dei lacci e laccioli anche per gli avv. che già esercitano ,perchè a pagare dobbiamo essere solo noi giovani avv.

  24. ai miei tempi la selezione avveniva negli anni, 2 ani di praticantato, poi lo scoglio del concorso, poi eri procuratore legale e basta, e solo dopo almeno 6 anni d’iscrizione e con un adeguato volume di procedimenti diventava “Avvocato”. La riforma che velocizzò la carriera (producendo ora effetti deleteri sulle aspettative immediate di carriera) si deve ad un tal notissimo avvocato emiliano che, esendo stato chiamato a fare il ministro, dovette lasciare lo studio, dove c’era il rampollo/a ancora “procuratore” quindi incapace di ereditare l’avviatissimo studio. Che fa? Todos caballeros: d’ora in poi superato il concorso si diventa direttamente “avvocato”! Questo furbastro fece il ministro (e la riforma “ad personam”) nel governo del “ribaltone”, antiberlusconiano, ergo di questo non parla e non parleranno mai i vari Travaglio, Grillo e Di Pietro. La mancata selezione attraverso il tempo minimo e il volume di pratiche minimo ha portato all’odierna inflazione in toga. E qualcuno dovrà pure ingollare cavoli amari.

  25. VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA!!!!!!!!

    MA QUANDO LA FINIREMO DI FARCI PRENDERE IN GIRO? SFRUTTARE? NON PAGARE?????
    SIAMO STANCHI DI VEDERE CHE C’E’ GENTE CHE SI LAUREA CON LA METà DEI NOSTRI PROGRAMMI E NON SA UN CAVOLO DI NULLA…ED ORA DOPO CHE CE N’Eè MILIONI DI LAUREATI SOMARI…CREANO IL BLOCCO PER ACCEDERE ALLA PROFESSIONE…
    COMPLIMENTI…
    MI AUGURO CHE NON PASSI QUESTA RIFORMA -BEFFA-VERGOGNA

  26. Io voglio sperare che chi si riconosce in questa sigla non porti a compimento una riforma che di liberale non ha proprio nulla.
    Le caste appartengono ad un’altra epoca che si è consumata, si spera, prima della Rivoluzione francese.
    Si liberalizza ogni ambito del mercato, escluso tutto ciò che ha a che fare con la giustizia, ma solo in europa.
    Incomprensibile sopprattutto pensando alla proposta di liberalizzare la professione, che se non erro arrivò da sinistra durante la scorsa legislatura e fù fortemente contestata anche da alcuni studenti.
    Che sia forse fare l’ochhiolino alla potente “Professione”….?

  27. MI VIENE LA PELLE D’OCA A LEGGERE QUESTO PROVVEDIMENTO SOPRATTUTTO QUANDO IL MARGINE CHE QUESTO PROVVEDIMENTO VENGA APPROVATO RISULTI ESSERE ALTISSIMO

    NON POSSIAMO PERMETTERE CHE CIÒ AVVENGA QUESTA LEGGE È PALESEMENTE ANTICOSTITUZIONALE E COSTITUISCE UN SCHIAFFO A TUTTI COLORO CHE HANNO SEMPRE SOGNATO DI RIVESTIRE LA CARICA DI AVVOCATO

  28. Figli di avvocati con studio avviatissimo , Gioite..il futuro è vostro . Potrete passare l’esame con l’aiuto di papino , dimostrerete sempre di avere un reddito alto,perchè papà vi darà la paternita di un certo numero di sue cause,e vi troverete ad essere membri indiscussi di una casta che in questi ultimi anni iniziava a scricchiolare.Forse il mezzo di protesta che si stà adottando non è abbastanza efficace , io proporrei delle manifestazioni , per meglio far sentire la voce di chi, verrebbe penalizzato in modo inverosimile ed in oltre si porterebbe a conoscenza della pubblica opinione cio che stanno cercando di fare approvare , certe consorterie. Ciao a tutti.

  29. era ora !

  30. vorrei capire come e possibile precludere la possibilita di diventare avvocato per limite d eta caro ministro mi spieghi allora il diritto allo studio per i lavoratori ,e stato sempre un un sogno per me essere avvocato ho 54 anni lei mi sta togliendo questa gioia la ringrazio

  31. lo spirito della riforma è quello di bloccare l’accesso alla profesione.
    ritengo incostituzionale il limite di età, mi vergogno di quanto proposto.
    Viva il nepetismo, ……………….Viva il liberismo.
    sveglia! siamo in un era di oscurantismo, ora aspettiamo l’instaurazione

  32. …altro che lasciare un commento!!!!…io lascio l’Italia!!!!!!

  33. Ho sognato sin da piccolo di esercitare la nobile professione d’avvocato. Non ho mai desiderato altro. Ho pianificato apposta il percorso di studio, conseguendo nel marzo del 2001 la gloriosa laurea per la quale, ai miei tempi, bisognava davvero sudare. Lo Stato mi impone poi di prestare il serivzio di leva, allora obbligatorio. Finito, mi aspetta la dura pratica, costellata di frustrazioni e umiliazioni. Mi accingo a sostenere l’esame d’abilitazione per la professione d’avvocato. Ci siamo, penso…. No, non subito, ancora un paio d’anni di umiliazioni e frustrazioni. Le forze allo stremo, la volontà spremuta. Al terzo tentativo supero la prova quasi con il massimo dei voti. Divento finalmente l’avvocato che sognavo di essere….Ma non è essere; soltanto fare per sbarcare il lunario. Eppure l’idea, l’immagine, è quella dell’abito gessato con relativa cravatta reggimental e auto di lusso. Magari… Credete a me, una riforma è indispensabile. Siamo veramente troppi. Troppi e troppo piccola la torta. La disparità con gli altri nostri simili (magistrati e notai intendo) è immensa. Eppure possediamo la medesima formazione. La riforma di cui si parla è l’unico modo per rivitalizzare e ridare la meritata dignità ed il dovuto rispetto a questa regina tra le professioni. Per noi che siamo dentro, (dico per quelli troppo vecchi per fare altro e troppo giovani per conquistare la necessaria fiducia degli altri e superare la spietata concorrenza) non avrà alcuna utilità. Ma per quanti veramente e fortemente sognano di indossare l’amata toga, rappresenterà il punto di svolta per ridare eccellenza alla professione.

  34. E’ una vera Vergogna! Un’ennesima ingiustizia, un’ulteriore beffa ai danni di tutti coloro che non essendo “Figli di Papà”, non facendo parte per nascita della c.d. ristrettissima casta di Magistrati, Notai e Avvocati di grido, si vedono ulteriormente restringere ed in modo sempre più eclatante le proprie possibilità di sbocchi professionali.
    Tutto ciò appare ancor più grave per tutti coloro che non avendo più 18 anni non possono più permettersi di cambiare indirizzo di studi e scegliere una facoltà diversa da quella di Giurisprudenza nella consapevolezza ormai sempre più acquisita e serrata che quest’ultima sia, oggi più che mai, riservata a pochi ristrettissimi eletti.
    I nostri politici lavorano incessantemente per tutelare gli interessi di casta piuttosto che per garantire a tutti un’effettivo diritto allo studio ed un reale principio di uguaglianza e di pari opportunità negli studi e nel lavoro.
    Tutto ciò, a mio avviso, è decisamente anticostituzionale!
    Nella nostra società continuano ad essere sempre più favoriti i figli di ricchi e potenti piuttosto che i più meritevoli. La concorrenza per i figli di papà viene maggiormente stroncata sul nascere, dalle Istituzioni stesse. Si lascia sempre meno spazio alla selezione naturale, sul piano professionale e lavorativo.
    La politica si rivela ancora una volta esclusivamente una farsa, un puro strumento di stratificazione e conservazione del potere. Questa è l’Italia.

  35. E’ chiaro il tentativo della Casta di chiudersi al mercato, imponendo paletti lobbistici.
    Il liberismo và bene quando è rivolto ad altri, quando è rivolto a questa professione allora non vale più.
    Il merito e la capacità individuali siano il solo metodo di selezione per chi sceglie questa professione, non le barricate a tutela delle rendite di posizione da lasciare ai propri pargoli.

  36. Ma per una persona che come me ha superato l’esame di abilitazione ma non si è ancora iscritta all’albo, cosa succederebbe in caso di riforma approvata?

  37. bisogna fare assolutamente qualcosa…è veramente vergognoso…ma possibile che in questo paese ultimamente si facciano solo leggi a scapito dei cittadini onesti, della gente che lavora, che fa sacrifici, della gente che non è nata con la camicia come qualcun’altro?Non sapevo fossero stati abrogati alcuni artt.della cost…1, 3 c.2, 4, primi tra tutti!!!…dove sono finiti i principi di eguaglianza formale e sostanziale, di solidarieta’, etc…è tutto inutile..lottiamo contro un sistema malato dove il ricco diventera’ sempre piu ricco, e il povero continuera’ a fare la fame…Una domanda: e se dopo 3 volte l esame non viene superato (diciamo per demerito..non di certo per mancanza di raccomandazioni) ,bisognera’ ricominciare il tirocinio , poi di nuovo esami…finchè non saremo considerati idonei o finche’ non troviamo un santo in paradiso? A me questa riforma sembra solo una gran presa per i fondelli..e purtroppo non possiamo farci nulla…delusione profonda da questo governo che fa finta di non vedere che stiamo diventando un’Italia di pagliacci

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